Maurizio Belpietro: “I vaccini ci sono, ma mancano i vaccinatori”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – Roberto Speranza ha promesso di vaccinare tutti gli italiani entro l’estate. Ammettiamo pure che il ministro della Salute non parlasse proprio di 60 milioni di persone, ma solo di quella parte di loro in età da vaccino, escludendo dunque gli infanti e i minorenni.

Mettiamo pure che in tv l’esponente di Liberi e uguali si sia allargato un po’ e volesse dire che per la fine di settembre sarebbero stati immunizzati gran parte dei cittadini, così da rendere effettiva l’immunità di gregge. Tuttavia, una volta scremata la cifra dai bambini, da alcune migliaia di pazienti affetti da malattie autoimmuni, che dunque non possono essere vaccinate, eliminati anche un certo numero di No vax, cioè di chi mai e poi mai si farebbe inoculare qualche farmaco, alla fine rimangono pur sempre più di 40 milioni di persone.

Per comodità diciamo 45, ossia circa il 70 per cento della popolazione. Ora, come abbiamo già spiegato, per vaccinare un numero così elevato in sei mesi, bisogna procedere con almeno 150.000 iniezioni al giorno, festività comprese. Se poi si considera che dosi come quelle di Pfizer e Astrazeneca, per essere efficaci, hanno bisogno di un richiamo dopo un certo numero di settimane, si arriva a 300.000 vaccinazioni al giorno.

Cioè, se non si riesce a mantenere una media di 300.000 iniezioni al giorno, il raggiungimento dell’obiettivo di rendere immune il 70 per cento degli italiani è un’operazione impossibile. Per lo meno fino a che non ci verranno consegnate le dosi del vaccino della Johnson & Johnson, che non prevede il richiamo.

Tuttavia, anche considerando che una parte dei cittadini sarà trattata con il farmaco messo a punto dalla multinazionale americana e senza la necessità di una seconda iniezione, rimane pur sempre il problema di fare almeno 200-250.000 vaccinazioni al giorno: un numero che non è una sciocchezza. Nei primi due mesi e mezzo, a ricevere il farmaco sono stati in media circa 70.000 persone al giorno.

È vero che ora, da quando è stato rimosso Domenico Arcuri, a dirigere le operazioni c’è un generale esperto in emergenze e logistica, tuttavia stiamo procedendo con una media di poco superiore a 90.000 vaccinazioni quotidiane. Dunque, ben lontani dall’obiettivo. Al momento, siamo ad appena 5,7 milioni di italiani immunizzati e per rispettare la cronotabella promessa da Speranza, all’appello mancano ancora circa 37 milioni di persone, se non 40.

Insomma, cambiato il commissario all’emergenza, la soluzione di un problema chiamato Covid, che ha già provocato più di 100.000 morti e centinaia di migliaia di disoccupati, nonostante le parole rassicuranti di Speranza (e anche di Mario Draghi) appare ancora lontana. Per questo ci permettiamo di richiamare un paio di fatti. Il primo è costituito dal numero di dosi che ci sono state consegnate: al momento risultano dati all’Italia 8,5 milioni di vaccini, dei quali ne sono stati utilizzati poco più di 5,5 milioni.

Significa che circa 3 milioni di dosi stanno in frigorifero, inutilizzate: in principio si pensava che un certo numero di fiale dovessero essere tenute di scorta, per consentire la seconda iniezione. Ma ormai si è capito che quelle conservate stanno lì perché al momento non si riesce a vaccinare tutti.È probabile che presto, nei frigoriferi delle aziende sanitarie, le dosi a disposizione aumentino.

Nel secondo trimestre Astrazeneca dovrebbe consegnare all’Italia 10 milioni di vaccini, a cui si aggiungeranno circa 18 milioni del farmaco della Pfizer, più altri 7 di Johnson & Johnson, 7 di Curevac e 4,6 di Moderna, per un totale di quasi 47 milioni di dosi.

Possiamo stare tranquilli, dunque, che prima o poi avremo il farmaco che ci renderà immuni al Covid? Non proprio, perché pur in presenza di milioni di vaccini, siamo ancora in attesa di sapere chi ci vaccinerà e quando. Prenotarsi non si può, anche perché le piattaforme che dovrebbero consentire di iscriversi a un’ipotetica lista d’attesa non ci sono. Il piano vaccinale, se esiste, è custodito gelosamente da qualche funzionario, non si sa se ministeriale o regionale.

E, ultimo in ordine di citazione ma non d’importanza, c’è il problema del personale medico-infermieristico. Chi la farà l’inoculazione dato che mancano gli addetti? Al momento, i 15.000 effettivi promessi da Arcuri non ci sono e nessuno ha idea di come reperirli. O meglio: un’idea ci sarebbe: basterebbe cambiare una legge che impone il vincolo di esclusiva agli infermieri del servizio sanitario, obbligandoli a operare solo nella struttura da cui dipendono. In pratica, basterebbe permettere a chi lavora in un ospedale pubblico di lavorare anche per privati o per qualche altra amministrazione.

Ovviamente, si tratta dell’uovo di Colombo, ma siccome è una cosa semplice, di buon senso, finora nessuno dei cervelloni che si occupano della nostra salute ci ha pensato. Chiediamo a Draghi di farci un pensiero, perché se ci appellassimo a Speranza finirebbe come con i contratti per i vaccini che annunciò a giugno dello scorso anno: non pervenuti. Uguale a quasi tutto ciò che era stato promesso dal precedente governo.

2 replies

  1. Fantastico Belpietro!
    Che pozzo di idee innovative, che professionista stellare: se paragonati a lui Crozza e Brignano nulla sono: lui sì che è il comico dei comici. Il più grande!
    Okkey, torniamo al mondo reale: confesso di non essere riuscito a leggere tutto, questioni di autotutela della propria salute mentale, ma quello che ho capito è: privatizziamo gli infermieri!
    Questo suggerisce il Belpietro, probabilmente non contento dei danni fatti al welfare nazionale dalla sanità privata e – soprattutto – dai soldi dati dallo Stato alla sanità privata: secondo lui si poteva fare di più, più danni!
    Ma il punto è, conoscendo il Belpietro pensiero (pensiero??), che usandolo potremmo risolvere il problema sanità facendo esattamente il contrario: tutto di nuovo a gestione statale, niente più regioni a far confusione, niente più soldi alla sanità privata (che i signorotti della privata si arrangino con quello che hanno), regole severe per tenere fuori dagli ospedali corruzione e mafia (se c’è la volontà si può fare!). Severissimi test ministeriali di efficenza e qualità che devono essere uguali da Ragusa a Bressanone e realmente punire in qualche modo i responsabili di disservizi.
    Infine, mettere nella sanità dei soldi veri, e non veri tagli come negli ultimi ventanni.

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  2. Io non so se belpietro ci fa o c’e o quantomeno se c’era dormiva. Arcuri era irresponsabile incapace ora la colpa con il governo Draghi è del ministro.. ..chi sa perché il generalissimo con tutta la sua potenza di fuoco non riesce far battere in tititata il virus.. Penso che il coronavirus se ne sbatte ..le p.. Delle stellette e mostrine e sopratutto delle lingue felpate dei giornalai nostrani

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