Di Maio e la Farnesina, metamorfosi del “brutto anatroccolo”

(Pietro Salvatori – huffpost) – È la mattina del 2 febbraio 2018, il clima è insolitamente mite a Roma. Luigi Di Maio, cravatta granata e completo blu notte, varca le porte di un antico palazzo nella periferia ovest di Roma, fino al 1655 residenza estiva dei papi, oggi sede della Link campus University. È il giorno in cui un anonimo ateneo privato di Roma inizia a farsi strada nelle cronache politiche come la casa dei cervelli a 5 stelle (una sua professoressa, Elisabetta Trenta, di lì a poco diventerà ministra della Difesa), ma è soprattutto il giorno nel quale l’allora capo politico 5 stelle prese l’agenda-meetup della politica estera, la appallottolò come un vecchio foglio di giornale, e la buttò nel cestino.

In un mondo che consuma voracemente trasformazioni e svolte e in un paese generalmente con la memoria corta oggi sembra tutto normale. Eppure all’epoca fece sobbalzare sulle sedie il mondo visto dal giovane vicepresidente della Camera. Niente più referendum sull’euro, niente più scelte in mano ai cittadini: “L’Ue non è un tema di politica estera, ma la casa naturale del nostro paese. E anche del Movimento 5 stelle”, con tanto di Nato e collocazione atlantica come bussole nella visione del mondo grillina.

E scusate se è poco, con Beppe Grillo fino a cinque minuti prima a fare campagna elettorale soffiando sull’euroscetticismo, con Manlio Di Stefano a chiedere che “la partecipazione italiana nell’Alleanza atlantica” fosse “ridiscussa nei termini e sottoposta al giudizio degli italiani”, con un gruppetto di venezuelani anti Chavez che solo un mese prima avevano contestato vivacemente la scuola di formazione politica M5s andata in scena a Pescara. Un percorso che a tre anni di distanza ha portato Di Maio a tentare di costruirsi un’immagine diversa soprattutto utilizzando il suo ruolo di ministro degli Esteri, benvoluto da una struttura che inizialmente lo aveva respinto, a studiare dossier dopo anni passati a combattere nella sanguinolenta arena della dichiarazione quotidiana, ritenuto “affidabile” dalle feluche e dagli interlocutori internazionali, perfino dal Quirinale, che nel suggerire a Mario Draghi continuità nei dicasteri fondamentali (Interno, Difesa e, appunto, Esteri) ha automaticamente investito l’ex capo politico 5 stelle di un giudizio benevolo impensabile un anno prima, quando gli echi della richiesta di impeachment che precedette l’accordo di governo con la Lega rimbombavano ancora nelle stanze del governo.

“Quando è arrivato, Di Maio era circondato da un certo scetticismo”, spiega chi ha una consolidata consuetudine con i corridoi di marmo della Farnesina, chi è abituato al rimbombo delle voci che rimbalzano sugli altissimi soffitti. È passato un anno e mezzo da quel giorno alla Link campus quando il ragazzo di Pomigliano entra per la prima volta nel cubo di marmo sorto sull’area appartenuta a Papa Paolo III Farnese (i papi, un’altra volta) e progettata per essere la casa del Partito nazionale fascista.

La Farnesina è un ministero particolare, vi si accede con un concorso complicatissimo, la carriera interna ha passaggi obbligati, il personale è qualificatissimo, la gerarchia severa, l’impostazione è quella di un gruppo di civil servant che si muovono assai meno dei loro colleghi a seconda di come tira il vento della politica. Lo scetticismo con il quale venne accolto Di Maio c’entrava sì con un background digiuno di esteri, con un’impreparazione generale del capo di quelli che venivano considerati parvenu di Palazzo, ma era figlio anche di scelte considerate superficiali o sgangherate dei mesi prima. “Una mossa di propaganda e poco più”, dice oggi una feluca dell’accordo chiuso con Pechino sulla Nuova Via della Seta, che fu duramente contestato dalle opposizioni, guardato con sospetto dall’Europa e con preoccupazione dagli Stati Uniti. Ancor peggio fu l’intemerata francese con i gilet gialli, immaginati in un attimo di poco lucida follia come interlocutori se non alleati delle elezioni europee.

Iniziative condotte con il piglio del leader politico che insegue il consenso, che molto relativamente avevano a che fare con i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico guidati fino allora da Di Maio. Come il giovane leader è diventato allora un ministro rispettato da una macchina esigente e poco incline a farsi condizionare dalla politica sui dossier?

Il primo, fondamentale, mattone viene posto esercitando proprio quel peso da capo politico che era stato il movente delle intemerate con i gialloverdi. Di Maio riporta da subito il portafoglio del Commercio internazionale alla Farnesina, sanando una ferita profonda che aveva aperto Silvio Berlusconi trasferendolo nel 2008 proprio al Mise, una battaglia che il ministero conduceva infruttuosamente da anni.

Il neo ministro mette subito le cose in chiaro: “Al ministero degli Esteri sarà mia premura puntare all’internazionalizzazione del nostro sistema economico e della nostra industria e ricerca, incrementando i canali di cooperazione in ambito multilaterale”. “L’intuizione – spiega una feluca di rango – è quella di fare degli Esteri anche un volano del Made in Italy, riportando a casa un portafoglio importante di spesa, di cui la Farnesina era sprovvista: sono soldi, bilancio, know-how”. Proprio su questo si mette da subito al lavoro con il Direttore generale della promozione del sistema paese, Enzo Angeloni, ex ambasciatore in india, che pian piano diventerà una delle figure importanti nella gestione dimaiana del ministero.

Alla Farnesina Di Maio ritrova poi Elisabetta Belloni, segretaria generale con la quale coltivava da tempo rapporti, in prima fila quella mattina di tre anni fa alla Link campus, che sarà uno dei rapporti chiave con i quali si inserisce nella struttura. 

