Perché per Vittorio Sgarbi è giusto reintitolare la piazza di Latina al fratello di Mussolini

(di Vittorio Sgarbi) – Nessuno ha ricordato che Latina è stata fondata novanta anni fa, e che fra dieci anni anni se ne celebra il centenario. Per singolare coincidenza la sua fondazione è nell’anno successivo alla precoce morte di Arnaldo Mussolini, fratello di Benito. Un dato storico che non è possibile cancellare, e che costituisce una caratteristica di Latina. O potremmo negare, per compiacere la Boldrini e i sostenitori, senza rischio, di Mafia capitale, che l’E42,oggi Eur, è un quartiere fascista?
Latina deve proclamarsi antifascista anche nella sua stessa costituzione muraria?

Purtroppo è impossibile. Latina è una città fascista. Precisamente è una delle più giovani città d’Italia, essendo una città di fondazione nata col nome di “Littoria” durante il ventennio fascista, a seguito della bonifica integrale dell’Agro Pontino, e inaugurata il 18 dicembre 1932. Volendo essere più precisi, si osserverà che l’inaugurazione è quasi coincidente con il primo anniversario della morte di Arnaldo, il 18 dicembre del 1931. Dovremo credere che Benito Mussolini, durante la costruzione di Latina non abbia pensato a suo fratello Arnaldo? O qualcuno vorrà cancellare Romolo e Remo dalla fondazione di Roma, e sostituirli con Falcone e Borsellino? Come ci racconta Plutarco “Romolo sembrava possedere maggiore capacità di giudizio ed un’innata perspicacia politica, mostrando nei rapporti con i confinanti per il diritto al pascolo e di caccia una naturale predisposizione al comando piuttosto che alla sottomissione”. Non osservate una vaga somiglianza con Benito?

Meglio, comunque, farli dimenticare quei due facinorosi fratelli, e ricostruire una storia più lusinghiera, antifascista e antimafiosa. Dunque Roma in realtà fu fondata nella premonizione di Falcone e Borsellino. Quali Romolo e Remo! Con quei trascorsi, poi, come ci ricorda Tito Livio: “Irrobustitisi nel corpo e nello spirito, non affrontavano solo le fiere, ma tendevano imboscate ai banditi carichi di bottino. Dividevano il bottino delle rapine con i pastori e dividevano con loro cose serie e ludiche, mentre cresceva il numero dei giovani giorno dopo giorno”. Fascistacci! E, per colpa loro, come Littoria è stata trasformata in Latina, Roma è stata chiamata Mafia capitale. È incredibile la sistematica mistificazione non solo dei giornalisti e dei penosi provocatori dell’“l’infetto quotidiano” ma degli storici che, interrogati sulla questione, mentono sul presente e mentono sul passato. Non è vero che il sottosegretario Claudio Durigon ha proposto di intitolare il parco di Latina, oggi dedicato a Falcone e Borsellino, ad Arnaldo Mussolini. Vero è il contrario, che Durigon ha semplicemente proposto il ripristino della originaria titolazione toponomastica del Parco al giornalista socialista Arnaldo, affermando: “Questa è la storia di Latina che qualcuno ha voluto anche cancellare con quel cambio di nome a quel nostro parco, che deve tornare a essere quel parco Mussolini che è sempre stato”.

Nessun dubbio che sia opportuno onorare Falcone e Borsellino ma altrettanto importante è non strumentalizzarne il nome per attribuirsi i loro meriti e crearsi il nome immotivato di città antimafia. È proprio di molte amministrazioni di sinistra che hanno finto di ignorare che Borsellino era vicino al Msi di Giorgio Almirante e hanno cercato di farsi scudo della gloria dei due magistrati e del loro sacrificio. La finta antimafia di Antonello Montante dovrebbe rappresentare un monito ancor più inquietante, dopo che una magistratura politicizzata e un sindaco depensante hanno umiliato Roma togliendole il nome in favore di Mafia capitale (cosa molto più grave della rivendicazione di Durigon), per attribuirsi patenti antimafia senza correre alcun pericolo e senza rischiare, protetti da potenti e inutili scorte, la vita, come hanno rischiato Falcone e Borsellino. In realtà per chi sa rispettare la storia le variazioni toponomastiche sono ispirate alla retorica dei nuovi poteri, e buona norma sarebbe non usare nomi sacri come quelli di Falcone e Borsellino per cambiare denominazione a vie, piazze, aeroporti, lungomari, parchi, in modo opportunistico e strumentale.
Durigon ha semplicemente fatto riferimento a regole e principi elementari di chi ha cosciente rispetto per la toponomastica storica. Quasi sempre i mutamenti non hanno buone ragioni ma oscuri interessi.

