Giustizia, gli occhi puntati dell’Europa. Ecco la “relazione”

(di Antonella Mascali – Il Fatto Quotidiano) – La relazione di Alfonso Bonafede in Parlamento sarà la prima risposta istituzionale dell’Italia all’Europa che, ora più che mai, ci punta i riflettori in faccia per sapere cosa vogliamo fare per la Giustizia in modo da farla funzionare. Mercoledì prossimo, il ministro parlerà quasi esclusivamente su come pensa di spendere i 2 miliardi e 750 milioni che verranno dal Recovery Plan per affrontare l’atavica lentezza dei processi: maggiore informatizzazione, e finalmente, un reale corso di aggiornamento per il personale amministrativo, ma soprattutto nuove assunzioni, 16 mila, sia pure a tempo determinato, con l’obiettivo di sollevare i magistrati dagli arretrati e farli concentrare su indagini, processi e sentenze attuali. Quindi, possono tranquillizzarsi Matteo Renzi, o Sandra Lonardo, attanagliata dai dubbi se votare una relazione del ministro “giustizialista”. E chissà se quei dubbi, a Lonardo, le siano venuti per il riemergere di brutti ricordi: il suo arresto avvenuto nel gennaio 2008 proprio nel giorno della relazione del ministro della Giustizia, suo marito Clemente Mastella, che si dimise e fece cadere il governo Prodi.

Il ministro Bonafede non ha ancora completato la relazione, ma da quanto ci risulta, non parlerà di questioni rognosissime più che mai, data la crisi politica, come la prescrizione, un esempio non a caso. Le relazioni, d’altronde, si occupano dell’anno appena passato e del corrente. Quel che è certo è che Bonafede vuole dettagliare quanto ha in testa per accorciare i tempi infiniti della Giustizia, che hanno sempre pesato su mancati investimenti stranieri in Italia. La maggior parte dei soldi, 2 miliardi e 300 milioni, serviranno per costituire “l’ufficio del processo” che, nelle intenzioni del ministro, deve servire per accelerare e snellire i processi. In che modo? Ci saranno, a partire dalla seconda metà del 2021, 16 mila assunzioni complessive, 8 mila per volta, a tempo determinato (in alcuni casi per un massimo di 3 anni, rinnovabile solo una volta) come addetti all’ufficio per il processo. I magistrati onorari “aggregati” saranno 2 mila: mille per due anni e poi altri mille per altri due anni, che avranno il compito di redigere le sentenze dei tribunali civili. Inoltre, sono previsti 100 magistrati onorari ausiliari alla sezione tributaria della Cassazione, 50 per ciascun ciclo previsto, per smaltire l’arretrato della sezione in sofferenza: c’è una pendenza, secondo l’ultimo dato del 2019 di 52.540 procedimenti.

Con che criteri verranno distribuiti questi “rinforzi”? Ci sarà un decreto del ministro della Giustizia che individuerà le esigenze di tribunali e Corti d’appello sulla base della mole di arretrato e di conseguenza verranno stabiliti, per ciascun ufficio del processo, quanti addetti dovrà avere.

E passiamo al personale tecnico-informatico, ma anche a ingegneri, architetti o esperti in organizzazione che, secondo il ministro, devono entrare nei palazzi di giustizia per collaborare con i magistrati ai vertici degli uffici giudiziari, che così possono concentrarsi principalmente sull’attività giurisdizionale. Previste in questo campo 4.200 assunzioni con un contratto a ciclo unico, cioè non rinnovabile. Fin qui, le linee generali. Venendo a qualche dettaglio ulteriore: chi farà parte dell’ufficio del processo deve predisporre, per esempio, bozze dei provvedimenti e per quanto riguarda il processo civile collabora alla raccolta della prova dichiarativa. Guardando a esperienze anglosassoni, si è stimato che queste figure potrebbero incidere fino al 20% sull’accelerazione dei tempi dei processi, perché sgravano molto il lavoro dei magistrati sommersi da fascicoli. Prevista una selezione “celere”, principalmente tra giovani laureati che collaboreranno con i magistrati. Per quanto riguarda i magistrati onorari aggregati all’ufficio del processo, i mille assunti per 3 anni, prorogabili solo una volta, andranno nei tribunali civili con più arretrato. Dovranno avere già ampia esperienza alle spalle perché dovranno essere in grado di collaborare con i magistrati sia nella decisione sia nella redazione delle sentenze. E così si investiranno, secondo le previsioni, 2 miliardi e 300 milioni. E i restanti 450 milioni del Recovery Plan? Saranno destinati all’edilizia giudiziaria.

