Osservazione al margine di un’intervista all’immunologa Antonella Viola

(Andrea Zhok) – In una lunga intervista la dott.ssa Viola esprime la sua opinione su un sacco di cose. La dottoressa ci fa sapere che L’obbligo di Green Pass per frequentare le università sarebbe una “questione di civiltà”. Ci spiega le sue idee sulla strategia di pressione condotta sugli scettici attraverso il Green Pass. Pone problemi giuridici intorno all’obbligo del Green Pass a scuola e per i lavoratori. Discetta della curva epidemiologica futura. Lancia moniti agli italiani. E incidentalmente, nell’unico passaggio in cui le riportano un’obiezione (fondata) di Cacciari risponde stizzita: «Cacciari deve parlare di filosofia, non può entrare nel merito della sicurezza e della qualità dei vaccini».

Ora, siccome le argomentazioni ex auctoritate vanno per la maggiore in questo periodo (la rivincita del principio di autorità nelle fila del suo vecchio nemico: la scienza), credo che una breve considerazione sia opportuna. Con toccante ingenuità la dottoressa si esibisce in una severa critica delle pagliuzze negli occhi altrui, senza vedere la trave nel proprio occhio. Lei, come tutti gli immunostar che si esibiscono da un anno a reti unificate, non vede – non ne è proprio consapevole – che il 95% di ciò che dice pubblicamente esula del tutto dalle sue competenze professionali. La dottoressa si esprime su questioni epidemiologiche senza essere un’epidemiologa, su questioni giuridiche senza essere una giurista, su questioni etiche senza essere una filosofa morale, su questioni politiche senza essere una politica (o una studiosa della politica), ecc. ecc. Lo fa nel mondo più naturale, proprio come lo fa ciascuno di noi, e come ciascuno di noi è chiamato a farlo in una democrazia: hai un cervello, usalo al meglio delle tue capacità critiche, altrimenti sei un pupazzo.

In ciò non ci sarebbe niente di male, tutt’altro, se non fosse che poi la signora dimentica ciò che sta facendo e bacchetta Cacciari, dicendogli di “occuparsi di filosofia”, mentre lei che si è specializzata sul funzionamento dei sistemi immunitari può sentenziare intorno a cosa sia una “questione di civiltà” e cosa no. Ora, questo ritornello sui “competenti” è non solo fastidioso, ma obiettivamente pericoloso nella sua stupidità – e nell’uso strumentale che se ne può fare (che se ne sta facendo). Dunque è opportuno mettere qualche puntino sulle i.

Nessuno, e sottolineo nessuno, degli uomini di scienza – veri o presunti tali – che si sono affacciati in questi mesi a parlare di strategie vaccinali, doveri civici, politiche pubbliche, valutazioni costi-benefici, scelte morali, obblighi di legge e giudizi epistemologici avevano la benché minima competenza professionale per farlo. Proprio zero. Potevano farlo, naturalmente, come cittadini di una democrazia, ma come specialisti, come “competenti”, avrebbero dovuto solo tacere e tornare in silenzio al proprio lavoro. Il fatto che nel contesto di disorientamento contemporaneo non ci si rivolga più al parroco ma allo scienziato per avere una parola di conforto e guida è solo un indice del nostro smarrimento, ma non ha nessuna giustificazione che non sia fondata nella superficialità o nel pregiudizio dei professionisti dell’informazione. Detto questo mi sia concessa anche una parola sulle “competenze professionali” della filosofia – di cui manifestamente la nostra dottoressa è digiuna. Posto che gli studi filosofici non sono rimasti indenni dalla generale decadenza dell’epoca, e posto che oggi per “filosofia” si intendono cose assai diverse, talvolta molto lontane dal suo senso classico, una cosa è certa: se esiste una forma di “competenza professionale” che ha – di principio – la formazione per poter operare sintesi di argomenti scientifici, giuridici, sociologici, psicologici, epistemologici, ebbene questa formazione è precisamente solo quella filosofica. Solo la formazione filosofica (naturalmente se è di qualità) esercita a discernere e sintetizzare conoscenze provenienti da una pluralità di campi, a valutarne le influenze reciproche e i modi di interazione, a scorgere i nessi di breve e di lungo periodo.