La nuova titolazione fu voluta dal sindaco di centro sinistra Damiano Colletta in tempi molto recenti, il 19 luglio del 2017, con l’immancabile inaugurazione alla presenza della retoricissima Presidente della Camera, Laura Boldrini. Un abuso storico colpevolmente ignorato da storici come Mauro Canali che dimenticano che il Parco Comunale era stato dedicato ad Arnaldo Mussolini. Toccherà ora a Draghi ricordarlo, per rispondere a chi gli chiede le dimissioni di Durigon. Si possono leggere, in questa surriscaldata polemica estiva, osservazioni del genere: “Arnaldo in pubblico era un moralista tutto casa e chiesa ma ha avuto per anni un amante a cui comprò anche degli appartamenti”. È una considerazione del sensibile storico Canali. Che dire allora del fascistissimo Montanelli (uomo di destra amato da Marco Travaglio) che condivise la sua esistenza con una moglie ufficiale, a Roma, Collette Rosselli, e un’amante seminascosta, a Milano, Marisa Rivolta.
È quest’ultima che parlando dei loro soggiorni a Cortina afferma: “Ci eravamo conosciuti là, dove andavamo entrambi in vacanza. Abbiamo fatto molte passeggiate per i monti con altri amici, compresa la compagna di lui, Colette Rosselli, prima che iniziasse il nostro amore”.

Come giudicherà il rigorosissimo Canali il direttore Indro Montanelli, collega di idee e di vita dissolute di Arnaldo? Ancora, il richiamo di Canali al delitto Matteotti coinvolge Arnaldo, giornalista, in rapporti con gli esecutori del crimine che non sono mai stati dimostrati. Come fondatamente indica Giulia Albanese, Arnaldo “non fu esclusivamente un fedele seguace del fratello, malgrado questa rappresentazione sia a lungo prevalsa, anche perché fortemente suffragata da Arnaldo stesso. Negli scritti e nella corrispondenza emerge in realtà una certa sua autonomia di posizioni, come quando gli fu proposta la presidenza della Provincia di Forlì, un incarico che il fratello gli ingiunse, senza successo né conseguenze, di rifiutare”. Ma nella vita di Arnaldo, a partire dal 1928, iniziarono tempi sfortunati.

Dapprima, nel maggio, fu vittima con la moglie di un incidente d’auto tra Cesena e Forlì. A ottobre fu diagnosticata una grave malattia al figlio, Sandro Italico, che morì nell’agosto 1930, a soli vent’anni. Arnaldo gli dedicò, subito dopo la morte, un volume di ricordi e riflessioni, Il libro di Sandro (Milano 1930), uno scritto pervaso da un anelito profondamente religioso, al punto che il figlio viene rappresentato con l’immagine di un santo in terra. Con la perdita del figlio sembrò svanire – secondo quanto affermarono molti dei suoi amici – anche la voglia di vivere del padre. Alcuni suoi collaboratori raccontarono infatti che qualche giorno prima di morire, dopo aver avuto una piccola crisi cardiaca, Mussolini raccontò di aver sentito la morte vicina e di averla aspettata con gioia. Il 21 dicembre 1931 morì in seguito a un infarto”.

Inaccettabile la fantasiosa ricostruzione del serenissimo Canali relativa a tangenti (termine invalso nell’uso con tangentopoli) che sarebbero arrivate ad Arnaldo, e furono in realtà finanziamenti per “Il popolo d’Italia” da parte di una banca americana. Singolare che lo storico scriva di questo sul giornale che ha preso due milioni e mezzo di euro da UniCredit, finanziamento assistito del Fondo centrale di Garanzia pari al 90% dell’importo, a sessanta mesi. Soldi garantiti dallo Stato dopo l’invocazione dell’amico Giuseppe Conte che chiese alle banche “un atto d’amore per l’Italia, uno sforzo per erogare subito liquidità alle imprese”.

Dunque, per ricostruire correttamente la storia, Durigon non ha chiesto di sostituire i venerati nomi di Falcone e Borsellino con quello vituperato di Arnaldo Mussolini, ma il contrario: di restituire ad Arnaldo ciò che gli era stato tolto per ragioni politiche. Nulla di scandaloso. Anche perché sarebbe stato sufficiente e più corretto anche per la memoria dei due eroi, dedicare loro un altro spazio anche più importante, e senza nome, della città di Latina. Cadendo dall’alto, per loro, ogni luogo è proprio, senza cancellare la Storia. Onore e non prepotenza. Per quanto riguarda Arnaldo non si possono attribuire a lui le responsabilità e le colpe del fratello. Sono stati fascisti anche i giornalisti Indro Montanelli e Giorgio Bocca, del quale si conoscono tristi dichiarazioni antisemite. Ma su di loro è caduto il perdono della storia con la conseguente celebrazione.

