Non ci si può muovere dal proprio comune, ma si può volare alle Canarie!

SÌ AI VIAGGI ALL’ESTERO, È SCONTRO REGOLE E DIVIETI PER I RIENTRI

(Fiorenza Sarzanini – il Corriere della Sera) – Chi deve andare all’ estero per turismo può raggiungere l’ aeroporto anche se si trova in una regione arancione o rossa. È stato il ministero dell’ Interno a confermarlo con una nota protocollata e in vista delle vacanze pasquali esplode la polemica.

«Gli alberghi e tutto il sistema dell’ ospitalità italiana sono fermi da mesi, a causa del divieto di spostarsi da una regione all’ altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia», protesta Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. Ecco dunque le regole in vigore fino al 30 aprile.

Il 3 marzo l’ Astoi, associazione dei tour operator italiani, si è rivolta al Viminale per sapere se – sulla base delle restrizioni imposte dal Dpcm del 2 marzo – era consentito andare in aeroporto «in caso di viaggi per turismo verso destinazioni estere non interdette».

Nelle regioni arancioni è infatti vietato uscire dal proprio Comune di residenza se non per lavoro, necessità e urgenza e nelle regioni rosse lo stesso divieto riguarda l’ uscita dalla propria abitazione. Con una nota del gabinetto della ministra Luciana Lamorgese è stato chiarito che «sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza di questo tipo di viaggi che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento». È dunque consentito muoversi purché «muniti di autocertificazione».

Si può andare per turismo in Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faroe e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco ma rispettando le restrizioni locali e al ritorno in Italia nella maggior parte dei casi è obbligatorio sottoporsi al tampone.

Chi rientra dall’ Austria, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti deve sottoporsi alla quarantena di 14 giorni. Isolamento fiduciario al ritorno in Italia è stato stabilito anche per chi va in Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia.

È vietato andare negli altri Stati non inclusi in queste liste per motivi di turismo, ma poiché il ritorno presso la propria abitazione è sempre consentito molti aggirano l’ impedimento con motivazioni diverse e poi rientrano in Italia sottoponendosi alla quarantena .

In Italia non è invece consentito muoversi tra le regioni fino al 30 aprile se non per motivi di lavoro, salute e necessità. Ma ci sono ulteriori limitazioni perché chi si trova in zona arancione non può uscire dal proprio Comune di residenza, mentre chi è in zona rossa non può uscire dalla propria abitazione. L’ unica eccezione riguarda le visite a parenti e amici massimo in due adulti e minori di 14 anni, ma con rientro entro le 22.

Dal 3 al 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa, vietato dunque uscire dalla propria abitazione se non per motivi di lavoro, salute, urgenza. Unica eccezione sono le visite a parenti e amici massimo in due adulti e minori di 14 anni, ma anche in questo caso è obbligatorio fare rientro presso la propria abitazione.

Si può andare invece nelle seconde case – anche se si trovano in zona rossa – ma solo il nucleo familiare, dimostrando di averne titolo prima del 14 gennaio 2021 e purché la casa non sia abitata da altri.

In Alto Adige è vietato andare nella seconda casa se non si è residenti. In Campania e in Puglia il divieto vale anche per i residenti nella regione. In Toscana non possono entrare i non residenti così come in Valle d’ Aosta. In Sardegna possono entrare soltanto i residenti e comunque si deve esibire un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o il certificato di avvenuta vaccinazione anti Covid. In Sicilia si può entrare con un tampone negativo effettuato 48 ore prima dell’ arrivo.

BOCCA: «I NOSTRI HOTEL CHIUSI, MA PER VOLARE ALLE CANARIE BASTANO DUE TAMPONI»

(Claudia Voltattorni – il Corriere della Sera) – «Non mi posso muovere dal mio Comune, ma posso volare alle Canarie: è assurdo, mentre l’ 85% degli alberghi italiani è costretto a restare chiuso». Tra sabato e domenica, Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha ricevuto centinaia di telefonate di albergatori preoccupati e arrabbiati.

Presidente, cosa le hanno detto gli imprenditori?

