Conte accusa Grillo: “Ha fatto la sua scelta, essere padre padrone”. La spinta per un nuovo partito

(di Monica Guerzoni -corriere.it) – La prima reazione al «vaffa» di Grillo è stata di puro sconcerto. Stato d’animo che Giuseppe Conte, attaccato fino a notte al telefono, ha condiviso con i tanti parlamentari e «big» del Movimento che lo hanno chiamato: «Beppe ha fatto la sua scelta, essere il padre padrone della sua creatura». Questa la conclusione amara dell’ex premier, che appena 24 ore prima aveva teso la mano al fondatore sperando di avere a che fare con un «genitore generoso», pronto a lasciare libera la sua creatura. Così non è stato e per il giurista pugliese «è la riprova che l’attuale statuto necessitava di un deciso salto di qualità in termini di democrazia interna». Per questo, si è sfogato Conte, «per quattro mesi ho lavorato a un progetto politico serio e credibile».

Il voto sulla piattaforma Rousseau

Ma poi è arrivata la botta, la mossa che nello staff di Conte giudicano «autodistruttiva». La scelta di tornare con Davide Casaleggio e di indire il voto sulla piattaforma Rousseau è vista nella war room di Conte come «uno sfregio», se non «un boomerang» per Grillo. Non è infatti un mistero che gran parte dei parlamentari erano ben felici di essersi liberati di Casaleggio e della sua (costosa) piattaforma digitale e non hanno alcuna voglia di tornare al passato. Tanti si chiedono se la votazione su Rousseau si possa davvero fare, visto che i dati li ha Vito Crimi che, tra l’altro, è uno dei «big» più vicini a Conte. Quanto all’accusa di Grillo di aver scritto uno statuto seicentesco, l’ex premier e i suoi ci hanno riso su: «Se nel Movimento c’è qualcosa di barocco è la figura del garante, come la intende Grillo».

Il discorso di Conte e l’impossibilità di ricucire

E dire che, fino all’ultimo, l’avvocato aveva mostrato di crederci davvero. Si era morso la lingua quando i parlamentari amici gli avevano riferito le prime «pugnalate» di colui che, che davanti agli eletti, aveva iniziato l’opera di demolizione: «Conte è inadeguato, deve studiare…». Lunedì al Tempio di Adriano l’ex premier aveva sfidato il fondatore come nessuno mai prima, ma era anche stato attento a lasciare spazi di manovra ai mediatori. Tutto inutile. Ricucire è impossibile, lo sa Conte e lo sanno quei parlamentari che ieri, sottovoce, dicevano «Grillo non è più lui» e «forse dietro alla sua furia c’è la storia giudiziaria del figlio». Di certo il garante ha picchiato duro, per far male e affossare la leadership di Conte. Il quale adesso deve scegliere.

Il futuro di Conte (e l’addio all’insegnamento)

In tanta incertezza, una certezza c’è ed è che Conte non tornerà a insegnare diritto privato a Firenze. Si è appassionato alla politica e non sarà certo l’epitaffio di Grillo a fargli cambiare idea. I parlamentari che guardano a lui lo sanno bene, tanto che ieri nei capannelli erano in diversi a sperare che Conte torni sui suoi passi e prenda in considerazione di candidarsi alle elezioni suppletive di Roma per un seggio alla Camera. «Non finisce qui», ha scritto su Twitter l’onorevole Michele Gubitosa.

Il M5s a rischio implosione

Nelle ore dell’ansia e dell’attesa, quando ancora sperava nel miracolo, Conte aveva detto «non ho una doppia agenda, non farò un mio partito». Ma adesso che Grillo ha innescato «il terremoto» lo scenario è cambiato, il M5S rischia l’implosione e la suggestione di creare una nuova forza politica è tornata a farsi sentire, anche per le pressioni che arrivano da tanti parlamentari. Scioccati per la violenza con cui il garante ha buttato giù dal piedistallo l’ormai ex leader in pectore, deputati e senatori hanno cominciato a contarsi. Tra gli ex ministri leali a Conte, come Patuanelli, Bonafede, Fraccaro, Azzolina, Crimi e tra i parlamentari che sperano nella scissione, si parla di «un centinaio tra deputati e senatori» pronti a seguirlo. Nelle chat degli eletti che guardano a Conte, letteralmente sotto choc per le randellate di Grillo, rimbalzano le dichiarazioni gongolanti di Renzi, Rosato, Bellanova e i commenti dei «contiani» sono di questo tenore: «Beppe ha ucciso il Movimento e ha alzato la palla ai renziani per distruggere Giuseppe».

