Mario santo subito: mangia addirittura con sua moglie

(di Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano) – Ricorderete forse l’agiografia del leader delle sardine Mattia Santori, quella che “La sua presenza in televisione, il suo tenere testa ai lupi della politica”, “i suoi occhi stanchi”, “un senso di appartenenza a una dimensione sardinica”. Beh, se eravate convinti che nulla potesse superarla per retorica e ridondanza, ho una buona notizia da darvi: i titoli e gli editoriali su Mario Draghi, in questi giorni, non solo battono il santino di Santori, ma sono roba da sbiadire l’aureola pure a San Francesco D’Assisi. Si legge di tutto. Mi soffermerei, per iniziare, dalle parole commoventi sulle sue origini, lette su un noto quotidiano: “Mario Draghi un forte legame con il Veneto, in particolare con Padova: proprio all’ombra del Santo, infatti, è nato il padre Carlo”. Cioè, il padre non è nato semplicemente a Padova, ma proprio con Sant’Antonio che gli faceva ombra, magari con un ombrellino cinese. E poi pensate, Mario non era un ragazzo qualunque che giocava a basket, no, “la scintilla tra il Premier Mario Draghi e il basket è scoccata sui banchi di scuola”. Un colpo di fulmine proprio. A un certo punto ha dovuto scegliere tra Goldman Sachs e NBA. Giancarlo Magalli, suo ex compagno di scuola al liceo, perseguitato da tutti i cronisti da giorni perché fornisca prove della precoce santità di Mario, perché dica qualcosa tipo: “A scuola moltiplicava banchi e matite”, farfuglia imbarazzato “era simpatico e intelligente”. Poi, comprensibilmente, ieri sbotta: “Cosa vogliono che dica? Sono passati 60 anni. Ora mi inventerò qualcosa, dirò che si presentava in classe con un furetto sulle spalle che sapeva fare le moltiplicazioni”. Ma la narrazione modesta, realistica dei cronisti si arricchisce di altri imperdibili passaggi. La moglie, manco a dirlo, è “defilata”, un passo indietro. Scrivono: “Nonostante gli importanti ruoli ricoperti da Draghi nel corso della sua carriera, la coppia vive di semplicità: virale, infatti, era diventato lo scatto — era il 2015 — dove i due si scambiavano tenerezze tra gli scaffali di un negozio d’animali sull’Anagnina, Roma sud, mentre compravano dei croccantini per il loro bracco ungherese.”. Ma tu pensa. Nonostante Mario Draghi sia Mario Draghi, esce con la moglie, che invece è chiaramente una perdigiorno. Si ricorda anche di nutrire il cane. Magari pure due carezze ogni tanto. Che uomo semplice, Mario. La semplicità dei grandi. E ancora, sempre sulla moglie: “Una volta allentò la rigidissima regola del low profile, irrinunciabile per suo marito SuperMario” e “Lei è compagna fiduciosa e discreta, mentre lui punta su studio e formazione”. Insomma, lui laborioso, lei fancazzista.

Ma attenzione, perché la signora Draghi, secondo i giornali, si riprende prepotentemente la scena nel 2018. Secondo un quotidiano, che riporta fedelmente l’irresistibile aneddoto, in quell’anno rispose a un cronista : “Mio marito non farà un governo, non è un politico”. E fin qui. A quel punto, racconta il cronista, arrivò il marito e la interruppe: “Dai, sta’ zitta”. Che uomo, che maschio alfa. Che aneddoto indispensabile. Poi c’è il giudizio di Matteo Renzi, che ieri alla Cnbc diceva con il suo impareggiabile inglese: “Draghi premier? He’s the bAst, the bAst, the bAst”, sottintendendo “after me”, ovviamente. E poi i titoli, da “Mario Draghi avrà un bravo portavoce: sé stesso” a “Le bimbe di Mario Draghi”, con tanto di commento sulle sue fan adoranti così descritte: “per il momento con circa un migliaio di follower, già ‘innamorate’ delle ‘rughette’ dell’ex presidente della Bce!”. Delle deficienti, insomma. Ma SuperMario è schivo, non ama i social, e allora ecco lì il titolo: “Il mondo del web lo reclama: ‘Whatever it takes’”. Infine, una testimonianza di quelle che cambiano la storia: Alvise Cappello, cugino di Maria Serenella e dentista “di fiducia” di Mario Draghi, viene interpellato in quanto parente della moglie, appunto. E lui: “Com’è nella vita privata? Scherzando mi viene da dire che è il prototipo del banchiere centrale in quanto persona pacata e riservata, ma posso assicurarvi che è piacevolissimo passare anche solo una serata insieme a lui”. La dichiarazione viene mandata subito in stampa, roba da far accapponare la pelle. SuperMario, a tavola, è piacevole. Non rutta, non tira su il brodo col fischio, non si passa il coltello tra i denti, consente perfino alla moglie di mangiare in sua presenza. Come direbbe Renzi: shock.

