Zingaretti in tv da Barbara D’Urso: “Santo Cielo, ci è andato davvero”

(Fabrizio Roncone – il Corriere della Sera) – Non dovete sentire quello che dice, dovete guardare dove sta. Santo Cielo, ci è andato davvero. Nicola Zingaretti è collegato con Barbara D’Urso. La prima intervista da segretario dimissionario del Pd concessa proprio a lei. A Carmelita.

Alla regina del pop di Canale 5. Che maneggia insieme crisi di governo e crisi mistiche, che tratta i politici come gli eliminati del Grande Fratello, frullati insieme Matteo Salvini, Fabrizio Corona e il mago Otelma, nozze segrete, eredità contese, il Covid raccontato come una tragica soap opera, lei spesso vestita tipo Barbie parrucchiera.

Che numero, che provocazione, che sfregio. A capi e capetti e sottopanza del suo partito (tutti, come noto, maschi, e tutti sopra i 50 anni), uno Zinga definitivo: guardatemi bene, guardate cosa ci faccio con il vostro stupore pretestuoso, con le vostre smorfiette radical chic, con le tonnellate di indignazione con cui avete cercato di sotterrarmi solo perché avevo scritto un banale tweet di saluto e solidarietà a questa brava conduttrice.

Ecco, appunto. L’antefatto (arrivato mentre Zinga – dopo l’insediamento di Mario Draghi a Palazzo Chigi – era da giorni sotto attacco tra ruvide e quotidiane critiche politiche interne e silenzi assordanti): Mediaset comunica alla conduttrice la conclusione anticipata della sua trasmissione; e dal Nazareno subito parte l’autorevole, inatteso cinguettìo: «In un programma che tratta argomenti molto diversi tra loro, hai portato la voce della politica vicino alle persone. Ce n’è bisogno».

Si scatena una sarabanda terrificante. «Non ne azzecca più una». Fanno l’elenco degli errori e dei sospetti, mischiano tutto, le anime pie del Pd sono specializzate (cambiati 8 segretari in 13 anni di vita): invece di andare a votare, nell’estate del 2019, ha ceduto alle pressioni di Renzi e si è alleato con il M5S; dice «o Conte, o morte», ma finisce in un governo con la Lega; cerca sempre di mediare con chiunque; sotto sotto è rimasto un vecchio comunista; e poi, insomma, quant’ è ingombrante il suo amico Goffredo Bettini; infine la ciliegina amara: i complimenti a Carmelita. Inaccettabili.

Perché le parole – gli ricordano Nanni Moretti in Palombella rossa – sono importanti. Ma Zinga se ne frega. Letteralmente. E infatti eccolo qui: sullo schermo di Canale 5 (e su Rai1, in contemporanea, la cognata Luisa Ranieri, moglie del fratello Luca, il Commissario Montalbano). Sensazione netta: Zinga appare rinfrancato. E libero. Anche di mollare un paio di rasoiate a quelli che «stanno zitti durante le riunioni, e poi ti attaccano» (Orlando? Franceschini? Guerini?).

E comunque, aggiunge, «non mi piace la politica snob. Per cui, Barbara: di nuovo complimenti per la trasmissione» (pure se lei lo aveva presentato come «ex presidente», eh). Dimissioni irrevocabili? (gli autori sanno che questa è la vera domanda). Lui qui cincischia, gli torna la zeppola, dice e non dice, ammicca. Piuttosto: Zinga a occhi illuminati quando Carmelita gli prospetta l’idea d’essere il nuovo sindaco di Roma (qualcuno, con delicatezza, avverta Roberto Gualtieri, che aveva cominciato a farci la bocca).

16 replies

  1. ” Piuttosto: Zinga a occhi illuminati quando Carmelita gli prospetta l’idea d’essere il nuovo sindaco di Roma
    (qualcuno, con delicatezza, avverta Roberto Gualtieri, che aveva cominciato a farci la bocca).”

    Il cavallo stolto sonò alto un nitrito,
    Cavallo stolto non giornalista.

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  2. Manuale di discriminazione e razzismo:

    “Sei la poltrona sulla quale ti siedi”

    Esempi: Vespa, D’Urso, etc.

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  3. Vuole smentire il concetto di “Pd=radicalchic”, ma rischia di trasformare Barbie in soggetto cult, come la Berti da Fazio e Memo a Propagandalive.. 🤦🏻‍♀️

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      • Se PD diverso da radicalchic allora Zingaretti uguale Barbie? Se identifichi Zingaretti col PD e Barbie col popolare, il sillogismo non sarebbe del tutto scorretto, ma io intendevo che invece di rendere più popolare il PD, sta rendendo Cult il personaggio in questione…diciamo che è più un’osmosi… 😆

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      • Mi sfugge il concetto di conga (è una danza?) e, soprattutto, quello di babaciu 🤔, ma il suono del termine suona svilente😆

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    • Zinga sta reagendo a colpi di provocazioni, sicuramente qualche errore lo si va commettendo ma meglio questo che morire democristiano.
      Chissà se regge o gli prende un coccolone di sto passo.

