I “funzionari” delle tirannie

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Qualche volta a leggere i documenti, i programmi, delle istituzioni, filtrati prudentemente e somministrati con l’accompagnamento dei commenti e delle raccomandazioni per la corretta decodificazione di qualche mosca cocchiera che svolazza sulle deiezioni degli oligarchi, ci si sente come chi intercetta pizzini e conversazioni dei malavitosi  di mafia capitale o di una qualche ‘ndrina, o anche come  quelli che, nella brughiera della Cornovaglia, incappavano nel tenentino incaricato di recapitare il messaggio cifrato al comando generale con gli ordini per la battaglia.

Leggi e ti domandi se siano redatti in un gergo che non sai decifrare, se si nasconda dietro quelle frasi apparentemente vuote e primitive un disegno oscuro inintelligibile per noi sprovveduti.

Ogni volta pare impossibile che intrighi, trame nere, complotti, cospirazioni e messe in scena siano scaturiti da attori minori, così poco credibili e plausibili, gente che a una prima occhiata dimostra di essere fasulla, inaffidabile come un qualsiasi peracottaro che vuole fregarti con il gioco delle tre carte.

Provate a dare una scorsa a comparse e figuranti del Sistema, magistrati, leader di partito, uomini delle istituzioni, coinvolti, correi, cointeressati,  che hanno concertato la creazione di un opportuno capro espiatorio, quel bel tomo di Palamara, a distrarre da affarucci loschi, da compravendite di protezioni e nomine,  da inquietanti alleanze da omissioni e ingerenze, alle comparse dei legali degli studi internazionali che dettano le leggi ai governi e che difendono le cordate dell’affarismo mondiale, facendoci rimpiangere De Sica che perora la causa di Frine.

Andate a vedere – suggerisco la illuminante lettura di IV Reich di Franco Fracassi, su fasti e nefasti dell’internazionale nera  – chi sono gli impresari del terrore che hanno tinteggiato con il sangue della strategia della tensione la lotta armata al comunismo, Delle Chiaie detto er Caccola in combutta con il Venerabile, fan il primo della ‘ndrangheta, il secondo di Cosa Nostra, aprendo la strada al golpismo in doppiopetto del Cavaliere, secondo lo stesso principio ispiratore, usare gli spazi, le concessioni e la tolleranza della democrazia per “esercitare il potere che conta”.

Scoprirete un target di miserabili, protetti e aiutati da apparati statali, occultati dai servizi, sovvenzionati dalla finanza, armati dalla Nato come in Ucraina, istruiti e formati sui testi sacri di Casa Pound ma pure della Lega prima maniera, che hanno avuto campo libera, fatto proseliti, rubato, ammazzato, pescato provvidenze e guadagnato tutele nel torbido, quel fango tossico che ha favorito la cessione di sovranità di uno Stato umiliato e retrocesso al  ruolo di salvatore di ultima istanza di banche, imprese malaffaristiche, cordate corrotte e corruttrici, che doveva aiutare la demolizione dello stato sociale e dello stato di diritto, che sceglieva i despoti sanguinari con i quali stringere alleanze per scoraggiare ondate migratorie, che incoraggiava e fiancheggiava il brand sempre profittevole dell’import-export di armi a corredo di campagne belliche e coloniali.

Le interviste, i carteggi, gli scritti e i memoriali rivelano una povertà intellettuale e culturale che rende ancora più colpevoli che ha concesso loro il potere maligno e lo spazio quasi illimitato che si sono conquistati e l’indifferenza, la condiscendenza permissiva o la soggezione impaurita dei tanti che sapevano e che hanno subito le varie forme di intimidazione, le pressioni da racket, fino a una certa malcelata ammirazione.

