Covid: quando affidarsi al cortisone

(Margherita De Bac – il Corriere della Sera)

1Il cortisone funziona?

«Dipende dalla fase della malattia», afferma Pierluigi Viale, infettivologo del Sant’ Orsola di Bologna che assieme ad alcuni colleghi ha segnalato il fenomeno della prescrizione non sempre appropriata di questo farmaco in pazienti seguiti a casa dai medici di famiglia:

«Abbiamo avuto la percezione che il cortisone venga dato precocemente, in contrasto con quanto suggeriscono le linee guida della società americana di malattie infettive, che lo prevedono come presidio utile nella fase critica della malattia quando il paziente si aggrava a causa dell’ infiammazione legata alla risposta eccessiva del sistema immunitario. Se viene dato troppo presto, il cortisone potrebbe facilitare la progressione del virus.

2 Quali sono i farmaci anti-Covid ritenuti attualmente più utili?

Al momento non esistono farmaci specifici in grado di bloccare l’ infezione da Sars-CoV-2 né di prevenire o curare la polmonite. Tanti principi attivi sono stati considerati inizialmente promettenti e poi abbandonati per mancanza di conferme sul campo. La maggior parte non hanno mantenuto le promesse come spesso succede quando si presentano all’ improvviso nuovi agenti patogeni e si cerca di servirsi delle terapie già note.

3 Cosa è previsto per le cure a casa?

Il ministero della Salute ha emanato una circolare (il 30 novembre 2020) per il trattamento dei pazienti gestiti a casa: paracetamolo per abbassare la febbre, anti-infiammatori per dolori muscolari o articolari. Il cortisone può essere considerato solo quando la situazione non migliora entro 72 ore dalla comparsa dei sintomi e quando i livelli di ossigenazione nel sangue, misurati col saturimetro e sempre comunicati al medico, peggiorano e scendono al di sotto di un certo livello.

4 E in ospedale?

Il cortisone costituisce lo standard di cura per i ricoverati con forme gravi. In aggiunta si ricorre a profilassi con eparina, come terapia anticoagulante. Il virus attiva la coagulazione del sangue aumentando il rischio di trombosi cioè l’ intasamento vascolare con piccole ostruzioni a livello del microcircolo polmonare o altri organi. L’ eparina previene questo rischio.

5 C’ è un antivirale contro il virus della pandemia?

Il Remdesivir è l’ unico antivirale autorizzato in Europa con «approvazione condizionata» (da confermare con un successiva valutazione in base a nuovi dati clinici) con un’ indicazione per il Covid-19. È un farmaco solo ospedaliero, per pazienti che hanno sviluppato la polmonite da meno di 10 giorni e hanno bisogno di terapia non intensiva con l’ ossigeno. Il Remdesivir è stato studiato per altre applicazioni e, successivamente, si è dimostrato efficace sia col Sars che con il Sars-CoV-2. Sembra ridurre i tempi di ricovero. È allo studio una formulazione spray più semplice rispetto all’ endovena.

6 Quali sono i fallimenti?

Il più clamoroso è l’ idrossiclorochina, un farmaco antimalarico che nelle prime fasi della pandemia è stato molto enfatizzato senza che vi fossero evidenze, tanto che andò a ruba in farmacia. Promosso anche dall’ ex presidente Usa Donald Trump e in Brasile da Jair Bolsonaro. L’ autorizzazione all’ impiego off label (fuori indicazione) è stata revocata dalle agenzie (l’ americana Fda, l’ europea Ema) sulla base di studi che hanno dimostrato il rischio di gravi effetti collaterali.

Nelle linee guida l’ Oms ha emesso una «forte raccomandazione» a non avvalersi dell’ idrossiclorochina. Tanti antivirali anti-Hiv (il virus dell’ Aids) hanno fallito quando sono stati provati per il Covid. La stessa fine ha fatto il Tocilizumab, anticorpo monoclonale per l’ artrite reumatoide.

1 reply

  1. ”Il ministero della Salute ha emanato una circolare (il 30 novembre 2020) per il trattamento dei pazienti gestiti a casa: paracetamolo per abbassare la febbre, anti-infiammatori per dolori muscolari o articolari.”

    Basterebbe questo per incriminare Speranza e soci per crimini contro l’umanità.

    Che poi l’idrossiclorochina ha ‘gravi effetti collaterali’ dopo 70 anni che la usano, mentre è ampiamente sostenuta la vaccinazione con farmaci appena usciti dalla sperimentazione, fa veramente ridere.

    E non una parola sulle vitamine B, C e D.

    E tanto meno nessuna menzione dell’ozonoterapia, altra pratica di cui la maggior parte dei medici semplicemente non sa niente.

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