Fondamentale la scelta del capo di gabinetto. Di Maio chiama con sé Ettore Sequi, ambasciatore in Cina con il quale il rapporto si è cementato e stratificato nei mesi delle trattative per la nuova via della seta, già al fianco dei predecessori Federica Mogherini e Paolo Gentiloni. “Questa sarà una scelta chiave – spiega la feluca – perché Sequi è stimato e considerato uno di gran peso da quelle parti”. Durante la pandemia, inoltre, il ministro ha costruito un altro fondamentale rapporto, quello con Stefano Verrecchia, direttore di quell’Unità di crisi che non solo si occupa incessantemente di crisi derivanti da rapimenti o prese in ostaggio, ma che ha avuto e continua ad avere anche un ruolo fondamentale nel rientro a casa degli italiani all’estero ai tempi del Covid.

Nel giro di poche settimane “ci siamo accorti che leggeva i dossier, li studiava, metteva sul tavolo di Palazzo Chigi le pratiche che gli istruivamo”. È l’abc, ma il contraccolpo è decisivo per attirare su Di Maio la benevolenza del corpo diplomatico. I mesi di Enzo Moavero vengono ancora ricordati con risentimento: “Montagne di carte che semplicemente non firmava, rapporto quasi nullo con chi lavorava al ministero”, vuoi per carattere, vuoi per la congiuntura che lo vedeva tecnico nella morsa di uno strano governo politico (quello tra Lega e 5 stelle). Fatto sta che “le carte che non venivano lette, adesso lo sono”.

Di Maio rassicura anche sulla linea politica: coltiva un buon rapporto con gli omologhi europei, francesi e tedeschi su tutti, rassicura sulla collocazione atlantica del paese, abbandona le vesti di capo politico e insieme a quelle gli ammiccamenti alla Cina e alla Russia, che rientrano nei ranghi di importanti partner commerciali e poco più, stringe un rapporto con Mike Pompeo senza scottarsi troppo le mani con Trump, nonostante qualche timidezza retaggio del passato. Oggi i suoi collaboratori sottolineano il bilaterale di un’ora con il successore di Pompeo alla Segreteria di stato statunitense, il democratico Tony Blinken, che ha raddoppiato i tempi inizialmente previsti dal cerimoniale, come a spazzare via il campo da qualsiasi nostalgia trumpiana. Un rapporto “decisivo” per la liberazione di Chico Forti, spiega la macchina della comunicazione del ministro, rivendicando il successo del ritorno a casa del produttore televisivo e velista italiano dopo una detenzione di vent’anni negli States per un omicidio del quale si è sempre professato innocente.

Lo storico scontro su chi debba dare le carte sulla politica estera tra la Farnesina e Palazzo Chigi è superato anche in forza della sua intesa con Conte. Il premier centrale sullo scacchiere europeo, diventato ancora più centrale in tempo di pandemia, il ministro al lavoro sui dossier specifici. Dalla Libia – di cui è fresco di visita insieme ai colleghi di Francia e Germania al governo di unità nazionale, capofila dell’iniziativa europea sulla sponda sud del Mediterraneo – ai Balcani, dove si recherà nel prossimo viaggio ufficiale, fino all’attività per incentivare l’export e il made in Italy nel mondo. Uno schema destinato a rafforzarsi sotto la presidenza di Mario Draghi, che di certo a Bruxelles e dintorni non ha bisogno di presentazioni. “Di Maio è un ministro che viaggia – spiega chi lavora alla Farnesina – e per il nostro ministero è fondamentale, uno dei problemi di Moavero è che stava troppo a Roma”.

Negli ultimi mesi anche il suo staff ha ricalibrato la comunicazione. Si sono enormemente diradate le uscite che mirano a inseguire o indirizzare l’agenda politica, si sono moltiplicate quelle che riguardano l’attività del ministro. “Pazienza se si fanno meno like sui social, non è quello che conta oggi”, spiega un suo collaboratore. La convinzione è che il Di Maio politico sia già stato ampiamente recepito dall’opinione pubblica, e che ora si debba lavorare sui contenuti. Un parlamentare amico spiega che “Luigi sta provando a ritagliarsi nel Movimento un ruolo alla Franceschini, quello di chi da le carte senza dover necessariamente essere tutti i giorni in prima pagina, ma forte di un suo speso specifico”. Un lavoro che parte dalle scottature della prima esperienza di governo, da una tardiva presa di conoscenza di quanto siano fondamentali le sfumature diplomatiche nel rapporto con Bruxelles e con le cancellerie in generale, un’inversione a U dopo essere andato a omaggiare in faccia a Emmanuel Macron i rivoltosi che mettevano a soqquadro le città della Francia.

Non tutte le perplessità sono superate. “Quanto è profondo il riallineamento dopo le sciocchezze degli anni passati?”, si chiede una feluca. “Noi siamo stati abituati a vedere anche cambiamenti radicali dei leader politici, è la storia italiana, ma a seguito di processi politici, elaborazioni, profondi dibattiti. Qui c’è poco di tutto questo, ma mi auguro che duri”. Un suo collega sottolinea quella che definisce una “debolezza strutturale nell’idea diplomatica complessiva”. Va bene il lavoro sui dossier, va bene uno staff molto capace nel capire quando parlare e quando tacere, il senso del ragionamento, ma “la politica estera non scienza esatta, bisogna portare a casa dei risultati. Di Maio vuole fare della Libia il primo obiettivo della sua politica estera, perché significa stabilità e accesso risorse. Ma per essere giudicato bene ci vorrebbe anche un po’ di sostanza. Deve intestarsi qualcosa, un risultato concreto per cui essere riconoscibile”. L’esempio che porta è quello di Emma Bonino, della sua intuizione di ricorrere a un arbitrato internazionale per risolvere la crisi dei marò: “Perché la struttura inoltra dossier, suggerisce ipotesi, ma poi la decisione politica la deve prendere il ministro”. C’è poi un dato di contesto a penalizzare il giovane ministro, quello dell’assenza di una famiglia politica europea alla quale riferirsi. “Così – ragiona l’ex ambasciatore – tutti i rapporti sono basati sulla cortesia e sull’empatia personale, è difficile trovare sponde frutto di un’appartenenza comune”. E forse anche per questo che nelle ultime settimane sono partite le grandi manovre per un approdo della pattuglia degli europarlamentari al gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, che c’entra molto con i tentativi di M5s e Pd di strutturarsi in un’alleanza duratura ma che avrebbe ricadute importanti nelle attività ministeriali.