Dunque Cacciari era esattamente al suo posto nell’esprimersi, anzi era uno dei pochi ad essere al suo posto, mentre non lo era affatto la dott.ssa Viola. Naturalmente, vale per i filosofi ciò che vale per gli immunologi e per ogni altro. Anche per loro vale la seconda Legge Fondamentale della Stupidità Umana di Carlo Cipolla: “La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.” Corollario di questa legge è che troveremo una percentuale più o meno identica di stupidi in qualunque area di competenza: filosofi, medici, assessori, giuristi, macellai e tramvieri. Dunque il fatto che uno abbia fatto studi filosofici non garantisce affatto che sia capace di fare le sintesi di cui abbiamo bisogno come politici e come cittadini.

Ma a maggior ragione non lo garantisce uno studio medico o economico.

42 replies

  1. Quindi il concetto finale del FILOSOFO è che solo il FILOSOFO può parlare di tutto (ma pensa), ma un medico non ha titolo per discettare di scienza, se non ha quella esatta specializzazione, e per dire a Cacciari di parlare di cose che gli competono, quando la fa fuori dal vaso, con gittate particolarmente ampie, di questi tempi e su quegli argomenti.
    Perché non pensiamo certo che abbia espresso, legittimamente, un concetto corretto e con toni sobri… se la Dott. Viola, notoriamente pacata, l’ha dovuto mettere a suo posto è segno che non si è discostato dal solito indisponente e arrogante Cacciari, pozzo di ogni scibile umano.
    Mi dispiace essermelo perso.
    Posto che, per quanto mi riguarda, Cacciari non dovrebbe aprire bocca mai, perché lo fa solitamente per solo senso di narcisismo e con inalberata sicumera, urtando i cabasisi solo a vederlo urlare contro il mondo, col tono oltraggiato di chi deve sopportare le opinioni SEMPRE ESECRABILI altrui, mi chiedo come faccia Zhok a paragonare una semplice opinione su “questioni di civiltà”, che attengono ad ognuno di noi, non certo solo ai filosofi, con un parere professionale su una materia specifica come la scienza medica… e non inerente al suo lato filosofico, ma ai vaccini nello specifico.
    Ma per favore.
    Arrivare poi a scrivere che Cacciari ne aveva titolo e la dott. Viola no, chiede vendetta.

    Ps Io non riesco neanche a leggerlo, perché, purtroppo, sento le sue urla nella mente e, peggio ancora, lo “vedo” in tutto il suo esagitato splendore.

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    • Zhok è stato chiarissimo nel dire quel che c’era da dire, i filosofi si occupano in effetti E DA SEMPRE, di qualsiasi cosa implichi un ragionamento complesso, quindi sì, anche di scienza.

      Mentre uno scienziato ‘immunologo’ può dire la sua su: economia, politica, religione, socialità e tutto il resto.

      Dal momento che l’immunologo-virologo-infettivologo ha una formazione scientifica che è ALTAMENTE SPECIALIZZATA, proprio per quello dovrebbe parlare di quel che sa in quel ramo, e non dare consigli su cosa fare ai politici e ai magistrati, per esempio.

      Mentre un filosofo, proprio per la sua specializzazione che è alla base di qualsiasi razionalità, PUO’ anche farlo, sebbene non possa intervenire più di tanto sui dettagli delle singole specializzazioni.

      Altrimenti secondo te, un filosofo non avrebbe dovuto mai parlare di armi nucleari o di qualsiasi altro tipo, perché non è un mllitare e non è un fisico, per dirne due.