Certo sono solo apparentemente i casi estremi,  i peggiori, i più sguaiati e cialtroni, i più disturbati secondo i paradigmi della salute mentale, sociopatici e alienati, o secondo i dettami del politicamente corretto. Ma proprio l’evoluzione delle mafie, la loro modernizzazioni ci ha abituati a sapere che i rituali, i giuramenti col sangue dei mammasantissima si sono aggiornati in colletti bianchi che si sporcano le mani solo coi bilanci, gli odg  dei Cda e le transazioni irrintracciabili, e che usano i piloni di cemento nel corso di appalti per le grandi opere senza necessariamente infilarci dentro chi non ha rispettato i patti scellerati, dei quali non c’è bisogno grazie alla generosa disponibilità di procedure, amministratori, semplificazioni.

Oggi ci resterebbero male Machiavelli, Hobbes, Rousseau, ma pure Gengis Khan, Tamerlano, Cromwell scoprendo che a toglierci ogni parvenza di libertà è un ceto di ragionieri che sanno far di conto solo con la calcolatrice, di burocrati di enti e istituzioni impegnate a complicare la vita dei cittadini per semplificare quella dei potenti, accorgendosi che a dispetto dei filosofi e teorici che avevano profetizzato il coincidere della fine dei totalitarismi con quella del secolo breve, si sarebbe configurato un dispotismo che esaltava alcuni capisaldi e pilastri del nazifascismo grazie al dominio incontrastato dell’economia, della finanza e combinato e sorretto dalle possibilità infinite di controllo sociale, offerte dalla tecnologia.

Qualcuno nel corso degli ultimi decenni, ha ristretto in un certo numero di principi fondativi la teoria del neo- dispotismo, consegnata nelle mani di grigi quanto feroci esecutori che aspirano alla costruzione definitiva e incontrastata di un  Impero nel quale si accontentano di ricoprire cariche intermedie e operative comprensive delle funzioni di boia, killer, kapò in grande stile dei grandi lager virtuali e non: primo tra tutti, la cancellazione della libertà, assicurando una sorveglianza continua, limitando la vita personale e favorendo l’isolamento, ma impedendo spazi reali di solitudine e silenzio ostacolati dal chiacchiericcio globale e dalle ingerenze nella sfera privata.

E poi bisogna avvilire la lingua, costringendola in una specie di gergo globale con stilemi intesi a favorire il regresso culturale dentro a schemi primitivi che aiutino l’infantilizzazione dei cittadini, promuovendo l’oralità  e il contingentamento di ogni pensiero in poche battute, meglio ancora in uno slogan, come nel caso della distruzione creativa cara al nostro presidente o del capitale umano, più corti di un tweet e più  lunghi di un cappio al collo.

È anche indispensabile sopprimere la “natura”, un procedimento che di questi tempi è stato messo in atto con successo, frustrando la pulsione di vita e perfino gli stimoli sessuali incompatibili con i principi di precauzione e che potrebbero esporre a incauti contagi, tanto da raccomandare una procreazione per via medica, tra l’altro più coerente con i tempi della produttività, imponendo regole ferree di profilassi per  tutelare quell’igiene del fisico indispensabile a stare nel mercato.

Altrettanto strategica è la soppressione  della cultura umanistica, con la cancellazione a tutti i livelli di storia e memoria, che potrebbero suscitare pensieri di emancipazione grazie all’esempio di chi si è riscattato e perfino sollecitare fermenti di ribellione in seguito alla rivelazione di colpe e responsabilità remote e recenti, che è invece opportuno rimuovere ricorrendo al culto del presente, meglio se senza futuro e funzionale alla reiterazione degli stessi misfatti.

Infine, ma il tema è suscettibile di svariati appendici e corollari, il primo comandamento è nutrire e propagandare l’odio, creando un nemico- va bene, abbiamo visto, anche uno immateriale meglio ancora se invisibile – fomentando il conflitto anche tra uguali anche spezzando antichi vincoli, riducendo il pensiero critico a fenomeno psichiatrico, tacitando l’opposizione con la denigrazione, la derisione e l’anatema, imponendo che la censura diventi una virtù civica che alimenta la conflittualità, la competizione sleale e la sopraffazione anche tra simili e similmente vittime.

