Dei deliri e delle pene: perché è assurdo far pagare le cure ai non vaccinati

(ANDREA STAITI – glistatigenerali.com) – Sto per scrivere un articolo che vorrei non dover scrivere, perché il suo contenuto dovrebbe essere del tutto auto-evidente a chi abbia almeno un minimo di coscienza morale. Sia detto per inciso: sono profondamente convinto (e ho provato ad argomentarlo in vari luoghi) che esistano evidenze morali intuitive e che chi le nega propinando etiche chiacchierone, procedurali, basate su negoziazioni infinite di soggetti allo sbando e, soprattutto, riproponendo l’eterna litania delle molte culture diverse sia o in malafede, o talmente offuscato da ideologie e letture francesi da non saper più attingere a quelle che sono le semplici fonti della moralità, l’esperienza diretta della sofferenza ingiusta e della fioritura di se stessi e di altri esseri umani.

Chiuso l’inciso, il delirio a cui il titolo allude è quello ventilato dal cotanto senno dell’onnipresente Ilaria Capua e dall’assessore alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato, secondo cui bisognerebbe far pagare di tasca propria le cure a chi rifiuta di vaccinarsi se dovesse ammalarsi seriamente di Covid-19. Sono apparsi diversi articoli sostenendo che questo sarebbe incostituzionale, ma qui vorrei suggerire che il problema è più profondo: se anche la Costituzione lo consentisse, sarebbe immorale.

Andiamo però per gradi. Anzitutto se il principio che sta dietro questa boutade fosse giusto, esso dovrebbe essere generalizzabile a tutte le malattie. Dovrebbero pagare di tasca loro i tossicodipendenti in overdose, i fumatori che si ammalano di enfisema, i bevitori che si ammalano di cirrosi, e financo i bambini che si ammalano di bronchite perché non hanno messo la felpa quando tirava vento al parco. A chi poi soffre d’asma o di altre malattie respiratorie croniche perché ha scelto di vivere nell’inquinatissima Pianura Padana dovrebbe venir pignorato il conto corrente. Prima di gravare sul sistema sanitario nazionale occorrerebbe un’istruttoria severa che accertasse la totale assenza di responsabilità del malato nell’aver contratto la malattia. Pura, palese follia. I nostri comportamenti, le nostre debolezze e le nostre convinzioni, magari errate, sono nella stragrande maggioranza dei casi per lo meno una concausa dei nostri malanni e il senso della medicina consiste nel prendersi cura di chi ne ha bisogno senza colpevolizzare né moraleggiare su cosa sarebbe stato giusto fare prima di ammalarsi. Prevenire sarà pure meglio che curare, ma questo non significa che se tu non hai prevenuto, io non ti curo. L’immoralità della proposta di Capua & co. comincia dunque a mostrarsi applicando il semplice test kantiano della generalizzabilità. Non posso volere che la massima “pagherai di tasca tua per curare malattie che sei colpevole di aver contratto” diventi una legge universale perché questo minerebbe alla base il senso stesso della pratica medica e renderebbe la malattia una sorta di colpa per cui il malato è tenuto a pagare una pena pecuniaria (come se non bastasse già il fatto di stare male).

A tutto questo si potrebbe obiettare che sto cavillando inutilmente: c’è una brutta malattia super-infettiva in giro, c’è un vaccino, se sei talmente ottuso da non volerti vaccinare e poi stai male arrangiati. Questo ragionamento è, a sua volta, profondamente immorale poiché tratta l’altro, in questo caso il non-vaccinato per scelta, come un mero mezzo in vista di un fine e non come un fine in sé (seconda formulazione dell’imperativo categorico kantiano docet). Agli occhi di chi invoca la pena pecuniaria (di solito gente che abita in ZTL e le cure se le paga sempre comunque di tasca propria per saltare le attese), i non-vaccinati per scelta sono degli esseri simil-bestiali che hanno rinunciato alla propria razionalità e come tali vanno esclusi dalla comunità degli ottimati che meritano le cure a carico dello Stato. Una prospettiva morale, di contro, riconosce che anche la scelta irrazionale di non vaccinarsi è espressione della razionalità, quella razionalità che rende gli esseri umani superiori rispetto a tutto il resto della natura e dunque non disponibili all’uso come semplice mezzo in vista di un fine, foss’anche quest’ultimo il più nobile dei fini concepibili. Per intendersi: se faccio una scelta irrazionale, allora sono un essere razionale e se sono un essere razionale, allora sono portatore di un valore assoluto, che chi si relaziona con me deve sempre e comunque riconoscere. Se poi oltre ad essere un soggetto razionale portatore di un valore assoluto pago pure le tasse, allora se mi ammalo mi devi curare, sempre e comunque, non infliggermi una pena perché bevo, fumo o non mi voglio fare il vaccino anti-Covid-19.