13 replies

  1. MERCOLEDì 27 GENNAIO I NEMICI DI CONTE TENTERANNO DI ABBATTERLO VOTANDO CONTRO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA DI BONAFEDE E CONTRO L’ABOLIZIONE DELLA PRESCRIZIONE DOPO LA SENTENZA DI 1° GRADO.
    Viviana Vivarelli
    La prescrizione italiana era una anomalia nel diritto processuale europeo. Negli altri paesi quasi tutti i reati sono imprescrittibili salvo la Grecia. La prescrizione è stata voluta da Berlusconi e poi dimezzata da Renzi per bloccare il numero più alto di processi possibili e mandare liberi i politici, i colletti bianchi e i pIù ricchi, incriminati per pesanti reati, mentre Renzi ci ha aggiunto l’abolizione del carcere per reati fino a 5 anni di pena.
    Il risultato è stato il blocco di centinaia di migliaia di processi che hanno lasciato senza giustizia un numero enorme di vittime, mentre gli avvocati della difesa (l’Italia ha il maggior numero di avvocati del mondo) hanno lavorato non per dimostrare l’innocenza dei loro assistiti ma per allungare al massimo i processi fino allo scadere dei termini. Altri allungamenti sono derivati dal basso numero di operatori giudiziari con numeri eccessivi di cause sulla testa di pochi Magistrati, per cui Bonafede ha chiesto 3 miliardi per la Giustizia anche per nuove assunzioni. In contemporanea la dx ha chiuso molti tribunali e continua a chiedere l’abolizione delle intercettazioni che spesso sono la prova principale dei reati, come vuole indebolire la Magistratura con la separazione delle carriere in Magistratura, secondo quanto programmato dalla P2 di Licio Gelli, che voleva un sistema alla francese per cui il Ministro degli Interni comanda la polizia e decide quali processi fare e quali no.
    Da molti anni, e da molte parti, viene rivolta all’Italia l’accusa di avere un sistema che ammazza i processi unico in Europa, se non nel mondo. Non esiste in nessun luogo una giustizia che fa decorrere la prescrizione anche dopo la sentenza di 1° grado.
    Il risultato di questo svuotamento della giustizia da parte di Forza Italia, Lega e Pd renzista è un gigantesco numero di colpevoli a piede libero che restano impuniti.
    Il M5S ha reso punto importante del suo programma l’abolizione della prescrizione dopo la prima sentenza per ristabilire la certezza della pena e Bonafede ha strappato un anno fa alla Lega una riforma del processo penale che vorrebbe ora completare per rendere i processi più agili e veloci. Ma mercoledì tutto sarà rimesso in discussione.
    Solo chi ha scheletri nell’armadio vuole la prescrizione, cioè l’interruzione del processo, perché non può provare la sua innocenza.
    Negli Stati uniti non solo non c’è la prescrizione ma dopo la prima sentenza il processo si chiude e non esiste appello, salvo che non emergano, in casi rarissimi, prove tali da rovesciare l’esito del processo.
    In nessun Paese del mondo ci sono 3 gradi di giudizio. Tutto il sistema processuale e penale italiano è stato deturpato dai più ricchi per evitare il carcere, fregandosene delle vittime.
    Con la riforma di Bonafede l’unica data di scadenza per perseguire un reato è quella calcolata dal momento in cui il reato è stato commesso, con possibilità di estensione molto limitate e la prescrizione cade dopo la sentenza di 1° grado. Mi dite che senso ha senso estinguere per prescrizione durante il grado di appello un processo già in corso in cui le prove sono già state acquisite?
