La strabiliante arte di Draghi nell’intortare mister papeete

“Non siamo particolarmente preoccupati per l’accaduto”: così, secondo La Stampa, Palazzo Chigi avrebbe commentato il voto leghista contro il Green pass, frase beffardamente liquidatoria che la dice lunga sulla considerazione che Mario Draghi ha di Matteo Salvini…

(pressreader.com) – di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano – “Non siamo particolarmente preoccupati per l’accaduto”: così, secondo La Stampa, Palazzo Chigi avrebbe commentato il voto leghista contro il Green pass, frase beffardamente liquidatoria che la dice lunga sulla considerazione che Mario Draghi ha di Matteo Salvini. Leggiamo infatti che il premier, superato “un misto di irritazione e stupore”, ha chiamato al cellulare l’altro, in vacanza a Pinzolo, che “ha abbozzato una risposta rassicurante”. Fermi tutti, perché la scena si presenta deliziosa: Salvini in canotta e alpenstok, che come un allievo somaro cazziato dal professore butta là una scusa sulla mandrakata del degno compare Claudio Borghi, di cui probabilmente era all’oscuro. Ora segnatevi questa: “Non si tratta di essere no-vax o no-Green pass, ho sia l’uno che l’altro”. Fantastico, il leader di un partito di governo giustifica il voto contrario a una legge sottoscritta dal suo stesso partito in Consiglio dei ministri e poi farfuglia la prima cosa che gli passa per la testa. Poteva anche rispondere: “Non tutti trovano 24mila euro in contanti nella cuccia del cane” (ma questa l’ha detta davvero). C’interroghiamo spesso sul giudizio personale che un personaggio come Draghi riserva agli attuali compagni di strada. Con Enrico Letta forse conversano di comuni esperienze internazionali. Giuseppe Conte è un docente di Diritto e forse condividono il linguaggio accademico. Ma con uno come Salvini, che ha studiato a Pontida e a Milano Marittima, di cosa diavolo parli? Ok, il presidente del Consiglio non deve fare conversazione, ma risolvere con gli alleati i problemi del Paese. Soprattutto le grane, materia su cui, dicono, l’ex presidente Bce è maestro nell’intortare l’interlocutore di turno, con una spiccata preferenza per Salvini. Come quando gli ha sfilato le dimissioni di Claudio Durigon (peggio dell’estrazione di un molare), promettendogli in cambio chissà quale giocherello. Ogni tanto lo convoca a Palazzo Chigi, così Letta è contento e i giornali hanno qualcosa da scrivere. Poi, lo mazzola promettendo “una stagione di disciplina”. Se Draghi fa bene a non essere “particolarmente preoccupato” di Salvini, Salvini ci fa venire in mente lo strepitoso Rutelli di Corrado Guzzanti ai tempi di Berlusconi, quello che piagnucolava: “Silvio, ricordati degli amici, ricordati di chi ti ha voluto bene”. Dalle premesse è solo questione di tempo.

15 replies

    • Proprio facilissimo non direi, visto che siamo in pieno semestre bianco e le camere non si possono sciogliere neanche volendo.
      Inoltre, se il Cazzaro Maximo uscisse dalla maggioranza, regalerebbe a Conte e ai 5stelle il potere di essere determinante per la sopravvivenza del Governo, motivo per cui non lo farà mai (anche se, ormai, ha fatto talmente tante cazzate, anche oltre il limite dell’autolesionismo, che mai dire mai).

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  1. Al Salvini Matteo interessa godersi una campagna elettorale permanente e questo a Mario lo Schifoso va bene, poiche’: per le cose serie c’e’ Giancarlo l’Infame, per le cose tristi c’e’ l’agognante della bilancia, Giorgia la Tossica, da usare come spauracchio.

    La democrazia non rappresenta i cittadini nella politica ma e’ una rappresentazione dei politici sempre di piu’ verso se’ stessi. Certi, altri hanno la pistola e fanno spalare gli altri.

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  2. — Il presidente del consiglio non deve fare conversazione con gli alleati ma risolvere i problemi del Paese–

    Certo che alcuni giornalisti sono molto bravi a far pensare le persone .
    Da quando un Governo riesce a completare l’opera senza che il governo dell’anno dopo non distrugga l’operato del precedente o strutturi il contrario, per poi, al terzo governo dell’anno dopo ancora, rimescolare nuovamente le carte?
    Comunque sia le tasse sono sempre più corpose, lo stato ha sotto il suo diretto controllo solo pochi segmenti essendo stato quasi tutto privatizzato e accorpato per ridurre le spese per scopi oscuri ai più; quindi parlare dei ministri in calza maglia alla coorte del re Draghi e delle loro sicumere cosa può valere se non un calendario per coloro che sono fuori dagli intrighi di Versailles ma, al contempo, ne bramano la conoscenza ?
    Serve a qualcosa, serve a qualcuno?

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  3. “lo strepitoso Rutelli di Corrado Guzzanti ai tempi di Berlusconi, quello che piagnucolava: “Silvio, ricordati degli amici, ricordati di chi ti ha voluto bene”. Dalle premesse è solo questione di tempo”

    infatti dove lavora adesso la “Palombella”?

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    • Adri, mancava: “ti abbiamo portato l’acqua con le orecchie…”, che mi fa morire ogni volta che la sento😆🤣🤣😆😆😆

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  4. Che Draghi ami “conversare” con Letta di “comuni esperienze internazionali” o usi “un linguaggio accademico” con Giuseppe Conte è a dir poco stupefacente. Draghi disprezza entrambi, allo stesso modo di Salvini, che non ha una laurea ma è pur sempre il leader del primo partito (nei sondaggi). Qui emerge il conueto snobismo di Padellaro e la pretesa superiorità della cosiddetta sinistra sulla cosiddetta destra. Non riesce proprio ad essere democratico e del resto è un veterocomunista, che dire di più?

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  5. “Draghi disprezza entrambi, allo stesso modo di Salvini”

    o mamma mamma mamma sai per CHI mi batte il corazon?

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