Manca solo la nipote di Mubarak

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Finite le giravolte dei partiti (mai con questo, mai con quello, per poi finire quasi tutti insieme appassionatamente) ieri è toccato a Mario Draghi il turno delle piroette. Proprio lui che aveva mandato a casa Brunetta, Carfagna e Gelmini con tutto l’ultimo governo Berlusconi, co-firmando con l’ex presidente della Banca centrale europea, Trichet, la letterina che mandò a casa il Cavaliere, ieri ha richiamato gli alfieri di quella stessa stagione, inserendoli in una squadra da perfetto manuale Cencelli: un po’ per uno non fa male a nessuno.

Così l’Esecutivo dei “migliori” è una lottizzazione da far morire d’invidia la Prima Repubblica, con molte conferme (ma quelli di prima non erano tutti incompetenti?) e l’aggiunta di qualche tecnico a cui auguriamo ogni bene, visti i volponi con cui se la dovranno vedere. Per i Cinque Stelle, più di ogni altra forza politica, rimbomba giustamente la domanda se valeva la pena di mettersi in questo fritto misto, dove chi ha affrontato le tempeste maggiori – Bonafede, Azzolina e Catalfo – devono cedere il posto a signori che sanno di cinema già visto, se non addirittura di restaurazione.

Ma se Grillo non avesse chiesto agli attivisti di sporcarsi le mani sulla piattaforma Rousseau, ben sapendo che sostenere Draghi avrebbe fatto fuggire tanti validissimi sostenitori del Movimento sin dalla prima ora, a partire da Alessandro Di Battista, oggi avremmo un governo con quattro posti in più per la nipote di Mubarak, Renzi o la Bellanova, Salvini o qualche altra manina del Mef o di Bankitalia. Da adesso quindi non resta altro da fare che controllare ogni azione di questa terribile ammucchiata, tappandosi il naso con una mano e accendendo un cero con l’altra perché Dibba e le altre colonne Cinque Stelle, a tutti i livelli, a partire dai territori, tornino sui loro passi per dare una mano a vigilare sull’operato di ciascun dicastero.

Di tempo non ce n’è molto, perché c’è da giurare che alle elezioni del Capo dello Stato, tra un anno, Draghi sarà fatto traslocare al Quirinale, aprendo così la strada alle elezioni. Ma per chi è abituato a dilapidare le casse pubbliche e ad arraffare questi mesi possono più che bastare.

15 replies

  1. in effetti Renzi può tornare dai giornali britannici a vantarsi del successo ottenuto.
    un successo così, solo lui lo poteva ottenere, e forse anche Napolitano.
    spero non sia più votato, neppure come presidente dell’assemblea condominiale
    del suo villino monofamiliare.

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      • Non é un paese normale quello dove il 90 per cento della politica società e comunicazione fanno la stessa litania.
        La morte dei 5 stelle è la morte del unica diversità ammessa (anche per chi non piaceva).
        Il pensiero unico da PD a lega a TV e stampa è distopico.
        Anche chi è contro i 5 stelle (p. S. Mom sono un loto elettore) dovrebbe combattere per una societa in cui esiste un opposizione. Altrimenti non esiste piu la democrazia

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  2. Nel nostro paese,caro direttore,non è possibile fare previsioni oggi per domani figuriamoci se possiamo pronosticare quello che accadrà fra un anno. Per ora ci troviamo nel circo Barnum con leoni tigri e conigli che ascono dal cilindro del prestigiatore. Quando ne usciremo ? Ne usciremo vivi noi m5s ? Io credo che non sarà assolutamentre impossibile controllare sta roba qua (che conosciamo bene) .Quindi per uscirne vivi bisogna uscirne prima possibile.
    p.s. Il manuale Cencelli non è stato rispettato :Il pd con la metà dei voti del m5s ha peso tre ministri più altri tre d’area(ministeri di peso)per non parlare di FI.

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  3. Il trio in odor di mafia riferirono a Delinquente Naturale?
    O andranno alla ricerca dei “neutrini” oppure dei tornelli senza dimenticare il Bocchino ex onorevole.

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  4. Pedullà fa rima con ingenuità.

    Ma cosa vuoi controllare? questi non erano in grado di controllare nemmeno quello che facevano il loro colleghi del movimento figuriamoci personaggi “d’alto profilo” come Franco e Garofoli.
    Non gli faranno ne vedere ne toccare palla.
    Se pensate che uno sveglio e competente come Sileri veniva escluso da uno come Speranza che appunto non lo informava sui processi in piena epidemia.
    Provate a pensare ad un Draghi che farà lui la politica estera e al ragazzino gli dirà di aspettare fuori sul divanetto.

    Povero Pedullà

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    • @Stefano

      L’auspicio di Pedullà è fin troppo scontato.
      La tua mi sembra una valutazione condivisibile ma se pensi che Pedullà pecchi di ingenuità, sei ingenuo!

