Trumpusconi

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Vedendo Trump che gridava ai brogli e non riconosceva la vittoria di Biden, a B. è venuto in mente qualcuno, ma senza ricordare chi. E, nel dubbio, ha inviato un articolo al Giornale di famiglia per dire che certe cose non si fanno: “È la fine peggiore. Noi liberali siamo un’altra cosa. Il voto va rispettato. Trump ha minato la democrazia Usa” per “non aver riconosciuto la vittoria di Biden”. Figurarsi la delusione di Trump, che ha copiato tutto da lui. Il quale, in 27 anni di malavita politica, non ha mai riconosciuto una sola vittoria avversaria, gridando regolarmente ai brogli. Se i suoi fan più pittoreschi non hanno mai invaso il Parlamento, è solo perché li stipendia lui nei suoi giornali e tv. Invece il resto della stampa se la prende con Salvini&Meloni (che hanno tanti difetti, ma non hanno mai negato la legittimità delle vittorie altrui). Nel 1994 B. vince: quindi elezioni regolari. Ma un anno dopo perde le Amministrative, ergo non vale: “La gente si è sbagliata, erano giusti gli exit-poll che mi davano vincente” (26.4.95). Nel ’96 stravince l’Ulivo di Prodi e lui strilla allo scippo: “Nel ’96 ci hanno tolto 1 milione e 705 mila schede” (6.4.2000). Anzi “1 milione e 171 mila schede” (14.4.2001).

Nel 2001 rivince lui: nessun broglio. Ma a fine legislatura è sotto nei sondaggi: cambia la legge elettorale col Porcellum per ottenere almeno il pareggio e riattacca la guerra preventiva. “A sinistra ci sono dei professionisti dei brogli. Ci hanno sottratto 1 milione e 750 mila voti” (18.2.06). E invoca “gli osservatori dell’Onu per difenderci da questi signori esperti di brogli” (6.4.06). Il 10 aprile si vota: una notte di drammatica incertezza. Anziché presidiare il Viminale dove affluiscono i dati, il ministro forzista dell’Interno Beppe Pisanu fa la spola con Palazzo Grazioli, mentre Marco Minniti e altri Ds vanno e vengono dal Viminale per capire che accade. Su quella notte, si racconterà di tutto. Di certo c’è che Pisanu dice un no di troppo e rompe per sempre con B. L’11, finalmente, i risultati: l’Unione di Prodi ha vinto d’un soffio. B. chiama la piazza, poi la stampa: “Tanti brogli unidirezionali ai miei danni in tutta Italia. Ne ho parlato con Ciampi, cambieranno il risultato: schede non conformi, somme sbagliate, dati riportati male, schede trovate in giro evidentemente messe da parte. Ricontrollare i verbali di 60 mila sezioni”. Le stesse parole che 15 anni dopo userà Trump. E, come le sue, senza uno straccio di prova. Per un mese B. rimane asserragliato a Palazzo Chigi, senza sloggiare né riconoscere la sconfitta, per impedire a Ciampi di incaricare Prodi prima della scadenza del mandato e rinviare la nomina del nuovo premier al suo successore.

