La fine di Conte e il verdetto delle urne

(Tommaso Merlo) – Ore decisive per Giuseppe Conte e per quello che rimane del 4 marzo. Poco meno di tre anni che sembrano trenta. Chi ha distrutto l’Italia non solo non molla, ma vuole farla pagare a chi ha osato ribellarsi. Poveri illusi. Il verdetto finale spetterà ai cittadini che nelle urne valuteranno non solo quanto fatto da Conte e dal suo governo, ma anche come e perché è stato fatto fuori. Questa crisi scellerata si ritorcerà contro chi l’ha scatenata e contro chi la sta assecondando per bramosia di potere. Se Conte fosse stato un premier vecchio stampo ci sarebbe creata una fila sterminata di fantomatici costruttori. Soprattutto visto che grazie al taglio dei parlamentari in molti sono all’ultimo giro di giostra. Ed invece non saltano fuori. Avranno fatto i loro calcoli. Tipo che a causa della pandemia e la difficoltà di andare al voto sperano in una ammucchiata che gli permetterà d’intascarsi comunque il mega stipendio per altri due anni e nel frattempo d’intrallazzare per riposizionarsi a dovere. Oppure di mega stipendi se ne sono intascati talmente tanti che due anni in più o in meno non fanno differenza e prevale in loro il risentimento verso Conte e quello che rimane del 4 marzo a cui attribuiscono la responsabilità della fine della vecchia partitocrazia da cui provengono e quindi del loro tramonto. Il proprio ego prima di tutto. Quello che insospettisce in queste ore è il silenzio del renzismo dopo mesi logorroici di futili polemiche mezzo stampa. Qualcosa sta succedendo dietro le quinte. Il renzismo è del resto in un vicolo cieco. A destra non lo vogliono, il centro non esiste e se si andasse al voto quel poco che ne resta scomparirebbe per sempre. Sembra incredibile che parlamentari eletti nelle file del Pd e confluiti in Italia Defunta siano disposti a seguire il loro guru in un suicidio di massa. E questo in un momento così drammatico per il paese e per capricci politicamente o pretestuosi come il Mes oppure che Conte ha già risolto come la baggianata della delega ai servizi o le modifiche del Recovery. O i discepoli renziani sperano anche loro in qualche ammucchiata obbligata dalla situazione oppure sperano che Conte alla lunga si arrenda inginocchiandosi al loro cospetto col cappello in mano. Potranno così dichiararsi i vincitori dallo sconcio duello e sperare finalmente di schiodarsi dal loro granitico 2%. Il proprio ego prima di tutto. Vecchia politica allo stato puro. Durante tutta la crisi i discepoli renziani e il loro guru hanno attaccato Conte, Bonafede e tutto il Movimento, ma non il Pd a cui speravano di staccare altri pezzi. A conferma di come il vero movente di questa crisi scellerata sia sbarazzarsi di Conte e di quello che rimane del 4 marzo. Una tornata elettorale storica in cui i cittadini italiani hanno chiesto a gran voce un cambiamento radicale dopo decenni di degrado. Un cambiamento ovviamente indigesto alla vecchia politica del tutto incapace di ammettere le proprie colpe e i propri fallimenti. Il proprio ego prima di tutto. Conte al debutto si definì orgogliosamente populista ma nel senso buono del termine e cioè espressione di una politica al servizio del popolo e non più di se stessa e dei loro amichetti delle lobby. Una politica che si desse una ripulita e riportasse l’Italia in linea con le democrazie più avanzate. Quelle istanze di cambiamento sono state tradite pezzo per pezzo. Prima dalla Lega acciecata dai pieni poteri. Poi dai voltagabbana acciecati da se stessi. Poi dal renzismo acciecato di rivalse. Il proprio ego prima di tutto. Poveri illusi. Il verdetto finale spetterà ai cittadini che nelle urne valuteranno non solo quanto fatto da Giuseppe Conte e dal suo governo, ma anche come e perché è stato fatto fuori. Questa crisi scellerata si ritorcerà contro chi l’ha scatenata e contro chi la sta assecondando per bramosia di potere. I palazzi e gli intrighi possono rallentare il cambiamento, ma non lo possono fermare.

10 replies

  1. Qualche sera fa non ricordo chi, ma ricordo che era una donna, disse che Conte di era definito populista e sovranista. Io ricordo che disse qualcosa di simile a quanto riporta Merlo “Conte al debutto si definì orgogliosamente populista ma nel senso buono del termine e cioè espressione di una politica al servizio del popolo e non più di se stessa e dei loro amichetti delle lobby” e non ricordo che abbia nominato il sovranismo.

    Proprio vero che qualunque cosa tu dica, sarà usata contro di te… con l’aggiunta di qualcosa che non hai detto.

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  2. Sarà che per natura vedo il bicchiere sempre mezzo vuoto, ma la speranza di Merlo che gli Italiani voteranno pensando a chi ha provocato questa crisi e a chi pensa ai voti invece che al COVID mi sembra ingiustificata. Guardate cosa succede in Lombardia: persino la Sicilia non si è coperta tanto di tragico ridicolo. Avete visto milanesi in piazza a chiedere dimissioni a quegli insensati? Giunte notizie di scioperi di protesta per le morti ingiuste di tante persone ? Niente. E un Italiano su quattro vorrebbe vedere il Cazzaro al governo. Per non parlare di quell’altra sgallettata e di quel che resta del pregiudicato milionario. Se i miracoli possono ripetersi, si può anche essere ottimisti

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    • @Bugsyn
      Caro Bugsyn, temo che il tuo pessimismo sia più che giustificato.
      La falsificazione, l’occultamento e la distorsione delle notizie, unite ad una martellante
      propaganda a senso unico, ci hanno portato ad un vero e proprio “sequestro di democrazia”
      i cui nefasti effetti possiamo toccare con mano proprio in questi giorni.
      Per essere ottimisti bisogna credere nei miracoli.

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    • Nemmeno io credo nel riscatto dell’italiano alle urne, memoria cortissima. Figuriamoci che gli e ne frega all’italiano medio della responsabilità della crisi. Di certo non voteranno Renzie, ma perché già lo odiano, non per la crisi.
      Ad ogni modo, ma quali elezioni???

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    • Centinaia . È questo il dramma. Centinaia, non almeno migliaia. Nel silenzio totale di associazioni, sindacati, Assolombarda e, ovviamente, i media compatti e zitti. Io mi chiedo cosa deve fare ancora Fontana per essere cacciato sotto una pioggia di monetine, come ai bei tempi di Tangentopoli. Ma ora sembra che tutti convivano tranquillamente con incapacità e corruzione, esorcizzando i cattivi pensieri con un liberatorio “Conte a casa”. Eh sì questo strano essere che antepone con l’esempio e non solo a parole gli interessi del paese ai suoi e per di più è trasparente e onesto. Mah!

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  3. Le previsioni di crescita per l’Italia secondo il Fondo Monetario erano del 6,5, con l’avvento dei distruttori sono scese di colpo a 3. Intanto la Merkel ,che era stata convinta da Conte al prestito di 209 miliardi, ha già cominciato a dire che il governo italiano è precario e non merita tanti soldi. Complimenti! Avevamo raggiunto, grazie a Conte, risultati straordinari. Ora tutto in poco tempo sarà distrutto, compresi l’immagine e il prestigio dell’Italia all’estero. L’immagine di Salvini e di Berlusconi in Ue ve li raccomando!

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