“Il Movimento è moderato e liberale”, ha detto di recente intervistato da Repubblica, forse una fuga in avanti un po’ precipitosa, un uso improprio di categorie politiche consolidate con le quali i 5 stelle ancora oggi poco c’entrano, ma che restituisce l’idea della direzione in cui si è incamminato Di Maio. “Si sta cimentando nello stesso percorso di Franco Frattini e Gianfranco Fini, indipendentemente dal colore politico e da come quelle storie siano andate a finire”, spiega un ambasciatore di rango, “vale a dire l’idea di una costruzione di rapporti più duraturi che prescindano da esperienza italiana e che possano essere messi a frutto nel futuro”.

Già, il futuro. C’è un’ala critica nel Movimento che vede questo tentativo di accumulare capitale politico come la possibilità di tenersi al caldo un’exit strategy, la possibilità di costruire una sua rete di rapporti che prescinda dai 5 stelle, qualcuno a soffiare sull’idea a un certo punto di issare le vele e costruire un suo partito. Voci e veleni che girano fra i pentastellati, complice anche un vuoto di potere e una balcanizzazione del partito che alimenta paure e sospetti. Un esponente di governo è di tutt’altra idea: “Noi siamo visti come il brutto anatroccolo in Europa e nel mondo, ci guardano con sospetto, sono diffidenti. Il lavoro di Luigi serve a questo, a accreditarci anche fuori dall’Italia come forza responsabile di governo”. 

Alla Farnesina sperano che il riallineamento sia “profondo e duraturo”, ancora preoccupano le cicatrici di un recente passato che nelle frange più radicali del Movimento qua e là ancora riaffiora nelle iniziative politiche e nei dibattiti parlamentari. Di certo c’è che il Di Maio entrato con una certa fama non è il Di Maio che hanno conosciuto in questi mesi, e che “come ministro lavora meglio di quanto ci aspettassimo”. Che sia per sé o che sia per il Movimento alla Farnesina poco importa. Sempre che tra l’una e l’altra cosa ci sia poi qualche differenza.

37 replies

  1. se questo FURBASTRO, senza laurea ma cum laude, pensa davvero di far dimenticare le poche e semplici regole base del m5s, infischiandosene come farebbe solo un pischello strafottente di 20 anni, e stare comodamente seduto sulle poltrone romane per i prossimi 30 anni, forse non ha capito bene che molti di noi gli sfracasseranno i coglioni per i prossimi 50 anni.

    Per il kulo da uno così proprio NO. Su tre governi ha ottenuto sempre tre ruoli da ministro, unico tra i 5 stelle.

    Più che di gigino, del quale nutro una stima oramai prossima allo zero virgola, non mi fido più di grillo, che spero solo forzi la mano sul SENSO del limite di mandato. Che poi siano tre e non due ci può anche stare, ma poi li obblighi ad andarsene o fare un loro partitucolo…

    DEVONO uscire dal m5s, a costo di far scomparire il movimento. Le regole del m5s sono 3 semplici regole, e non possono essere cancellate o modificate da un pischello che evidentemente ha pensato da sempre a questo: sabotare il m5s, per modificarlo a proprio uso e consumo.

    Vedrai sorci verdi, te lo assicuro. E con un tuo personale partitino, unica soluzione possibile per uno come te, con l’aria che tira in giro, farai la fine delle sardine, marcite dentro la scatoletta scaduta.

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    • Ma datti na calmata
      Vai a leggere quel giornaletto da 4 soldi di proprietà Elkan con tal direttore Feltri figlio di Feltri di Libero?
      Secondo me tu non c’enntri niente con il M5s o sei un lekaiolo o un fratello meloniano

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  2. Il ministro Di Maio sta crescendo, non è più quel ragazzo che assieme all’amico Di Battista, sbraitavano”onestà onestà”, bei tempi andati.. ora è un uomo delle istituzioni e deve comportarsi di conseguenza, una bella differenza comunque, irriconoscibile.. dico una cosa a suo favore, i suoi principi li terrà stretti a se, ne sono sicura, questo gli impedirà di farsi corrompere e fagocitare dalla politica, se così non fosse non crederò più a nessuno per il resto della mia vita, perché l’errore di valutazione ci può stare.. ora sta svolgendo uno dei ruoli più difficili e diplomatici che ci siano e mi sembra lo stia svolgendo bene.. l’evoluzione ci deve essere l’importante è che avvenga nel miglior modo possibile con testa, cuore, anima.. e credo che il ministro Di Maio abbia tutte e tre queste qualità!!

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  3. gigino o bibitaro, un mettinculo attaccato alla poltrona come pochi, un cialtrone vestito con l’abito della prima comunione,
    Gode comunque di un numero incredibilmente ampio di suoi/e ammiratrici degne/i degli ultras da curva sud,
    Un individuo che in tre ministeri non ha dimostrato capacita superiori al nulla di alfano e gentiloni,
    Non possiamo pero negargli la capacità, cosa non di poco conto, di essere riuscito la dove moltissimi hanno fallito, distruggere il mv5 * per una sua smodata voglia di apparire.

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    • che il m5s sia distrutto lo dice solo un coglione come te, che manco sa scrivere e conosce la grammatica del programma di terza elementare.

      Ma uno come salvini di sicuro non potrà certo insegnartela, dato che è buono solo a scoreggiare e mangiare la nutella, con i soldi di chi gli paga lo stipendio immeritato.