E ogni giorno spara cifre a caso: “1 milione di schede contestate”, “1 milione e 100 mila nulle”, “un calo del 60% nelle bianche” … Il Viminale parla di 43.028 schede contestate alla Camera e 39.822 al Senato. Cioè 82 mila schede in bilico, in grado di rovesciare la nuova maggioranza. Poi Pisanu ammette un piccolo “errore materiale”: i cervelloni del Viminale hanno sbadatamente “sommato le schede contestate alle nulle e alle bianche”. Le contestate alla Camera non erano 43 mila, ma 2.131; e al Senato non 39 mila, ma 3.135. La “svista” ha ventuplicato le contestazioni per Montecitorio e decuplicato quelle per Palazzo Madama. B. però continua imperterrito a non riconoscere la sconfitta. Nemmeno quando il 19 aprile la Cassazione mette fine alla querelle e divide le schede contestate fifty fifty tra Cdl e Unione e Prodi va al governo. B. grida all’“esecutivo illegittimo per le elezioni taroccate” e compra senatori per rovesciarlo. E per due anni invoca il “riconteggio delle schede” anche se è già stato fatto e gli ha dato torto (“ci han fregato almeno un voto per ognuno dei 60 mila seggi”).Tira anche in ballo Pisanu: “Nel 2006 fu una notte di spogli e di brogli, i nostri tecnici ci hanno dato le prove. A mezzanotte il ministro dell’Interno venne da me e mi garantì la nostra vittoria con 100 mila voti in più alla Camera e 250 mila al Senato. Poi è successo qualcosa: l’appello di Fassino ai suoi rappresentanti nei seggi e la difficoltà nel ricevere i voti da Campania e Calabria, che dopo tre ore erano diversi, la Campania segnò la vittoria della sinistra” (10.4.07). “Ci hanno fregato un milione di voti” (30.8.07). Nel 2008 cade Prodi, si rivota e B. ricomincia: “Temiamo brogli ovunque: ci giunge notizia di 150.000 schede stampate in più in Argentina” (1.4.2008). Organizza “lezioni anti-brogli” ai suoi e distribuisce milioni di “normografi anti-brogli” agli elettori. Poi vince lui, dunque tutto regolare. Ma nel 2013 riecco la pippa del 2006. Stavolta Pisanu perde la pazienza: “Non è la prima volta che il presidente Berlusconi fornisce versioni fantasiose della notte elettorale del 2006. Ora basta. Nel 2006 nessuno delle migliaia di scrutatori e rappresentanti di lista berlusconiani sollevò un solo reclamo od obiezione in tutta Italia. Quello scrutinio fu assolutamente regolare, come poi confermò con voto unanime la giunta per le elezioni del Senato” (8.1.13). Stavolta per FI è una débâcle, ma il perché è semplice: “I brogli della sinistra ci han portato via 1,6 milioni di voti” (17.12.13), per l’esattezza “23 voti a sezione” (3.5.15). E lo ripete a ogni pie’ sospinto nel 2016 e nel ‘17. Come si permette Trump di gridare ai brogli e di non riconoscere la vittoria dell’avversario? Non è liberale né democratico, suvvia.

58 replies

  1. Eh beh, anche se fa sempre piacere leggerlo, non serve Travaglio per ricordarsi che buzzurro cialtrone (e, si narra, anche “mafioso”) sia Berlusconi. Lo ricordano bene da soli coloro che hanno quel minimo di onestà intellettuale. Per gli altri, invece, è uno statista genio “che dà lavoro a tanti”, quasi (sottolineo quasi) come Frenzie, in pratica. 🤦🏻‍♂️

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  2. Non entro nel merito brogli si brogli no,
    Ma nell’ipocrisia generale, tutti a strapparsi i capelli, ( chi ancora li ha) x una manifestazione in larghissima parte tranquilla, e invece nessuno dice niente di tutte le rivoluzioni colorate e i cambi di regime organizzati e gestiti dallo zio sam in giro x il mondo, solo pochi giorni fa la nancy pelosa si congratulava con i contestatori di hong kong x aver invaso la camera legislativa, affermando che era una cosa bella da vedere,
    Cerchiamo almeno di non essere ipocriti,

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      • Perche i morti a kiev sono figli minori? Per non parlare di quelli armeni, oppure di tutti quelli che la polizia americana ammazza senza alcuna ragione o il milione e mezzo di iracheni ammazzati dallo zio sam, e la lista è talmente lunga che non ho voglia di elencarla, e poi i 5 morti sono vittime di quella polizia “che tanto ammiri,
        Ipocrisia, sempre e solo ipocrisia,

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      • @cagliostro
        SEI UN C0l0NE fatto e finito.
        La vostra MISERABlLE propaganda vorrebbe innalzare ad eroi degli invasati sobillati da un miliardario cinico e ignorante, caduti mentre erano intenti a sovvertire l’ordine democraticamente costituito con la violenza, con dinamiche da colpo di stato.
        E scendendo nel dettaglio si scoprono le oscenità.
        Miliardari annoiate che si muovono dal Texas a Washington col jet privato.
        Sediziosa colpita a morte mentre cercava di scavalcare un cancello interno all’edificio.
        Un altro aggressore morto d’infarto.
        Fuori uno ucciso dalla calca della folla che si muoveva in maniera incontrollata.
        E il più eroe di tutti, un cinquantacinquenne armato di tutto punto crepato mentre cercava di rubare un quadro attaccato ad una parete perché seccato da una scarica della sua pistola teaser che aveva sulla cintura e che ha sparato sui suoi testicoli.
        È mi venite pure a citare le sommosse dei BLM dopo gli assassini polizieschi a sangue freddo?
        Qua c’è stata gente BIANCA E IGNORANTISSIMA che ha cercato di rubare di tutto, perfino il leggio con podio dove parla lo speaker della camera.
        Hanno dato dimostrazione, con il loro abbigliamento e le loro armi di essere un esercito di oranghi molto più stupidi di un neanderthal.