    Negli altri Paesi europei la prescrizione viene intesa in modo diverso e riguarda il tempo entro cui si può ‘denunciare’ un reato (non esiste per es. per strage o reati gravissimi) ma essa si interrompe appena inizia il processo.
    Secondo la riforma Bonafede, dal 1°gennaio 2020 la prescrizione si è fermata dopo la sentenza di 1° grado: è saltata l’estinzione per eccesso di durata in appello e in Cassazione.
    Dal 1° gennaio 2020, 30mila processi penali sono rimasti aperti e non sono stati bloccati. Ma la riforma di Bonafede prevede anche varie leggi per accorciare la durata dei processi, anche se, secondo me, basterebbe già eliminare un grado di giudizio.
    In Italia, secondo i dati del ministero della Giustizia, il 62% dei processi penali non arriva in aula, ossia cade in prescrizione durante lo svolgimento delle indagini.
    Il tempo medio di un processo è di 4 anni. Ma gli imputati più ricchi pagano gli avvocati migliori o li mettono addirittura in Parlamento (vedi Ghedini) per far allungare i tempi fino alla prescrizione. Senza la prescrizione il processo si accorcia naturalmente perché l’accusato ha meno interesse a farlo durare il più possibile, ci rimette e basta.
    Nel 2017 ci sono state 125.659 sentenze di prescrizione,
    L’anno peggiore è stato il 2009, con 155.642 processiinterrotti per prescrizione. Più di metà delle prescrizioni avvengono nella fase di indagine e per il 22% dopo il rinvio a giudizio, ma prima della sentenza di 1° grado. In questo modo in 10 anni sono stati bruciati un milione e mezzo di processi. In Italia potente uguale a impunito.
    Vi rendete conto che a causa della prescrizione nel Paese più corrotto d’Europa, sono finite in carcere solo 168 persone?
    Il reato c’è, l’imputato lo ha commesso, si sono le prove ma il processo è durato troppo, per cui il colpevole ha diritto di restare impunito. Ma vi sembra normale??
    La scappatoia legale ha premiato soprattutto gli imputati eccellenti e i colletti bianchi. E ha negato giustizia al popolo delle vittime dei reati, provocando pure danni alle casse dello Stato non solo per i costi delle cause ma anche perché le somme sequestrate agli imputati in fase di indagine perché ritenute provento della corruzione o concussione, una volta dichiarato prescritto il reato, devono essere restituite.
    E così, grazie alle leggi-vergogna sulla prescrizione, le tante caste, cricche, logge o lobby della politica e dell’economia hanno continuato a rubare. Mentre sono rimasti senza giustizia i cittadini danneggiati da truffe, raggiri finanziari, evasioni fiscali o previdenziali, corruzioni, appalti truccati, scandali sanitari, omicidi colposi, traffici di rifiuti pericolosi, disastri ambientali, morti sul lavoro, violenze in famiglia, perfino abusi sui bambini.
    Davigo ha detto: “L’Italia è l’unico Paese del mondo in cui la prescrizione continua a decorrere per tutti e 3 i gradi di giudizio.
    All’estero il conteggio si ferma con il rinvio a giudizio o al massimo con la sentenza di 1° grado, dopo di che non si prescrive più niente. Da noi invece il colpevole può farla franca anche se è già stato condannato in 1° e 2° grado e perfino se è l’unico a fare ricorso, quindi è proprio lui ad allungare la durata del processo. Quando proviamo a spiegarlo ai magistrati stranieri, non riescono a capacitarsene: “Che senso ha?”».
    PRESCRIZIONI ECCELLENTI:
    Il massacro di Genova
    la strage di Viareggio
    i processi di Berlusconi
    il caso Cirio
    processo ThyssenKrupp
    processo Eternit
    processo Antonveneta…
    ….