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      • @andrea
        altro mitico esemplare d’idiota, un citrullo vestito a festa, come gigino o bibitaro,
        Ora puoi andartelo a prendere nel c#lo come abituamente fai,
        E l’asino di cui parli è la tua immagine riflessa, e che non denota differenze tra la tua e quella dei sostenitori del cazzaro verde.
        Ora che ti sei preso la tua razione di mer#a quotidiana puoi tornarte affanc#lo

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  4. L’Huffetc.ra conosce la realtà e il personale e i metodi interni del ministero come io conosco il quechua. La lode sperticata di DiMaio indica che non lo si ritiene più un pericolo, bensì un buon collaboratore del ” sistema”. Il fatto che sia andato in Libia con un Tedesco e un Francese la dice lunga.
    Una volta ci si andava da soli, adesso con i “controllori”. Ha resistito al PD, ha resistito a B., non ha saputo resistere a Grillo che ha “suicidato” il M5S.

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  5. ammazza cole lekkssano i giornalisti al guinzaglio del potere…
    pure un destrorso tetrapoltronaro (un usurpatore e traditore che in pochi mesi ha dilapidato quasi tutto il consenso al fu movimento?) gli sta bene se si “normalizza” col potere statomafiomassonicodeviato…?

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  6. @giannino
    Mentre del cazzaro verde e della melona urlatrice non me ne frega niente, cosa che a te stanno particolarmente a cuore,
    Del mv5 * mi interessa particolarmente e vederlo distrutto da un ciarlatano incapace come gigino o bibitaro mi disturba,

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  7. INVICTUS. Viviana Vivarelli.
    Ho rivisto con grande commozione il film ‘Invictus’ e nel secondo tempo non ho fatto che piangere.
    Qualunque sia la tua battaglia, qualunque sia la tua forza, segui la battaglia giusta, non la più conveniente!

    Difendi i tuoi valori! Non li barattare per un poco di mercede!
    Non è il potere la scopo, ma la grandezza del tuo spirito!
    E solo se non ti fai servo di nessuno, potrai risplendere!

    Uno dei momenti più emozionanti di Invictus è senza dubbio la scena in cui si rievoca la visita che il presidente sudafricano e i giocatori della nazionale di rugby compirono a Robben Island, l’isola-penitenziario di fronte a Città del Capo dove Mandela trascorse buona parte dei suoi 27 anni di prigionia. Nel film di Eastwood, la scena è senza parole, ma accompagnata dalla voce fuori campo di Mandela che recita una bellissima poesia, intitolata Invictus (una parola latina che significa “non sconfitto, indomito”) e scritta nel 1888 dal poeta inglese William Ernest Henley. Ecco il suo testo:

    Dalla notte che mi avvolge,
    nera come la fossa dell’Inferno,
    rendo grazie a qualunque dio ci sia
    per la mia anima invincibile.
    La morsa feroce degli eventi
    non m’ha tratto smorfia o grido.
    Sferzata a sangue dalla sorte
    non s’è piegata la mia testa.
    Di là da questo luogo d’ira e di lacrime
    si staglia solo l’orrore della fine.
    Ma in faccia agli anni che minacciano,
    sono e sarò sempre imperturbato.
    Non importa quanto angusta sia la porta,
    quanto impietosa la sentenza,
    sono il padrone del mio destino,
    il capitano della mia anima.

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  8. Come gli rode a questi…Personalmente ho sempre apprezzato Di Maio non tanto per il valore della persona,giovane per essere un leader e un trascinatore, ma per la sua capacità di adattamento al ruolo.Oggi lo trovo meno simpatico perchè opportunisticamente sottomesso all’elevato.Tuttavia quanto uffpost non riesco assolutamente ad essere neanche per scommessa dalla loro parte.

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  9. “Lo scetticismo con il quale venne accolto Di Maio c’entrava sì con un background digiuno di esteri”

    Vuoi mettere il background di Frattini dry? Lui lo accolsero come un dogma, senza scetticismo.

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  10. Ma datti na calmata
    Vai a leggere quel giornaletto da 4 soldi di proprietà Elkan con tal direttore Feltri figlio di Feltri di Libero?
    Secondo me tu non c’enntri niente con il M5s o sei un lekaiolo o un fratello meloniano

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  11. Che articolone, Di Mario tra un po’ sarà accolto come uno statista.
    Cosa pensare di lui? Guardiamo ai fatti.
    Competenza, scarsa: fa il ministro degli esteri senza conoscere l’inglese, è anche lui un Alfano “de uaind”.
    Livello culturale: scarso, congiuntivi a parte.
    Senso etico: molto attaccato alla poltrona, anzi alle poltrone e tende a praticare politiche clientelari.
    Non è oggettivamente proprio il massimo.
    Cosa pensare di lui? Che fondamentalmente è una brava persona se rapportata al resto della classe politica, ma una persona come tante, un italiano medio che approfitta delle situazioni in modo opportunistico.
    Non è lui il problema, si sforza di fare il suo lavoro seriamente e qualche volta ci riesce.
    Il problema è che ai vertici istituzionali non ci deve andare un italiano medio ma il meglio che può offrire l’Italia in termini di intelligenza, competenza, senso dell’etica e non solo onestà perché il clientelismo non è un reato ma fa schifo.
    Di Mario dimostra il fallimento del M5S su un tema importante: la selezione della sua classe dirigente.

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  12. Il bamboccio sta crescendo, come Pinocchio diventò da marionetta a bambino. Qui è il contrario: è il bambino che diventa marionetta.

    Ricordo che Di Maio arrivò a Perugia in primavera 2019 a sostituire d’imperio la candidata sindaca dei 5S con un’altra scelta da lui, spaccando uno dei soli 6-7 MU che avevano osato portare dei candidati.

    Ovviamente non vinsero nulla.

    E lui non diede spiegazioni.