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    • no, cacciari non parlava di vaccini ma di democraticità delle disposizioni che, direttamentye o indirettamente, obbligano la vaccinazione.
      filosoficamente pertinentissimo malgrado il suo poco piacevole ed esagitato esprimere concetti!
      pare del tutto evidente che o non hai letto ciò che ha scritto il filosovo della laguna o la freccia della stupidità ti ha colpita in pieno segnando un 10 nella definizione del bersaglio.

      “da quotidianosanita.it – Vaccini Covid. Consiglio d’Europa vota per il no a obbligo e passaporti sanitari. Nel rapporto approvato si evidenzia poi che “gli Stati devono informare i cittadini che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole”, e bisogna “garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”. Infine i parlamentari hanno votato quasi in blocco per inserire un emendamento con cui si dicono contrari all’uso dei certificati di vaccinazione come passaporti”.

      “da filodiritto.com – Obbligo vaccinale: la Risoluzione del Consiglio d’Europa del 21 Gennaio. L’Assemblea del Consiglio d’Europa, lo scorso 21 Gennaio, ha approvato su proposta di Jennifer De Temmerman – deputata all’Assemblée National francese, iscritta al gruppo centrista Libertés et territoires – a larghissima maggioranza, una Risoluzione a favore del “No” all’introduzione dell’obbligo vaccinale anti-Covid, nonché il proprio parere contrario ad eventuali patentini/passaporti vaccinali.
      Nella Risoluzione si legge, nello specifico, che occorre assicurare «che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno a livello politico, sociale o in altra forma può fare pressioni perché le persone si vaccinino se non lo scelgono autonomamente».
      La raccomandazione è anche quella di assicurare che «nessuno venga discriminato se non vaccinato», che «si comunichi in maniera trasparente il contenuto dei contratti stipulati con i produttori» e che si individuino programmi di indennizzo per chi riporta danni alla vaccinazione. «Le misure non devono comunque violare il diritto e la libertà di ogni individuo alla propria autonomia fisica e consenso informato» e, citando la Convenzione di Oviedo, sottolinea che garantisce i diritti e la dignità «senza discriminazioni». «L’articolo 5 afferma che un intervento nel campo della salute può essere compiuto solo dopo che la persona ha fornito un consenso informato e libero. Nel caso dell’esitazione vaccinale, ciò implica che non si può imporre con la forza». In caso di eccezioni previsti dalle singole leggi nazionali, le condizioni si devono interpretare alla luce dei criteri stabiliti dalla CEDU.
      È stato approvato, inoltre, un emendamento che recita: «I certificati di vaccinazione non dovrebbero essere usati come “passaporto vaccinale” (ai confini, per i viaggi aerei o per l’accesso ai servizi). Tale uso sarebbe non scientifico in assenza di dati sull’effettiva efficacia dei vaccini nella riduzione della trasmissione, sulla durata dell’eventuale immunità acquisita e della percentuale di “fallimenti” nel produrre immunità dovuti alle nuove varianti, alla carica virale e ai ritardi nelle seconde dosi. Tale uso porrebbe anche problemi di privacy e, tenendo conto della limitata disponibilità di vaccini, potrebbe perpetrare e rafforzare pratiche di esclusione e discriminazione».

      queste sono disposizioni che pure la dott.ssa viola dovrebbe conoscere, non foss’altro perché immunologa, e non solo conoscere ma pure rispettarle e farle applicare essendo, nell’esercizio delle sue funzioni, un dirigente pubblico…!!!
      saluti…

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    • La questione è posta in modo diverso.

      La dott.ssa Viola, dice Zhok, aveva tutto il diritto di parlare di questioni che esulano dalle sue strette competenze _in_quanto_cittadina_: chi la troverà convincente potrà accordarsi alle sue opinioni. Tuttavia, non perché immunologa le sue opinioni in materia – ad esempio – di diritto valgono più di quelle altrui.