        Eccolo l’eroe.

        https://mobile.twitter.com/dlacara/status/1347551365103497221

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      • Già esordire dicendo “non entro nel merito: brogli sì, brogli no” è da TSO … i brogli NON ci sono stati !!! Ti è chiaro??? o hai seri problemi cognitivi… anche se propendo per quest’ultima ipotesi visto il resto dell’intervento delirante: “manifestazione in larghissima parte tranquilla … ; “Hong Kong” …

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      • @JEROME – I “Neanderthal” o meglio l’Homo Neanderthalensis, non era per nulla “stupido” ed il fatto che sia stato soppiantato dall’Homo Sapiens, con il quale peraltro ha convissuto e intrattenuto rapporti “intimi”, è stato solo uno dei tanti “accidenti casuali” di quell’evoluzione assolutamente CASUALE che ci ha prodotti. Alla faccia dei “figli di dio, a sua immagine e somiglianza”, è casomai “dio” che è stato creato/immaginato da noi. Autodefinirci “vertice dell’evoluzione” sarebbe poi umoristico se non fosse tragico, meglio sarebbe considerarci un tragico errore dell’evoluzione o, per dirlo con le parole di Telmo Pievani… una “catastrofe”! L’unica specie che non è in equilibrio con l’ecosistema e dispone della capacità di DISTRUGGERLO!!!

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      • Io, non so voi, non ho mai conosciuto nessuno prendersela tanto per una cosa che crede non ci sia assolutamente: finiscila marinaio, sei patetico!

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    • @ Alessandro Cagliostro

      Le “manifestazioni” di solito si tengono all’esterno dei palazzi, non dentro. Proprio tranquilla, non direi proprio. Tanto per avere un metro di paragone: le recenti proteste del Black Lives Matter che, con grandi tensioni, si sono svolte in tutti gli Usa hanno coinvolto un numero di cittadini spropositatamente maggiore di quei quattro scalzacani capitanati da uno che pare Jamiroquai reduce dal live a Pontida, eppure non mi risulta che ci sia scappato il morto.
      Tirare in ballo il resto del mondo serve solo a buttarla in caciara (anche se, forse, ad Hong Kong le ragioni delle proteste sono un po’ più verosimili rispetto a presunti brogli dei quali non è mai esistito uno straccio di prova), e poi, da quando gli Stati Uniti si paragonano (con tutto il rispetto) all’Ucraina o all’Armenia che non sono nemmeno democrazie?
      Per la cronaca, delle 5 vittime solo una è stata uccisa non dalla polizia ma da un agente della sicurezza in borghese (un’attivista QAnon che stava cercando di introdursi negli uffici sbarrati del Congresso). Altre tre sono state causate da emergenze mediche (un infarto, un ictus e una calpestata dalla folla), mentre il quinto era lui stesso un agente di polizia, morto per le ferite riportate mentre si opponeva ai manifestanti.
      Considerato che almeno una parte dei dimostranti, con ogni probabiltà, era (legittimamente) armata, è già stato un miracolo che non ci sia scappata una sparatoria da far impallidire l’assalto all’O.K. Corral, infatti le polemiche sulla sicurezza non riguardano la gestione della situazione, che ha evitato il peggio, ma piuttosto ciò che (non) è stato fatto per prevenirla, e la testa del capo della polizia è già rotolata.
      Questo, tanto per mettere un paio di puntini sulle “i” ad argomentazioni deboli, risibili e perlopiù volte a minimizzare quelli che restano fatti gravissimi e senza precedenti.

      In ogni caso se tu, Andrea o chiunque altro pensate che il problema dei fatti di Capitol Hill siano i morti, vi informo che avete una percezione molto vaga della situazione.

      Giusto per mettere in chiaro l’ordine di grandezza della gravità di quanto accaduto: ieri lo stesso Partito Repubblicano ha preso le distanze da Trump, che, qualora intenda davvero ricandidarsi tra quattro anni (sempre che nel frattempo non venga incriminato per qualcosa: improbabile, anche se prematuro a dirsi), potrà ancora farlo, ma solo presentando una sua lista indipendente.
      Scusate: ma quando mai si è visto, in una qualunque democrazia occidentale, un partito che abbia scaricato il suo capo? Neppure per Nixon fu necessario arrivare a quel punto, si dimise prima.