A un amico di Montanelli, Marcello Staglieno, si deve un testo importante e documentato, che assolve il non colpevole: Arnaldo e Benito. Due fratelli.
Il tenore degli attacchi a Durigon, gli insulti e le menzogne sono vere e proprie espressioni di squadrismo fascista. E ,come Mussolini trovò sostegno nel Popolo d’Italia, i nuovi fascisti hanno il loro manganello nell’”Infetto quotidiano”. La storia si ripete. Ma lasciate in pace Arnaldo, vittima di ipocriti.

36 replies

    • Inanellando una serie infinita di argomenti fantoccio pretenderebbe con il suo soliloquio di stravolgere la realtà della storia contemporanea. Sgarbi… chi ti ha pagato per procedere alla ripulitura del Dury? Sei famoso per i tuoi “interventi gratuiti” alla cetto la qualunque. Le mal studiate capriole concettuali che hai inserito fanno presa sulla pancia della crema della popolazione di strada di cui aneli brandelli di consensi e voti.
      Non, vali neanche tempo da dedicarti.
      Solo un concetto : un vaffa culturale ad un diffusore di ignoranza civica.

      Piace a 1 persona

  1. visto che il fratellone aveva preso soldi dal controspionaggio britannico
    https://www.reuters.com/article/us-mussolini-idINTRE59D4MW20091014
    forse voleva emularlo

    comunque la si voglia guardare, intitolare una strada , una piazza, o anche una latrina,
    a personaggi che hanno fatto una guerra temeraria che hanno perso ignobilmente
    dopo aver distrutto nazioni e persone, anche connazionali, e penso ai coscritti non certo
    ai volontari, non mi pare una gran cosa.

    lasciamo i fratelli nei libri di storia, che è meglio.
    abbiamo già troppe teste calde in giro, se le galvanizzi pure…

    ma Sgarbi è lui stesso solo se sminchiona

    Piace a 4 people

  2. uno che posta una foto nudo seduto sul wc, non do nessun credito, poi con i trascorsi, politici-lavorativi. Resta seduto e concentrati lì. Così nessuno ti consiglia di andarci. Critica i quadri che ti riesce molto meglio, detto da un imbianchino della propria casa.

    Piace a 3 people

  3. ovviamente omette di ricordare che già nel ’43 il nome di arnaldo mussolini fu tolto a quel parco dall’allora podestà in seguito alla caduta del regime. tutta la toponomastica fascista fu tolta.
    solo nel ’96, quindi dopo più di 50 anni, durante i quali si suppone i cittadini di latina vissero e frequentarono il parco serenamente, un sindaco nostalgico fece mettere cartelli col nome di arnaldo mussolini senza peraltro rinominare il parco con una delibera ufficiale.
    poi nel 2017 ci fu l’intitolazione a falcone e borsellino, quella, sì, ufficiale.
    quindi per la maggior parte della sua storia quel parco non fu intitolato al fratello del boia fascista, e non certo per volere della boldrini che nel ’43 non era ancora nata.

    Piace a 2 people

    • E bravo Sgarbi che ci ha raccontato la sua versione. Quella di uno che è stato assenteista sul lavoro pur ricevendo pubblici stipendi. Ma che credibilità ha un politico di questa cilindrata? Ma per quanto tempo dobbiamo ancora mantenere questi energumeni ?

      "Mi piace"

  4. Critico d’arte apprezzabile.
    Quando pretende di fare analisi filosofico politico sociologiche produce solo liquame.
    “Latina è una città fascista”
    Le spiegazioni storiche filano.
    Ora, se una città trasuda fascismo anche dalle suonerie dei cellulari degli abitanti (immagino abbiano installato tutti “faccetta nera”, col risultato che se ne suona uno tutti portano la mano all’apparecchio per rispondere), che cz di esigenza c’è di tornare alle vecchia toponomastica? Gli abitanti lo sanno già di risiedere in una città fascistissima. Un parco intitolato ad una coppia in minoranza evidentemente disturba la quiete.
    Per sgarbi è necessario un nome stampato su una targa in aggiunta, con lo scopo di evitare assopimenti: ricordati che vivi in una città fascista!

    "Mi piace"

    • Vorrei essere un’esperta per confutare in maniera incontrovertibile le prime 3 parole del tuo commento.
      Ma sono quasi sicura che sia così.