35 replies

  1. E grazie , oltre a Marco, anche a te Selvaggia …la vostra ironia ci permette di abbatterci un po meno di quanto effettivamente subiamo a causa di codesta falsa e ipocrita informazione che, insieme ad una classe di politicanti corrotti e delinquenti, ha lacerato il Paese in modo irreversibile!

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    • Come puoi ben vedere qui sopra (@Nicola), caro @califfo/rotocalchi ecc., ecc… all’occorrenza, anche i sorcini infosanniti sanno “leggere tra le righe” e parlare a nuora affinché suocera intenda…

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  2. Peccato che Magalli (antipatico) invece ha descritto eccome Draghi, ma qui la Lucarelli doveva copiare spudoratamente Travaglio

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      • Lockdown abbastanza pesante per tre settimane, deciso da loro, fanno sempre quello che decidono loro nel bene e nel male. Speravano che testando tutta la popolazione si sarebbero liberati dal virus, ma non è così, hanno fatto come il borioso Crisanti che voleva liberare la Sardegna e invece è peggiorata….

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    • E che la Sardegna sia peggiorata chi te l’ha detto, il color arancione? A fine settimana siamo nuovamente gialli, solita questione di conteggi.
      Guarda che Crisanti, che vi aveva salvato il q. lo nella prima ondata, ha fatto finora solo l’Ogliastra, visto che c’erano i vaccini da fare.
      Ti brucia che sia qui, eh?

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    • Non “raccontano” generico: sono le caxxate del tuo riferimento culturale, Dagospia. 👏🏻👏🏻
      Non fate ridere affatto, né tu, né lui, anche per scherzare ci vuole intelligenza, materia prima che scarseggia, da quelle parti.
      A Conte potreste solo pulire le scarpe con la lingua e non sareste neanche degni di quello.
      Inoltre ne approfitto per segnalarti che scrivere Tu e ANCHE Marco, non è come scrivere Tu, Marco, riferendosi a Selvaggia.
      Neanche le basi ti ha insegnato, mamma, a due anni!

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  3. POPOLO CONTRO MAGNATI- Viviana Vivarelli.

    Io continuo a sperare fino all’ultimo
    mentre con la Lega o il Pd qualcosa qua e là in comune potevamo averlo (con la Lega un atteggiamento critico verso l’Ue o la difesa, almeno a parole, del territorio, e con il Pd quelli che erano un tempo i valori della sx come la difesa dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori o la lotta alla mafia, con Draghi e la cricca di oligarchi che lo sostiene non sono non abbiamo niente in comune ma siamo proprio all’opposto e, mentre potevamo far passare qualche punto del nostro programma fidandoci dell’assenteismo della Lega o della passività del Pd, qui non ci troviamo di fronte solo un uomo o un partito, ma un’intera oligarchia, il Regno dei superliberisti, degli squali del mercato, del Bilderberg e della Troika peggiore, quella dell’austerità, delle privatizzazioni, delle speculazioni finanziarie, dei tagli allo stato sociale, quella che non sono lega aiuti alla povera gente ma la schiaccia con particolare piacere, in nome di una ideologia perversa per cui l’essere umano è nulla e il bottino è tutto.