      Per il verso opposto, non necessariamente una persona è sempre esente dal dire sciocchezze nel suo ramo di competenza: un giurista può fare affermazioni aberranti in fatto di giurisprudenza – si vedano certe baggianate profferite da Ainis, in particolare sotto il referenZum o le “peerle” della Cartabia.

      Ciò significa due cose:

      1. Occorre esplicitare il percorso logico che conduce alle proprie affermazioni;
      2. L’opinione pubblica deve controllare che questo percorso parta da premesse vere e che sia svolto in maniera coerente.

      Questo, squalifica, ad esempio, l’atteggiamento epistemocratico dell’Azzolina quando sosteneva “SaIvini non può parlare di scuola perché, a differenza mia, non ha studiato”, e non perché bisogni accordare un particolare privilegio al Capitone, ma perché, semplicemente, _non_è_un_argomento_, o meglio, è detto “argumentum ad hominem”, che rientra tra le tecniche della retorica, ma non della logica.

      Cacciari può piacere o no. Io lo trovo spesso esagerato, bastian contrario e tendente a confondere le proprie idiosincrasie con dei dati di fatto. Tuttavia, le sue affermazioni, anche quelle che non condivido, non sono campate per aria.

      Ad ogni modo, _sempre_in_quanto_cittadino_, Cacciari può esprimersi sugli argomenti che preferisce, e – se argomenta in maniera rigorosa – risultare persino credibile.

      L’osservazione di Zhok sul ruolo del filosofo non è un conferimento di una “patente di autorità”, ma semplicemente il riconoscere che il filosofo – che nell’era del sapere specialistico raramente dispone di un oggetto di studio proprio – ha esattamente il compito di operare delle sintesi culturali, fermo restando che si resta sempre nel campo dell’opinabile, esattamente come vi resta la dott.ssa Viola quando esula dal suo campo. L’unica differenza è che il filosofo è un opinionista di professione!

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      • “…L’unica differenza è che il filosofo è un opinionista di professione!”: ecco dove siamo tragicamente giunti! Il filosofo non più garante dell’orto-doxa, ma un paria “doxante” da rotocalco rosa. Poveri Platone, Aristotele, Socrate… mai avrebbero immaginato tale abominio! Come si può ancora parlare, non dico di Gnosi, ma di “epistemologia” in queste condizioni? Riduzione statistica della realtà a pura quantità discontinua (numero); estremizzazione e inversione specialistica dell’aspetto olistico della vita: c’è altro di peggio?

        Mamma mia, c’è da rabbrividire al solo pensiero di dove siamo precipitati… La fortuna è che il fondo ” ‘l punto al qual si traggon d’ogne parte i pesi” e molto vicino! Dopodiché, per quelli da “li ‘ntelletti sani” inizierà la risalita…Gli altri si arrangeranno.

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      • Senti, Coso, tu senza l’ortodossia sei come un sedere senza ano. Perche’ per te, beh… la Cosa, la Robba, e’ una. Quanto stantia la sequela dei lari del tuo focolare, nel tempo in cui ogni cretino puo’ scrivere un saggio, ma ai saggi viene negato questo contrappasso, ogni tessitura d’idee che ci ha preceduti o inseminati diventa una gloria incartapecorita nella bocca di chi e’ povero di idee.

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      • Senti, Pagliaccio, mi verrebbe da dire che te con l’eterodossia sei come un ano senza il cul0, un buco con niente intorno insomma… Ma non lo dico…

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      • Sì, signor Ennio, sì. Pestalo a sangue. Che goduria!
        E oggi direi con una similitudine piuttosto ricercata!