      "Mi piace"

    • Giansenio,
      a suo tempo lessi “Dietro l’immagine” di Federico Zeri, interessantissimo, scorrevole, divorabile.
      Sgarbi lo odiava cordialmente, ne era il rivale professionale dichiarato, per cui uscì con un libro dal titolo polemico “Davanti all’immagine”.
      Credo di aver finito di leggerlo con difficoltà, per la sua evidente volontà di essere culturalmente superiore allo Zeri, più che accattivante e fruibile per i lettori.
      Una sterile battaglia di cui non mi è rimasto un bel ricordo.
      Dovendo scegliere, Zeri tutta la vita.

      "Mi piace"

  5. Il nome di Mussoli fa parte della storia d’Italia, che lo si voglia o meno.
    Esistono moltissime vie e piazze e chissà cos’altro intitolate a Stalin Lenin, Stalingrado e Leningrado che addirittura non esistono più, ma nessuno si scandalizza e non vengono promosse sottoscrizioni propagandiste per abolirle.
    E’ come se noi volessimo cambiare nome all’Anfiteatro Flavio perchè lì venivano massacrati i cristiani.
    La storia è storia, qualcuno se lo dovrebbe ricordare.
    Latina ex Littoria, a seguito della bonifica dell’Agro Pontino, è un prodotto del fascismo, ed è la seconda città del Lazio, è giusto ricordarlo.

    "Mi piace"

    • Tra ricordare ed enfatizzarne la memoria passa una certa differenza.
      Nessuno può negare l’origine di Latina.
      Se lo testimonia ogni pietra di cui è composta Latina, basta e avanza.
      Se il invece vuoi farne un feudo, allora serve un di più.

      "Mi piace"

      • ma è un feudo fascista, per anni hanno rotto gli zebedei con sta’ storia ANTI e molti non hanno potuto mai esprimere la propria fede politica.
        Nessuno si offendeva o protestava se chiamavano l’Emilia LA ROSSA, anzi era per loro motivo di orgoglio, ed organizzavano grandi feste COMUNISTE.
        Nella “antica” LITTORIA non possono rivendicare la loro origine?

        "Mi piace"

  6. Questo articolo e’ perfetto. Laddove con “perfezione” si intende il compimento, l’integrita’ dell’atto nella sua fine e nel suo fine. E’ perfettamente consistente, congruente, alla persona di Sgarb ed alla sua scrittura si deve il merito di esprimere con eccellenza di dettagli ed opinioni l’ecosistema teorico ed ideale che informa questa storia, perfettamente compatibile con l’estetica di Vittorio Sgarbi.

    ‘Na chiavica.

    Piace a 1 persona

  7. che la politica sia frequentata da parecchi deficienti è risaputo, il rinascimento dei deficienti è nel suo momento più florido.

    "Mi piace"

  8. Revanscista: Non c’è perdono per gli infami. La vita insegna. Alla tua età dovresti averlo già capito…No?

    "Mi piace"

  9. Non sono riuscito a leggerlo tutto, comunque, latina non è “una città fascista” è stata costruita seguendo le direttive di un dittatore fascista, e la cosa è molto diversa.
    Come Milano non è una città “Sforfizzata” anche se gli Sforza l’anno dominata/governata per molto tempo, non è che ogni piazza via pertugio deve ricordare gli Sforza o loro parenti morti ancor prima dell’insediamento degli stessi.

    Piace a 1 persona

  10. Ho visto “Vittorio S…” e mi son fermato. Ho aperto il link all’articolo (?!) solo per scrivere questo. La domanda è: tra una parolaccia seduto ignudo sul cesso e l’altra, questo tizio, Sgarbi, coso, lì, come si chiama… sa anche scrivere? Incredibile!

    Piace a 2 people

  11. Chissà cosa stava facendo il 16 agosto 1924 arnaldo, il fratello dello squilibrato da Predappio.
    Nella mattinata di quel giorno veniva ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti.

    Piace a 1 persona

  12. Purtroppo per lui , Sgarbi è un sofista di scarso talento che argomenta con fatti taroccati a suo uso e consumo.
    Attacca Travaglio, ma non ha né il suo talento oratorio , né la sua capacità descrittiva.
    Certo , a volte Travaglio assume toni da Robespierre, ma c’è ne fossero come lui .E co , Sgarbi , a differenza di Travaglio, non è scevro da servo encomio, ma sa fare solo codardi oltraggi.
    Gianni

    "Mi piace"

  13. Possiamo abbastanza chiaramente ipotizzare che la bonifica dell’agro pontino e la fondazione di Littoria siano stati dei gravi errori per la storia d’Italia.

    "Mi piace"