    Poi a settembre il bamboccio disse che avrebbe curato la riorganizzazione dei MU nei ‘territori’. Sì, come l’anno prima a Roma aveva detto ‘io vengo dai MU ma il futuro è Russeau’. Sieeee.

    E DiMa andò a fare il ministro degli esteri. Domanda: PERCHE’ il capo dei 5S deve andare fare il ministro degli esteri, se non per essere più facilmente controllabile dai ‘potenti’ del mondo che ‘contano’, a cominciare da Washington e da Berlino?

    Gennaio 2020. A pochi giorni dal voto in Emilia e in Calabria, DiMa si dimette da capo M5S. Ci mette Homer simpson, una ‘testa di legno’ perfetta per fare la parte del ‘calzino’ di DiMa. Ed evita di doversi presentare sconfitto all’ennesima votazione elettorale sul territorio.

    Adesso avete capito chi è DiMa?

    Peggio di Renzie, che almeno si ritirò solo dopo la sconfitta al referenzium (anche se poi è tornato ‘a grande richiesta’, purtroppo).

    Adesso è bravo a risolvere crisi estere, pescatori, Forti, Silvia Romano. Manco fosse Superman.

    Ma il MoV è schiantato in almeno tre pezzi, e sta disgregandosi ulteriormente, come l’icesberg A-68. Che fino a dicembre scorso era il più grosso del mondo. E adesso è una granita galleggiante.

    Grazie Gigino, grazie Grillo, grazie al ‘Draghi grillino’, a Mattarella che sforna subito il Drago al posto di Conte, e così via.

    Ma è incredibile il numero di supporter che ha Gigino: forse perché è carino e sembra l’amico negro di Ken, con la stessa plastica sopra anche.

    Insulti a Grillo, a Crimi, a Lombardi, ma per Gigino quasi niente. Si è mimetizzato e pochi oramai capiscono o ricordano che danno ha fatto al MoV e quanti ne farà poi.

    Stramaledetto poltronista.

    Finirà per essere un incrocio tra De Mita e Pomicino.

    5 Stelle cadenti, proprio vero.

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  13. L’assurdo politico, espresso molto bene nell’articolo , è la possibilità di accedere a ruoli attraverso il sistema elettivo bypassando tutte le clausule e la preparazione necessaria e richiesta per determinati posti di lavoro. Anche il mov. Non si è affatto distinto dagli altri nella scelta della politica adottata e il capo politico, fattosi strada e con la strada spianata da tutto il lavoro della cosi detta base, ha assunto ruoli per i quali non aveva neanche un decimo di preparazione se non l’esperienza all’interno delle camere .L’assurdo politico è l’esistenza dei controsensi a vantaggio di singoli uomini di potere e questo comporta anche parte della confusione e delle incompetenza che cadono di ritorno ovunque. Il potere delle segreterie dei partiti è enorme con le loro affabulanti e torbide scelte , rispetto alla necessità di una visione cristallina delle questioni pubbliche e dei loro viatici . Ma alla fine ben vi sta e il ministro ha acquisito molto bene e molto presto tutte le logiche prima aborrite ..

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  14. di maio l’ho messo dentro il mirino da quando quella SCHIFA della casellati lo ritenne e lo considerò, a telecamere accese, certi messaggi vanno sempre dati a telecamere accese per far capire chi deve capire, il giusto interlocutore con il quale parlare.

    DENTRO LE SECRETATE stanze, cioè le famose dirette streaming nell’idea di trasparenza che ha sempre contraddistinto il m5s.

    Da allora ho capito che la certificazione di gigino era stata fatta da certa gente. Quindi gigino può solo aver agito per vie traverse e alternative a quelle di facciata. NON si può spiegare diversamente.

    Ma chi vota 5 stelle pretende che la facciata sia la stessa, anche quando entri, esci dalla parte opposta della casa e poi guardi cosa c’è.

    Ho avuto la conferma poi, quando la fidanzata è stata posizionata a fare interviste, con tanto di stipendio su radio radicale, quella con i soldi pubblici che il m5s doveva chiudere. A questo punto ho tratto le conclusioni.

    Difficilmente mi sbaglio sulle persone, quindi difficilmente mi sbaglierò a questo punto su di maio. E’ un poltronista, uno che da sempre, ma non ce lo raccontava, ha puntato tutto e solo sul rafforzamento della propria posizione interna al m5s per continuare a stare dove sta ora. Ma questo è e diventerà un partito a sua immagine e somiglianza, con giacca e cravatta; tempo altri due anni e sei come il piddi e forse anche peggio.

    Per chi ancora non avesse capito il soggetto, quando il dibba dibba se ne è uscito, gigino era proprio contento. Te lo credo, dibba continuava a ripetere il rispetto della regola dei due mandati.

    Chi dà del rosicone a gente che vede le cose semplici come queste, o è uno scemotto, oppure un fan con la scritta 5 palle sulla fronte.

    Ma non ditegli che ha la scritta sulla fronte, altrimenti vi dà del bugiardo.

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  15. dopo aver votato PC, PD, 5 stelle …….. dopo tutte ste delusioni , mi chiedo chi voterò alle prossime ?

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    • detto da una POLTRONARA di leu come te sono complimenti.

      POLITICANTE usque ad mortem. Ma anche oltre.

      Sei concettualmente ORRIPILANTE, riconducibile solo al vuoto delle cose delle serracchiani/madie, proprio come leu, liberi e uguali di sparare cazzate vuote, perchè siete da sempre senza contenuto.

      Dovete pertanto, per dare un senso alla vostra misera esistenza, risolvere le questioni con scuse, con parole a caso che ne sostituiscano altre, sempre a casaccio, nel tuo caso rosicamento. Ma de che? Ma che cazzo stai a dì? Ma quando. Ma dove. Ma in quale film pornografico?