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      • Pestalo a sangue? AHAHAH… Sei proprio una svitata: ma cosa vuoi che pesti quel bolso di canne, cosa vuoi che pesti, siete ridicoli… Ma pensi di far paura a chi con il tuo ridicolo atteggiamento, nemmeno al cane di tuo marito… E si sente pure furba anche…

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      • Condivido tutti i singoli aspetti,
        come TU li hai espressi, ma l’effetto complessivo del quadro è quello di un ritratto cubista, dove il guazzabuglio di pezzi non raggiunge l’armonia della realtà, ma solo un suo fuorviante simulacro.
        Anche e soprattutto per i suoi singoli elementi: i protagonisti.
        La prof Viola, stimata e attendibile (che potrebbe rappresentare un occhio, nel ritratto) e Cacciari (al massimo un piede, incongruo), a cui non assegno un titolo, se non quello di laureato in Filosofia e non per questo filosofo.
        Mai stimato come tale.
        Mai sentita una sua opinione che non fosse dettata da egocentrismo, narcisismo, spirito di contraddizione e bisogno di apparire.
        Da lui non accetterei neanche un opinione sul tempo.
        È come se mi dicessero che c’è stata una discussione tra Bersani e Salvini.
        Se anche non la vedessi, potrei mai pensare che avesse ragione il baciasalami?
        Qualunque umiliazione subisse non sarebbe mai abbastanza.

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  2. Non fa altro che esprimere l’autorità che le viene strumentalmente concessa.
    Fa comodo e la fanno debordare. E lei, come tutti i suoi colleghi, deborda. Con la filosofia noi Italiani non siamo mai stati troppo fermati: nessun grande filosofo da queste parti.

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  3. Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario.Promuovere.Costi quel che costi.

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  4. Cortese Carolina, dei nomi a caso, tanto per rinfrescare la memoria: S.Tommaso d’Aquino, Vico, Croce, Gentile. Per non parlare di Empedocle, Zenone, Parmenide della Magna Grecia.
    Saluti

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  5. Al di fuori del circuito mediatico, il momento in cui una signora Viola incontra le altre discipline connesse alla corrente emergenza sanitaria e’ quello in cui ella incontra le corrispondenti professionalita’ nell’ambito della sua esperienza di stuidio e lavorativa. Ad esempio in un gruppo di ricerca, ad esempio in una riunione mirata a definire un problema od un progetto. Quindi, e’ chiaro che sa di cosa parla – ovvero: esprime opinioni informate, come non molti saprebbero fare e in una manoera genericamente corretta – ma come scrive il probabilmente altrimenti naive consultatore dell’archivio VAERS, non parla del fatto suo. Esprime opinioni poiche’ come disse McLuhan, e lo disse davvero!, “il messaggio e’ il massaggio”.

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  6. Nell’ambito di una intervista giornalistica in orari dei pasti ad una signora Viola o a tutte le persone nella sua posizione non e’ richiesta precisione e nemmeno informazione, e’ richiesta una performance da consumare sul posto, in piedi. Il TG non e’ Report, questo voglio dire.

    A mio parere ha quindi ragione il signor Io Faccio Il Professore All’Estero a far risaltare la fallacia delle opinioni espresse in quella intervista, fallacia dipendente dalla contraddizione che difficilmente sentirete sottolineare in simili occasioni, altrimenti la performance si sciupa e la televisamente insipida esattezza frega la scena alla succulenta e croccante immediatezza. Basta che i concessionarii pubblicitarii continuino a comprare secondi di disattenzione.

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  7. Ha parimenti ragione di inscrivere (e non il contrario) le materie succitate tra le “comptetenze professionali della Filosofia” poiche’ questa produce il senso che le fa “parlare”, essendo quelle discipline capaci di dare nomi agli atti che coinvolgono la convivenza delle persone. L’epistemologia non c’azzecca una mazza con la architettura e la selezione di un miglior marcatore per sgamare l’aplotipo d’un Uiguro, entra invece a pie’ pari quando vedi che chi porta avanti questa ricerca e’ il governo cinese perche cosi’ facendo e’ possibile discriminare al di la’ delle apparenze, e sappiano che da quelle parti molti stanno perdendo l liberta’ solo per il fatto di essere terroni e non di etnia Han.

    https://theintercept.com/2021/08/04/dna-profiling-forensic-genetics-journal-resignations-china/

    Quindi, tirate le some – con evidente soddisfazione dei muli – stavolta il tizio l’ha presa bene.