Dovrebbe essere buona cura dello Stato e dei mezzi di informazione continuare ad appellarsi alla capacità di discernimento di noialtri esseri razionali per cercare di persuadere che è meglio non fumare, bere con moderazione (ad esempio, 750 ml di vino a pasto, come suggeriva quel sant’uomo di Dom Pérignon) e vaccinarsi contro il Covid-19. La vera questione, che però rinuncio ad approfondire in questa sede, è: come mai lo Stato e la scienza medica hanno perso la fiducia dei cittadini in modo talmente irreversibile da non risultare più credibili quando intimano di vaccinarsi? Come fare a riprendersi da questa crisi di credibilità? Facciamo un esempio: vi ricordate il teatrino su Astrazeneca dello scorso marzo e poi di giugno? Io lo ricordo bene perché il giorno dopo che mi vaccinai con la prima dose, il 13 marzo, mentre ero ancora boccheggiante di febbre a letto, improvvisamente la somministrazione di questo farmaco venne sospesa per accertamenti. Il giorno dopo che ricevetti la seconda dose, cinque settimane dopo, arrivò invece la raccomandazione di usarlo solo per gli over 60. Se mai ci sarà una terza dose e mi somministreranno di nuovo Astrazeneca, non so più cosa aspettarmi il giorno successivo… a fronte di tutto questo, ritengo comunque ancora di aver fatto la scelta giusta e che vaccinarsi sia, al netto di tutte le incognite, la scelta più razionale e meno rischiosa. Ma non riesco proprio, scusate ma non ci riesco, a demonizzare chi non la pensa come me su questo tema. Le incognite sugli effetti di lungo periodo del vaccino ci sono eccome e chi non se la sente di esporsi a queste incognite credo vada al limite persuaso, non bullizzato, e sempre e comunque rispettato.

Chiudo con un’analogia storica piuttosto inquietante. Quando Agostino d’Ippona decise di sradicare l’eresia donatista (siamo nel IV secolo d.C.) sostenne che non si poteva pretendere di forzare la conversione degli eretici, perché la coscienza è, come tale, incoercibile. Tuttavia, ragionava Agostino, l’attacco ai beni degli eretici e le punizioni corporali potevano avere un effetto coadiuvante per una conversione assolutamente spontanea, aiutando i malcapitati a riconsiderare seriamente gli articoli di fede in questione e a riconoscere da sé stessi la verità del cattolicesimo. A distanza di secoli Ilaria di Florida e assessore di Lazio sembrano mettersi sulla stessa scia…la prospettiva di una pena pecuniaria in caso di malattia dovrebbe portare gli eretici del vaccino a riconsiderare seriamente la loro irrazionale posizione e finalmente a cedere in modo spontaneo alla vera fede. Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla: in Occidente abbiamo già frequentato la mentalità dei nudges, per altro in modi particolarmente cruenti e disumani.

Combattere il Covid-19 e proteggere le fasce di popolazione più deboli è un dovere morale ma non può diventare l’altare su cui immolare quelle acquisizioni intellettuali e umane che la nostra civiltà ha maturato e difeso pazientemente nel corso di lunghi e dolorosi secoli. Scegliere di non vaccinarsi non è una colpa e come tale non va punita. Si tratta, al massimo, di una decisione sbagliata che va spiegata come tale e possibilmente rovesciata, con le armi della discussione e della persuasione, ma soprattutto adoperandosi a ripristinare una fiducia nelle istituzioni che chi le ha incarnate negli ultimi decenni ha fatto di tutto per minare alla base. Ci vorrà del tempo, magari rallenterà l’uscita dalla pandemia ma almeno, quando ne usciremo, non avremo spostato nostro malgrado le lancette della nostra cultura indietro di mille e settecento anni.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

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20 replies

  1. Qui ormai siamo alla santa inquisizione.Ti promettono i “medici”?Che se verrai ospedalizzato e non vaccinato sarai trattato nel peggiore dei modi.Fate voi.