      Tutto come il politichese italico, TUTTO o quasi, cioè tutto: raccomandazione, conoscenza e/o discendenza, amicizia, intrallazzo. Ma con toni pacati, sempre con toni pacati. Senza parolacce, perchè non contano i fatti e le cose vere, ma buttarla sul rosicamento, sulla scusa AD MINCHIAM. Così si risolvono i problemi, queste sono le vere denunce da fare. FENOMENO. BRAVISSIMA.

      I risultati sono visibili quasi a tutti ma non certo a te che non rosichi. Paese distrutto da mafie di ogni tipo, tutt’uno con tessuto sociale e dell’informazione tutta.

      Dai ponti di autosdrade per la morte cadono ad oggi ancora pezzi di cemento e impalcature sulle teste delle persone sotto.
      Ma l’appalto ad autostrade mafia spa è ancori lì, in mano di gentaglia che certo NON rosica, perchè troppo soddisfatta e GRATIFICATA nel poter impunemente continuare a fare quel che cazzo vuole, con una politica così cialtrona e accondiscendente, che certamente non si incazza come piace a te, infatti pensa solo a come ricollocarsi e metter radici a roma (gigetto docet), perchè a roma c’è il sole e ci si sta benino, sembra. Anche lo stipendio non è male, come piace a te.

      E’ questa la gente che ti piace, CIUCCIATELA TU. Ma non rompermi i coglioni a me col rosicamento, perchè sono incazzato senza rosicare proprio niente.

      Nemmeno le parole giuste sai usare. Dammi dell’incazzato e finiscila lì, invece di sparare banali falsità.

      Ora sarai contenta pure tu, nullità fatta pensiero, che col CONCETTO SUPERIORE del rosicameneto, vorrebbe elevare quello che è il senso di un partitucolo insignificante e solo per pochi intimi pseudo intellettuali alla augias.

      Liberi e uguali, ma solo quando cagate nel cesso pubblico. Perchè a casa vostra è già TUTTO diverso. E’ tutto un altro discorso.

      Ora rosicaMI anche sta cippa di FAVA.

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  16. Ma, per affrontare SERIAMENTE il discorso, per quanto, visti gli interlocutori, mi sembri uno sforzo inutile, la situazione è la seguente:
    Luigi Di Maio è stato scelto, ELETTO, da VOI 5s per essere il capo politico.
    È andato al governo dove VOI 5s l’avete mandato, occupando giustamente una poltrona(o lo volevate in piedi?).
    Il povero, lungi dall’occuparla e BASTA, si dà da fare per meritarsi i posti che, nel tempo, occupa: studia, impara anche sbagliando, risulta gradito al personale del ministero che lo sottovalutava, agli ambasciatori stranieri, persino ad avversari politici che gli riconoscono serietà ed impegno, tanto da essere riconfermato nel nuovo governo, alla faccia di chi vi vuole male…
    Dovreste sentirvi onorati e ben rappresentati e invece… voi che fate?
    Lo rinnegate perché ha occupato la POLTRONA e perché, se è apprezzato, vuol dire che si è integrato e venduto.
    In pratica, appena un VOSTRO politico smette di fare le barricate e seriamente fa il suo lavoro, questo è il risultato.
    Ne consegue che io che lo apprezzo, pur votando Leu, diventi automaticamente POLTRONARA.
    😳😳😳😳😳MA DE KE?
    Sono politicante, orripilante, assimilabile a Serracchiani/Madia(😳🙄), ma, in quanto Leu, senza contenuto, difendo la mafia, gli intrallazzi, ho quasi fatto crollare IO il ponte di Genova, merito insulti e, occhio, IO non so usare le parole giuste, mentre qualche matto qui è convinto di essere pure forbito nell’espressione dei suoi evidenti problemi di ordine psichiatrico.
    Tutto ciò nella convinzione che la politica consista nello sbraitare dal divano di casa o, se politici, rigorosamente in piedi e senza incarichi… così, tipo vaffa vaffa, senza alcun costrutto.
    Dibba, occhio, non sporcarti mai le mani assumendo un ruolo e facendo qualcosa di pratico, ché questi ti sbranano.
    Vogliono solo chiacchiere e distintivo.
    Guai a metterci impegno, a lavorare per meritarti il posto che occupi e far onore alla categoria e a chi ti ci ha mandato, cioè, fino a prova contraria, LORO, non certo io.
    Da barricadero a poltronaro, se ti azzardi a passare dalle parole ai fatti, è un attimo.

    Roba da pazzi. 🤦🏻‍♀️

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    • DOVRESTI VERGOGNARTI se solo tu avessi una COSCIENZA CHE NON HAI.

      MA NON ce l’hai, altrimenti non voteresti liberi e uguali quando cazzo vi fa più comodo.

      Ti trovo da un punto di vista prettamente umano una persona tendenzialmente SPREGEVOLE. Giochi SPORCO con il pensiero, saboti i concetti, li adatti al tuo marciume interiore.

      Ora te le dimostro, scrivitelo sulla parete della cameretta, ma so che già lo sai, per questo giochi SPORCO, come gli SPORCHI piddini. Della stessa pasta siene fatti, SPORCHI piddini. SIETE MARCIUME intellettuale.

      gigino è entrano in parlamento seguendo le regole dello statuo del movimento 5 stelle, ha pure firmato davanti un notaio, per restituire parte dello stipendio, per impegnarsi a non cambiare casacca e per rispettare la regola sul limite di mandato.

      Cittadini con l’elmetto che controllano i parlamentari, cioè i dipendenti dei cittadini, perchè svolgano il loro ruolo seguendo le regole.

      Uno vale uno. In questa logica è impensabile che gigino possa rimanere per i prossimi 20 anni in parlamento, perchè impedirebbe a un bravo e volenteroso militante della base di poterlo sostituire per una sano e vitale ricambio che a casa mia si chiama democrazia, ma a casa tua si chiama paraculismo di etichettare con fascisti il marciume che TU hai dentro la testa.

