Montalbano indaga sulla Raggi

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Se a qualcuno fosse sfuggito, la minaccia che incombe su Roma non è la corruzione e lo scempio delle risorse pubbliche che hanno fatto per decenni i partiti di sinistra e di destra, oppure la criminalità organizzata che si fa le ville dove gli pare e controlla i racket della Capitale, ma è Virginia Raggi. Il fatto è certo, perché a fare la scoperta non è stato il commissario Montalbano ma suo fratello, e quindi la garanzia è il fiuto di famiglia.

E dire che questa sindaca proprio ieri ha incassato un riconoscimento sconosciuto alle precedenti amministrazioni cittadine: la Corte dei Conti ha registrato il ritorno alla regolarità dei bilanci delle società partecipate dal Campidoglio, compresa l’azienda dei rifiuti urbani, dietro la quale i privati hanno mangiato per decenni. Per voltare pagina è stato necessario resistere a ogni genere di pressione, soprattutto da parte di chi era abituato a chiedere e ottenere, non sappiamo in cambio di cosa.

A Roma corrotti e corruttori da quasi cinque anni sono disperati come drogati in crisi di astinenza, esattamente come sono furibondi i clan malavitosi a cui per la prima volta sono stati abbattuti i simboli del loro potere, fissati in quelle case abusive costruite sin dai tempi di Rutelli e Veltroni, senza che mai nessuno si sia preso la briga di andare a disturbare. Per questi poteri la Raggi non è stata una minaccia, ma una certezza di ritorno alle legalità.

Contro questa feccia il Pd romano è stato assente, quando non connivente, debitamente coperto da una stampa che ieri su Repubblica raccontava di una sindaca “travolta dagli scandali”, non vedendo che il vero scandalo è l’appiattimento anche dell’informazione al sistema di potere che ha saccheggiato la città. Con questi chiari di luna Conte e Letta si sono incontrati per mettere in piedi un’alleanza tra M5S e Pd alle prossime amministrative.

Un esperimento che potrebbe portare alla nascita di un campo progressista da contrapporre al cartello delle destre. Se però questo disegno scambia la cura con il male – cioè chi fa gli interessi dei cittadini con chi difende i soliti noti – allora il progetto è morto prima di cominciare. E i 5S dovrebbero pensarci bene prima di imbarcarsi in questa avventura.

15 replies

  1. I venuti fuori dal nulla non hanno nulla di cui preoccuparsi. L’unico che deve preoccuparsi è Conte che rischia, mischiandosi con il pd di disperdere la credibilità che si è creato, combattendo anche e soprattutto contro le denigrazioni montate contro di lui dal pd. Mescolarsi nel cesto con delle mele marce non si sanificano le mele marce , ma marciscono pure le mele buone.

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    • Qualora Conte, persona che stimo, si presentasse insieme ai grillini attualmente al governo, che hanno assistito a un quasi colpo di Stato senza reagire e al PD, anche senza Renzi, NON lo voterò. Liberale da sempre, appoggio i ” sinistri ” del m5s ( genere Lezzi e Morra)espulsi per aver difeso la democrazia da questo governo ” straordinario” e non dico altro.

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      • Espulsi perché andati contro il voto a maggioranza dei Senatori e della base. Hanno tutte le ragioni e anch’io condivido molto del loro pensiero, ma alla fine rispetti la scelta fatta dall’intelligenza collettiva, altrimenti non puoi definirti 5S.

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      • @lucapas 22:18
        Egregio, qui non si tratta di ” scelta politica” bensì di democrazia e libertà in bilico. Questo governo è una grave forzatura che ha permesso il ritorno a bordo di B. e Salvini con tutto il loro seguito. Era il momento dell’assunzione delle RESPONSABILITÀ : ” volete il governo di unità nazionale con B. e compagnia dentro ? Fatelo. Noi con costoro non vogliamo avere nulla a che dividere, MAI.”
        Oramai la frittata è fatta e il disastro di questo M5S irreparabile. Non c’era l’intelligenza collettiva, ma il suicidio di massa come a Jonestown nel 1978. Però, c’è chi non molla.
        Saluti

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    • Forse non è chiaro,
      Conte inizia un percorso col PD per creare un polo di csx, dove si aggregheranno forze più di sx,
      nonché moderate, e tanti sciacalli del PD si estingueranno o andranno per altri lidi da dove provengono.
      È una esigenza/speranza di una consistente fetta di elettorato che ambisce ad avere una vera
      sx e una sana rappresentanza di centro.
      Questo è il progetto di massima,senza rischio
      di immarcire!

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  2. Sottoscrivo anche le virgole. Bravo G:Pedulla’. Gente come Lei e pochi altri onorate la categoria dei giornalisti, indispensabili per un giusto contributo alla formazioni di una critica SOCIETA’ CIVILE.

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  3. il virgolettato attribuito da la repubblica a Virginia Raggi è estremamente preoccupante. Attribuire questa espressione a un onesto giornalista si fa fatica. Sarebbe più realistico attribuirlo alla mente di un certo ambiente contiguo alla malavita organizzata.

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  4. Pedullà ha ancora un occhio socchiuso differentemente dei big (ma che big e big del c..)5stelle che hanno chiuso tutti gli orifizi sensoriali insieme all’ordinante elevato.Lui ha ancora sentore di cosa siano stati e cosa sono ancora,i pd da amministratori a briglia sciolta a ogni livello.Come,dal tronte,tutti gli altri partiti dell’arco incostituzionale.

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  5. La Raggi ha dimostrato quello che vale, tanto, e per di più in un ambiente ostile come è quello che si è radicato da anni nella capitale: un vero e proprio marciume. Anche se non vivo a Roma, penso che abbia amministrato senz’altro meno peggio dei precedenti sindaci ed abbia dimostrato cosa si deve e può fare per sanare delle situazioni simili.
    Non dimentichiamoci pure che è donna e non è poco; in questa sua veste, con la sua grinta (tanta e non sembra), con il suo modo garbato e senza tanti clamori o strombazzamenti ha cambiato e sta cercando di cambiare i vizi di Roma, a fatica, contro anche il fuoco “amico”, vive pure scortata e ha dimostrato di avere i cosiddetti che mancano a tanti….ed è donna.
    Se non sarà rieletta, perchè non portarla a condurre i 5S o in un ruolo di comando, farebbe senz’altro la sua figura.
    Complimenti

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