Massimo Fini: “Trump ha un merito: ha tolto il velo alla democrazia Usa”

(Massimo Fini – massimofini.it) – Poiché a noi anziani le Autorità, politiche, scientifiche, mediche impediscono ogni socialità, per tutelarci naturalmente, facendoci così morir di inedia, il giorno dell’Epifania, non avendo null’altro da fare, mi sono messo a rivedere le cassette di alcuni vecchi talk. Fra gli altri mi è capitato fra le mani uno “Speciale Sottovoce” dell’ottobre 2002 condotto da Gigi Marzullo. C’erano due scrittrici, Barbara Alberti e Patrizia Carrano, che presentava il suo libro “Le armi e gli amori”, la bella, affascinante e simpatica Moran Atias, di origine israeliana, conduttrice televisiva, Katia Pietrobelli, attrice, Rossana Casale, cantante, Paola Rivetta, anch’essa conduttrice Tv, il giovanissimo Diaco, e il sociologo Sabino Acquaviva l’unico prof della compagnia. Io presentavo “Il vizio oscuro dell’Occidente. Manifesto dell’Antimodernità”. Poiché si dava già per certo l’attacco americano all’Iraq, responsabile di possedere armi chimiche (che per la verità gli avevano fornito gli americani, i francesi e, via Germania Est, i sovietici in funzione anticurda e antiraniana e che non aveva più, per la semplice ragione che le aveva già usate, nel silenzio generale, sulla cittadina curda di Halabya – 5.000 morti in un sol colpo – e contro l’esercito iraniano) il discorso collettivo s’è fatalmente concentrato sul mio libro. Quindi su questioni storiche, sociali, culturali cruciali: la liceità di portare la Democrazia e i nostri valori in Paesi “altri”, il rispetto di culture diverse dalle nostre, fino a che punto può spingersi questo rispetto quando vengono lesi diritti considerati universali, eccetera. Come ho detto non c’erano specialisti, storici, filosofi, ideologi, ma a parte le due scrittrici, gente dello show business. Eppure il dibattito, sotto la mano leggera di Marzullo, oltre che molto educato è stato di grande spessore. La cosa mi ha colpito confrontando quel vecchio dibattito con la maggior parte dei talk di oggi, non tutti ovviamente: gazzarre, quasi sempre prive di contenuto, fra politici di parte avversa, fra politici e giornalisti, fra giornalisti e giornalisti, a moine reciproche, mai una domanda che sia una domanda. Gigi Marzullo era allora considerato, ingiustamente, poco più che un frillo, eppure era in grado di produrre e condurre una trasmissione di prim’ordine con ospiti, diciamo così, normali. In un intermezzo dedicato a Bova anche il bel Raul faceva, intellettualmente, la sua porca figura. In vent’anni, che tutto sommato non son molti, siamo precipitati.

Io mi sento di dir grazie a Donald Trump. Per alcuni motivi. Perché almeno per un po’ ci toglierà dalle palle il Covid, l’ossessivo e ossessionante parlar di Covid su tutte le Tv e tutti i giornali. Perché mi sono sbellicato dalle risa davanti all’ipocrita orrore che ha colto tutte le “anime belle” difronte a quanto stava succedendo a Capitol Hill. Per il velo che The Donald ha tolto alla mitica democrazia americana, quella che vorremmo esportare nel mondo intero, e, sia pur con gradazioni diverse, anche alle altre democrazie occidentali. Persino Recep Tayyip Erdoğan e il cinese Xi Jinping hanno osato darci lezioni in proposito. Siccome è da parecchio tempo che si parla di “crisi della Democrazia”, sia pur in modo obliquo e vellutato senza mai andare alle origini del problema, chissà che la lezioncina di Trump non ci induca a promuovere qualche “Speciale” su questa questione fondante. Magari condotto da un sia pur invecchiato Gigi Marzullo.

Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2021

9 replies

  1. Un incipit degno di un terrapiattista, qualunquista da osteria della peggior specie, mi ha tolto la voglia di proseguire oltre le prime righe e di riavvicinarmi a qualsivoglia altro articolo futuro di chi ha scritto queste banalità.

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    • @Giulio di Treviso
      Da quello che scrivi ho avuto l’impressione che tu non abbia mai letto alcunché di Massimo Fini e che non ti
      riavvicinerai a “qualsivoglia articolo futuro di chi ha scritto queste banalità”.
      E fai bene! Visto che riesci a tranciare giudizi così perentori senza neanche aver letto l’articolo, forse è meglio
      tu stia alla larga da letture così impegnative.

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  2. beh un incipit poco felice indubbiamente, ma poi ha citato dei fatti, ha detto che finalmente si parla anche d’altro e non del solito Covid ed è una verita; ha detto che nei talk attuali si fa solo autoaffermazione e denigrazione dell’avversario, come pure nei social in verità, ma non vero dibattito; ha detto che la tanto vantata democrazia americana o modello americano di democrazia non è poi questo granchè e, aggiungo di mio: lo scimmiottamento nostro del modello americano sotto tutti gli aspetti: musica, comportamenti, gestualità, abbigliamento, neologismi ecc., da colonizzati in sostanza; ha detto che Trump ha tolto il velo ad una parte deteriore del popolo americano (i fasciti son ben presenti anche li), ha detto che la democrazia è in crisi e che sarebbe ora di aprire un dibattito serio in merito.
    Scusate, ma onestamente, a meno di prevenzione nei suoi confronti, non trovo tanto da ridere e Paaaarappapparaàegiare

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  3. Ok, ma se la democrazia americana fa acqua da tutte le parti è proprio per i tipi come Trump.
    Trump non squarcia il velo che la copre, la colpisce dritta al cuore.
    Se quel Paese ha problemi di democrazia, e ne ha, rimane pur sempre una delle democrazie più avanzate.
    E non sono certo i Trump che possono far qualcosa per migliorarla, almeno intenzionalmente.

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  4. “una delle democrazie più avanzate”
    era una delle democrazie più avanzate nel 1776…e malgrado vari emendamenti sono stati abbastanza fermi.
    dopo una devastante guerra civile hanno abolito la schiavitù solo nel 6 dicembre del 1865, ma è dovuta passare un secolo perchè fosse emanato con Lindon la Great Society
    per non parlare del diritto di voto e rappresentanza, ancora adesso parziale, da provvedimenti e leggi dei vari stati.
    La tanto vituperata “perfida Albione” e la piccola Svizzera hanno parecchio da insegnare in questo senso.

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  5. Si può definire”democrazia avanzata” ma anche semplicemente democrazia quella vigente negli USA?
    È forse il paese più razzista al mondo,quello che volendo”esportare”la sua democrazia da 70 anni scatena ininterottamente guerre in ogni parte del pianeta. È il paese che ha supportato in ogni modo colpi di stato di stampo fascista nel mondo e in America Latina tutti gli stati ne sono stati vittima anche più volte.
    Per non parlare del loro stato sociale : chi non è benestante deve sperare solo nella buona sorte!
    Ti chiedo ancora: ma che democrazia sarà mai quella che riconosce che il voto dei suoi cittadini non conta allo stesso modo?

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  6. Nel complesso, sono d’accordo con Fini. Anche se non pensavo che l’America profonda producesse tanti impresentabili estremisti che sono emersi e si sono galvanizzati nei 4anni di Trump. Persino un gaglioffo come Bush junior fa la figura dello statista rispetto a Donald, e ingiustamente. Bush è responsabile di catastrofiche iniziative militari, Trump, al contrario dei suoi supporters, all’estero non ha mandato a morire un solo Americano ne gli si possono imputare stragi. Quando tutti si scatenano, giustamente, contro una miserabile conclusione del suo mandato io credo che sia onesto ricordarlo

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