      Riguardo all’argomento dell’articolo, sia allora per Berlusconi che oggi per il suo emulo in salsa bbq, c’era e c’è tanta gente disposta a credergli sulla parola, pur essendo le storie sui brogli dimostratesi delle totali falsità, mai avvalorate da nulla che si possa definire anche solo vagamente concreto.
      La cosa più triste è che per difendere la parola di noti cialtroni in tanti sono stati disposti a manifestare rischiando anche del proprio, quando invece si trattava di difendere diritti ottenuti attraverso immani sacrifici, nemmeno si sono accorti di essersi fatti infinocchiare.

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      • Peccato, credevo che foste delle persone inteligenti e obbiettive.
        Quattro scalmanati, incredibile che gente che si crede anche inteligente non faccia qualche piccola ricerca, e si accontenti di un inquadratura dove di fatto non si vede che una piccola anzi piccolissima parte della fiumana di gente che occupano le strade e la piazza,
        Comunque, siete solo dei piccoli individui che si credono grandi,
        Io non parteggio ne per i trumpiani ne per i bideiani, constato solamente che fintanto gli esportatori di democrazia mettono a ferro e fuoco altre realta nazionali con morti e feriti ve ne state tutti zitti come pecore, adesso che la cosa succede in casa loro dimostrando l’ipocrisia, la totale disgregazione di un sistema sorretto esclusivamente su lobby, su disuguaglianza sociale, etnica, tutti a stracciarvi le vestai contro una parte che non è peggiore dell’altra, ipocrisia e ipocriti starnazzate sorpresi e scandalizzati, biden non è che un intrallazzatore al pari del trump, pertanto ben venghino proteste in cui si denunciano incongruenze in un sistema corrotto qual’è,

        Ipocrisia sconvolgente!
        Ipocrisia sconvolgente!
        Ho appena sentito Trey Gowdy e alcuni altri pezzi grossi del Partito Repubblicano condannare le “terribili violazioni della legalità” fatte oggi dai manifestanti: mi tolgo il cappello difronte a queste persone, sono davvero degli ipocriti fenomenali.

        Quando i poliziotti e i sindaci si rifiutano di proteggere gli innocenti, la legalità va alla grande!

        Quando le agenzie dalle sigle incomprensibili spendono milioni in una classica caccia alle streghe, la legalità va alla grande!

        Quando il Primo Emendamento viene distrutto dalle aziende Big Tech, la legalità va alla grande!

        Quando i media mainstream sionisti mettono a tacere senza vergogna il Presidente e, banalmente, non riferiscono gli eventi fondamentali, la legalità va alla grande!

        Quando le elezioni vengono rubate, la legalità va alla grande!

        Quando i tribunali si rifiutano di far rispettare la legge, la legalità va alla grande!

        Quando la Corte Suprema si rifiuta di difendere la Costituzione, la legalità va alla grande!

        Ma quando il popolo (letteralmente), coloro che si suppone debbano essere rappresentate da chi è stato eletto, manifestano pacificamente tutto il giorno e poi alcuni, non necessariamente dei sostenitori di Trump (dei false flag sono molto facili da organizzare con le folle!), assaltano le sale del Congresso, allora i pezzi grossi del Partito Repubblicano partono e si lamentano della “tragedia” della violazione della legalità.

        Nessun Paese e nessun regime può reggersi su tali livelli veramente galattici di bipensiero, ipocrisia e codardia.

        E’ l’inizio della fine di questo regime.

        I miei pensieri di questa sera sono per i “deplorevoli”. Per dirla con le profetiche parole di George Orwell:

        “Se una speranza restava, doveva trovarsi fra i prolet, perché solo fra loro, fra quelle masse disprezzate e brulicanti che formavano l’85 per cento della popolazione dell’Oceania, poteva nascere la forza capace di distruggere il Partito. Il Partito, infatti, non poteva essere rovesciato dall’interno. I suoi nemici, ammesso che ce ne fossero, non avevano possibilità alcuna di associarsi. Non potevano, anzi, nemmeno arrivare a individuarsi. Quanto alla leggendaria Confraternita, sempre che esistesse (e una simile ipotesi non si poteva scartare del tutto), era inconcepibile che i suoi affiliati potessero incontrarsi in numero superiore a due, tre per volta. Adesso la rivolta poteva esprimersi solo in uno sguardo, in un’inflessione di voce, in una parola lasciata cadere in un sussurro. Ma i prolet, se fossero riusciti in qualche modo a prendere coscienza della loro forza, non avrebbero avuto bisogno di cospirare. Non avrebbero dovuto fare altro che levarsi in piedi e scrollare le spalle, come un cavallo che scuote da sé le mosche. Se avessero voluto, avrebbero potuto fare a pezzi il Partito l’indomani stesso. L’avrebbero pur dovuto fare, prima o poi.” [Fonte]

