Renzi lascia il lockdown per la zona rosso-Ferrari

Senatore da F1: “Più mi criticano, più viaggio”

(di Giampiero Calapà e Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – “Io non posso allontanarmi duecento metri da casa. Lui va a vedere la Formula1 in Bahrein…”. “Un Paese chiuso in casa ma lui viaggia senza fare mezz’ora di quarantena”. E ancora: “Il Bahrein è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti”. Sono solo alcuni dei commenti piovuti ieri sui social come tempesta per la presenza di Matteo Renzi ai box del Gran Premio del Bahrein, immortalato dalle tv in compagnia di Corinna Schumacher, dell’ex pilota Jean Alesi e del medico dei piloti Riccardo Ceccarelli. La presenza di Renzi è stata quindi “ufficializzata” dall’ex ferrarista Jean Todt, ora presidente della Federazione automobilistica internazionale, che ha postato su Twitter le foto con l’ex premier “Senator of Florence” e con il principe Salman ben Hamad al Khalifa, primo ministro del Bahrein.

Nella sonnacchiosa arena politica domenicale sono poche le voci che chiedono conto al senatore toscano: “Sarebbe interessante – domanda Angelo Bonelli, Verdi – conoscere i motivi di legge per cui Renzi si è recato nel Bahrein per assistere al Gran Premio… Ricordo che gli italiani si trovano in lockdown e non possono uscire dai loro comuni se non per salute o lavoro”. “La pandemia c’è per tutti, tranne che per Renzi che continua ad andare dove gli pare senza giustificarsi pubblicamente”, attacca Nicola Fratoianni di Sinistra italiana. Dall’ufficio stampa del renzismo arriva la replica: “Ha come sempre rispettato tutte le norme e martedì sarà in aula. Inutile dire che i viaggi di Renzi riguardano Renzi e non costano un centesimo al contribuente”. E ai suoi fedelissimi di Italia viva lo stesso Renzi dice: “Fanno polemica per i miei viaggi? E io ne faccio uno a settimana. Domenica scorsa in Senegal e oggi al Gran Premio”. Quel che è certo è che Renzi, essendo senatore, così come i diplomatici, può viaggiare nell’esercizio delle sue funzioni. Ma sui motivi che giustificherebbero anche quest’ultima “missione” non arriva nessuna spiegazione. A sventolare la bandiera a scacchi ieri è stato l’amico imprenditore toscano Paolo Campinoti, proprietario del team Pramac Ducati di MotoGp. La passione dell’ex premier per le auto ha orizzonti ampi: sarebbe interessato a investire nel progetto di auto elettriche Extreme E Team del pilota campione del mondo di F1 Luis Hamilton.

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6 replies

  1. Auguro al senatore Renzi, ai suoi genitori e alla sua famiglia, tutta, una felice e lunga vita.

    Che non debbano mai rischiare di finire sotto un camion bulgaro, contromano, in galleria, senza cinture e finire tutti tetraplegici per 50 anni.

    Tanti, ma tantissimi auguri, a nome dei 60 milioni di italiani che da un anno stanno subendo limitazioni, morti, perdita di posti di lavoro, problemi economici.

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  2. Questo è l’essere più schifoso di tutti, oramai ha battuto nettamente anche il Capitone quanto a cinismo. Che la democratura in atto non abbia mezzi per redarguire questo suino è veramente imbarazzante, anche perché l’isolamento fiduciario esiste per il dopo viaggi, ma purtroppo non è stato ancora inventato un virus che attacchi solo i politici e i ladroni di stato.

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