E così succede che anche senza muovere le truppe, senza scomodare generali impegnati a fare i Bava Beccaris con le siringhe, succede che un sindacalista che protesta venga travolto dal camion di un crumiro che vuole forzare il blocco, nel corso della rappresentazione allegorica della vittoria incontrastata dei padroni che non hanno bisogno di indirizzare i loro cannoni made in Usa, basta che riducano alla fame i poveracci in modo che si ammazzino tra loro.

3 replies

  1. Dietro il boom di Fratelli d’Italia
    di Valeria Pacelli e Stefano Vergine | 19 GIUGNO 2021
    Più consensi, più soldi. Mano a mano che il partito di Giorgia Meloni s’impone come principale forza della destra (stando ai sondaggi Fratelli d’Italia ha raggiunto la Lega), anche le casse del partito si gonfiano. In via principale, di denaro donato dai suoi eletti, ma anche da tante imprese, alcune con interessi economici nei Comuni e nelle Regioni dove i meloniani governano. Lo dicono i bilanci di Fd’I e lo raccontano nel dettaglio i rendiconti pubblici analizzati da Il Fatto. Nel 2019, quando era al 4% (sondaggio YouTrend di gennaio), il partito erede dell’Msi ha raccolto contributi privati pari a 1 milione di euro. L’anno dopo il pallottoliere ha toccato quota 1,4 milioni (registrando quindi un +40%). Da gennaio ad aprile di quest’anno (ultimi dati disponibili), siamo già a 337mila euro incassati. Tutti contributi leciti e regolarmente dichiarati dal partito.
    SANITà. Fd’I piace molto al mondo della sanità privata. Tra i principali finanziatori spicca il Gruppo Villa Maria (Gvm), che nel 2020 ha fatto partire due bonifici per un totale di 50mila euro. Con oltre 3900 dipendenti e 715 milioni di fatturato (dati 2019), quella fondata da Ettore Sansavini è una multinazionale delle cliniche private presente in mezzo mondo, dalla Francia, all’Albania e alla Polonia. Il core business resta però in Italia. “Non abbiamo mai ricevuto alcun favore particolare dalla politica e finanziamo diversi partiti, non solo Fd’I, ma anche ad esempio la Lega e il Pd”, ci ha assicurato Sansavini. Dai rendiconti pubblici dal 2018 in poi non risultano donazioni di Gvm ad altre forze politiche. Bisogna anche dire che nei mesi scorsi il gruppo ha trovato qualche ostilità da parte di esponenti di Fd’I in Regione Lazio. Era marzo 2020 quando Gvm firma un protocollo per la trasformazione dell’Istituto clinico Casal Palocco in centro Covid. Il consigliere regionale Giancarlo Righini chiede spiegazioni alla Regione “sulla scelta di allestire un Ospedale Covid in una piccola clinica privata”. “Chiedevo un dettaglio dei costi. – spiega oggi Righini al Fatto – Ho appreso solo di recente del contributo, ma questo prescinde dalla mia attività di verifica. Sull’Icc di Casal Palocco tornerò a chiedere informazioni”.
    Nella lista di donatori ci sono anche altre imprese legate al mondo della sanità. Soprattutto quella marchigiana, dove Fratelli d’Italia è riuscita nel settembre scorso a fare eleggere il suo secondo presidente di Regione, Francesco Acquaroli (il primo, Marco Marsilio, governa dal 2019 l’Abruzzo). C’è ad esempio la Innoliving di Ancona, che ha versato 5 mila euro ad ottobre 2020. Controllata dal russo Andrey Derevyanchenko e da Andrea Falappa, produce in Cina e vende in Italia piccoli elettrodomestici e dispositivi diagnostici. Da ottobre scorso, la società fornisce tamponi rapidi dall’aeroporto delle Marche, di cui la Regione detiene una quota. “L’hub che effettua tamponi presso l’Aeroporto – spiegano dalla Regione Marche – è gestito da un soggetto privato, l’iniziativa non è promossa dalla Regione”. A settembre 2020 a Fd’I sono arrivati poi 4 mila euro da un’altra azienda marchigiana: la Radiosalus, un centro polispecialistico privato. L’azienda, sempre a settembre, ha donato 5mila euro anche al candidato presidente del centro sinistra, Maurizio Mangialardi, sconfitto da Acquaroli.