      Pedullà fa rima con “ha da campa’”

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  5. Una cosa mi è balzata subito all’occhio: il PD ha silurato tutti i ministri più vicini a Conte e ai 5stelle, ovvero Gualtieri, Amendola e Provenzano (a mio parere pure i migliori) e confermato o promosso i più trattativisti coi renziani, ovvero Franceschini, Guerini e Orlando (a mio parere pure i peggiori)

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  6. Dott. Pedullà, la segue sempre con molto interesse, e proprio per questo, le devo chiedere perchè non si è percorsa la terza via. Da una parte, lei dice, se fossimo usciti “oggi avremmo un governo con quattro posti in più per la nipote di Mubarak…..”, mentre rimanendo al Governo, potremo controllare meglio che le nostre battaglie non vengano azzerate.
    Come mai, invece, non abbiamo portato avanti una trattativa, anche molto aspra, sulla base del nostro numero di Parlamentari, affinchè ci venissero date rassicurazioni PUBBLICHE, come richiesto da Beppe Grillo, di quanto promesso a porte chiuse? Perchè non abbiamo insistito per avere un numero di Dicasteri proporzionale al numero dei Parlamentari?
    E tutto questo, prima di andare al voto su Rousseau?
    Oggi potremmo ugualmente far parte di questo schifo di Governo, ma lo faremmo con una posizione di forza molto più importante, un vero SuperMinistero della Transizione in mano ad un Ministro del Movimento, e meno nani e ballerine.
    Questo Governo NON è un bicchiere mezzo pieno: il bicchiere se lo sono portato via direttamente…

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  7. Ma chi se ne frega, onestamente, se FI avrebbe avuto un ministero in più o in meno qualora il Movimento fosse rimasto fuori? Possibile che i giustificazionisti non sappiano guardare al di là del proprio naso e ne facciano una questione di numeri?
    Il punto è che il Movimento non ha ministeri di spesa: sono stati tutti dati ad altre forze politiche. Stare dentro a questo governo senza ministeri di spesa significa non avere i cordoni della borsa, non avere influenza, contare come il due di coppe quando a briscola regna bastoni, mettetela come volete. Persino il famoso superministero della transizione è stato dato a un tecnico (non ci provate nemmeno a spacciarlo come in quota Movimento, per favore), e comunque è stato privato della parte più consistente, che è andata a chi? Alla Lega!
    Quindi dire che il Movimento è entrato e sì, è stato umiliato, ma poteva andare peggio perché se non fosse entrato avremmo regalato i ministeri ad altre forze politiche è una roba alla corazzata Potemkin: se il Movimento è dentro solo per fare la bella statuina, fare le passerelle con Di Maio in giacca e cravatta (magari si comincia a mettere anche lui la pochette?), poi tanto chi preme i bottoni sono altri, tanto valeva stare fuori. O pensate che gli altri lasceranno toccare palla al Movimento per generosità? Poveri illusi.

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  8. D’accordo anche con Pedullà. Chi si estranea dalla lotta è un gran etc. etc.
    Ieri ho accolto con soddisfazione i volti lividi dei vari giannini e de bortoli che commentavano la presenza di 8 membri del precedente governo “ma allora, erano competenti anche loro?”
    Se fossimo rimasti fuori sarebbe stato peggio e questi avrebbero inbalzato peana in onore di draghi invece che fare le facce storte che ho visto ieri.

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  9. Ho appena seguito il passaggio di consegne a Draghi ed il commovente applauso di tutto Palazzo Chigi a Conte. Un galantuomo. Dedicato ai suoi detrattori, ai giornalisti venduti e senza dignita’ e a quel cancro italiano che risponde al nome di Renzi. E che allora quel cancro faccia il suo lavoro all’ interno di quella stessa odiosa persona. E speriamo faccia presto. Amen.

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  10. No scusa caro Gaetano, se i 5s non fossero stati della partita non avremmo Ruby e Minetti, avremmo solo tecnici, e tié max 15 ministeri.
    Ha spacchettato tutto per fare sta roba “politica”.

    Ho scoperto che Salvini ha sempre combattuto per la disabilità, che lui si è seduto con Super Mario e ha voluto e preteso il ministero, cazzo! O mi dai la disabilità o me ne vado! Dei migranti sticazxi, della flat tax peggio. Lo avete mai visto con, vicino, lontano ma comunque nell’area di un disabile?
    Buffone! L’unico che ha portato il tema disabilità DENTRO il parlamento è stato il caro Pepoino.
    P.s. Mi sono commossa perché la mia ultraottantenne nonna comunista non ha trattenuto le lacrime all’applauso di Palazzo Chigi al nostro eroe. Non posso credere che tra un anno o due mia nonna avrà dimenticato. Nessuno lo farà.
    Intanto auguri a noi!

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