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  2. Sono d’accordo che non sia giusto far pagare le cure a chi non si vaccina, ma queste persone devono essere coscienti che un malato di covid-19 non vaccinato che va in terapia intensiva usufruisce di una risorsa costosa, preziosa e limitata, magari togliendo quel posto a portatori di altre patologie come ictus, infarto o incidente

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  3. Sono d’accordo che non sia giusto far pagare le cure a chi non si vaccina, ma queste persone devono essere coscienti che un malato di covid-19 non vaccinato che va in terapia intensiva usufruisce di una risorsa costosa, preziosa e limitata, magari togliendo quel posto a portatori di altre patologie come ictus, infarto o incidente.

    Forse lo Stato potrebbe disporre un accertamento fiscale e patrimoniale ai non vaccinati che finiscono in terapia intensiva, tanto per essere sicuri che abbiano contribuito al SSN…

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    • Ecco Carla Bi.
      Questo è il tarlo che mi attanaglia da mesi: ma tutta questa foga e questa indignazione per le cure a carico del no vax e 5g, come mai l’italiano medio (e solitamente mediocre) non l’ha sviluppata contro il no tax? Cioè quelli sono molti di più, ognuno di noi ne ha uno sulle spalle. Tutti a preoccuparsi dei no vax. Ora voglio proprio vedere alla fine di Settembre quanti ne saranno rimasti. Ad ogni modo essendo già vaccinato il 70% ed essendo esclusi i bambini, siamo abbondantemente sopra la no tax area.

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    • Parlare di Fisco nervosetto ad una categoria esclusa da qualcosa? Qualunque essa sia? E figurati le giaculatorie, ammesso che sia possibile scatenerebbe le lagne del peggio del peggio…
      Ad ogni modo, io vedo favorevolmente i professionisti della medicina, privati, che scrivono sulla porta “O cosi’ o Pomi'”. Il ragionamento per il quale il rischio di contagio si moltiplica immediatamente nello spazio professionale del medico (due settimane di chiusone) e delle pazienti (tutti a tamponarsi in serie) preserva l’assunto ippocratico.
      Al limite, per coloro che non vogliono vaccinarsi, mettere su degli spazi esclusivi e ben in sicurezza nei quali tutto il personale, dall’uscere al chirurgo, vanno bardati alla “Toglie lo sporco al 100%”, e dipoi far pagare alla clientela i vari costi aggiuntivi.
      Sempre una discriminazione, ma piu’ gustosa, credo.

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    • X Carla,

      se l’accertamento fiscale deve essere, voglio vederlo per chiunque giri con un macchinone sopra i 50.000 euro di valore, se mi permetti.

      Poi per tutti: questo è un pezzo di un articolo di affaritaliani.it, che descrive cosa realmente stia succedendo in UK:

      Riassumendo, parlando degli over 50, 48.264 sono coloro che seppur vaccinati si sono contagiati, mentre solo 4.891 si sono contagiati ed erano non vaccinati, probabilmente sempre a causa della variante Delta. In proporzione coloro che finiscono in emergenza sono un decimo rispetto all’ammontare dei contagiati ma la statistica depone ancora una volta a favore dei non vaccinati: il rapporto è circa 4 vaccinati in emergenza contro un non vaccinati. La contabilità dei deceduti con la stessa età invece (in proporzione un 48esimo rispetto al numero complessivo dei contagiati) depone sempre a favore dei non vaccinati: se 1076 sono i deceduti vaccinati, risultano essere 318 i non vaccinati.

      Gli abitanti del Regno Unito sono circa 66,6 milioni. L’88% della popolazione adulta ha ricevuto una dose di vaccino mentre il 77% ha ricevuto entrambe le dosi. Un dato significativo sapendo che il Regno Unito ha revocato quasi tutte le sue restrizioni a metà luglio, consentendo alle persone di socializzare, viaggiare e tornare a lavorare negli uffici. Circa 8,5 milioni di britannici non ha avuto alcun contatto col vaccino.

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      • Carla, io sono qui per farti ingelosire, per mettere in subbuglio il tuo sangue, per alzare la temperatura del tuo ipotalamo. Lo sapevi? Dai che non lo sapevi… Lo sapevi?

        Ma, tu essendo fiorettista di calcoli trascendenti, decimali di statistica, genio della approssimazione stocastica, pensi che se uno contasse tutti quelli che si bagnano quando piove, non troverebbe costei (le donne, sempre prima!) che in effetti la stragrande maggioranza dei bagnati sono altresi’ vaccinati, e che quindi la sparuta minoranza di non vaccinati eppur bagnati dimostra che i vaccini non proteggono dalla pioggia?