      So benissimo che queste cose le sai, per questo sei ancora più RIPUGNANTE nel tuo finto e falso tentativo di aggrapparti agli specchi degli altri. Paracula con culo degli altri, questo siete voi di liberi e uguali. Te le ripeto e te l’ho dimostrato.

      Usa i tuoi di specchi, non i nostri, quando ti arrampichi in viscidi e ignobili traiettorie iperboliche ipocrite e false per sabotare le regole scritte da altri e che NON ti riguardano.

      Sei SPREGEVOLE, RIPUGNANTE. A mai più risentirci.

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      • Infatti nessuno ti aveva chiamato in causa: tendo ad ignorare i tuoi sproloqui.
        Anche perché, con personaggi fortemente disturbati come te, non serve il dialogo, ma un sano Tso.
        Sai, non risulti neanche offensivo, perché sei chiaramente malato e straparli con chi non conosci neanche di striscio, vomitando una rabbia patologica.
        Temo che tu lo faccia anche da solo, magari per strada.
        Fatti curare, dammi retta. Mi fai tanta pena…e non sto scherzando.
        Non so immaginare il disagio di chi ti è vicino, a loro va tutta la mia comprensione.

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  17. Finché la barca va lasciala andare no? Adeguarsi è il costume più in voga e le varie rappresentanze si sono incistate su quelle sedie tanto che le stesse sono ormai uguali alle corrispettive forme anatomiche; pensare per la moltitudine senza un adeguato riscontro su cosa possano significare alcune scelte a dispetto di altre, rende lo stesso pensiero arbitrale e privo di fondamenti; Vanno in Africa a fare scuole, perché non si moltiplicano anche da noi? I banchi con le rotelle, bastava fissare una percentuale per classe e attaccare 4 rotelline da valigia al numero calcolato.. lo ius soli dovrebbe essere compreso nelle sue molte sfaccettature, anche se ideologicamente potrebbe essere corretto, dovrebbero essere visti i beneficiari e di quanto possa importare loro e di quale e quanta profondità di pensieri pro amor patria sono profusi; i primi Magrebini spingevano carrette di legno per kilometri andando da un mercato cittadino all’altro, nessuno ha mai alzato un dito per loro; adesso che iniziano ad essere moltitudine, pensare alla cittadinanza italiana da donare è un dovere del Parlamento in quanto numericamente non più inconsistenti.. tutto fruisce nella ridimensione di amorfismi in base alla quantità, ma poco alla qualità e quest’ultima, viene scarsamente considerata nel calderone statale che tutto assimila e tutto pilota. Alunni di tutte le nazionalità senza parlare una sola parola di italiano gettati nelle classi di liberi e uguali, pensare a scuole di alfabetizzazione primaria cosa troppo, e richiede spazi adeguati alle norme, fatte apposta per restringere il campo del controllo e la spesa pubblica, edifici antisismici etc etc.. Come il divieto di costruire case in pietra, come il divieto di avere qualche animale se non si certifica l’allevamento, come i divieti del divieto, assolutamente fondamentali per permettere ad alcuni di fare ciò che vogliono impedendo ad altri la stessa libertà, ad iniziare dalla libertà di parola e di espressione; e tutto si bilancia nel calderone statale .. basta un ritocchino di bisturi o di botulino a qualche cifra nel mezzo, nessuno se ne accorgerà, anzi il tutto apparirà migliore.

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    • Aragonite, guarda che quando parlano di ius soli, usano, per semplicità, ma in modo dannoso, il termine sbagliato: non si è mai proposto di dare la cittadinanza agli immigrati perché qui sono nati o, tantomeno, perché sono venuti di recente e non sanno una parola di italiano. Ci si riferisce sempre a ragazzini che hanno fatto un lungo percorso scolastico, addirittura dopo, magari, essere nati qui.
      Tra l’altro che cosa c’entra questo argomento con l’articolo e con liberi e uguali?
      È la nuova moda attaccare un partito nato PROPRIO per ritrovare la sinistra e i valori perduti dal PD renziano?
      Di Maio viene stimato dai colleghi e dal personale? Mi permetto di rimarcare che dovrebbe essere cosa gradita e non meritevole di disprezzo e palese rodimento? Colpa di LEU. 😳
      Letta propone(giustamente) lo jus CULTURAE?
      Come si permette?
      Ma sì, usiamo il nome di Liberi e uguali come allusiva metafora, peraltro senza neanche aver un minimo approfondito il testo della proposta di legge, per affossarla.
      Ma quando hanno distribuito logica e coerenza, dove stavate? Al comizio del vaffa a raccogliere cani, porci, fascisti, ex leghisti e gente variamente disturbata parcheggiata nei vicoli?
      E adesso i nuovi reprobi da esecrare e denigrare sono Bersani, Speranza, De Petris etc?
      Che c’è, qualcuno ha dato un ordine di scuderia, in provvisoria assenza di leadership, e me lo sono perso?
      Chi ha suonato il fischietto?
      Era ad ultrasuoni? Udibile solo sotto una certa soglia di capacità cognitive? 🤔

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      • Gentilissima Anail premesso che non conosco i testi di legge e premesso che dalle mie risicate, si come ha detto, risicate informazioni in associazioni a ricordi, espongo pensieri di natura civile, perché fondamentalmente mi ritengo tale e come tale, esprimere un giudizio su questioni civili è un diritto che amo professare, a differenza del voto e partecipazioni a manifestazioni convegni, riunioni e altre posologie del genere in quanto, ho perso l’amalgama e non riesco più ad adeguarmi. Conformismo e omologazione le dicono cosa? I macro gruppi ideologici o tendenti alla ideologizzazione sono grandi contenitori composti di singole unità in aggregazione e se ciò veicola lavoro o se potrebbe in qualche misura risultare utile al proprio misero tornaconto capirà che inizieranno a schioccare a terra le fruste; badi che io sono una unità e l’idea di conformarmi alle idee imposte da altri quando sono ancora in elaborazione mi rende la questione alquanto pruriginosa; se poi andiamo a vedere i dibattiti e la natura degli stessi vedrà la nuova sinistra nella sua veste di adesso, borghesemente ipocrita, clientelare e guidante, mano per mano, come se di fronte non si avessero cittadini, ma bambini da condurre all’altra sponda della coscienza. Capirà che un elemento contrariante viene delegittimato a priori, nella grande mela della democrazia eterodiretta; quindi, per concludere, liberi e uguali di cosa? Pd di quale stampo? il fior fiore della camomilla, mi viene da risponderle.. arrivederci e a mai più.

