La retorica della vittoria

(Michele Serra – La Repubblica) – La retorica a tonnellate, a vagonate, a cargo, rende greve ciò che dovrebbe essere alato: la vittoria. Non c’è rimedio né salvezza, non c’è scampo se non nel profondo della foresta e con lo smartphone scarico. E i tronfi festeggiamenti che gli inglesi avevano in animo di fare, con un giorno di bagordi di Stato (manco Elisabetta fosse Franceschiello) la dice lunga su quanto il vizio sia sovranazionale. Non siamo soli al mondo, noi italiani, quando si tratta di sventolare bandiere fino a slogarsi i polsi e fare cori che incrinano le tonsille.

Bisogna comunque non dargliela vinta, alla retorica, e tenere il punto, dunque tenerci lo sport. Vincere è bellissimo e lo sport è bellissimo. È epica allo stato puro, gesto che non ha bisogno di parlarci sopra, solo di essere descritto, raccontato nel suo farsi. È difficile. Non per niente i grandi giornalisti e telecronisti sportivi, da sempre, sono fuoriclasse, e i cattivi giornalisti e telecronisti sportivi non si reggono proprio. Se ci ricordiamo tutti di “un uomo solo è al comando, il suo nome è Fausto Coppi”, è perché è una frase epica, secca, semplice, ingigantita dalla purezza della radio. L’alluvione di parole inutili di queste ore scomparirà, nel tempo, come vapore. Resteranno i gol, le parate, il gioco.

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2 replies

  1. Michelino si parla di Berlusconi possibile candidato alla presidenza della repubblica .Vergogna gigantesca.Ma il tuo giornale non dice nulla?Non dovrebbere organizzare una grande campagna di stampa per denunciare questa oscenità?Già dimenticavo i tempi sono cambiati. Non è più il tempo delle 10 domande di D’Avanzo.Ora c’è il.drago….e la Fiat

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  2. La retorica a tonnellate, a vagonate, a cargo, rende greve ciò che dovrebbe essere alato: la vittoria.La vittoria Stop. Quel che non centra niente è l’alata.Qui ormai hanno difficoltà ad alzarsi in volo i piccioni. Figurarsi le “aquile” ridotte ai minimi termini(quasi estinte) e se si azzardano a farsi vedere rischiano pure una fucilata da qualche”bracconiere”, di troppo tipo giornalista.

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