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  8. Tutto condivisibile, poi la Viola mamma mia, non posso dire quello che penso se no il signor Ennio mi darebbe subito della sessista! E quando mai Cacciari ha parlato di vaccino?
    Oggi Paolo Mieli lo super bacchetta sul corriere: questo non vuol dire niente? Tendo a dubitare delle verità propalate e rivelate del corriere della serva.
    E il corollario finale vorrei incorniciarlo e spedirlo oltre che al parlamento e al governo, anche a tutte le redazioni dei giornaloni secondo cui la professoressa secca è la migliore ministra della giustizia dell’universo mondo.

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  9. Terribile, non avevo mai visto niente di così volgare.Anzi ripensandoci, adesso c’è la concita che a cazzate simili va forte.

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  10. Gentile Paolo, stende do un velo pietoso su Croce e Gentile, conosciuti solo da noi, chiamare “filosofi italiani” Zenone, Empedocle e Parmenide mi pare un po’azzardato…
    Quanto agli altri, mi pare siano passati un bel po’di secoli, ormai.
    Direi che Inghilterra, e pure Francia, per non parlare della Germania hanno fatto molto meglio, non le pare?

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  11. Paura? E come avrei voluto/ potuto/dovuto intimidirti? Sembri un po’ confuso, ma forse è un sintomo della sociopatia.
    Cioè tu hai la stessa confusione emozionale che manifesti verso l’esterno anche dentro? Che ne so riesci a distinguere quando hai paura da quando sei arrabbiato? Tipo quando hai fame o sete.
    No perché il mio cane sa tutte queste cose perfettamente, per dire.

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    • ahahah… E niente (cit.), non si ricordano dal naso ai baffi (ché sicuro li hai: non depilarti maiii…); mi riferivo a quanto tu dicesti a Jonny Dio quando ti fece l’osservazione “Amemì”, il quale per aver detto “se lo vede il GATTO”, gli risposi pressappoco “non è che, poco poco, tu abbia paura del sociopatico?”.

      No, perché, se il tuo cane queste cose le sa, non è ancora evidentemente riuscito a insegnartele.

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  12. I collaborazionisti crescono!! Come nel fascismo dopo il manifesto della razza redatto da scienziati criminali!! Ma la storia la conoscete o il vaccino ha già fatto effetto??
    Quindi voi che non vi cospargete di limone indite un referendum per santificare i virologi… così il loro parere sarà divinamente sopra tutte le filosofie.. per legge!

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  13. Non esageri @Alessandro, il problema è complicato: del virus ancora si conosce poco, nella realtà dei fatti non si sanno ancora che pesci pigliare e si va avanti giorno per giorno. Inoltre gli interessi – non solo economici – sono enormi.
    Insomma, una notte in cui tutte le vacche sono nere, o per lo meno grigie, quindi chi può ne approfitta per un po’ ( o molta) di visibilità. E visibilità significa soldi, carriera, quindi potere.
    Non è che gli “scienziati” non siano umani, anzi.
    Ma è meglio non buttare il bambino assieme all’ acqua sporca.

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    • Ma, Carolina, pensa che ci sia ancora il bambino? Mi meraviglio di lei che per quello che ha studiato, dovrebbe un po’ masticarne di queste cose…

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  14. Se vabbé mo mi devo ricordare il commento di Jonny Dio. Ma sei serio?
    Comunque non so se hai fatto una macumba, il mio cane è malato. Siamo al suo capezzale da stamattina.
    Non eri amante degli animali?
    Non potevi farla a me la macumba?
    Ah no, sei un gattaro!

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  15. Ahhhh, adesso Paola e’ straoccupata e non potra’ incontrare lo Zio Girino.

    E’ venuto il momento di cambiar la pelle di toro al timpano del Tempio…

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