Per la Boldrini chi è sola ha licenza di sopruso

(Mario Giordano – la Verità) – Contrordine, compagne femministe. La donna può essere schiavizzata a patto che a schiavizzarla sia «una donna sola». Una donna sposata non può farlo, una donna fidanzata neppure, una donna che vive con mamma e papà men che meno. Ma una «donna sola» sì. Lei può farlo. Può schiavizzare una donna. Ne ha il diritto.

A teorizzare l’ incredibile svolta rosa-schiavo del nostro ordinamento è niente meno che Laura Boldrini, già presidente della Camera e punta di diamante del movimento femminista: ha rivelato infatti di aver usato la sua assistente parlamentare (poco pagata e un po’ maltrattata) per le incombenze più umili, come andare a ritirare abiti in tintoria e prenotare il parrucchiere. Ma ha spiegato che tutto ciò non costituisce reato per il fatto che lei, Laura Boldrini, è per l’ appunto «una donna sola».

Accusata di angherie nei confronti di due donne, la sua ex colf e per l’ appunto la sua ex collaboratrice a Montecitorio, la Boldrini ha scelto di difendersi con una intervista su Repubblica da far impazzire d’ invidia Comunardo Niccolai, il mitico re degli autogol. Non so quale sia l’addetto stampa che gliel’ ha suggerita, ma immagino sia pure lei una donna, e pure lei trattata non troppo bene dalla medesima Boldrini. Solo una collaboratrice avvelenata e desiderosa di far fuori il suo capo, infatti, si permette di consegnare ai giornali una simile difesa d’ ufficio.

Che chiamare difesa è pure eccessivo: è come se uno volesse ripararsi dal temporale mettendosi un colabrodo in testa e rovesciandoci sopra una bacinella d’ acqua. Infatti, dopo aver riciclato le solite parole d’ ordine sulla «macchina del fango» e sulle «campagne d’ odio» (non possono mancare, per contratto, in ogni sua intervista), l’ ex presidente della Camera ammette di non aver ancora liquidato quel che spetta alla sua colf (a dieci mesi dal licenziamento) e di aver usato la sua addetta parlamentare come se fosse la sua cameriera.

Poi, non contenta, si avventura a giustificare questi comportamenti raggiungendo le vette dell’ autolesionismo. Per quanto riguarda la colf, infatti, butta la colpa sulla commercialista che in dieci mesi (pensate un po’) «non è mai riuscita a rintracciare la funzionaria del Caf», cui si era rivolta la colf. Per quanto riguarda l’ addetta parlamentare, costretta ad andare a ritirare le giacche dal sarto, la motivazione testuale è: «Vivo sola. Un uomo può chiedere aiuto alla compagna, una donna sola no».

Chiaro: se una donna vive da sola, insomma, volete pure toglierle il piacere di qualche sopruso? Colabrodo in testa a parte, siamo seriamente preoccupati per l’onorevole (si fa per dire) Boldrini. Innanzitutto, fossimo in lei, cominceremmo a cambiare commercialista. Perché una commercialista che in dieci mesi non riesce a contattare un funzionario del Caf per liquidare la pratica di una colf, beh, o è un’ incapace oppure è una lavativa.

Oppure, tertium datur, anche lei è stata maltrattata dalla Lauretta Del Foulard e ha cercato di vendicarsi, un po’ come l’ addetta stampa. Se fosse vero, sarebbe terribile: vuol dire che maltratta di qui, maltratta di là, l’ ex presidente della Camera è ormai circondata da persone che non vedono l’ ora di sputtanarla.

E allora hai un bel prendertela con la «macchina del fango», con la «campagna d’ odio» e con la «società che non digerisce le donne assertive (sic)»: resta solo un castello di finto buonismo che crolla di colpo. E lascia, dietro di sé, il monumento dell’ ipocrisia (eufemismo).

Per altro la «donna assertiva» dovrebbe anche spiegare come mai, di fronte a una colf che dopo otto anni di fedele servizio chiede meno di 3.000 euro per chiudere i conti e sparire per sempre, non mette mano al portafoglio in silenzio senza perdersi nei burocratici calcoli di Caf e commercialisti, magari aggiungendoci pure qualche spicciolo in più, come ringraziamento per gli umili lavori svolti mentre lei faceva la primadonna in tour.

Così come la «donna assertiva» dovrebbe spiegare come mai non accetta lo smart working di un’ assistente parlamentare che «ha lavorato benissimo» e che ha fatto «molti sacrifici», tenuto presente che l’ assistente parlamentare ha tre figli e che c’ è la pandemia. Non c’ era nei programmi della sinistra agevolare il lavoro delle donne? E di chi ha figli? E lo smart working? E questo è il modo? Ci si può fidare di una persona che in pubblico si fa paladina dei diritti e poi in privato se ne fotte? O la signora Boldrini è troppo «assertiva» per rispondere?

Già questo sarebbe sufficiente a liquidare la pratica nella top ten delle figure di merda del decennio. Ma siccome l’ ex presidente assertiva della Camera ha voluto strafare, ecco che se ne è uscita con quella spiegazione indimenticabile che punta a traguardi ancor più prestigiosi. Come mai, le hanno chiesto, usava l’ assistente parlamentare per farsi ritirare le giacche dal sarto o per prenotare il parrucchiere? E lei: «Era nei patti. Sapeva che avevo delle esigenze personali».

Obiezione: l’ assistente parlamentare sostiene il contrario. Risposta finale: «Vivo sola. Un uomo può chiedere aiuto alla compagna e una donna sola no». Dal che si deduce, per l’ appunto, che le «donne sole» hanno diritto di maltrattare le donne con tre figli. E che la Boldrini è innocente per il semplice fatto che non ha un compagno. Altrimenti, è chiaro, avrebbe mandato lui a ritirare le giacche in tintoria o a comprare i trucchi in profumeria. Avviso ai potenziali spasimanti: l’ amore è amore, ma sappiate, nel caso, a che cosa andate incontro. Per quanto mi riguarda, scusatemi, se vi lascio. Ma, come ogni giorno, devo andare a prenotare il parrucchiere di mia moglie.

5 replies

  1. Moralmente indifendibile, per quello che rappresenta sarebbe da prendere a calci in q, ma la lezioncina da chi è pagato dal nano pedo-pidu-mafioso anche no.

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  2. Giordano è una penna a targa (o terga) alterne, ma ciò non toglie che la Boldrini e i politici come lei dovrebbero sparire nell’iperuranio per la vergogna. Invece sono sempre li, col culo ben saldo alla poltrona. Una volta, almeno il movimento 5 stelle che ho votato avrebbe fatto un casino enorme sulla vicenda. Ora tutti zitti e complici, belli responsabili dentro il governo minestrone,anche loro col culo bello al caldo sulla poltrona.

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  3. Forse sarebbe il caso che smettessero ! Prenderci per il culo con stipendi che poche persone potrebbero mai guadagnare!! I politici tutti sono una banda di ladri con licenza!

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