Una vita da reclusi

(Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni – il Corriere della Sera) – Spostamenti vietati tra le Regioni, visite agli amici soltanto in due e una volta al giorno, misure restrittive per le Regioni con rischio «alto»: il governo approva il nuovo decreto per contrastare i contagi da Covid-19. Il Consiglio dei ministri convocato ieri sera alle 21.30 in piena crisi politica, ha dato il via libera al provvedimento che limita i movimenti dei cittadini anche in fascia gialla e fa entrare direttamente in fascia arancione le Regioni che hanno un livello «alto» di rischio.

Le nuove norme saranno in vigore dal 16 gennaio fino al 5 marzo 2021. Il governo decide dunque la stretta perché – come chiarito dal ministro della Salute Roberto Speranza in Parlamento – «dovremo continuare a convivere con la circolazione del virus fino a quando le vaccinazioni non avranno un forte effetto epidemiologico. Non dobbiamo farci nessuna illusione». Ieri è stata superata la quota di 850 mila dosi somministrate arrivando al 44,6 per cento del personale sanitario.

Nel decreto è stabilito che «è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse Regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione».

Il divieto di spostamento vale anche per tutte quelle Regioni che si trovano in fascia gialla.

Il governo amplia la possibilità di far scattare l’ ingresso nelle fasce che prevedono restrizioni e nuovi divieti. Ora si entra in fascia arancione con un Rt pari a 1 e in fascia rossa con Rt pari a 1,25. Si è però deciso che vanno in arancione «secondo la medesima procedura ed in presenza di una analoga incidenza settimanale dei contagi, anche le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto». In questo caso scatta la chiusura di bar e dei ristoranti e il divieto di uscire dal proprio comune.

Sono aperti i negozi, i parrucchieri e i centri estetici.

Per tutto il periodo di durata del decreto è vietato andare nelle seconde case fuori regione. Se si è residenti in una regione in fascia arancione è vietato andare nella seconda casa fuori comune. L’ unica deroga riguarda motivi di urgenza, ad esempio la riparazione di un guasto oppure per recuperare oggetti o materiale indispensabile. Lo spostamento non deve trasformarsi in un trasferimento, dunque deve avere la durata necessaria a risolvere il problema.

Per limitare gli incontri è stato stabilito di prorogare la norma che era stata approvata in vista delle festività natalizie. E dunque «in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi».

«Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 km dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia».

In fascia bianca la liberta è quasi totale. I criteri stabiliti sono: «Scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso con una incidenza settimanale dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti». Nel decreto è specificato che «l’ eventuale successivo superamento dei parametri per il collocamento nello scenario di tipo 1 ha effetto, ai fini dell’ applicazione di misure più restrittive, se il superamento perdura per almeno 14 giorni consecutivi».

1 reply

  1. riaprire tutto
    e i morti nei fossi
    niente terapie sub intensive ed intensive,
    al massimo la tachipirina gratis per tutti.
    così ci risparmiamo pure le spese miliardarie vaccini,
    ed i costi ospedalieri “folli”.
    se poi, una Fiorenza Sarzanini o una Monica Guerzoni,
    venissero a mancare, pazienza, Darwin ha la supremazia.

    comunque tra queste due che palesemente si lamentano di tutto,
    i genitori e relativi figli no-DaD e
    i ristoratori che vogliono riaprire ad ogni costo,
    non so più cosa pensare.
    se le persone avessero un poco di comprendonio
    i ristoratori aprirebbero si, ma non avrebbero più il sostegno dovuto,
    e fallirebbero per mancanza di clienti, che intelligentemente disertano
    quei luoghi che diventerebbero nuovi focolai.
    e i no-DaD, una volta che sono finiti docenti (per la maggior parte
    anzianotti) e gli ausiliari (pure loro in età avanzata) ricoverati
    o in quarantena domiciliare, che fanno? aprono loro l’istituto?
    fanno autogestione didattica? puliscono aule e servizi in autonomia?

    spero di non spiegare il senso della prima parte del commento.

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