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    • @vivina.v
      se proprio non si riesce a fare una legge sul conflitto di interesse e/o una legge per regolamentare l’editoria;
      almeno si può introdurre l’obbligo di indicare sulle prime pagine della “carta stampata”, con caratteri leggibili senza l’uso della lente di ingrandimento…, i nomi – e sottolineo i nomi non le società.. – dei proprietari delle “testate giornalistiche”.
      così che, quantomeno, i lettori possono farsi una minima idea di chi, di come e del perché vengono pubblicati certi articoli vergognosi se non peggio criminogeni…?
      chiedi tu, viviana, di fare almeno ciò, ai tetrapoltronari destrorsi (usurpatori e traditori?) che tanto amano andare in giro con abiti gessati e annessa cravatta, auto blu con autista incorporato e scorta alabardata?

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  2. E SE ANDIAMO AL VOTO E VINCE LA DESTRA ?? – Viviana Vivarelli.

    I nemici del governo Conte si mettano l’animo in pace. Per quanto possano manipolare i sondaggi e dare per perdente chi non lo è e per quanto posseggano quasi tutti i media per fare il lavaggio del cervello a forza di calunnie e falsità agli elettori, e per quanto nel Parlamento si abbiano dei numeri che non rispecchiano più da tempo i risultati del 2018, il Parlamento, al momento, e pure il Paese non presentano una maggioranza di coalizione che superi il 51% nemmeno a destra.
    Il M5S ha perso 26 membri. Il gruppo misto è il terzo gruppo numerico in Parlamento con un futuro ignoto. Il Pd è diviso al suo interno. Italia Viva è divisa. Berlusconi perde i pezzi. Salvini è in calo e Meloni, oltre che urlare “Al voto! Al voto”, non ha uno straccio di programma da mostrare, mentre le Regioni a guida leghista sulla pandemia, sulla scuola e sulla corruzione interna, presentano il peggio del peggio e, nemmeno col fallimento della lotta alla pandemia per le chiusure degli ospedali privati, hanno abbandonato le loro micidiali privatizzazioni.
    Far cadere il governo ora non risolverebbe nulla e si riproporrebbero gli stessi problemi numerici. Ma sarebbe una botta mortale per gli Italiani perché dichiarerebbe al mondo quanto siamo precari e privi di una maggioranza stabile, e questo fa molto male, fa crescere lo spread e dunque i tassi che paghiamo sul debito, ci fa declassare dalle agenzie di rating, non fa vendere i nostri titoli di stato, allontana gli investitori esteri e mette a rischio i 209 miliardi promessi perché una vittoria, per quanto risicata della destra, ci farebbe scadere ai livelli della malvista Ungheria di Orban.
    In Europa ci sono due destre:

    -una sofisticata del sistema bancario, dei grandi speculatori della Borsa, dei ricchi evasori fiscali (è stato adi nuovo rifiutato in Ue il tentativo di attaccare i paradisi fiscali) ed è quella di Renzi e dei suoi sponsor, delle banche, dei corrotti di lusso, di quelli che pensano all’Italia come a un bottino da spartirsi come si sono spartiti la Grecia con Draghi (vd accanimento sul MES)

    -e l’altra populista, sovranista, euroscettica, decisamente fascista, misogina, omofoba, razzista, che ha votato contro la Von der Layen e che raccatta la parte più ignorante, asinina, semianalfabeta del Paese e, in Italia, raccatta i voti delle tre mafie. Questa vuole uscire dall’Europa.

    Queste due destre possono concordare su alcuni punti, come il ripristino della prescrizione, i condoni fiscali o edilizi, le aministie a pioggia, le mazzette delle lobby, la privatizzazione a 360° dei servizi pubblici, l’abolizione del reddito minimo di cittadinanza e di ogni aiuto sociale, ma nella politica estera queste due destre non combaciano affatto.
    La destra leghista ci vuole portare fuori dall’Europa, cosa su cui un tempo potevo essere d’accordo, ma non oggi, non con quanto ha ottenuto Conte, non con la Von der Layen che non somiglia affatto a Juncker, non con una Europa che mi aiuta a risorgere e che ha sospeso le regole dell’austerità e del fiscal compact.
    L’altra destra, quella di Renzi, in Europa vuole continuare a starci ma obbedendo ‘ac perinde cadaver’ alla parte peggiore e più predatoria della Troika, alle micidiali banche d’affari statunitensi che ordinano che si limiti la troppa democrazia della Costituzione italiana, alla Merkel o a Macron che vogliono pezzi del nostro Paese, alla massoneria occidentale, alle multinazionali assassine.

    Come queste due destre possano stare insieme ce lo devono spiegare Paragone, Borghi o Giorgetti (inutile chiederlo al magnone dei selfie o alla pescivendola), perché io non lo capisco proprio.
    Salvini ha chiesto un’Italia commissariata da Draghi. Dove stia di casa una richiesta così qualcuno me lo deve spiegare. Vogliono uscire dall’Europa e poi propongono a una massima carica Mario Draghi, l’iperliberista più europeista di tutti !!? È da manicomio!!

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    • @vivina.v
      se proprio non si riesce a fare una legge sul conflitto di interesse e/o una legge per regolamentare l’editoria;
      almeno si può introdurre l’obbligo di indicare sulle prime pagine della “carta stampata”, con caratteri leggibili senza l’uso della lente di ingrandimento…, i nomi – e sottolineo i nomi non le società.. – dei proprietari delle “testate giornalistiche”.
      così che, quantomeno, i lettori possono farsi una minima idea di chi, di come e del perché vengono pubblicati certi articoli vergognosi se non peggio criminogeni… e, soprattutto, da chi vengono pagati certi pennivendoli…?
      chiedi tu, viviana, di fare almeno ciò, ai tetrapoltronari destrorsi (usurpatori e traditori?) che tanto amano andare in giro con abiti gessati e annessa cravatta, auto blu con autista incorporato e scorta d’ordinanza alabardata…?

