In questo paese ogni volta che pensi di aver toccato il fondo ti prestano una pala per cominciare a scavare

(Andrea Zhok) – Dal “Corriere”: “L’istruzione e il capitale umano sono uno dei capisaldi del programma [di governo]. Nei primi giorni del suo incarico il capo del governo ha parlato di un possibile aumento del calendario scolastico in modo da recuperare il gap di lezioni perdute a causa della pandemia. Prevista anche una riscrittura totale della parte dedicata dal Recovery plan all’istruzione con L’INTRODUZIONE DI RIFORME A COSTO ZERO COME LA VALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI E L’INTRODUZIONE DI CRITERI DI MERITO E DI EFFICIENZA.

“Ma state parlando seriamente? Ma che è l’Eterno Ritorno dell’Eguale in formato sussidiario? Santi numi, qualcuno gli mandi un piccione viaggiatore, dei segnali di fumo, un corriere a cavallo, qualcosa per avvertirli che rimettano in moto la DeLorean di Ritorno al futuro e tornino al 2021.Questi stanno riproponendo la stessa minestra di fango che ci hanno ammannito da vent’anni a questa parte.

Mi sembra ieri quando Maria Stella Gelmini spiegava alle università italiane che i soldi sarebbero arrivati, però, mica pretenderete che vi copriamo d’oro, mentre siete un pozzo senza fondo di spesa improduttiva? Ecco, lo faremo solo dopo aver introdotto criteri di merito ed efficienza. Così, il sistema già più sottofinanziato d’Europa venne istruito ad essere ancor più snello ed agile, attraverso il più brutale taglio di fondi della storia repubblicana, con distruzione di carriere, demolizione di dipartimenti, smantellamento di interi blocchi universitari, riduzione di diritto allo studio e dell’offerta formativa, concentrazione dei fondi in poche università metropolitane. Quanto a “merito ed efficienza” l’unica variazione rilevabile fu il rilevante aumento dell’utilizzo nei documenti dei termini “merito”, “efficienza”, nonché la mitica ‘eccellenza’ (grande protagonista semantico dei 2010). E per la scuola lo stesso identico percorso era iniziato almeno 10 anni prima (riforma Berlinguer, seguita da riforma Moratti).

Ecco, dopo rispettivamente 10 e 20 anni, siamo esattamente daccapo. Stessi slogan da populismo delle ‘élites’, stessi appelli da motivatore americano, stesse ciance da lezioni di marketing del primo anno, stesso rovinoso nulla.

Veramente, in questo paese ogni volta che pensi di aver toccato il fondo ti prestano una pala per cominciare a scavare.

4 replies

  1. Se Draghi si fosse tenuto alla larga dalla fossa di serpenti che è la politica italiana, sarebbe stato considerato ancora una specie di divinità’finché campava.
    Sta a vedere che ha fatto un cattivo affare : mettendosi in politica ha 60 milioni di critici , che forse possono verificare come già per Monti ,che è sopravvalutato in modo enorme , al di fuori dell’ambito della sua competenza.
    Non esiste la proprietà transitiva in politica: se uno è un bravo medico, non si può fargli fare l’ingegnere sol perché come medico ha curato tante persone.
    E comunque ad ora non sappiamo un cappero secco di che programma ha in mente di realizzare .Forse non lo sa neppure lui.

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  2. Io ancora mi aspetto dal giornalista che ci illustri qualche sua idea per rendere più efficiente la scuola.
    Che tutto il sistema dell’istruzione in Italia sia in crisi nera è cosa evidente ai più, il problema è trovare un tavolo di menti illuminate che sappia trovare le adeguate soluzioni per uscirne fuori.
    Critichiamo, critichiamo, e qua si arriva all’eccesso di criticare un governo che ancora non ha neanche la fiducia parlamentare, quando poi a qualche proposta costruttiva giusta, in materia, la faccia non la mette mai nessuno.

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