        I “prolet” di Orwell sono i nostri “deplorevoli”. E nonostante le debolezze e le illusioni evidenti, sono gli unici rimasti (letteralmente) e dovranno essere il terreno da cui dovrà cominciare la liberazione degli Stati Uniti.

        Gli altri mi fanno venire la nausea.

        Il Saker

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      • Caro Alessandro cagliostro, hai perfettamente ragione, ma qui butta così; prendila come un divertimento, l’aver a che fare con i sorcini del blog: se ci pensi, non è facile trovare un altro posto dove ci si diverte così, e aggggratisss pure…

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      • @ Alessandro Cagliostro

        Non ti crucciare, da queste parti abbiamo tutti le spalle larghe e ce ne faremo una ragione. Non voglio sottrarti altro tempo prezioso, la ricerca dei famosi isotopi non radioattivi deve continuare incessante, e poi mi sembra che la vita sia già stata abbastanza ingenerosa con te: insistere nel cercare il dialogo equivarrebbe ad infierire, sarebbe meschino e anche un po’ ingiusto verso chi ti sta accanto e ti deve già sopportare così.
        Ti saluto con l’augurio di condividere il destino del tuo idolo.

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    • Beh più o meno l’opinione espressa dal tuo omonimo Sallusti: sì vi indignate tanto, ma quando i manifestanti invadono le piazze, che ne so, protestando contro la prima rielezione del pdr, che fanno? Non assaltano la democrazia? Infatti nel tuo elenco ci metti pure Hong Kong.

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      • Jonny dio
        Il tuo nome è tutto un programma, riguardati, da cio che scrivi si capisce l’estremo disagio in cui versi, e la totale incomprensione di cio che leggi dimostra tutta la tua mancanza d’inteligenza,

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  3. Ma perché continuare a tenere in vita Mr B.?
    Troppe attenzioni, non bastano quelle dei suoi LECCHINI a libro paga?

    Comunque ho scoperto che molti manifestanti che hanno assaltato il palazzo a Washington sono… Ricchi.
    Altro che disperati. Sicuramente IGNORANTI.

    La tipa in foto è una ricca texana che si è recata a Washington in jet privato per partecipare alle rivolte.

    https://pbs.twimg.com/media/ErN4OaoXIAMBj5I?format=jpg&name=small

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    • Riesumarlo serve per ricordare chi è a coloro cui punga vaghezza di incoronarlo presidente della repubblica, magari tramite le strampalate e pretenziose manovre della volpe di rignano

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  4. Il novello padre della Patria Silvio B. ha provato in tutti i modi a farci capire chi fosse. Mafioso, corruttore di giudici e politici, in permanente conflitto d’interessi autore di leggi a personam (mai abrogate dai complici di sinistra) puttaniere, grande evasore fiscale, forse pure occulto mandante di stragi per favorire la sua ascesa in politica ed altre cosucce del genere. Ma in Italia tutto questo non vale, conta solo cosa dicono i suoi giornali, le sue TV, i suoi complici politici di destra e di sinistra, i suoi fedeli cani da riporto. Sempre a farsi i cazzi suoi a discapito della gente e da una Nazione , drogata dai suoi nani e ballerine in permanente servizio e soldo. Per fortuna che Silvio c’è.