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    • Cara signora Viviana , ammiro l’ardore e passione che ci mette nei suoi post che chunque dovrebbe rispettare , pero’ dovrebbe un po’svegliarsi dal sogno dei giusti .
      Ricorda cio’ che diceva l’ Avvocato Agnelli ? Per fare una politica di destra ci vuole la sinistra .
      E non era solo uno slogan , la sinistra che lei spera non c’e’ piu’ da tempo ! Ad abolire il 18 e introdurre il job act non e’ stato il nano di Arcore ma quel ministro del lavoro dirigente delle Coop che non ricordo il nome . E le pensioni deve domandarlo a Monti e Fornero della lacrima sul viso . Anche la Lega non e’ convincente figuriamoci , il passato antimeridionalista di Bossi conta eccome ma almeno non ha votato per l’emissario della Merkel a Bruxelles , parlo della Ursula Von delr ecc. ecc.
      Pero’ quello che vorrei sapere da lei visto che e’ addentro un po’ ai 5 stelle e’, percne’ quando c’e’ stata la campagna elettorale delle europee i 5 stelle in primis Di Maio ha fatto una campagna elettorale tutta rivolta contro la Lega con Di Maio in primis che un di’ si e l’altro pure menava fendenti contro la Lega mentre dalla Lega non c’era assolutamente questo atteggiamento anti 5 stelle . Eppure governavano assieme in quel momento e con discreti risultati . Questo per me rimane un mistero . So che a lei questo comportamento ambiguo dei suoi beniamini puo’ essere sembrato irrilevante essendo lei piu’ di sinistra e forse non apprezzava i leghisti , pero’ avere qualche risposta in merito sarebbe gradita sempre se ne sa qualcosa Sa e’ un cruccio che mi porto perche’ la vulgata mediatica dice che la colpa e’ di Salvini , ma credo che non sia cosi’ o almeno non solo cosi’ Il mio pensiero e’ che il sig. Conte ( non da solo ovviamente ) abbia deviato in qualche modo i 5 stelle dall’accordo con la Lega sa , a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina .
      Grazie e saluti

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      • “… mentre dalla Lega non c’era assolutamente questo atteggiamento anti 5 stelle”
        Eeeeeehhhh???!!!! Ma stai scherzando? Di Maio ha cominciato a farlo proprio per ribattere alle continue provocazioni di Salvini che faceva campagna elettorale perenne mentre lui era occupato a lavorare. Non diciamo falsità per favore!

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      • Ed eccolo IL Plurinick LEGHISTA che viene FUORI!😆🤣😂
        È inutile, prima o poi scoppiano come il pus da un bubbone infetto.

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      • rispondo a Lucapas

        va a rivederti le trasmissioni televisive dell’epoca .
        Una cosa e’ fare campagna per lòe proprie istanze , un’altra e’ farla contro .
        Lo capisce questo ?

        E questo non e’ un mistero solo mio .

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  4. Amici, fatevi due risate.
    DI FRANCESCO BEI

    Come il marziano Kunt di Flaiano, Mario Draghi atterra con la sua astronave a Montecitorio già di mattina per studiare il terreno e gli abitanti del nuovo pianeta. Gli astri sono favorevoli: persino la sfinge Giuseppe Conte, dopo tre giorni di silenzio, dà il suo via libera con un inedito pronunciamiento di piazza dietro a un tavolino.

    Lo hanno preceduto Luigi Di Maio e la scattista Virginia Raggi, lasciando con un palmo di naso Alessandro Di Battista. Beppe Grillo, l’altro oracolo silente, lascia filtrare che non si oppone. A patto che Draghi metta una patrimoniale sui ricchi.

    Silvio Berlusconi figuriamoci, ha lasciato la villa in Provenza per esserci oggi di persona alle consultazioni. Stavolta niente delegazione unitaria del centrodestra, ognuno va per conto suo. La Meloni voterà no, Berlusconi sì, Salvini forse. Zingaretti naturalmente spera che SuperMario non ecceda e fermi il perimetro dei consensi al modello Ursula, che vuol dire la vecchia maggioranza più Forza Italia, lasciando a terra la Lega.

