M5S, oggi assemblea dei parlamentari per “processare” i ministri del sì

Ora l’avvocato ha di nuovo quel dubbio, si sente di nuovo a un bivio. Sa che di qui a breve dovrà decidere. Perché sono innanzitutto i suoi, i parlamentari contiani, a dirgli che “ora bisogna scegliere cosa fare”.

(pressreader.com) – di Luca De Carolis e Paola Zanca – Il Fatto Quotidiano – Ora l’avvocato ha di nuovo quel dubbio, si sente di nuovo a un bivio. Sa che di qui a breve dovrà decidere. Perché sono innanzitutto i suoi, i parlamentari contiani, a dirgli che “ora bisogna scegliere cosa fare”. Adesso, dopo la disfatta sulla prescrizione, Giuseppe Conte deve davvero capire una volta per tutte se prendersi ciò che resta di un Movimento squassato, quasi umiliato dal Mario Draghi che ne sta abbattendo pilastri e peso politico. Oppure se tornare alla tentazione che aveva accantonato, provare a costruire un suo partito: una sfida che gli permetterebbe di liberarsi di tanti fardelli, in primis di quello rappresentato da Beppe Grillo. Ma di cui teme le difficoltà, organizzative e politiche, con molti big restii a seguirlo. Ma il bivio è di nuovo lì, davanti ai suoi occhi. E passa anche per un voto, quello sulla riforma della giustizia, che arriverà a fine mese. Un possibile snodo, per il Conte che ha scomunicato la controriforma Cartabia. “Ora o mai più” dice quindi al Fatto un contiano di primo piano. Uno dei diversi parlamentari che l’ex premier ha sondato negli ultimi due giorni, e che glielo hanno detto dritto: “Giuseppe, ma a questo punto non è meglio fare un’altra cosa, diversa dal M5S?”.Un messaggio traboccato in una vigilia di cattivi pensieri, quella dell’assemblea congiunta su Zoom di oggi pomeriggio, in cui i quattro ministri del Movimento affronteranno i parlamentari. E dopo i quattro sì in Cdm alla controriforma della prescrizione, trapelano già elementi della linea “difensiva” . Con i ministri che sosterranno come l’intervento di Grillo (sollecitato da Draghi), con telefonate a ognuno dei quattro, non sia stato decisivo. Anzi, che loro hanno tenuto fino all’ultimo la linea concordata con i gruppi parlamentari, quella dell’astensione. Ma che alla fine hanno dovuto dire di sì, perché Draghi era irremovibile, tanto da essere pronto a tornare alla formulazione originaria della riforma, senza neppure quell’aumento dei tetti temporali per svolgere i processi in Appello e Cassazione che il Movimento venerdì in una nota aveva rivendicato come un risultato. “A un certo punto si è rischiata la tenuta del governo, e non potevamo assumerci la responsabilità della crisi” ripete una fonte ministeriale. Una versione traballante dei fatti, che non cancella la sconfitta, politica. E che soprattutto conferma come sia strutturalmente ingestibile un Movimento guidato da una diarchia, visto che Conte spingeva per l’astensione e Grillo invece è intervenuto per il sì a Draghi, come già fatto in passato. Anche per questo l’avvocato ha sentito vari parlamentari per chiedere cosa pensassero della sua presa di posizione contro la riforma Cartabia e della situazione del M5S. Ha posto molte domande, compulsato i suoi interlocutori, insomma passato in rassegna le potenziali truppe. E in diversi lo hanno invitato a tornare al progetto di una sua lista.

