Enrico Letta strikes back

(Andrea Zhok) – Guardare gli avvicendamenti ai vertici del PD è come guardare gli avvicendamenti degli ospiti della Gruber. Salvo gli occasionali ospiti bersaglio, da prendere a colpi di ortaggio per la gaffe del giorno, e che poi spariscono nel nulla, gli altri sono sempre gli stessi, una ventina o poco più. A rotazione qualcuno è in auge per qualche puntata di fila e qualcun altro cade momentaneamente in disgrazia, salvo fare un glorioso ritorno a qualche settimana di distanza.

Le stesse facce moderatamente simpatiche, moderatamente intelligenti, moderatamente noiose, ma straordinariamente capaci nel riproporre indefinitamente la stessa minestra riscaldata di benpensantismo progressista e moralismo gauche caviar.

Eccola la grande giostra rosé. E via per un nuovo giro, mentre la musica suona e tutti sembrano sfrecciare sfavillanti di ottimismo, solo per restare sempre rigorosamente a girare sul posto.

5 replies

  1. Il passato governo Letta ( uno dei tanti in politica da sempre che ogni tanto viene risuscitato come “nuovo”e mondo da colpe,) è stato quello che con Mare Nostrum e l’ego espanso della signora Kyenge ha regalato voti alla Destra e spinto i Piddini nelle braccia di Renzi.
    Già dimenticato?
    Ora torna col medesimo programma.
    Che sia il cavallo di Troia del potentissimo zio?

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