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  18. Ma parlare in modo più semplice, no? Sì da capire.
    No, perché la camomilla mi verrebbe da consigliarla a te, cara Francesca, che giri giri, ma non si capisce dove vai a parare… e intanto ci infili punzecchiamenti.
    Puoi esprimere quanti giudizi vuoi, cara, ma se permetti pure il tuo interlocutore, se ci tieni ad averlo, dovrebbe avere il diritto di informarti che stai criticando una proposta che non ESISTE.
    Se poi vuoi scrivere, dando un suono poetico(ma spesso usando termini assolutamente errati come “posologia” e tanti altri) a questi tuoi versi e USARLI per criticare qualcosa o qualcuno, minimo dovresti riferirti a dati reali.
    Inventare proposte inesistenti e poi usarle per criticare chi e cosa vuoi tu, addirittura lo stesso concetto di “liberi e uguali” (travisandolo, peraltro), come minimo si presta a tentativi di chiarimento da parte di un interlocutore già provato da altre accuse insensate.
    Se poi vuoi costruirti una realtà immaginaria per ululare alla luna il tuo sentirti unica e sola(come tutti noi), fallo senza tirare in ballo concetti che per altri hanno un sacro valore. Altrimenti, accogli le repliche. Qui non sei SOLA.
    E comunque, la mia era una risposta generale al clima che qui si respira, ho colto l’occasione di scrivere a te che mi sembravi più interlocutoria e meno suscettibile e potevi capire a chi e cosa mi riferissi. Mi sono sbagliata, temo.
    Tranquilla che, amando la chiarezza, non ci tengo proprio ad avere un “affetto stabile” con te.
    Amo Emily Dickinson, poetessa meravigliosa e chiara come l’acqua…

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    • @ Anali

      Le dico con tranquillità poche parole, che spero rientrino nel merito della conversazione e dello scambio di idee, per quanto possano servire a non irritare la sua suscettibilità, già provata (credo); le offese non avevano luogo nel tempo della misura di un’idea di crescita e scambio professionali, ma guardando indietro e comprendendo a fondo l’inganno, mal celato sotto le false spoglie di una copertura di nome Stato, mi sono accorta che, mi sono rimaste solo quelle il cui indirizzo è sicuramente la luna, dove potrei pensare anche di andare a recuperare quel poco di senno che forse è rimasto; e non mi riferisco a lei od ad altri, mi riferisco ad una situazione generale di convivenza con presunti simili nella spazio reale, per il quale non ho più le chiavi per accedervi e non si tratta di poesia, caso mai di un caso psichiatrico che si ostina a non vedere che la realtà degli altri è più simile e vicina alla propria più di quanto potesse immaginare o sperare. Per quanto riguarda le camomille, a cui possiamo aggiungerci anche i frutti di stagione e altro come: fichi, noci, mandorle, mele, corbezzoli , castagne, bacche di rosa canina, cardo mariani e tarassaco, oltre alle immancabili viti rigogliose di uva, posso dirle che ormai il velo pietoso è già sommerso da uno strato di fango tanto da non distinguerlo più da quest’ultimo, mentre per il cemento senza posa, la terra è ancora infinita e consumata alla velocità della luce; Se poi consideriamo le alberete possiamo anche chiuderci in casa che dai pioppi sembrava di avere la neve a maggio, se cercasse le lucciole fotoluminescenti si dovrà recare nei reconditi rimasti durante il mese di giugno, intanto, per la pace dei palati industriali è apparso il Mc donald come una casetta magica per barby e ken e guai a dire che al suo posto poteva starci meglio un pollaio o un piccolo meleto di mele selvatiche che superano appena la grandezza di una noce, ma dolcissime e lavorabili nelle industrie di dolciumi; quindi non le chiedo di piangere con me ne tanto meno di lottare, ma almeno non vi nascondete dietro la parvenza di una democrazia che non solo ha perso il sapore originario, ma ne ha addirittura acquisito un altro, come se fosse facile proporre al tacchino di volare come un gallo cedrone.

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      • Cara Aragonite, ma chi si nasconde… ci sono diversi tipi di resilienza che si esprimono in modi diversi.
        Si lotta ancora…anche contro il tempo che scorre inesorabile e ci porta eventi mai creduti possibili, mai immaginati, difficili da affrontare, terre sconosciute e pericolose…non siamo quello che qui scriviamo, questo è un piccolo angolo di conoscenza e ideali posti su un vassoio. Tutto il resto della casa ha macerie…ci voltiamo a guardare dalla finestra quei meravigliosi pioppi, mentre magari il soffitto crolla…non è un nascondersi, perché poi i calcinacci si raccolgono… È un concentrare le forze, racchiudendo negli occhi un po’ di quella tenera e profumata ‘neve’.
        Facciamoci una tisana insieme, racchiudiamo la natura in noi, se fuori ce la bistrattano. Io vivo quasi in campagna, ora sento gli uccellini che cantano in giardino, nel QUI e ORA.
        È quello che ci resta.
        Ricorda, se posso, che siamo spiriti e questo è solo il nostro matrix.
        Quando ci libereremo, tutto avrà nuovamente senso e capiremo l’essenza che ora, e solo in rari momenti, possiamo appena intuire…
        Buona questa tisana. Senti il profumo…
        non è più volatile e aleatorio di questa nostra esperienza nel mondo materiale…dura per il SUO breve tempo… e il tempo non esiste.

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