Ma l’avvocato non ha dato risposte o indizi sulle sue intenzioni. “Giuseppe non si è esposto” raccontano. Conte vuole soppesare ogni passo, in una fase delicatissima. Anche perché il comitato dei sette, quello che lavora alle mediazioni con il Garante sullo Statuto, “dovrebbe aver quasi completato il lavoro” sussurrano dai piani alti. E questo spinge l’ex premier ad aspettare ancora, a guardare il gioco. Ma i suoi fremono. “Lo Statuto è solo un pezzo di carta e la mediazione sta diventando una perdita di tempo, se Grillo vorrà intervenire lo farà sempre e ugualmente” scandisce un contiano di rango. Convinto che l’avvocato non possa più aspettare. “Se vuole fare un partito questa è l’ultima occasione, anche perché in molti non ne possono più. Altrimenti provi pure a prendersi questo M5S, ma deve fare il leader, essere chiarissimo con tutti e innanzitutto con Grillo”.

Anche su un altro nodo centrale, quello della permanenza nel governo. Perché è vero, da ambienti contiani confermano che l’ex premier non spinge per uscire da questo esecutivo, insomma che “non pensa a rompere”. Però tanti eletti hanno già chiesto pubblicamente di rivalutare la permanenza nella maggioranza. Lo hanno fatto contiani come i senatori Gianluca Perilli e Gianluca Castaldi. Mentre l’ex ministra Lucia Azzolina ha proposto di avviare “una seria verifica politica” sul governo. Ed è evidente l’amarezza dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede. D’altronde la deputata Giulia Sarti, anche lei vicina alle posizioni dell’ex premier, ieri lo ha scritto dritto: “Io non voterò mai la schifezza incostituzionale sulla prescrizione portata avanti dalla Cartabia”.

Detto dalla relatrice del testo di riforma, ha un suo peso. E da qui si arriva alla traduzione pratica del problema, ciò che avverrà in Parlamento sulla riforma. Con diversi grillini che già chiedono di cambiarla alle Camere. E con Conte che non potrà non sostenerli.

Tradotto meglio da un veterano, “se il M5S vota in Aula questa controriforma, allora Giuseppe potrebbe avere il motivo per dire basta, questo non può essere il mio Movimento”. L’opzione che il rifondatore si è ritrovato sul tavolo. Dopo tutto questo.

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27 replies

  1. Giuseppi deve solo andare AFC, lui e il suo pd-l compreso il draghi di komodo,
    Questo azzeccagarbugli é lontano anni luce dai temi del mv5 *, tanto lontano che non si è neppure mai iscritto.
    Sicuramente il mv5 * morirà ma certamente non moriranno le idee che lo hanno sostenuto.

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    • Manca solo che giuseppi giochi come centravanti nella partita di calcio agli europei contro l’ UK

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      • ma vai te affanculo, imbecille.

        Anche te sei solo un coglionazzo che tifa sotto sotto per Grillo e i suoi lecchini.

        Oppure sei proprio fesso e non ci arrivi nemmeno.

        I problemi qui sono due: 1- GRILLO e 2- DI MAIO.

        Conte sarà troppo prudente, ma provaci te a prendere la guida di un movimento dittatoriale come M5S.

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      • Sm
        Te e irbudellodituma, ora puoi andare dove vai abitualmente, prendertelo nel(c) ulo, visto che ci sei abituato, frocioculattonedimerda, isulta i bastardidicasatua.
        È grazie a dei cerebrolesi come te se l’itaglia é quel covo dimafie che è.

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    • ATLANTIC-STRONZIZION

      Se un politico in italia
      vuole guadagnarsi la tessera del Club e
      far carriera, deve:
      Uno) ricevere minacce
      infondate ma Spettacolar-similvere dall’Isis
      (avallate da qualche bliz al vucumprà).
      due) fare una
      Americanata-Atlantist-conferenc
      con Tony Bliken di turno,
      affermando che “insieme sconfiggeremo il terrorismo”
      tre) fare minimo
      uno/multipli di due passaggi da Tela Viv
      indossando la kippah,
      lo ha fatto anche Fini,
      ma non gli è andata bene!

