Il 2021 si porta via pure Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones


Morto il batterista dei Rolling Stones Charlie Watts. Aveva 80 anni. “Per una volta, il mio tempismo è stato leggermente sbagliato” aveva detto con una punta di ironia, dopo l’intervento del quale non era stata specificata la natura. Watts aveva fatto sapere di aver bisogno di riposo e di non poter prendere parte alle prove della band che inizieranno tra un paio di settimane.

Grande appassionato di jazz, che continuava a suonare parallelamente alla sua attività con gli Stones, Charlie Watts è stato l’ultimo tra i componenti ad unirsi alla band. Si era fatto le ossa suonando nei locali a Londra nei primi anni Sessanta esibendosi al fianco di Alexis Korner. Fu soltanto nel gennaio del 1963 che egli si unì in pianta stabile alla band di Jagger, Richards, Wyman e Jones, per rimanervi poi fino alla sua morte.

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23 replies

  1. Per non parlare del grande Gianfranco D’Angelo, mattatore indimenticable ma dimenticato da quasi tutti.

    Certo che fa una certa impressione vedere un 80enne alla batteria, come passa il tempo.

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    • Su dai?

      Ha fatto DRIVE IN, il programma comico di maggior successo anni ’80.

      Ha imitato tra gli altri: Piero Angela, Raffa Carrà, Spadolini, De Michelis, Batman, Pippo Baudo, Katia Ricciarelli, Roberto Gervaso, la contessa della Rovere o come diavolo si chiamava, e mille mila altri.

      Non ce n’erano come lui, bravissimo anche ad inventarsi personaggi come la gag di Has Fidanken, oppure i film satirici sui successi dell’epoca, dal Nome della Rosa a Terminator.

      Un talento eccezionale, che Mediaset ha sostituito di fatto con quella gatta morta di Iachetti, tenendosi il monocorde Greggio alla conduzione di Striscia.

      Bell’evoluzione, non c’é che dire.

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      • Anche Marco Travaglio ne ha detto un gran bene.

        Evidentemente è un somaro funzionale che ha riferimenti culturali pessimi.

        Ma del resto, sempre meglio di una nazivaccinara de sinistra.

        Vero Liana?

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      • Non sono Travaglio-dipendente.
        La tua opinione, poi, mi tange molto meno, anzi direi che è utilizzabile, nel dubbio, per orientarsi sull’esatto contrario.

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  2. Dagli Stones ai… Maneskin…

    (80 anni, caspita, e Mick alla stessa età continua a saltellare sul palco. Ma non dovevano essere morti tutti giovani per gli stravizi? Non è che ci hanno fregato?)

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  3. RIP.
    Che fantastica band che sono stati i Rolling Stones, ancora li ascolto volentieri nonostante tutte le volte che li ho già ascoltati.

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  4. Tra l’altro quelle dei Rolling Stones sono canzoni vecchie, quindi per qualche “vecchietto” sono molto evocative.

    Hanno un valore anche per questo, sono la colonna sonora delle nostre esperienze di vita giovanili.

    Anche la musica pop ha questa caratteristica ma vuoi mettere?

    Giovani di oggi che come colonna sonora delle loro vite hanno gli Sfera Ebbasta e giovani di ieri (diciamo dell’altro ieri) che avevano i Rolling Stones…

    Un regresso musicale.

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  5. Per non essere “frainteso”. Chiunque fa le “cose” con “senno”. È già dotato di grazia.Non è da meno di nessuno…neanche delle pietre rotolanti. Un conto è essere rock star un altro è essere “normali”. Rolling Stones bravissimi ma la gente a posto molto di più.

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  6. Comunque preferisco i Beatles: hanno sempre cercato di cambiare, di sperimentare.
    I Rolling di provocare, ed ai tempi certamente lo hanno fatto. Adesso è routine.
    Ma certi suoni battono ancora dentro lo stomaco.

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