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  5. LA DIFETTOSA MACCHINA ELETTORALE AMERICANA CHE E’ TUTTO FUORCHE’ DEMOCRATICA- Viviana Vivarelli.
    In USA si vota con due turni, gli elettori votano i Grandi elettori, i quali a loro volta votano per il Presidente. Si usa il maggioritario secco. A parte rare eccezioni vedi Lincoln) i Presidenti americani sono sempre ricchissimi. La cosa curiosa è che lo stipendio del Presidente della più grande democrazia del mondo è di 400 mila dollari l’anno: più o meno uguale a quello di un Direttore Generale della Rai.
    Quando nacque la democrazia americana, i Padri Fondatori pensarono che dovesse essere esercitata solo dai più ricchi ed escogitarono vari modi affinché i poveri non votassero e affinché gli eletti appartenessero tutti a gruppi di ricchezza superiore.
    Negli USA non esiste un ‘diritto’ elettorale come noi lo intendiamo e che per noi è anche un dovere, per cui il giorno per votare sarà sempre di martedì così che molti non voteranno per problemi di lavoro, poi basta una multa per eccesso di velocità (che negli Stati uniti si ha appena superi i 90 Km/h) o una piccola condanna per perdere il diritto di voto e questo elimina gran parte della popolazione più povera, infine si vota ovunque, in negozi, piccole botteghe ecc. senza controlli dell’esercito. Anche il voto con macchine elettriche è stato più volte accusato di essere manipolato e queste sono poche e spesso rotte. Infine il sistema della doppia votazione, prima de cittadini e poi dei grandi elettori aumenta le incertezze, perché si dà un numero di seggi diversi ai diversi stati senza rapporto col numero di abitanti. Insomma si usano vari sistemi legali per escludere dal voto alcune fasce delle popolazione, come la cancellazione dalle liste elettorali per futili motivi, le limitazioni al voto anticipato e la scarsità dei seggi. Anche i collegi sono disegnati in modo da privilegiare i collegi elettorali più ricchi.
    Negli USA non si viene iscritti nelle liste elettorali in modo automatico per il semplice fatto di essere cittadini e si può essere cancellati per molti motivi per ridurre gli elettori. Questi motivi cambiano da Stato a Stato, per es. puoi essere cancellato perché nelle votazioni precedenti non sei andato a votare, oppure sono pochissimi gli uffici dove ti puoi registrare o non ti puoi registrare nel giorno del voto. Un altro sistema è la richiesta di determinati documenti di identità con foto per il riconoscimento al seggio, documenti di cui spesso sono sprovviste le persone dei quartieri più poveri o appartenenti a minoranze etniche e dobbiamo ricordare che negli USA non c’è l’obbligo di possedere alcun documento. Si può facilitare o rendere più complicato il voto anticipato (riducendo le finestre temporali) o il voto per posta (limitandolo esclusivamente a certe circostanze), oppure si può rendere più complesso il recarsi alle urne riducendo, soprattutto in certe aree dello Stato i seggi elettorali o le voting machines, in modo da rallentare le procedure, creare lunghe file e scoraggiare gli elettori. Nel tempo sono stati escogitati vari sistemi per impedire ai più poveri di votare. Si cominciò vietando il voto ai neri, poi a chi era al di sotto di un certo reddito. Ogni Stato aveva le sue regole. In particolare si vietò in molti modi di votare agli afroamericani. Oppure si dava questo diritto solo a chi pagava un tot di tasse o si chiedeva di pagare una tassa a chi voleva iscriversi o si richiedeva un certo livello di istruzione. Il test di alfabetizzazione fu tolto solo nel 1965.
    Oppure si usarono sistemi più drastici come in Georgia dove furono cancellati dai registri centinaia di migliaia di voti.
    313.243 elettori furono rimossi dalle liste elettorali nel periodo 2013-2020 in quanto ufficialmente “residenti in un altro Stato”. Di essi, però, 198.351 non avevano cambiato nessun indirizzo di residenza e , guarda caso, furono colpito elettori poveri o neri, quando bastano anche 50.000 voti di differenza per eleggere il Governatore di uno Stato. La pandemia ha prodotto lunghe file di elettori anche a causa di macchine per il voto scarse o malfunzionanti per cui molti hanno votato per corrispondenza ed è noto che questo tipo di voto è prediletto dai democratici ma più a rischio di brogli.
    Siccome sono i governatori a disegnare i distretti, spesso questi sono articolati come dei polipi così da far risultare vincenti gli elettori di questo o quel partito.

    Noi italiani abbiamo problemi diversi, per cui il voto dipende anche dai bacini elettorali di tre mafie, vari magnati con media annessi, un sistema bancario corrotto e la P2.