    L’AFFARE ESSELUNGA. Non c’è solo il mondo della sanità. Tra i bonifici più generosi ci sono quelli di Aep, ditta di costruzioni. La donazione a Fd’I – 49.500 euro in totale, versati in due tranche tra settembre e ottobre 2020 – è diventato un caso a Lodi, dove i meloniani sono in maggioranza, con tanto di denuncia in Procura presentata da un gruppo di cittadini e poi archiviata dai pm, che non hanno ravvisato alcun reato. Il motivo delle proteste è che Aep sta costruendo in città un supermercato per Esselunga. Racconta Stefano Caserini, consigliere d’opposizione: “Nel territorio dove si sta costruendo, il piano di governo del territorio (pgt) prevedeva un’area prevalentemente residenziale e direzionale. Poi, dopo che Aep ha acquistato il terreno, in consiglio comunale è stata approvata una variante al pgt per rendere l’area commerciale, e questo con i voti della sola maggioranza di cui fanno parte 5 consiglieri di Fd’I. L’approvazione è avvenuta il 22 settembre 2020, un giorno dopo il primo bonifico al partito da parte di Aep, da 25mila euro. Il 27 settembre e il 4 ottobre Fd’I ha organizzato un banchetto in città a favore della costruzione del supermercato Esselunga. Il 23 ottobre Aep ha fatto l’altro bonifico, da 24.500 euro”. E quindi? “Quindi”, dice Caserini, “non mi sembra normale che un costruttore doni soldi a un partito quando sta portando avanti operazioni urbanistiche in cui i rappresentanti di quel partito sono coinvolti”. Coincidenza. Nello stesso periodo poi Aep ha fatto una donazione da 50mila euro al Comitato Giovanni Toti Liguria. Anche in questo caso c’è di mezzo un nuovo supermercato Esselunga. Come rivelato dal Fatto, Aep era infatti impegnata nella realizzazione di un supermercato a Genova per conto della catena di ipermercati.
    ARMI E RIFIUTI. Sottomarini militari venduti alle forze armate di mezzo mondo, comprese quelle italiane. C’è anche il gruppo Drass Srl fra i finanziatori di Fd’I. La storica azienda livornese tra il 2019 e il 2020 ha donato 7.500 euro alla sezione toscana del partito. Tra i prodotti di punta della Drass c’è ad esempio il “sottomarino compatto per acque costiere”.
    Tra le aziende donatrici di Fd’I c’è poi la Ecoserdiana, che gestisce una discarica a 20 chilometri da Cagliari e il 17 maggio del 2019 ha versato 6mila euro alla sezione sarda del partito. Altra donazione (in questo caso i dettagli sono raccontati nell’articolo accanto) arriva poi dalla Rida Ambiente Srl, società che gestisce una discarica ad Aprilia (Latina) e che il 7 maggio 2019 ha donato 3.200 euro alla sezionale nazionale del partito. Nei mesi scorsi alcuni dei vertici della Rida Ambiente sono finiti nel mirino dei pm di Roma per traffico illecito di rifiuti. “Il procedimento penale deriva da una denuncia del gruppo Cerroni con il quale non corre buon sangue”, spiega il presidente del Cda Fabio Altissimi, oggi indagato. “Abbiamo dimostrato – aggiunge – che (…) Rida Ambiente non ha guadagnato un euro in più di quanto le spettava in base alla tariffa regionale”.
    Associazioni. Fd’I però deve aver fatto colpo anche sul mondo delle associazioni. A luglio del 2020 la Confederazione generale dell’Agricoltura ha versato al partito 2800 euro; Confapi – che riunisce le piccole e medie imprese – ne ha invece donati 4 mila. Altri 12500 euro sono arrivati, a settembre 2020, da Confartigianato imprese Marche.
    Rifiuti, armi e Sanità: i chi finanzia la Meloni – Il Fatto Quotidiano