    Già trema a quello che potrebbe succedere al primo barcone di migranti con un governo Bce-Papeete. Si capirà nei prossimi giorni, senza fretta, giacché Draghi è un pignolo e vuole fare le cose a modo suo. A sorpresa ha fissato un secondo giro di consultazioni all’inizio della prossima settimana.

    Intorno al lungo tavolo nella sala della biblioteca di Montecitorio, intanto va liscia, liscissima. Anche perché i primi “terrestri” incontrati da Kunt-Draghi sono quelli che parlano la sua stessa lingua. Più Europa di Bonino e Della Vedova, Azione di Calenda, i Radicali italiani. L’entusiasmo è contagioso.

    Uscendo per una frazione di secondo dall’algido aplomb francofortese (e dalle norme Covid), Draghi quasi abbraccia la Bonino: “Cara Emma, quanto tempo…”. Il Palazzo intero, abituato ormai da anni a essere percorso da terrapiattisti, no vax, parlamentari in sandali e complottisti stile Qanon, assiste a questo rito con trepidazione. I commessi parlamentari, che ne hanno viste di tutti i colori, rifiatano. Nella sala dei busti, attigua a quella dove Draghi tiene le sue udienze, persino Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi si guardano e sembrano sorridere, come i personaggi di Una notte al Museo.

    Dentro Draghi prende appunti con una penna Bic mentre ascolta tutti. È solo, ad eccezione di due alti funzionari di Montecitorio che gli sono stati prestati per assisterlo: Paolo Nuvoli, direttore degli Affari generali, e Costantino Rizzuto, vicesegretario generale della Camera.

    Tutti si chiedono se saranno questi due l’embrione dello staff. Dopo aver parlato con i più europeisti, Draghi si allarga in un sorriso: “Ma benissimo, siamo d’accordo su tutto!”. La Bonino lo frena: “Caro presidente, con noi è facile. Ma non ti illudere, al Senato sarà un Vietnam pure per te”. Intanto, fuori dalla porta, gli esponenti degli italiani all’estero “Maie” – Antonio Tasso e Ricardo Merlo – sono come i ballerini sudamericani di Paolo Conte, che “aspettan su una gamba l’ultima carità di un’altra rumba”.

    Erano pronti a danzare con Giuseppe Conte, Draghi va anche meglio. Bruno Tabacci, Centro democratico, è un paladino della prima ora e pronuncia la frase più sensata della giornata: “Al presidente Draghi non abbiamo posto alcuna condizione, perché non vogliamo metterci nel ridicolo”. Prendere nota.

    Il presidente incaricato parla poco. Magari non si fida neanche troppo. Da quello che filtra, la sua preoccupazione principale sono i vaccini, che arrivino a tutti e in fretta: “Bisogna ridare speranza a questo Paese che si è rinchiuso, immalinconito”. È convinto che, una volta che la popolazione sarà immunizzata e i contagi caleranno, arriverà anche la ripresa. Ma non si ripartirà a razzo, nonostante i fondi del Recovery. “Sarà una ripresa lenta”. Dietro l’angolo c’è la fine del blocco dei licenziamenti, a fine marzo.

    Nemmeno il tempo della luna di miele e Draghi rischia di ritrovarsi con una bomba sociale che gli esplode in mano. Ne è ben consapevole, a detta di quelli che gli hanno parlato. “Il primo problema è trovare una exit strategy per questi lavoratori che resteranno a terra. Ci sono migliaia di imprese che non riapriranno e la soluzione non sono i sussidi ma gli investimenti che creano lavoro”. Anche sul Recovery Plan ha le idee chiare. Tabacci è convinto che lo riscriverà daccapo.

    Con i politici consultati ieri non si è sbilanciato troppo, ma ha detto che i soldi europei vanno spesi “con saggezza e intelligenza”, su progetti mirati, anche perché un fallimento dell’Italia “avrebbe effetti negativi sull’intero processo di integrazione europea”. Lo sono stati a sentire, tutti consapevoli che le banconote che ciascuno ha nel portafoglio portano il suo autografo in alto a sinistra.

