I numeri degli italiani vaccinati non tornano

(Maurizio Belpietro – La Verità) – Fino all’altro giorno il governo si pavoneggiava mostrando le classifiche in cui l’Italia stava ai primi posti nelle vaccinazioni anti Covid. In realtà, come si è capito dopo che Pzifer ha annunciato la riduzione delle forniture, non c’era alcuna ragione per vantarsi, in quanto i numeri portati ad esempio non significavano nulla.

Il successo italiano di cui Giuseppe Conte e compagni andavano fieri è infatti costruito sul niente, anzi su un grande equivoco, e per rendersene conto è sufficiente controllare numeri e percentuali pubblicati sul sito del ministero della Salute.

La cifra ufficiale dei vaccinati ieri risultava di poco inferiore a 1,4 milioni di persone e questo, secondo la narrazione dell’esecutivo, ci dovrebbe collocare ai vertici della campagna vaccinale europea contro il coronavirus. Tutto bene, dunque? Non proprio, perché il risvolto della percentuale resa nota dal ministero è costituito dal numero di persone che sono state sottoposte alla seconda inoculazione.

Come è noto, il vaccino Pfizer richiede due iniezioni, la seconda delle quali a una ventina di giorni dalla prima perché, come ha chiarito il presidente dell’Agenzia Italiana del farmaco, il virologo Giorgio Palù, altrimenti la copertura del vaccino non è assicurata.

Chiarito questo, occorre dunque domandarsi quanti siano gli italiani che possono essere realmente considerati immuni al Covid in quanto vaccinati. La risposta, anche in questo caso, sta sul sito del ministero della Salute ma è assai meno pubblicizzata del numero di italiani vaccinati a metà: poco meno di 94.000 persone, che, in termini percentuali, significa lo 0,15% circa della popolazione. In pratica, allo stato attuale, a fronte di un italiano vaccinato ce ne sono 637 che sperano di esserlo.

Considerato che il risultato conseguito è stato raggiunto dopo circa un mese di campagna vaccinale (le prime fiale come è noto sono arrivate in Italia il 27 dicembre), di questo passo, per completare il piano e ottenere l’immunità di gregge fra le persone, saranno necessari 53 anni.

Il calcolo è semplice: se in un mese siamo riusciti a vaccinare in modo definitivo una sola persona su 638, significa che ne renderemo immuni 12 l’anno e per raggiungere il 100% dei 637 che restano servono 53 anni. Se poi invece abbiamo intenzione di accontentarci di un’immunità di gregge al 70%, vale a dire che ci si accontenta di vaccinare il 70% della popolazione, beh, allora in questo caso in 37 anni dovremmo farcela.

Lo so che vi ho stordito di percentuali e che le mie ipotesi appaiono assurde e probabilmente lo sono, ma semplicemente mi sono limitato a fare qualche calcolo e la mia non è ideologia, ma aritmetica. Siccome sono stanco di sentire promesse assurde e anche proclami roboanti, ho deciso di smontare le tesi di alcuni nostri politici, i quali assicuravano fino a ieri che entro l’autunno tutti gli italiani o quasi sarebbero stati vaccinati.

Ecco, tutto ciò non corrisponde al vero, in quanto per immunizzare il 70% dei cittadini sarebbe necessario inoculare ogni giorno il farmaco a più di 150.000 persone. Anche qui non si tratta di opinioni, ma di divisioni.

Gli italiani sono 60 milioni e il 70% corrisponde a 42 milioni. Da qui a fine ottobre ci sono circa 270 giorni, e 42 milioni divisi per i prossimi nove mesi dà come risultato 155.000 circa. In pratica, entro il 31 ottobre, sabati, domeniche, Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, primo maggio e Ferragosto, cioè ogni giorno che Dio manda in terra, negli ospedali si dovrebbero vaccinare 155.000 persone.

Ora, fate conto che nelle scorse settimane, quando il governo spingeva perché le inoculazioni fossero fatte alla velocità di Speedy Gonzalez, al massimo si è toccata quota 80.000 e che sabato invece si è scesi a 27.000. Dunque, bastano due semplici conti per capire che i numeri promessi dal governo al momento non sono credibili.

Di questo passo, al massimo sarà possibile vaccinare 14 milioni di persone, ma senza saltare un giorno, cioè cancellando le vacanze e immaginando che i centri vaccinali funzionino a pieno ritmo.

Occhio poi, questi sono conti fatti immaginando una sola iniezione. Ma siccome il vaccino della Pfizer ne richiede due, le cose si complicano e i numeri pure. Questi conti della serva, che evidentemente i nostri politici non sono in grado di fare perché altrimenti non racconterebbero quotidianamente balle, non tengono poi conto dei presunti tagli alle forniture di Pfizer, perché se ci mettiamo anche quelli i tempi si allungano.

In breve, si capisce perché ieri Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, ha messo le mani avanti, dicendo che per l’immunità di gregge servirà qualche mese di più. Il problema è che quella di Boccia è una mezza verità, in quanto di questo passo non serviranno due o tre mesi in più, ma alcune decine di anni. A meno che San Giuseppi faccia un miracolo, moltiplicando siringhe e vaccini. Ma visto che non gli riesce di moltiplicare neppure i senatori della maggioranza, qualche dubbio ce l’ho.