«Si sentono presi in giro. Se ci sono delle regole da rispettare si rispettano, ma poi se queste valgono solo per alcuni, non possiamo accettarlo. Da un lato, chiudiamo gli italiani in casa, ma poi li facciamo andare in tutto il mondo: così si ammazza il turismo italiano. Sembra che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra».

Gli albergatori erano pronti a riaprire per Pasqua?

«Sì, molti avevano già riaperto, come il Gritti di Venezia ad esempio. Poi è arrivato il nuovo decreto sulla zona rossa durante le vacanze, con il divieto di circolazione tra le regioni e siamo dovuti ritornare indietro. Nelle città d’ arte, dove non arrivano turisti da un anno, si poteva pensare di lasciare andare gli italiani. Invece, sono fermi in casa.

Oppure possono andarsene liberamente all’ estero, o perfino in crociera».

All’ estero si può andare senza restrizioni?

«Certo, basta un tampone alla partenza e al rientro.

Quando abbiamo visto la zona rossa per Pasqua, pensavamo che almeno per l’ estero ci fosse la quarantena, invece basta un tampone. E gli altri Paesi ne approfittano. Sembra che la Spagna ci dica “venite da noi”, così come la Grecia dove da mesi si stanno organizzando per l’ estate».

Alle Baleari sono già arrivati migliaia di turisti tedeschi, succederà lo stesso in estate?

«Temiamo di sì. Basti pensare che la Grecia quest’ anno è la prima destinazione del mercato statunitense e già non si trovano alloggi e barche. Ma loro sono partiti in tempo, hanno creato le isole “Covid free” e dal 14 maggio chiedono l’ obbligo di vaccino o tampone per chi arriva».

E in Italia? Come saranno le vacanze italiane?

«Non lo sappiamo ancora, siamo ancora appesi alle zone colorate e non sappiamo come organizzarci, non c’ è alcuna prospettiva, anzi, per ora si parla solo di un aprile senza zone gialle, quindi ancora con il blocco tra le regioni. Ma nel frattempo, il turismo, nazionale e internazionale si organizza, perché è adesso che si pianifica la villeggiatura estiva. Ma senza alcuna indicazione certa, i turisti vanno altrove: stiamo regalando turisti all’ estero».

Federalberghi ha un piano per ripartire in tutta sicurezza?

«Avevamo proposto tamponi negli alberghi, da fare all’ arrivo e alla partenza: ci hanno detto no e ci hanno chiuso, sembra che non si rendano conto di cosa stiamo rischiando».

In che condizioni è ora il settore alberghiero?

«Abbiamo l’ 85% degli alberghi chiusi; i più piccoli e chi era in affitto non riapriranno più. Se non si riapre almeno a maggio, molti altri non riusciranno a salvarsi».

I ristori non aiutano?

«Dodicimila euro per due milioni di euro persi possono aiutare?».

3 replies

  1. che poi
    l’obbligo del vaccino non è chiaro a chi serva se non
    al portatore del vaccino e al SS del paese richiedente
    che in questo modo s’assicura di non rischiare d’avere una persona
    che gli occupa un letto in ospedale
    sul fatto che non porti a spasso il virus non c’è certezza.
    se, putacaso, venisse contagiato alla partenza, è probabile che
    all’arrivo o nei giorni subito seguenti, possa ritrasmetterlo
    e se le persone locali non sono vaccinate rischiano.
    comunque tranquilli
    ci pensa il buzzurro francese capo di una agenzia di misirizzi dell’EU
    tra tre mei tre, forse riusciamo a fare un certificato che non serve a niente
    dato che non è vincolante e non può bloccare i non vaccinati una volta che
    le restrizioni s’allentano.
    è quello del raggiungimento dell’immunità di mandria il 28/06/2021
    che rammento essere l’80% degli abitanti
    rammento pure che in Italia i vaccinati, ad oggi. dopo 3 mesi dall’inizio della
    disponibilità dei farmaci, è di 9 milioni e 413.886, ma solo 2 milioni e 968.706
    hanno avuto la seconda dose (con 10 milioni e 968.780 dosi ricevute)
    dunque mancano all’appello grossomodo 38 milioni e 586.114 di prime dosi
    41 milioni 554.820 di seconde dosi.
    quindi, sicuramente in tre mesi tre, ce la facciamo, forza misirizzi.

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