        PS Ma lo sai che con i pantacollant sugli scogli fai un figurone?

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  4. Si potrebbe estendere a: non hai il casco? tutte le cure possibili immaginabili ma poi ti mando il conto.
    Altrettanto senza la cintura di protezione, fuori pista, etc.
    Ha beneficio di coloro che non hanno nulla.

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  5. La cura è un diritto, altrimenti ce lo dicano e smettano di trattenerci i contributi.
    Piuttosto, la scorta non lo è e costa molto di più di un ricovero ospedaliero. Quindi i “virologi” da TV se ne tacciano e comincino a lavorare: nessuno li obbliga alla visibilità. Capisco che la scorta sia il massimo dello status, ma potrebbero ben pagarsela da soli, esattamente come augurano a chi non si vaccina. Stare al lavoro e tacere non implica alcun “effetto collaterale”, anzi.
    Ma forse per i pazienti, date le performances dei nostri in questi mesi, è meglio che se restino in TV.

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    • Lei è l’unica persona che ragiona arrivando a delle conclusioni sensate che altri commentatori neanche intravedono.
      Mi trova d’accordo in tutto e aggiungo che se fossi stato al posto di Burioni, che ho visto sfilare sul red carpet a Venezia, mi sarei vergognato di partecipare ad un evento così mondano che evedenzia come tale soggetto sia più interessato alla propria vanagloria che all’impegno vero di professionista serio.
      Una donna con una marcia in più. Continui così.

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  6. Anche senza scomodare sant’Agostino, va ricordato che non più tardi di 3 mesi fa la mitologica EUROPA ci ha chiesto esplicitamente, di NON discriminare i no-vax ovvero coloro che per qualsiasi ragione, di salute o personale, non si vaccineranno.

    E queste proposte non sono una DISCRIMNAZIONE, da parte della Capra Capua e dell’assessore laziale?

    Quando è troppo, è troppo.

    Tra l’altro la Capua ha detto circa il 20 marzo 2020 che di COVID erano morte ‘2 persone’, con i soliti modi da pescivendola, tra l’altro. Faceva riferimento, la capretta, alla ricerca che fecero in cui raccontarono che di 200 morti COVID solo 2 o 3 non avevano patologie pregresse, argomento ad minchiam comunque perché se hai il diabete non è detto che devi morire di polmonite virale.

    Ma la Capua che ne sa? Per questo se ne esce con quelle frasi da casalinga di Voghera. E persino Bassotti l’apostrofò, quando ancora non era pancia a terra per i vaccini, di essere solo una ‘veterinaria’.

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  7. Sarebbe un precedente molto pericoloso.
    Forse un “aiutino” per distruggere completamente la sanità pubblica a favore, come negli US, delle Assicurazioni private.
    Che ormai, dati i nostri dati più sensibili ( genetici) a disposizione di tutti, ben ci possono conoscere e comportarsi di conseguenza.
    Auguri.

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  8. C’è un evidente vizio di forma nell’argomentazione: la cirrosi, la tossicodipendenza, l’enfisema e quant’altro declinato, NON SONO CONTAGIOSI, quindi chi li contrae fa il male di se stesso, ma non nuoce a nessun altro. Al contrario, il covid è estremamente contagioso, e contrarlo vuol dire essere un pericolo per gli altri, sia in termini di diffusione, sia in termini di possibile creazione di varianti, che potrebbero rendere inutili tutti i sacrifici fatti fino ad ora.

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    • Capirei se il vaccino inducesse immunità, ma non lo fa. Ne sappiamo ancora poco, il tempo biologico non si compra. Non a caso fino ad ora la creazione di un vaccino impiegava parecchi anni e non parecchi mesi. Il fatto che il numero dello volontari ( questo siamo) sia altissimo significa poco. Infatti i contagi crescono ugualmente e purtroppo cresceranno anche i morti.
      È proprio questa la ragione per la quale nessuno Governo prescrive l’obbligo – ci arriva prendendoci… per fame… – e dobbiamo firmare un consenso informato.

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  9. Il green pass è una cag…a pazzesca. Costa, i no vax non lo vogliono, i controlli devono essere fatti anche da chi non sarebbe tenuto a farlo, spesso non vengono effettuati,molti anziani hanno solo quello cartaceo e lo smarriscono quasi sempre. Insomma, un gran casino. Il governo deve tirar fuori le palle, che finora ha dimostrato di non avere, per rendere obbligatorio il vaccino, al pari di quelli per poliomielite, difterite, tetano, ecc.

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