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    • UNALENZUOLATADAME-MOCEVO’

      DALLA PARTE DELLA VITTIMA E NON DEL CARNEFICE

      Intristisce vedere diversi leader politici italiani mostrare la propria solidarietà a Israele senza spendere una parola sulla sue responsabilità per quello che sta accadendo in questi giorni in quell’area. Chiunque abbia letto i giornali nelle ultime settimane sa che la miccia è stata accesa dalla repressione israeliana durante le celebrazioni del Ramadan, dalla pulizia etnica che Tel Aviv porta avanti a Gerusalemme Est Occupata, e dal boicottaggio delle elezioni palestinesi, derivante dalla proibizione di far votare i cittadini di questa città, la legittima capitale dello Stato di Palestina, dove la violenza e le provocazioni delle forze di occupazione e dei coloni hanno raggiunto livelli mai visti, fino a profanare i luoghi sacri.
      Per non parlare del silenzio davanti alle continue violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale accertate ripetutamente dall’ONU, e dell’inerte indifferenza di fronte all’occupazione e alle sue conseguenze: l’espandersi delle colonie illegali, la demolizioni delle case palestinesi, le detenzioni arbitrarie, le uccisioni ingiustificate, le condizioni di vita miserabili alle quali sono condannati i palestinesi, l’Apartheid, l’impossibilità di avere un proprio Stato. Insomma, ci saremmo aspettati di vedere questi leader in piazza per chiedere la fine dell’occupazione, non per sostenere un’occupazione illegale.
      Manca poi qualsiasi apprezzamento per lo sforzo della leadership palestinese di resistere a tutto questo in modo pacifico. I palestinesi uccisi dagli ultimi bombardamenti israeliani su Gaza sono ad oggi 83. 17 erano bambini e 7 donne. I feriti 487. Si tratta di un’aggressione militare che traumatizza ulteriormente una popolazione già bersagliata, fatta di 2 milioni di persone che vivono da 14 anni sotto assedio, separati dal resto del mondo e vulnerabili alla macchina da guerra della potenza occupante, senza la protezione internazionale di cui hanno disperato bisogno e che il diritto internazionale umanitario conferisce loro. Appare evidente come non possa esserci alcuna giustificazione per simili attacchi indiscriminati contro una popolazione civile; eppure, nemmeno questo, per molti, merita un commento.
      Resta il fatto che non ci sarà mai pace senza giustizia, e senza un deciso appoggio internazionale al popolo palestinese e alle sue legittime rivendicazioni. Se il sostegno internazionale non arriva, è comprensibile che un popolo oppresso provi ad esercitare il proprio diritto all’autodifesa. Ma la speranza è che questo aiuto arrivi. Per questo ringraziamo di cuore tutte le associazioni, i movimenti e le forze politiche italiane che, in controtendenza, hanno scelto di stare dalla parte giusta, mostrando a noi palestinesi, alle vittime anziché ai carnefici, una vicinanza davvero preziosa in un momento così drammatico.

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  2. Sono in preda al comma 22: finché hanno 2 teste, sono immobili
    Il Comma 22 è la trappola che i 5 stelle hanno deciso di tendere a sé stessi, il giorno in cui i propri ministri hanno approvato la sbilenca riforma Cartabia con ripristino della prescrizione. La logica della sopravvivenza richiederebbe che il M5S smentisca i ministri in Parlamento e che Draghi sia abbandonato al suo destino, se la legge passerà. Ma non sarà questa la scelta perché il fondatore Grillo continua a sostenere Draghi “whatever it takes”, e perché Conte è un leader che al momento può solo parlare, non agire. Questo il “catch 22”, e in gioco non è solo l’affossamento della riforma Conte-Bonafede. Sono in gioco il decreto dignità, il reddito di cittadinanza, oltre a tutto ciò che il Movimento ha già perduto. Dicono le cronache che Draghi avrebbe detto, ultimamente: “Senza il M5S il governo non esiste”. Davvero? Ne ha bisogno per cosa, se non per il Quirinale? L’occasione per alzare la testa il Movimento l’avrebbe. Ma finché di teste ne ha due non può far altro che affogare.