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  2. Posso testimoniare che in provincia di Latina, in una cittadina costiera, dove lo scorso anno ho dovuto pagare un “ortopedico” (iscritto a nessun albo), presso una struttura privata, gestita da un team di managers messinesi, che, guarda un pò, durante gli stessi giorni in cui scoppiava la pandemia in Italia, a fine febbraio, prendevano in leasing a Milano un maxi suv Porsche Cayenne, e se lo portavano nel centro medico, noncuranti di file di persone bisognose e sofferenti alla ricerca di cure urgenti, che per non aspettare mesi presso l’ospedale cittadino dove gli stessi primari aziendali nominati dalla politica dei “fratelli legati”, non sono neanche presenti, e si trovano solo nei centri privati, dove si è costretti a pagare. Poi ho notato che se non ti puoi permettere costose terapie all’avanguardia, che su articoli di giornali, questi figuri si erano vantati di saper fare, ti spediscono direttamente presso altri centri nella provincia, consigliandoti operazioni di implantologia e protesi varie, confondendo le carte con la Sanità Pubblica. Alla fine non risolvi quasi niente, ti ritrovi ad aver sprecato tempo e denaro, non riesci ad ottenere valide alternative meno invasive, ti fanno perdere quasi un anno della tua vita, e proprio perchè l’anno scorso c’era il problema covid, qualcuno di buon senso mi ha suggerito di rimanere a casa se non volevo fare una brutta fine, cosa che è capitata a molti miei conoscenti. Indignato ai massimi livelli, anche perchè il rimanere a casa non aiuta molto, anzi deprime, e se cerchi di raccontarlo, rimangono troppo basiti e non ci crede nessuno, ma è dannatamente vero, cerco di dirlo a chiunque, con la speranza che qualcuno indaghi in questi casi di Sanità da porte scorrevoli.
    Nel frattempo ho iniziato ad investigare io, ed il volume di marcio che ho riscontrato in questa provincia è inversamente proporzionale alla consapevolezza degli abitanti. Struzzi omertosi che per incrementare le proprie possibilità di ottenere il posto fisso servile e sfruttato, o per accaparrarsi immobili su immobili, si sono volutamente calati le braghe, perchè nonostante siano contro il DDL Zan, non disdegnano una bella inculata come prestanomi, in particolare gli uomini che frequentano palestre, dato che la prostituzione maschile è la più richesta, subito dopo la droga. Hanno tutti un comune denominatore: l’animo corrotto a disposizione della malavita, ormai presenza fissa, che presidia il territorio, e mantiene alto il consenso elettorale visto che ha avuto un gran numero di residenze per votarli. Il locale circolo di Legambiente, alla ricerca di documenti al comune per spiegazioni su concessioni di vario tipo, è stato minacciato durante una diretta streaming dalla giunta. L’Associazione Antimafia Caponnetto ne ha persino fatto un’interpellanza parlamentare, oltre che denuncia alla Procura di Latina, porto delle nebbie, ma non si sa più niente. Potrebbero anche avere il vizietto di nascondere i peggio latitanti. Perchè ho buoni motivi di pensarlo? Aperture di mega centri commerciali fino a 6000 mq, sorti come funghi, continuano ad espandersi; ultimamente una macpanineria propone assunzioni di centinaia di giovani malpagati e sfruttati. Sembra strano, ma nonostante siamo zona di uliveti, olive eccellenti nostrane, in uno di questi (MD) ho trovato le olive di Castelvetrano, che potrebbero piacere solo a chi è nato da quelle parti, o no?

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