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  6. Un vecchio adagio afferma “Chi ha perso la dignità non ha più nulla da perdere”… B& Company + affini di sinistra (PD-L & IV) meritano solo la nostra commiserazione… Che tristezza e squallore lo spettacolo a cui assistiamo…da anni… grazie ai nostri RappresentOnti

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  7. Ma Berlusconi non andava e non va processato differentemente dall’odiato Trump perchè quest’ultimo ormai è sconfitto e a una decina di migliaia di chilometri di distanza,quindi ininfluente, mentre il nostro “Trump” non è solo pieno di quattrini, ma detiene una bella quota di media in mano sua oltre a una folta schiera di cortigiani di sinistra che lo adorano. Trump, gli va riconosciuto, ha dovuto combattere con tutti media del suo paese e internazionali contro. Un’ostilità che va oltre la liberà espressione di pensiero perchè visibilmente organizzata. Credetemi ,sono politicamente agli antipodi politicamente del presidente Trump, ma la sua sconfitta non è stata ottenuta con lealtà.

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    • Caro Cesare, non guasterebbe però ricordare cosa è successo per l’elezione del governatore della Georgia, quando Stacey Abrams (democratica) accusò Kemp di irregolarità. Non so dire chi avesse ragione, ma, a ruoli invertiti, con la Abrams non ci furono le scene che abbiamo visto nei giorni scorsi. La Georgia – decisiva in queste elezioni – in realtà, è da alcuni anni che si stava spostando verso i Democratici: se anche non ci furono brogli, la Abrams arrivò molto vicino alla vittoria. Ben prima del virus e del ruolo dei voti postali.

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  8. Noi non sappiamo nulla degli Stati Uniti se non quello che ci dicono i giornali.Li, i cittadini non sono tutti uguali e le differenze non sono solo per la razza.Noi,in Italia siamo alla fame e ci lamentiamo senza agire,là alcuni hanno agito e c’è scappato il morto.Io non sono trumpiana ma ho seguito le polemiche sin da quando Trum si è presentato
    Si sono allarmati certe categorie e non dico quali ma altri hanno esultato e questi per un po’ hanno sognato anche se presi per i fondelli.Anche noi in Italia seguiamo fior di delinquenti che appena c’è odore di milioni,si affannano a voler buttare giù il governo e non pensano al bene del paese
    Cribbio non siamo capaci di scardinare questi bastardi ladroni e ci permettiamo di giudicare l’operato di persone che vivono la’

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  9. Non so dire se Trump potrà rimettersi in pista come indipendente. Nella Storia Americana, gli indipendenti non hanno avuto vita facile. Non sono un analista politico, credo che Trump sia stato fottuto dal suo approccio sbagliato alla pandemia, sottovalutata in modo colpevole, anche se non tanto quanto mostrato da alcuni media.
    Io credo che Trump sia politicamente al “game over” (ma lungi da me avere la verità in tasca). Il punto che mi fa riflettere è che Berlusconi ha agito sulla scena politica italiana per 26 anni, e in 26 anni di vaccini non ne abbiamo trovati. Nonostante i Mangano, le sparate sui brogli, le telefonate per Ruby, tutto quello che sappiamo e quello che solo immaginiamo. 26 anni! Non sono bastati anche agli elettori di destra in buona fede (e io credo che ce ne siano moltissimi) a decidere di dare una svolta. A intellettuali, giornalisti di destra a decidere comunque di non piegarsi alla frantumazione delle idee ad opera di una persona. Ricordo che Feltri stesso, in uno dei suoi ultimi momenti di lucidità, disse che Berlusconi aveva distrutto la destra e ora vediamo com’è messo lo stesso Feltri, vittima dei fatti che ciecamente si rifiuta di leggere in nome della lotta politica.
    E mentre vedo elettori di Trump vergognarsi e sperare che venga rimosso, quasi che quelle ore di follia sotto gli occhi del mondo avessero agito da vaccino, qui sembra che ormai ci siamo tutti assuefatti. Finisce tutto a tarallucci e vino. Ma non è immunità di gregge, a meno che qualcuno mi dimostri che ormai è innocuo. Ne sarei felice. Ma le lusinghe che da sempre i suoi oppositori (da Violante a Veltroni fino ad oggi) gli hanno lanciato non mi fanno ben sperare.

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  10. C’è un articolo di Fulvio Scaglione che mi pare interessante (su Trump).