5 replies

  1. 150.000 persone in 20 regioni e in quanti punti di inoculazione?
    se li calcoliamo su base regionale, fanno 7500 per ognuna
    se li calcoliamo su base provinciale, che sono 107, sono 1400 a provincia
    e in 10 ore fanno 140/ora, ma questo se ci fosse un solo punto di inoculazione
    facendo, a spanne, 10 punti per regione sono 14/ora
    intendersi, è un lavorone per nulla facile, anche solo a livello gestione appuntamenti
    ma il MB non ha ancora capito che il problema è avere i vaccini, non farli.
    e il vanto del governo è di fare quelli che ha, non quelli che vorrebbe avere.
    si preoccupasse dei suoi attentati fasulli.

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  2. Nella sua cieca malafede, il sopravvissuto all’attentato fantasma dimentica che l’efficacia della vaccinazione si raggiunge solo un’ulteriore settimana dopo il richiamo che, come correttamente riportato, deve essere effettuato tre settimane dopo la prima vaccinazione. In totale quindi, ci vuole un mese per sviluppare l’immunità (al 95%), pertanto, essendo la campagna vaccinale iniziata il 27 dicembre, i primi vaccinati stanno iniziando a sviluppare l’immunità proprio in questi giorni, per cui, facendo i conti della serva citati da Belpietro, probabilmente gli unici che è in grado di fare (e anche male, a dispetto della definizione che invece gli calza a pennello), secondo il suo stesso ragionamento non ci dovrebbero volere solo alcune decine, ma svariate migliaia di anni. Ma forse una sparata di questo livello era troppo anche per lui.

    Dato l’incipit dell’articolo, “il governo si pavoneggiava mostrando le classifiche in cui l’Italia stava ai primi posti” (ricostruzione alquanto fantasiosa, più corretto sarebbe dire che rispondeva alle ingiuste critiche dimostrandone, dati alla mano, la totale infondatezza), alla luce di questa nuova interpretazione dei dati pareva scontato il successivo confronto con gli altri Paesi, per onestà intellettuale evidentemente soggetti allo stesso ricalcolo (e non si vede come potrebbe essere altrimenti, a meno di non ipotizzare che gli anticorpi di pura razza ariana funzionino diversamente da quelli normali), ma il Ridge del giornalismo de noantri ha accuratamente evitato questa parte, forse per non smerdarsi da solo ammettendo che, dato che nessuno degli elementi (peraltro tutti già noti e stranoti) da lui portati alla pubblica attenzione vale solo per qualcuno, la citata classifica non cambierebbe di un millimetro, di fatto autosmentendosi nello stesso articolo.

    Come in ogni romanzo giallo da collana economica che si rispetti, il colpevole è indicato alla fine, quel San Giuseppi che ha il grave torto di non fare miracoli (mica come San Matteo, per dire).
    Che Belpietro sia un paraculo col culo in faccia, è cosa arcinota, ma di certo non è talmente scemo da non esserci arrivato da solo, o tocca davvero credere che non ci abbia pensato, al fatto che la stessa cosa vale per l’Italia come per tutti gli altri? Una cosa del genere non è davvero credibile, nemmeno per il suo più feroce detrattore. Io mi domando (retoricamente): ma chi lo legge, non si accorge che costui tratta il proprio pubblico come se fossero tutti degli emeriti imbecilli? Se Travaglio scrivesse un articolo così, i primi a riempirlo di pernacchie (ad essere buoni) sarebbero i suoi stessi lettori; evidentemente, per leggere la Pravda sono richiesti stomaco forte e cervello bollito, forse sarebbe opportuno aggiungere un disclaimer accanto al titolo, che avvisi che questa testata si rivolge esclusivamente ad una fascia protetta.

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  3. MA QUANTA MALAFEDE DA PARTE DI QUESTO BASTARDO.
    Ci ritroviamo sempre al vertice in Europa e la cosa lo infastidisce.
    Ha sparato dei numeri ad catsum.
    Stiamo rallentando per mancato rifornimento di dosi, ma riguarda tutti i paesi destinatari.

    CALCOLO SEMPLICE:
    IN UN MESE INOCULATE 1,5 MILIONI DI DOSI
    POPOLAZIONE ITALIANA 60 MILIONI PERSONE
    VACCINATE TUTTE CON PFIZER BIONTECH
    60 X 2 DOSI = 120 MILIONI DI SOMMINISTRAZIONI
    120 MILIONI / 1,5 = 80 MESI

    Ma naturalmente avverrà tutto prima con l’aumento di vaccini provenienti da altre società farmaceutiche.
    Astrazeneca per esempio richiede una sola dose ma soprattutto è più maneggia ile, fermandosi a -20°C invece dei -80° di Pfizer.
    Verranno assunti altri infermieri addetti alla somministrazione, verranno utilizzati quelli militari, dei laboratori di analisi anche privati, i medici di base. Partiranno con i gazebo petalosi in punti di facile accesso etc.

    Belpietro sei la solita💩💩💩💩

    SITO UFFICIALE GOVERNATIVO DI TRACCIAMENTO DELLA CAMPAGNA VACCINALE :

    https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/

    Togliete il patentino da giornalista a questo venduto lecchino sfascista e razzista.
    Posso portare avanti un servizio pubblico di informazione al suo posto in maniera chiara, trasparente e intellettualmente onesta.

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