Anita e la lezione pannelliana a tanti professori e genitori

Anita tutte le mattine esce di casa con un banco, una sedia e un computer veloce e leggero e si piazza davanti all’ingresso della sua scuola e si collega con i mondi chiusi in una stanza.

(Vittorio Macioce) – Anita ha dodici anni e i capelli biondi, gli occhi che guardano lontano e il viso nascosto dalla mascherina.

Anita quando fa freddo indossa un cappello di lana sulla testa. Anita tutte le mattine esce di casa con un banco, una sedia e un computer veloce e leggero e si piazza davanti all’ingresso della sua scuola e si collega con i mondi chiusi in una stanza. Anita pensa che quando c’è il sole si può fare lezione all’aperto. Anita sostiene che a giugno è troppo presto quest’anno per andare in vacanza. Anita non vuole smarrire altri giorni di scuola. Anita ha detto: «Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo». Questa frase è stata trascritta sul sito Orizzonte scuola e sotto, lì dove si commenta, è spuntata una lunga lista di offese. «Tesoro di mamma vai da un terapeuta». «Fatti curare». «Non è normale». «Forse neppure esiste». «Mandiamola a pulire i bagni». «I miei alunni per fortuna non sono come lei». Buona parte di questi commenti sono di professori. La madre ha scritto una lettera all’ex ministro Lucia Azzolina per raccontare il linciaggio della figlia.

Anita è più forte dei cattivi maestri e nonostante il marcio che emerge da questa storia sei contento che in un tempo dissennato ci sia una come lei. La ragione ti suggerisce di guardare il manipolo di professori, l’istinto di pesare la sua battaglia. Non è una cosa da poco. La sua rivolta solitaria è la lezione politica più forte di questi anni. È un atto di libertà, spiazzante, radicale, controcorrente, con la testardaggine di un personaggio risorgimentale. Non ha nessuno dietro di lei. Non sventola bandiere. Non parla alle masse. Non vuole neppure salvare il mondo. Sta lì, ostinata, da sola, a prendersi il suo diritto di andare a scuola. Lo fa perché non ha alcuna intenzione di sperperare il suo futuro. La scuola è il suo capitale umano. Non vuole sprecarlo. La chiamano la ragazzina «anti Dad». Non è corretto. Non è anti nulla. Non dice che la pandemia non sia un problema. Non nega e non banalizza. Ti invita solo a cercare un’alternativa. Ti dice che il virtuale non è l’unico rifugio. Non sta a lei trovare la soluzione. Il suo messaggio è semplice e diretto: non toglietemi la scuola.

Ti viene in mente che Anita sarebbe piaciuta a un tipo come Marco Pannella, uno degli ultimi grandi profeti della libertà. Rispetto a Marco sembra avere un pregio in più: parla poco. Non fa lunghi discorsi e non si affanna a scandalizzare. Le sue armi sono un banco, una sedia e un computer. Da qualche parte deve avere un anello magico che le permette di discernere il reale dal virtuale. Anita è la via di fuga dal castello del mago Atlante (si studia in seconda media).

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1 reply

  1. Anita è una utile idiota, è scusata perché, essendo giovane, non lo capisce.
    delinquenti sono i genitori e i giornalisti che ne riportano, e/o ispirano, le gesta
    altra cosa i docenti, quelli che appoggiano queste buffonate (purtroppo non è un caso isolato),
    loro sono un epiteto che non scrivo, è mattina presto ed iniziare con male parole
    poi causa acidità per tutto il giorno, ma assomigliano ad un noto prodotto spalmabile
    quello che ha l’olio di palma.

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