Conte e la fiducia personale

La rabbia che gli attivisti hanno sfogato sui social nei confronti di Grillo e la stima verso Conte hanno colpito i fedelissimi, già piuttosto convinti che l’ex premier goda ancora di una «forte credibilità». Un tesoretto di fiducia personale che al momento opportuno potrebbe trasformarsi in consenso. Non è un «partito di plastica», quello che l’ex presidente ha in mente. Né il «partito unipersonale» che Grillo ha respinto con veemenza. Ma una forza moderata ed ecologista radicata sul territorio. Il rischio di bruciarsi c’è e il timore nello staff di Conte serpeggia, assieme però alla voglia di rivincita.

Il futuro politico dell’ex premier

Lunedì sera l’ex premier aveva trovato sotto casa alcune fan: «Un partito di Conte? Noi lo voteremmo subito!». Al giurista di Volturara Appula il piccolo blitz aveva fatto piacere e dopo i selfie e gli autografi si era fermato a parlare con il Corriere: «Io non voglio fare un mio partito personale». Ma poi aveva fatto capire che, in caso di rottura irreparabile, avrebbe ragionato sul suo futuro politico: «Per costruire un partito forte che metta radici nei territori c’è bisogno di tempo». E il tempo c’è, perché sulla carta si vota tra due anni.

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19 replies

  1. Mi immagino lo sconcerto dei tapini che con giuseppi avevano la guasi certezza di continuare a restarsene imbullonati alle poltrone romane in barba al limite dei 2 mandati.

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  2. …e chi l’avrebbe mai detto, e chi l’avrebbe mai detto. E’ da almeno 1 anno che gli ex portavoce dei cittadini non pensavano ad altro che a questo e lavoravano per questo. E solo a questo. Per ricollocarsi, come tutte le persone serie pagate per lavorare per i cittadini invece che per farsi i cazzi propri.

    Un modello, un esempio da seguire.

    Poi travajo dice che smantellano tutte le riforme buone fatte dando la colpa a grillo che è fuori dal parlamento, non dentro.

    Per forza smantellano le poche cose buone fatte, questi, invece di fare i cani da guardia, abbaiare e mordere draghi, erano occupati con l’avvocato personale a scriversi la struttura del loro partito, perchè di lavorare non avevano proprio voglia. Pensavano già alle vacanze, a quando saranno parlamentari della repubblica delle banane a tempo indeterminato e potranno farsi i viaggi gratis con la scusa dei rimborsi spesa.

    Qualcuno dica a travajo come sono andate le cose, perchè altrimenti ci vuole uno psichiatra con almeno 30 anni di esperienza su casi come il suo, quelli difficili.

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  3. Non è stato “travajo” a dire che Draghi è un grillino e che il ministro della transizione ecologica pure, sei davvero fuori anche tu come Grillo.

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  4. Clamoroso, leggo tre articoli e tutti e tre commentati da Andrea e cagliostro!!! Abbiamo capito, volete grillo con il 5-10% scarso, potete parlare dell’agenda 2050 sognando di valori di ideali di democrazia diretta, intanto oggi via cashback, fine blocco licenziamenti, ovviamente tutta colpa di troll, poltronari bibitari e cicisbei
    Come bertinotti sulle 35 ore settimanali, alla sera costantemente in cachemire da Bruno Vespa e il fine settimana dalla contessa a parigi a parlare di operai e loro diritti!!! Poi nei fatti fece cadere Prodi.
    Risultato: lui gira con la scorta, vitalizio e 280000 pensioni mensili e il popolo a settembre sul lastrico
    E si lamentano del pd!!!!!!!!!
    Beata erre moscia
    Te Gatto ti fai una bella risata, dall’alto dei disastri della tua milano a parlare di itaglioti…
    Saluti

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  5. Luigi, che grillo sia fuori non è un segreto x nessuno, ma anche
    Giuseppi non è da meno, sue testuali parole,
    “MI sono dato da fare perche il GOVERNO DRAGHI NASCESSE. e DEVE CONTINUARE.

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  6. “Mi sono dato da fare perché il GOVERNO DRAGHI NASCESCE E DEVE CONTINUARE.” Prima o poi sapremo il perché quando Draghi stava per rimettere il mandato Conte intervenne in suo aiuto con il discorso del tavolino e poi si è dato da fare per convincere i parlamentari, in maggioranza contrari, dise si a Draghi Fu Grillo a convincere Conte a fare quel discorso o fu Conte a convincere Grillo il quale, per convincere gli iscritti a votare si inventò la storiella che Draghi e Cingolani fossero grillini?

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