Siamo andati lì a fare la guerra per liberarli e ora li lasciamo lì fuggendo a gambe levate

Afghan security personnel and Afghan militia fighting against Taliban, stand guard in Enjil district of Herat province on July 30, 2021. (Photo by Hoshang Hashimi / AFP)

(Luca Telese – tpi.it) – Guardatele bene, le immagini dei cittadini afghani che si accalcano uno sull’altro per salire sull’aereo che porta in Occidente. Guardatele bene, perché alcuni di loro sono morti sotto le raffiche delle forze di sicurezza che presidiavano l’aeroporto, e chissà quanti sono rimasti feriti, schiacciati, umiliati mentre provavano la fuga appesi ad una scaletta o ad un palo.

Guardatele bene, dunque, queste immagini, perché quello è (anche) il simbolo della nostra vergogna, la vergogna dell’Occidente. Venti anni di guerra combattuti in nome dei supremi valori della libertà, ma poi, quando gli eserciti scappano, nessuno dei paesi alleati della missione “Enduring Freedom” (un nome che oggi appare ridicolo), nessuno di quelli che ha pensato e predisposto diligenti ed elaborati piani di evacuazione per le proprie truppe, si è preoccupato dell’enorme flusso di civili che chiedono di non finire la loro vita da schiavi, sotto i kalashnikov e le lame dei talebani.

Era prevedibile, era ovvio: in quella folla ci sono donne che non vogliono indossare il burka, ci sono giovani che vogliono studiare la storia senza dogmi, ci sono ragazzi che rifiutano i matrimoni combinati, ci sono intellettuali che non accettano di piegare il sapere del mondo ai dogmi delle scritture, ci sono archeologi perseguitati perché anche affermare la verità sul passato, con il nuovo regime, sarà un rischio mortale.

In quella folla di improvvisati acrobati per la libertà, ci sono tutte le minoranze che oggi rischiano di essere calpestate e perseguitate dal nuovo regime. Se spendi 2mila miliardi di dollari in una guerra che insanguina un intero paese per venti anni, non hai questo diritto. Non puoi dire: scusate, ho sbagliato, me ne vado, ciao.

Abbiamo ricordato solo due giorni fa la profezia con cui Gino Strada – grande conoscitore dell’Afghanistan – aveva pronostica il ritorno al potere dei talebani. Ed è un esercizio interessante, oggi, confrontare la sue parole con le certezze dell’uomo più potente del mondo, Joe Biden, che solo dieci giorni fa ci spiegava tranquillo: “C’è un esercito governativo perfettamente equipaggiato, di 300mila uomini, che avrà facilmente ragione di 75mila talebani”. È accaduto il contrario.

Quando l’Italia partecipò a questa fallimentare missione, in spregio dell’articolo 11 della Costituzione italiana, sul 70% dei nostri balconi sventolava la bandiera arcobaleno della pace. Fu, quella parata di colori, la più grande silenziosa e civile protesta che la storia repubblicana ricordi. Quella protesta fu ignorata.

Proprio per questo quelli che vollero la guerra, e la imposero, oggi non hanno il diritto di fuggire e di abbandonare. E nemmeno quello di sparare addosso a chi vuole salvarsi. Fate un ponte aereo ininterrotto con l’Occidente, usate almeno una parte dei soldi investiti in armamenti per salvare delle vite. Non lo dovete a loro. Non lo dovete a noi. Lo dovete a voi stessi, se non volete aggiungere, al dramma della sconfitta, la vergogna del ridicolo.

https://www.tpi.it/opinioni/afghanistan-vergogna-occidente-commento-luca-telese-20210816817309/#brid_cp_Brid_1

15 replies

  1. Se è vero che ogni guerra è inutile è ancora più vero se riferita al mondo islamico a cui va applicato il metodo del cavaliere nero: meglio non rompere er c…. Quello che si può fare è non trasformargli le unghie in artigli rimpolpandolo di armi e soprattutto non andare a leccargli il c.lo dicendo che sono il NUOVO RINASCIMENTO

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  2. Si sono già coperti di ridicolo. Ma dico, dopo vent’anni di pomposi generali al comando, possibile che solo un umile medico aveva capito come stavano realmente le cose? Pazzesco, praticamente sono stati presi in giro dagli stessi che hanno istruito e armato, la più grande presa per il culo della storia!

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  3. Quando si perdono le guerre…cadono le teste (in senso metaforico…siamo democratici perbacco).

    Dimissioni subito dei ministri direttamente coinvolti nel fallimento dell’evacuazione dei civili che ne avevano diritto.

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  4. Duemila miliardi di dollari: sono duecentosettamilioni di dollari al giorno di armi uscite dai magazzini delle varie aziende che le producono. Questo era il fine e la guerra era il mezzo. “Enduring Freedom” era una evidente frase falsa.

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  5. E’ qualche anno che scrivo su Infosannio che i “nostri fratelli in armi” sotto il Tricolore sembravano costretti a difendere gli interessi di gente che importava dall’Afganistan sostanze di vario genere. Secondo me, questi “importatori” hanno trovato un miglior luogo di produzione a minor costo. Per cui, via dall’Afganistan.
    Telese DORME e nel sogno si riempie la bocca di parole. Non riesco a stimarlo.

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  6. E adesso che i nostri gloriosi eserciti sono scappati come conigli chi trasporterà tutta quell’eroina che avevano fatto coltivare con tanto amore in occidenre?

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  7. MA questo fa il paio con la successiva invasione dell’Irak, a cui gli USA pensavano già dal 2002, e inspiegabilmente collegato poi all’11 settembre, con gli ignorantissimi amerikani a crederci e i paraculissiimi europei a dire che gli USA hanno sempre ragione.

    10.000 siti archeologici distrutti per 5.000 anni di storia, tra le altre cose.

    E gli itagliani ad occupare Nassyria dove l’ENI aveva puntato a qualche giacimento di petrolio già nel 2002, stando a certi articoli dell’epoca.

    E Mentana, che quando iniziò la guerra del 2003 era contento come una pasqua, mentre con la guerra del 1999 fu ferocemente critico.

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  8. Comunque una cosa positiva l’abbiamo vista, gigino o bibitaro non ha perso la sua calma, mentre a kabul succede il finimondo lui imperturbabile se ne sta in spiaggia, non sia mai che qualcuno abbia bisogno di una bibita.

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