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      • Anail, credo che Zingaretti da Barbarella ha voluto pigliare per il c….i suoi compari di partito, si sono mossi contro di lui
        non tanto per la solidarietà per D’Urso ,ma dopo che sono usciti lunedì scorso le proiezioni M5S-CONTE al 22%,allora si sono scatenati i vari Marcucci, Orfini ,Guerini,Nardella,Gori ,Bonacini ecc. Se andava da Porro, Giordano, Giletti, non avrebbe
        provocato cosi tanto rumore come da Barbarella che si ,ha una trasmissione trash, ma proprio per questo è riuscito a prenderli
        per c….poteva andare a mezzorainpiù, ma ha preferito proprio la D’Urso. “Santo Cielo, ci è andato davvero ”,Santo cielo
        Ronconi, ha pigliato in c… anche te. Possiamo dire tutto di Zingaretti , ma stupido non lo è. Anzi humor inglese si potrebbe riassumere così: volto sostenuto e impassibile e parole che celano ironia e spesso addirittura sarcasmo,smorza i toni, alleggerisce momenti imbarazzanti e fa leva sulla risata in situazioni tristi. Ridere di se stessi e delle proprie debolezze è un punto di forza, così come fare ironia sulla sfortuna e gli insuccessi della vita.
        La vita è già abbastanza dura e complicata, perché non scherzarci su?

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  4. Quel COGLIONAZZO di jerome, “il maniaco ideale che tutte le donne vorrebbero come marito”, critica il DIBBA e il DIMMA, ma il dibba e il dimma, dalla d’urso, ancora non ci sono andati.

    Lui, il COGLIONAZZO jerome, sì. Ti piace la d’urso e la de filippi, vero, BUFFONE?

    E’ la FECCIA piddina, bellezza.

    Comunque zinga è quello MENO PEGGIO che avete, consolatevi. E vi dirò di più. Zinga è infinitamente meglio del cazzone verde e della zoccola fascista. Ma il dibba e il dimma sono MOLTO meglio di zinga, che va dalla d’urso.

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  5. Ci voleva l’acume di un Fabrizio Roncone per svelare il vero motivo per cui Zinga s’è dimesso.

    Il suo incauto tweet a difesa del posto di lavoro della povera Carmelita gli è costato la feroce
    ostilità di gran parte del partito che lui (ahahahah!) credeva di dirigere: reazione così veemente
    che non ha potuto far altro che presentare le dimissioni accampando scuse ridicole.

    Come possono sopportare i gentiluomini e le gentildonne di un partito genuinamente popolare
    e progressista come il PD che il loro (ex)segretario si sputtani andando a sciorinare le loro
    travagliate vicende in una trasmissione così trash che più trash non si può esponendo tutto il
    partito al pubblico ludibrio.
    Ci manca solo che quello sciagurato si presenti nei prossimi giorni anche nel salotto di Maria e
    concluda il “tour della vergogna” da… coso… come cazzo si chiama?… ah, sì: Giletti.

    Come dite?
    Che il Tour della Vergogna l’aveva già fatto Renzi da segretario dello stesso partito?
    Che nessuno s’era indignato, nessuno aveva protestato e nessuno aveva minacciato una rivolta?

    Ma per forza!
    Fabrizio Roncone era in tutt’altre faccende affaccendato (il suo cervel, Dio lo riposi) e non aveva
    potuto spiegare al popolo piddino che cosa ad un segretario di partito, o ex-segretario, è consentito
    fare e da cosa invece deve tenersi accuratamente alla larga.

    Avercene di giornalisti “con le palle” come il nostro Fabrizio!

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    • @Aloysius
      Ma perché, tu credi DAVVERO che Zinga si sia dimesso per quello?
      Mi deludi.
      Anzi, forse no. È da tempo che hai il dente avvelenato e cerchi in tutti i modi di colpire il PD, con linguaggio appena più elegante di quello dei soliti”fecciapd, peste nera etc”, ma, nella sostanza, con lo stesso profondo disprezzo, alimentato da non so quale rabbia repressa.
      Che lui sia andato da Barbie a sfregio delle polemiche è più che certo, ma non è certo stato questo il motore delle sue DIMISSIONI.
      Credo che lo abbia chiarito piuttosto bene.
      E comunque, come non leggere in questa iniziativa l’esplicitazione e la spettacolarizzazione del suo intento di rendere POPOLARE il PD, sganciandolo dalla “supponenza radical chic”, che proprio i detrattori come te gli hanno sempre attribuito?
      Io non apprezzo affatto la D’Urso, ma come MEZZO per comunicare la rottura con una certa immagine, prescindendo dall’intervista resa(che non ho seguito), mi sembra estremamente efficace.

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