    Peter Gomez

    Ora facciano una dura guerra per rendere davvero veloci i processi
    Visto che ciò che non ti uccide ti fortifica, Giuseppe Conte non deve essere troppo intimorito dalle disastrose scelte di ciò che resta del M5S di questi giorni. Se il nuovo statuto gli darà i poteri necessari per guidare la formazione politica, avrà tempo e modo per recuperare. Se non glieli darà farà bene a salutare tutti e andarsene a casa. Ma se per caso l’istinto di sopravvivenza dei cosiddetti sette saggi dovesse prevalere con conseguente scelta in favore sua e non di un Grillo in preda a una sempre più evidente sindrome di Stoccolma, Conte dovrà mettersi ventre a terra a lavorare. Dovrà girare l’Italia come ha fatto per anni Salvini e dovrà incontrare di continuo i gruppi parlamentari in modo di rianimarli. Nelle prossime settimane il nuovo Movimento (se mai ci sarà) dovrà presentare 3 o 4 emendamenti al massimo per rendere più veloci i processi (meno reati, meno dibattimenti, più patteggiamenti e più giudici in appello). E condurre una battaglia durissima. Non importa se la vincerà o la perderà. Importa che per una volta la combatta.

    Andrea Scanzi
    Oggi è il Movimento 5 Salme, per Giuseppe può essere una zavorra
    Il Movimento 5 Stelle è a oggi un irricevibile e imbarazzante Movimento 5 Salme. Il partito meno votabile d’Italia, e non perché sia il peggiore (nessuno sarà mai peggiore di Renzi o questa destra, e chiedo scusa per la ripetizione), ma perché è il più incoerente. E l’incoerenza, per loro, è una colpa imperdonabile. La resa sulla giustizia è la classica goccia che fa traboccare un vaso rotto da tempo. Tutte le battaglie, o quasi, sono state ammainate. I 5S post-Conte 2 sono patetici, pavidi e inutili. Un mix di masochismo, sete di potere e incapacità semplicemente sconcertante. Colpa, anzitutto, dello PsicoBeppe: dall’avvento del Santo Draghi, le sbaglia tutte. O è vittima del tempo che passa, o qualcuno gli ha promesso qualcosa e lo tiene sotto ricatto. L’unico a poterli salvare è Conte, ma intanto il tempo passa. E soprattutto, a questo punto, per Conte sobbarcarsi un M5S così moribondo risulterebbe più una zavorra che non una spinta. Buona fortuna. Oppure condoglianze.

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  3. “Conte spingeva per l’astensione e Grillo invece è intervenuto per il sì a Draghi, come già fatto in passato”

    Sono Contento!!!!

    Questa ennesima imposizione di Grillo ai bibitari che ha nominato, dimostra che Grillo è un padrone e gli uomini da lui nominati solo dei suoi lacchè (come potrebbe essere altrimenti, del resto?).

    Grillo diceva di se stesso che era solo il “megafono” delle opinioni della base maturate grazie alla intelligenza collettiva.
    Una presa per il culo che neanche il “nuovo miracolo italiano” ed il “milione di posti di lavoro” di berlusconiana memoria.
    Una truffa.
    Una presa per il culo colossale di un comico cinico e spregiudicato.

    Il M5S l’ho votato solo per portare un po’ di etica in Italia.
    Ero contento solo della riforma della prescrizione (il RdC deve essere rivisto, modificato, anche se non deve essere abrogato).
    Ora la riforma della prescrizione di Bonafede rischia di saltare.
    Se così fosse, posso ritenermi pentito di averlo votalo.

    Capito perché Grillo voleva la casalinga di Voghera a fare il ministro.
    Perché con quella gli basta una telefonata.

    Conte deve rompere gli indugi e formare un nuovo partito, lasciando a Grillo i Crimi, i Di Maio, i Patuanelli (se ne liberi Conte, è quello che ha elaborato quello schifo di Ecobonus) e poltronari vari.

