Casa Circondariale Benevento, Osapp: Stato di totale abbandono. Criticità per Polizia Penitenziaria

La scrivente organizzazione sindacale è in dovere di porre in essere quanto necessario, utilizzando tutti i mezzi legittimi disponibili, al fine di migliorare le condizioni lavorative dei poliziotti penitenziari presso la casa circondariale di Benevento, un abbandono dall’Amministrazione Penitenziaria in tutte le sue articolazioni.   Medievale cronica è, la carenza di poliziotti presso la struttura sannita, ove nulla si è posto in essere dalle A.D. che si sono succedute, la quale, da tempo mette a dura prova gli agenti, facendosi carico di doppi posti di servizio nei turni, seguiti dal sistematico trattenimento in servizio oltre le sei ore, arrivando anche in alcuni casi a 10 ore lavorative consecutive, per affrontare gli eventi critici tra la popolazione detenuta, ormai divenuti all’ordine del giorno. Ad aggravare ulteriormente la situazione, è la non concessione dei diritti soggettivi negati sistematicamente, quali riposi e congedo ordinario anche in presenza di  accordo tra colleghi nel cambiare turno, atti a soddisfare esigenze personali/familiari, nonché al sacrosanto recupero psicofisico. Il protrarsi di articolazioni di turni ed orari designati dall’ A.D. in via sperimentale senza alcuna concertazione sindacale, non accettati dalla maggioranza dei poliziotti interessati, in barba all’Accordo Quadro Nazionale e al Protocollo Intesa Locale vigente.    Agenti in uno stato di esasperazione che di conseguenza si riversa in famiglia alterandone gli equilibri. Gli stessi sono costretti, per importanti problemi familiari a farsene carico sullo smontante notturno e/o costretti, ad assentarsi diversamente, per poi dover anche subire veri e propri atteggiamenti vessatori e persecuzioni da chi fortificato dietro incarichi di rilievo, anziché limitare le problematiche in essere, contribuisce solo a temperate.

Destabilizza il fatto accertato che si è venuto a creare, che nel calderone degli abbandonati, il distinguo di pochi eletti privilegiati, nella concessione di tali diritti e nell’assegnazione a determinati posti di servizio,  determinando discriminazione e demansionanto, per ragioni meglio non definire ma dal raccapricciante fine.   Un divario tra subordinati e sovraordinati ove vengono meno i rapporti interpersonali, l’interagire, ove regna, nonostante la gravità della situazione lavorativa delineata, aggravata dall’emergenza COVID19, la più totale indifferenza e non gratificazione verso i poliziotti, che per loro premio, si vedono abbassare il giudizio annuale di 1-2  punti senza una legittima giustificazione, in barba al senso del dovere e all’abnegazione dimostrata  nonostante tutto, i quali continuano a tenere a galla la nave carcere che rischia di affondare.   Come dire oltre il danno la beffa, le TANTE incongruenze nella gestione del personale spesso parrebbero designare l’abuso d’ufficio nello stesso modo quello di potere.     Ad oggi non risultano visto la criticità in essere iniziative da parte dell’A.D a disporre il piano Ferie estive, cosa che desta molta preoccupazione.  Uno stato attuale paragonabile ad una mina vagante in imminente deflagrazione.

Molteplici le note inviate all’Autorità Dirigente, sottolineando lo status lavorativo nonché le condizione che vive e subisce il personale di Polizia Penitenziaria.  Eludenti le risposte alle missive senza seguito, nemmeno un trapelare impegno.     Per queste motivazione l’O.S.A.P.P. quale organizzazione maggiormente rappresentativa sul territorio, proclama lo stato di agitazione ad interim ed interrompe le relazioni sindacali che verranno ripristinate solo a seguito di riscontro specifico alle note eludenti e convocazione urgente da parte dell’A.D.   Si investono a tale scopo le segreterie: Regionale e Generale.