    All’ora di pranzo torna a casa dalla moglie Serena Cappello, se possibile più riservata del marito. A sera arrivano alla Camera gli ultimi sondati, il truppone dei moderati di centrodestra. Si chiamano Idea-Cambiamo (attenzione a non invertire la sequenza): Toti, Romani, Quagliariello, Lupi. Draghi ha un effetto calmante persino su Vittorio Sgarbi, senza sciarpa rossa e con la mascherina indosso. “Se nella squadra chiama Giorgio Palù è chiaro che anche io mi fiderei di quello che dice”.
    Del Cts evidentemente non si fida. Attorno al tavolo, poco prima, proprio Sgarbi è protagonista dell’unico fuori programma delle consultazioni. Mentre Draghi sta parlando, alza gli occhi e si accorge che lo smartphone del critico d’arte ha la torcia accesa. “Scusi che fa? Non mi starà per caso filmando?”. Sgarbi si scusa e ripone il telefonino, si sarà sbagliato davvero?

    Intanto fuori cala la sera. Draghi rincasa, ma stavolta dormirà ai parioli e non a Città della Pieve. Passa il corteo con la scorta e nella piazza non c’è già più nessuno. Il romano Draghi sa bene che ora tutti lo acclamano ma, come l’extraterrestre di Flaiano, presto o tardi arriverà anche per lui il momento “a Marzia’, te scansi?”.

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    • Certo che le frasi “ad effetto” come le dice lui, non le dice nessuno…

      “Con i politici consultati ieri non si è sbilanciato troppo, ma ha detto che i soldi europei vanno spesi “con saggezza e intelligenza”, su progetti mirati, anche perché un fallimento dell’Italia “avrebbe effetti negativi sull’intero processo di integrazione europea”.”

      Me cojoni!

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  5. I giornaloni si sono dimenticati di scrivere che Draghi, quando entra in vasca per fare il bagno, deve stare attento a non picchiare con la testa contro il soffitto.

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  6. @califfo
    “Una cosa e’ fare campagna per lòe proprie istanze , un’altra e’ farla contro”
    E Salvini la faceva per le proprie istanze e contro Di Maio e i 5S, vai a rivedertele tu le trasmissioni e i continui tweet che faceva. Di Maio ha soltanto risposto per le rime, sbagliando. Perché così facendo si è appunto abbassato allo stesso livello. Va bene la memoria corta ma così esageri!

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    • Senti carissimo , la memoria ce l’ho ancora e funziona magnificamente bene .
      Ricordo che i sondaggi di allora davano la Lega in forte ascesa e il mov. 5 stelle in forte calo , come poi avvenne , credo che fosse questa la ragione per cui Di Maio li attaccava tutti i giorni , forse per risalire la china Vero anche che Salvini era iperpresente in tv per la faccenda migranti , ma questo non c’entra nulla con la campagna elettorale . Di Maio attaccava la Lega tutti i giorni e non si capiva perche’ , invece che attaccare i piddini . Credo che fosse per via di Conte l’infiltrato col dna democristiano

      ps. gradirei pero’ una risposta della sig.ra Viviana che pero’ non arriva . Con te ho gia’ polemizzato abbastanza .Ognuno rimane con le sue opinioni .

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      • Non sono opinioni ma fatti! Inutile discutere con chi altera la verità. Salvini cresceva nei consensi beandosi H24 del lavoro dei 5S e, nonostante questo, faceva pure finta di dettare loro la linea mentre bastonava continuamente i ministri 5S, Toninelli in primis, facendo eco alle naggianate dei media. Purtroppo il vostro cervello è fuso e nonostante l’evidenza riuscite a scordare quello che non vi fa comodo e a santificare un pusillanime falso, baro e traditore.
        Le bugie dette da Salvini/Meloni/Renzi sono sotto gli occhi di tutti e non mi capacito proprio di come si possa dare credito e votare persone che mentono spudoratamente.

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