    Lasciandogli pure i militanti come Andrea e Cagliostro che non possono contribuire ad uno sviluppo democratico di una forza politica con la loro difesa ad oltranza del Guru (non lo difendono direttamente ma attaccano tutti i suoi nemici: sembra una strategia visto che LUI oramai è indifendibile).

    Ho pure lo slogan: “CONTE, CONTEnto di stare CON TE”.

    Ma è fondamentale, come sostiene Travaglio, che il partito non sia personale ma che debba poggiare sui principii dell’UNO VALE UNO (nelle votazioni), della TRASPARENZA, della INTELLIGENZA COLLETTIVA tramite il confronto con web, della MERITOCRAZIA nella scelta dei candidati (altro che casalinga di Voghera).

    Il M5S di Grillo li ha traditi tutti quei principii.

    Se Conte li farà suoi, il suo potrebbe essere davvero il PRIMO PARTITO a sperimentarli.
    Ed io potrei rivalutare il mio proposito di astenermi alle prossime elezioni.

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  4. Non ho nemmeno letto il pezzo, prima voglio stupirmi in diretta a maiuscoloni: fare i “processi” a che? Per reagire a che? O a chi? E poi che fanno, cacciano? E poi i Falsi Dimitri e Boris Gudonov?

    E’ pure peggio di una “gioiosa macchina da guerra”!

    E adesso vado a rollare una mezza e poi leggo il pezzo.

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  5. Bah.

    Che c’e’ da decidere lo sanno solo loro, o meglio i loro culi attaccati alle poltrone.

    Il Draghi ha pisciato in testa ai loro elettori. Li ha spernacchiati. Si e’ dimostrato il solito pupazzo dei ladri e dei mafiosi.

    Loro sono i “portavoce” degli elettori o di Peppo Grullo? Se i mafiosi grossi non possono andare in galera ditelo, e abolite i tribunali, almeno risparmiamo i soldi buttati per tenere in piedi un carrozzone inutile.

    Cosi’ gli azzeccagarbugli vanno a spasso e le galere le trasformiamo in alberghi (a 5 stelle) per turisti danarosi, intaschiamo qualcosa facendo i camerieri, anche se poi i ladroni ci ruberanno tutto come al solito, ovviamente.

    Se vogliono veramente far contare gli iscritti, i 5 stalle il metodo ce l’hanno, le petizioni vincolanti online, ogni iscritto puo’ proporre un quesito, se il quesito raggiunge un tot di adesioni deve essere votato ed il risultato del voto e’ vincolante.

    Certo la cosa puo’ avere i suoi inconvenienti, ogni movimento ha la sua quota psicopatici e ritardati mentali, novax e noeuro, magari votano no ai vaccini e si’ all’idrossiclorochina, per dire.

    Ma ogni poppolo deve avere il destino che merita, se i coglioni sono la maggioranza hanno il diritto di mandarsi a picco da soli.

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  6. questo è come le Iene attaccavano Giuseppi, lo stesso programma che non mandava in onda le inchieste su Renzi: merdacce totali, incredibile quanto andavano in basso per attaccarlo

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  7. Ma un po di orgoglio e dignità ce l’hanno ancora questi “big”o hanno solo un pensiero ossessivo per la testa: come sopravvivere al secondo mandato ?É comodo tacere senza criticare nessuno,senza prendere posizione su Grillo, ne su Conte ,ne tantomeno su Di Battista.Bisogna ammetterlo: sono diventati dei veri “politici” con i fiocchi ! Complimenti .

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    • Cose che non sentirete mai nei TG dedicati agli europei di calcio:

      In pratica, come disse Orlando, un “potere sovranazionale bypassò completamente una democrazia nazionale” con il ricatto del mancato pagamento degli stipendi. Come ha potuto una persona che sostenne queste tesi accettare di far parte di un governo presieduto da uno dei protagonisti di tale stagione? Meraviglie della poltrona. Non solo, sempre Orlando, ospite dalla Gruber il 12 gennaio scorso, escluse categoricamente un governo con la Lega e quando Stefano Feltri domandò: «e se tale governo fosse un governo Draghi?» Orlando, sicuro di sé, rispose: «anche se venisse Superman». Evidentemente per Orlando Draghi è più che Superman perché un mese dopo giurò come ministro insieme ad illustri esponenti leghisti.

