DAVIDE FARAONE MATTEO RENZI

(Dott. Paolo Caruso) – Ora che la consultazione di maggioranza dopo estenuanti trattative si avvia alla conclusione dei lavori, e il giorno fatidico è arrivato, il presidente della camera Fico al termine della suo mandato esplorativo salirà al Quirinale per riferire al presidente della repubblica Mattarella di una eventuale proposta di governo possibile. Intanto l’Innominabile di Rignano dall’alto del suo cinismo, come lo scorpione con la rana, usando il pungiglione velenoso delle parole cerca di far naufragare la trattativa, mettendo all’angolo con i suoi ricatti i probabili alleati di governo nel momento in cui si sta traghettando al di la del guado una nuova maggioranza. Così lo “scorpione fiorentino” la vuole vinta sulla spartizione delle “poltrone”, affondando qualsiasi iniziativa con i suoi diktat, dettando anche le condizioni nella scelta dei futuri programmi di governo (MES, Bicamerale, ecc.), avanzando veti ai ministri non di suo  gradimento, come quello della giustizia Bonafede,  dell’economia Gualtieri, tanto stimato in ambito europeo, della ministra all’istruzione Lucia Azzolina, di quella al lavoro Nunzia Catalfo, e di quella alle infrastrutture Paola De Micheli; inoltre la scure del “Bomba” sembra abbattersi anche sul commissario all’emergenza covid Arcuri, sul diplomatico Piero Benassi neo sottosegretario con delega ai servizi segreti, fresco di nomina ma figura troppo vicino al premier Conte. E che mai sarà del Conte ter? Un nome per lui impronunciabile e sicuramente improponibile….. Il lobbista toscano rappresentante del nulla, di un partito di peones del 2%, tiene sotto scacco l’intera politica italiana, lasciando rotolare il Paese verso le elezioni o peggio ancora verso un governo di salvezza nazionale. Mentre così l’Italia sta affogando in una crisi economica senza precedenti, stremata dalla pandemia, l’affiliato membro dell’organismo della casa reale Saudita, affetto da delirio di onnipotenza(così tutto per lui pare possibile e fattibile) rischia con il suo fare sprezzante di far sprofondare il Paese verso una catastrofe dagli effetti devastanti. Siamo sull’orlo dell’abisso e sul punto di non ritorno, mentre l’Europa con apprensione ci sta osservando e forse anche rivalutando il Recovery plan, e allora cosa diremo e lasceremo alle future generazioni? Il monito del presidente della repubblica Mattarella affinché si lavori per il bene comune e tutti insieme si possa essere costruttori di un Paese migliore, pare fino ad ora non aver trovato ascolto. Cui prodest…