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  3. Luciano (lasciateci almeno la satira!)
    L’Italia è il paese più corrotto d’Europa, per la responsabilità dei nostri politici che si sono sempre salvati dai processi è dalle condanne e quindi dalla galera con la prescrizione. Ora se fanno cadere il governo il primo responsabile è Renzi ma anche i Renziani che non abbandonano Renzi al suo destino. A questo punto però dobbiamo chiederci: perché fino adesso Renzi ha votato tutti i provvedimenti e guarda caso non vota la riforma della giustizia? Per me è molto chiaro: vuole salvare lui, suo padre, sua madre, ma anche il padre della Boschi, i suoi amici tutti quelli coinvolti nel caso Consip hanno tutti dei processi in corso . Se Renzi fa cadere il governo cade anche la riforma della giustizia e tutti possono salvarsi con la prescrizione. Quindi riflettiamo bene: loro fanno cadere un governo in un paese in emergenza sotto pandemia perché la famiglia di Renzi e tutti suoi amici hanno fatto dei reati e voglio salvarsi dal processo invece che nel processo con un assoluzione o con una condanna mettendo a rischio il governo e tutti noi Italiani? Noi siamo agli arresti domiciliari per il Covid da più di un anno, siamo molto stanchi e pazienti ma siamo anche stanchi dei giochetti di Renzi. Caro Renzi per piacere fai votare la riforma della giustizia Bonafede non ti puoi salvare con la prescrizione e salvare di conseguenza tutti i ladri che stanno in parlamento. Sappi che tutti si ricorderemo di questa brutta storia. Andreotti diceva: “meglio tirare a campare che tirare le quoia e finire in pellicceria.” Salvati, tira a campare e vota per il governo. Tu hai sempre detto che tu e tutta la tua famiglia non avete mai commesso dei reati, hai anche sempre detto che ti fidi dei giudici e della giustizia italiana, allora perché avere paura? Siete tutti dentro una botte di ferro, stai sereno, se vuole la Madonna sarete tutti assolti.

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  4. Vailazio, è vero e spero che tu abbia ragione ma in giro non si sente parlare che di prescrizione
    Speriamo che Bonafede riesca ad aggirare le sabbie mobili
    Personalmente non riesco nemmeno a capire come una ‘relazione’ sullo stato della Giustizia debba costituire per tutti i media una ghiotta occasione per dare la spallata al governo
    ma ormai basta che Conte o un 5 stelle di affacci alla finestra….

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  5. Vailazio, se vai qualche articolo più sotto potrai vedere da solo che l’ipotesi che mercoledì ci sia un altro tentativo di spallata la evidenzia anche Franco Bechis.

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  6. Siamo un Paese strano.Tutti scandalizzati per la prescrizione nel processo sulla strage di Viareggio. Poi tutti contro la riforma Bonafede che mette fine a questo scempio

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    • Esatto.
      L’altro giorno la cassazione ha annullato la sentenza d’appello che assolveva due farabutti per il tentato stupro di una povera ragazza in Spagna, che per sfuggire all’assalto è caduta da un balcone. Ma pure si fosse buttata, il tentato stupro è certo. E ora tic tac tic tac, rifare l’appello e la prescrizione corre.
      La giudice d’appello ha assolto questi delinquenti, ribaltando il primo grado: il padre della ragazza ha detto “si mettono le scarpe rosse e poi quando c’è da dare il segnale si attaccano ai cavilli giuridici “.

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  7. @vivina.v
    se proprio non si riesce a fare una legge sul conflitto di interesse e/o una legge per regolamentare l’editoria;
    almeno si può introdurre l’obbligo di indicare sulle prime pagine della “carta stampata”, con caratteri leggibili senza l’uso della lente di ingrandimento…, i nomi – e sottolineo i nomi non le società.. – dei proprietari delle “testate giornalistiche”.
    così che, quantomeno, i lettori possono farsi una minima idea di chi, di come e del perché vengono pubblicati certi articoli vergognosi se non peggio criminogeni…?
    chiedi tu, viviana, di fare almeno ciò, ai tetrapoltronari destrorsi (usurpatori e traditori?) che tanto amano andare in giro con abiti gessati e annessa cravatta, auto blu con autista incorporato e scorta d’ordinaza alabardata?

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  8. SIiamo nelle mani del sindaco di Benevento…Dico , la riforma della giustizia made in m5s dipende da un uomo simbolo della prima repubblica! Non è stupefacente ? “Il Gattopardo ” è ancora vivo e vegeto a ricordarci il suo motto: cambiare tutto per non cambiare niente. Ma questa volta voglio illudermi che non sia così.

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