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  8. Lo immaginavo che si sarebbero accordati, essendo la cosa più conveniente per entrambi.
    Rimane il fatto che se restano con draghi il distruttore di democrazie non cambia niente e affondano lo stesso.

    Vedremo, stupidi non sono e dovrebbero capirlo, ma ultimamente mi hanno talmente deluso che tutto è possibile.

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    • io vorrei sapere come faranno con la Cartabia. Diranno sì o no? Nel primo caso Conte dovrà rimangiarsi la sua posizione e perderà la faccia, secondo caso sarà Di Ma a cambiare idea, ma a quel punto come potranno i ministri 5s lasciar correre senza doversi dimettere?

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  9. Se davvero il Movimento fosse una democrazia diretta dovrebbero far decidere a noi se restare nel Governo Draghi o passare all’opposizione.
    Salvini e Renzi non ci hanno pensato un momento a far cadere un Governo e i nostri sono terrorizzati dall’idea di aprire una crisi?? E perché mai? Perché restare in un Governo che li brutalizza così e fa regredire l’Italia con leggi infami capitaliste di estrema destra? Per il bene di chi? E soprattutto per salvare l’onore di cosa??

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  10. MARCO TRAVAGLIO- MA MI FACCIA IL PIACERE- IFQ- 12 luglio 2021.

