“Bonafede non si tocca”: i 5S avvertono Renzi. Incubo Boschi al governo

(di Luca De Carolis e Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – L’uomo che lo giurava da settimane, “noi non vogliamo poltrone”, si siede al (metaforico) tavolo dei giallorosa e di poltrone ne invoca quattro, per ottenere almeno tre ministeri. Ma il Matteo Renzi che per tutto il giorno tratta sui nomi da mettere (innanzitutto Maria Elena Boschi) e da togliere (innanzitutto il Guardasigilli Alfonso Bonafede) sembra, e va sottolineato sembra, aprire al primo avversario, a Giuseppe Conte. “Si è rassegnato al Conte ter” assicurano fonti trasversali del Pd e M5S, mentre a Montecitorio va in scena il tavolo sui temi convocato dall’esploratore, il presidente della Camera Roberto Fico: “Una pantomima” a detta di più o meno tutti.

I giallorosa sono convinti che Renzi non riesca più a tenere i suoi parlamentari. E dal Pd teorizzano: “Se non si chiude su Conte, un altro governo politico non è possibile e allora lui cosa otterrebbe, un governo tecnico? E per farci cosa?”. Mentre da ambienti di Palazzo Chigi, dove l’avvocato ha ordinato tattico silenzio, sussurrano ottimismo. Sta trattando davvero, è la convinzione. Ma non può essere così liscia. Perché il fu rottamatore, ha invertito l’ordine usuale del gioco, anteponendo la definizione della squadra di governo al patto ufficiale sul nome del premier. Seguito dagli altri: Pd, M5S, Iv e LeU stanno cercando una quadra che soddisfi tutti per riconfermare Conte. Fonti vicine a Renzi in serata rimarcano che “si è ancora molto lontani dal Conte ter”. Anche se lui stesso sostiene di voler chiudere. Oggi riunirà i gruppi. Non è secondario che quasi tutti, da Luigi Marattin a Ettore Rosato, siano per insistere su Conte.

Però al tavolo sul cosiddetto programma i suoi chiedono a gran voce il Mes, eresia per i grillini. Tradotto, si cammina sempre su una lastra di ghiaccio. Per questo i big dell’ex maggioranza passano il lunedì al telefono. A guidare il gioco per i dem è Dario Franceschini, per il Movimento il reggente Vito Crimi (per il nervosismo di alcuni grillini) mentre l’emissario di Renzi è Rosato. Ma tanto a porre veti e a chiedere di far rotolare teste è lui, il fu rottamatore. E il primo bersaglio è Bonafede, ai suoi occhi il ministro della prescrizione. Ma l’elenco di Renzi continua con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico e con quello del’Anpal, Domenico Parisi, nominati dal M5S. Poi c’è il commissario all’emergenza vicino a Conte, Domenico Arcuri. Oltre al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (blindato però dal Colle).Ma i 5Stelle fanno subito muro su Bonafede. “Resta alla Giustizia” scandisce Crimi, che dichiara subito intoccabili tutti i ministri del Movimento. È la sua linea da settimane per incassare il più possibile, e la ripropone assieme a un veto: “La Boschi non può far parte del prossimo governo”. È la contromossa per arginare l’assalto a Bonafede. Ed è il punto più stretto della trattativa, durante cui Iv spara alto: le Infrastrutture per la Boschi, l’Interno per Rosato e almeno un altro ministero. Chiedono il ritorno di Teresa Bellanova all’Agricoltura, i renziani, ma a entrare, invece, dovrebbe essere Luigi Marattin. E ci sarebbe il rientro pure di Elena Bonetti, in posizione da definire. I grillini invece hanno discusso per giorni di caselle con il Pd, e quindi qualche incastro con i dem è già definito. Ergo, Andrea Orlando potrebbe sostituire all’Ambiente il 5Stelle Sergio Costa. Ma punta a un posto da sottosegretario a Palazzo Chigi per la gestione del Recovery Fund. La dem Paola De Micheli potrebbe tenere la delega ai Trasporti, se non andrà a un grillino (Stefano Buffagni). Mentre la grillina Nunzia Catalfo potrebbe lasciare il Lavoro a Debora Serracchiani (Pd). E la Giustizia? “Bonafede” ripetono dal M5S, anche se pure il Pd accoglierebbe volentieri almeno un tecnico (Paola Severino).Non è facile la partita. Anche perché lo stesso Bonafede, raccontano, non ha voglia di cambiare ministero. Senza la Giustizia sarebbe pronto anche a tornare deputato semplice. “Ma se resta Conte come fanno i 5Stelle a tenere anche Bonafede?” si chiedono vari giallorosa. È un dubbio che hanno anche alcuni grillini. Secondo cui alla fine il sacrificio sarà inevitabile. E poi ci sarebbe sempre Conte, che chiede una promozione per il fedelissimo Mario Turco, ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Potrebbe andare al ministero del Sud, al posto del dem Giuseppe Provenzano. Ma bisogna sbrigarsi. Oggi pomeriggio Fico torna al Colle. E un nome lo dovrà fare.

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6 replies

  1. I 5S continuano a non fare i conti con la base che non approverà mai questo scempio e spero che anche il presidente Conte mandi tutti a quel paese!

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    • Gigino sa che non ha piu base,
      Ad eccezione dei soliti adoratori del niente, la maggioranza degli iscritti non accetterebbe mai un compromesso suicida con il bomba.

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  2. Ma QUESTO deve scegliere i ministri e porre VETI?
    Non posso sopportarlo.
    Giuro, non riesco a fare alcun ragionamento su questo che è il VERO MERCATO DELLE VACCHE, altro che reclutare i responsabili. Spero che Conte e Mattarella ci riservino delle sorprese, perché, dico, non dovrebbe essere il PDC a scegliere, almeno sulla carta, i ministri?
    BUTTATE FUORI IL SERPENTE! FUORIIIII!!!
    Non ci si può ridurre a tappetino di questo traditore, opportunista e narcisista di m. 🤬🤬🤬
    La DIGNITÀ non ha prezzo…e se si pensa così di tenere buono lo scorpione nelle mutande, si sbaglia di grosso, quello si arrampica e punge ancora DI PIÙ!

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  3. Pensano prima a un programma?bene,si rinunci pure a Bonafede ma non a tutte le riforme sulla giustizia che i 5S stanno portando avanti ,poi vediamo chi bara o bleffa

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