Tra Gilet Gialli e Di Battista

(Tommaso Merlo) – Non esiste opposizione in Italia, non esiste vera democrazia. Il popolo è stato tradito per l’ennesima volta. Nel 2018 ha votato per il cambiamento e si ritrova una feroce restaurazione. Gli stessi partiti, le stesse caste, le stesse logiche di sempre. I politicanti e la stampa lobbistica al seguito si meriterebbero i Gilet Gialli. Col mega inciucio draconiano i vecchi partiti hanno smesso di far finta di litigare dimostrando di essere vuoti cartelli elettorali in competizione per il potere. Nulla più. Destra e sinistra oggi più che mai dimostrano di essere sfumature diverse dello stesso pensiero unico. L’unica forza politica alternativa era il Movimento e per questo è stato sempre brutalmente massacrato. Alla fine sono stati accontentati grazie alla sua inspiegabile implosione. Si meriterebbero tutti i Gilet Gialli. Il Movimento era infatti una forza assolutamente pacifica che ha raccolto il profondo malcontento popolare e lo ha convogliato democraticamente nei palazzi. Un cristallino sussulto democratico trattato dalla vecchia politica e dai loro sodali della stampa lobbistica peggio di una banda di criminali e che oggi continuano ad umiliare senza pietà. Si meriterebbero davvero i Gilet Gialli. La pandemia ha resettato le priorità dei cittadini ma quando l’onda lunga della crisi colpirà, la frustrazione popolare si risolleverà ancora più veemente di prima e con essa l’ansia di cambiamento. A quel punto però non troverà nessuna forza politica a rappresentarla. Troverà solo vecchi partiti e politicanti a caccia di poltrone, minestre riscaldate senza nessuna credibilità, sfumature diverse dello stesso pensiero unico. Una situazione che potrebbe degenerare. Checché ne pensino i restauratori, infatti, se i cittadini hanno schifato la vecchia politica non torneranno mai più a votarla. Coloro che si sono emancipati ed evoluti, non metteranno mai la retromarcia. Quello che sperano i vecchi politicanti e i loro sodali della stampa lobbistica è l’astensione di massa come avviene già in molti paesi, una democrazia in cui vota solo una minoranza di conformisti e retrogradi che ancora abbocca alla loro propaganda. Una minoranza che stando al gioco gli garantisce continuità, con partiti e politicanti che fan finta di litigare e si scambiano le poltrone ad ogni tornata. Senza che nulla cambi davvero. Una conservazione di sistema. Per farsi ascoltare o il popolo emancipato ed evoluto si arrende e sta a casa a farsi gli affari propri oppure indossa il gilet giallo. In questo scenario Di Battista e tutti i portavoce del Movimento che riescono ancora a vedere al di là del proprio misero destino personale, possono giocare un ruolo storico. Dare cioè voce ai milioni di elettori che il Movimento ha perso per strada e unire i cocci dell’inspiegabile implosione. In modo da raccogliere i contenuti politici che il Movimento ha tradito, in modo da ridar vita ad una vera opposizione e quindi ristabilire una vera democrazia.

8 replies

    • “Il MOV. ha raccolto il diffuso malcontento popolare per convogliarla nel palazzo”, dice M.
      Verissimo, per quello era stato studiato: per azzerare la protesta.

      Scopo raggiunto!

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      • Quale protesta? Siamo un popolino tutto chiacchiere e distintivo, non a caso il PD resta sempre al 20% e gli scontenti grillini sono ritornati a votare gentaglia come Meloni e Salvini.
        Non c’è rivoluzione se il popolino è facilmente manipolabile; in Italia qualunque rivoluzionario farebbe la medesima fine di Guevara in Bolivia. Tradito dalla sua stessa gente.

        Assumetevi le vostre responsabilità, italioti pavidi e intellettualmente eterodiretti.

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  1. Oltre l’analisi edulcorata alla Merlo con gli adesivi delle stalagmiti di protesta, resta la lettura piacevole di una prosa disincantata e utopica di un giornalista che crede ancora al canto delle sirene.
    Ma quale cambiamento è possibile se esistono solo sfumature? ormai il parlamento è un blocco unico devoto e anche se, fra loro, sono nemici politici, si osserva l’appiattimento generale su di un unico fronte ancora non chiaro, ma la compattezza è oltre la restaurazione, oltre la comune di Parigi paventata e espressa dal M.
    Sembra un parlamento in assetto da guerra contro la democrazia, contro il così detto popolo in marcia.
    Chiede adeguamento, sobrietà, competenza, nessuna irruenza, nessun signor no, obbedienza a dei precetti introiettati da una buona catechesi politica, altrimenti si è da riformatorio, esclusi dagli olimpi, dalle botti di ferro, in balia dei flutti uranici che oggi soffiano a destra e domani a sinistra in un eterna confusione come se, tale situazione sia stata costruita ad arte e non con una lenta , ma inesorabile progressione.
    Chi vivrà vedrà.

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    • La vera merda è nella testa degli italiani, che rivoteranno la merda che li ha resi tali.
      Nessuna speranza, purtroppo, l’unico scampo è andarsene.

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  2. I gilet gialli non avevano un progetto politico, infatti sono scomparsi, i cittadini non hanno bisogno di leader come il Di Battista della situazione, ma di coscienza collettiva, per unirsi ed opporsi al sistema ed alla classe dominante.

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