Travaglio: “Scippi” nel Cda Calvosa e Pavone: noi del Fatto non piazziamo nessuno

(di RQuotidiano) – Caro direttore, ho letto su vari siti di giornali, di destra e non, che la candidatura della vostra consigliera di amministrazione Layla Pavone a sindaco di Milano per il MoVimento 5 Stelle è il suo secondo “blitz”, dopo il passaggio di Lucia Calvosa (altra ex del vostro Cda) alla presidenza dell’Eni, per aumentare l’influenza de “il Fatto quotidiano” nella politica e nelle istituzioni, d’intesa con Giuseppe Conte. Ho cercato sul “Fatto” una sua replica a queste accuse, ma non l’ho trovata. Perché?

Gianna Manzoni

(Marco Travaglio) – Cara Gianna, a parte il rischio – segnalato da Arthur Bloch – che corre chi si mette a discutere con gli idioti, e cioè quello che poi la gente non noti la differenza, non ho finora risposto a quelle baggianate per due motivi: perché mi veniva da ridere e perché mi pareva che nel mondo accadessero cose un tantino più importanti di questa. Ma, siccome oltre a lei alcuni altri lettori mi hanno chiesto lumi, rispondo volentieri a voi. Layla Pavone è entrata nella famiglia del “Fatto” grazie a Peter Gomez che, in quanto direttore del nostro sito, apprezzava le sue doti di manager nel mondo del web e delle start-up. Io l’ho conosciuta poco (tre o quattro incontri di sfuggita), ma chi ci ha lavorato me ne ha sempre detto un gran bene. Per questo è entrata a far parte del Cda di Seif come consigliere indipendente (non era fra i nostri azionisti e non ne rappresentava nessuno). Esattamente come Lucia Calvosa, altra fuoriclasse del diritto societario. Due donne competenti e oneste che i 5Stelle ci hanno “rubato”, Lucia per la presidenza Eni, Layla per le Comunali a Milano. In entrambi i casi tutti hanno scritto che le avrei “piazzate” io per non si sa bene quali motivi. È vero esattamente l’opposto: ho sperato che entrambe rifiutassero. Invece hanno accettato, le abbiamo perse (le loro dimissioni erano doverose) e siamo stati costretti a sostituirle in fretta e furia. Compito non facile, essendo arduo trovare consigliere indipendenti degli standard etici e professionali richiesti dalla nostra azienda. E per fortuna le abbiamo trovate. Che il M5S cerchi gente competente e onesta va a suo onore. Ma mi auguro che in futuro la trovi fuori dal Fatto, perché noi da questi “scippi” abbiamo tutto da perdere. Che io e/o il Fatto ci guadagniamo qualcosa dalla nomina della Calvosa all’Eni o dall’ingresso della Pavone in politica, può pensarlo solo un branco di squilibrati. Infatti è quello che hanno scritto o lasciato intendere tutti i media che se ne sono occupati.

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