    Minaccia o promessa? “‘O la votate così o si va tutti a casa’. Draghi costringe alla resa i 5S” (Riformista, 9.7). “La telefonata del premier a Grillo. Draghi minacciò: mi dimetto” (Stampa, 10.7). Abbiamo rischiato grosso, eh?
    .
    Cos’è il genio?/1. “Amnistia: solo così si può chiudere la vergogna di Capua Vetere” (Piero Sansonetti, Riformista, 6.7). Giusto, così la fanno franca pure i picchiatori.
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    Cos’è il genio?/2. “Ci vediamo alle 12 per una diretta Facebook… La politica non è Instagram: al Senato servono i voti, non i like” (Matteo Renzi, leader Iv, Twitter, 5.7). La politica è Facebook e Twitter, ma non Instagram perchè certe facce è meglio non vederle.
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    Cos’è il genio?/3. “Gkn, la vergogna dei licenziati via mail. Letta: ‘Se è così rivediamo la norma’” (Stampa, 11.7). Ricapitolando: il Pd, col suo ministro del Lavoro Orlando, vuole prorogare il blocco dei licenziamenti, poi Confindustria ordina di non farlo, Draghi si mette sull’attenti, Orlando e il Pd si calano le brache, i sindacati pure, le aziende iniziano a licenziare e Letta dice che “se è così rivediamo la norma”. Ma va’ a ciapa’ i ratt.
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    Papi e mamma. “Berlusconi ha un tratto profondo di umanità, è stato il politico più vicino per l’arresto di mia mamma” (Renzi, Giornale). Mette lui una parola buona per i servizi sociali a Cesano Boscone.
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    Inquinamento acustico. “Ultima seduta di registrazione dell’audiolibro. Ne vedremo (e sentiremo) delle belle. Avevo proprio bisogno di raccontare la verità su ciò che è accaduto in questi anni” (Renzi, Twitter, 9.7). Beati i non udenti.
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    La lunga attesa. “Letta: questa riforma della giustizia era attesa da 30 anni” (Stampa, 10.7). E dire che bastava lasciarla fare 20 anni fa a Berlusconi.
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    Normalità. “Ora processi più normali” (Giovanni Maria Flick, Stampa, 70.7). Morti.
    Ma anche. “Md: ‘Bene il nuovo processo penale. Ma serve anche un’amnistia’” (manifesto, 10.7). Ma serve anche abolire proprio i tribunali.
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    L’ideona. “Costruire nuove carceri: altro che tabù, è la solita risposta fallimentare…” (Dubbio, 8.7). Facciamo così: le carceri costruiamole vecchie.
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    Orsoline. “Non sembro una che ha studiato dalle orsoline con Marco Travaglio” (Alba Parietti, Corriere della sera, 4.7). Per il semplice motivo che non hai mai studiato dalle orsoline con Marco Travaglio.
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    Il guaio. “Firmo i referendum, è dal ‘92 che i pm condizionano la politica. Il guaio non è Salvini, ma certa magistratura coperta dalla sinistra” (Sergio Staino, Giornale, 7.7). Ma la legge Bacchelli l’hanno abolita?
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    Sofritto. “Davigo, Bonafede, Travaglio, il Dap sono dediti alla dimostrazione che nelle carceri italiane non esiste alcun sovraffollamento” (Adriano Sofri, Foglio, 5.7). Veramente abbiamo sempre sostenuto il contrario, proponendo per questo la costruzione di nuove carceri. Però, se dovesse tornare dentro lui a scontare finalmente il resto della sua pena, potremmo fare un’eccezione.
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    Pisalecca. “Ecco cosa pensa Giuliano Pisapia ed ecco perchè non si fa abuso di retorica, o come scrive qualche scemo, di ‘lecca lecca’, quando si ripete che la riforma della giustizia è un altro bellissimo regalo di (questo) governo: ‘È la prova che anche in Italia si può avere una giustizia celere’” (Carmelo Caruso, Foglio, 10.7). Basta scrivere che i processi devono durare 2 anni e dureranno tutti 2 anni. A pensarci prima, si poteva scrivere 2 giorni.
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    I più bei nomi. “Il fatto che non ci siano più Arcuri, Bonafede, Costa, Boccia, Provenzano e che al loro posto ci siano persone più capaci come Figliuolo, Cartabia, Cingolani, Gelmini, Carfagna mi sembra una svolta positiva” (Renzi, Giornale, 2.7). E le meravigliose Bellanova, Bonetti e Scalfarotto, dove le mettiamo?
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    Foa Gras. “Cambiare la Rai è impossibile. La politica interviene tutti i giorni” (Marcello Foa, presidente della Rai in quota Lega, Verità, 11.7). E a lui l’ha portato la cicogna.
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    Da Roma a Bergamo. “Quella di Roberto Gualtieri è l’unica proposta politica che oggi si presenta alla città cercando di rappresentare e fare la sintesi di tante idee ed esperienze diverse” (Luca Bergamo, ex vicesindaco della giunta Raggi, Fanpage, 7.7). “Bergamo tifa Gualtieri” (Repubblica, 8.7). “Bergamo ora collabora con Gualtieri” (Corriere della sera, 9.7). È una bella soddisfazione lavorare con chi definisce la giunta di cui fino a sei mesi fa eri il numero 2 “un disastro come Alemanno”.
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    Il titolo della settimana/1. “Dall’uno vale uno al si salvi chi può” (Roberto Formigoni, pregiudicato per corruzione, Libero, 11.7). All’uno ruba più di tutti.
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    Il titolo della settimana/2. “Shock per la giustizia. Perchè anch’io firmo” (Augusto Minzolini, Giornale, 5.7). Perchè ti hanno condannato per peculato?
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    Il titolo della settimana/3. “I paladini dell’amore libero minacciano di morte Renzi” (Libero, 6.7). “Draghi arresta Bonafede e Travaglio” (Libero, 9.7). Non so voi, ma io non riesco a smettere di leggere questi due titoli.

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    • MD che si schiera con la riforma Cartabia… ma in che mani siamo?

      Persino Coppi, no COPPI eh, ha detto che era meglio la Bonafede.

      Gli altri nemmeno li commento, mi fanno talmente schifo che non li nomino nemmeno.

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