    “Democrazia sospesa sobillando la folla

    Adesso possiamo dirlo. Nessuno, almeno nei tempi moderni, ha scosso le istituzioni americane quanto Donald Trump. E nessuno è riuscito a rafforzare la democrazia di fatto degli Usa quanto lui. Per il primo aspetto non occorre andare lontano, basta ripercorrere le ultime settimane. Trump, che aveva preparato la strategia del “broglio” e del “complotto” ben prima del 3 novembre del voto, ha tenuto quasi da solo in sospeso il sistema. Forte di un vasto seguito popolare (74,2 milioni di voti, secondo candidato più votato di sempre dopo Joe Biden) e di un nucleo ridotto ma coeso di parlamentari repubblicani, e abile nel mettere a profitto le contraddizioni di un sistema elettorale almeno bislacco, Trump ha fatto saltare tutti i riti e le abitudini della politica americana. Non fino all’ultimo ma anche oltre: resteranno nella storia le immagini dei manifestanti pro-Trump che occupano il Parlamento e costringono deputati e senatori a interrompere i lavori e a rinviare la proclamazione del nuovo presidente.
    Così facendo, però, Trump ha anche rinsaldato quella specie di spirito di corpo che spinge i politici americani (quasi tutti, almeno) a dimenticare le appartenenze personali quando si tocca il limite, quando in gioco entra l’integrità del sistema. L’esempio più clamoroso e indicativo è quello delle elezioni presidenziali del 2000. Erano in corsa George Bush (repubblicano) e Al Gore (democratico). Alla Casa Bianca arrivò Bush grazie ai voti decisivi della Florida, dove i repubblicani che governavano lo Stato fecero strame di ogni regola e fair play pur di fargli ottenere qualche voto in più. Lo riconobbero anche i giudici della Corte Suprema (sei su nove firmarono una lettera in cui stigmatizzavano appunto quegli abusi), i quali poi sentenziarono che non c’era tempo per far ricontare quei voti. In pratica, Bush vinse le elezioni barando, la Corte Suprema lo sapeva ma non ritenne di spaccare il Paese. E Al Gore s’inchinò alla sentenza.

    Con Trump, adesso, è successo qualcosa di analogo. Sessanta ricorsi, tutti respinti. Una pesantissima sentenza contraria da parte della Corte Suprema, dove sei giudici su nove sono di estrazione repubblicana. Una parte maggioritaria del Partito Repubblicano più che pronta a riconoscere come legittima l’elezione di Biden. Il vicepresidente Mike Pence che rifiuta di prestarsi alle ultime disperate manovre. Come sempre, nelle crisi politiche, l’integrità e il funzionamento del sistema diventano i beni supremi. Quello che nessuno aveva previsto, almeno fino a qualche tempo fa, era quanto fosse profondo e radicato il sostegno popolare a Trump. E quanto l’ormai ex presidente fosse pronto a mobilitarlo contro le istituzioni. Ed è questo il vero problema politico degli Usa da domani. Trump passerà, quattro anni lontano dal potere e con il rischio di spiacevoli conseguenze (un gruppo di parlamentari democratici è già pronto a chiederne l’incriminazione per gli ultimi eventi e per aver sobillato la folla, che ha mostrato anche le armi) sono un’eternità. Ma se nel 2020 Trump ha preso molti più voti che nel 2016, vuol dire che una parte consistente dell’elettorato, e ancor più della società americana, si è riconosciuta nella sua azione e nella sua figura. È un capitale che Trump cercherà di mettere a frutto o di passare a un qualche successore di fiducia. Ma è anche una montagna che Joe Biden e Kamala Harris dovranno in qualche modo scalare e a cui dovranno dare una risposta politica e soprattutto economica.

    Non sarà facile. Ci sono milioni di lavoratori da soddisfare e soprattutto milioni di americani ai quali indicare una strada. Lo slogan “America First” di Trump sarà anche stato una rozza scorciatoia ma aveva un senso per la vasta America delle periferie contadine e industriali dei bianchi. Biden dovrà esercitarsi nella difficile arte della costruzione di ponti per raggiungere una parte del Paese che oggi lo considera un ladro di elezioni. Oggi, ma non necessariamente domani. E qui Biden non potrà affidarsi a Kamala Harris, che gli ha portato i voti delle donne e delle minoranze di colore ma che per quel compito non è, né può essere, la figura giusta. Vedremo chi tra i suoi collaboratori saprà affrontare la sfida. Senza dimenticare un certo Obama, che gli ha tirato la volata elettorale e non lesinerà di certo i suoi consigli.

    Fulvio Scaglione”

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  11. È sicuro che Trump è (è stato? Non lo so) il nostro terrificante Berlusconi, che però è durato molto di più, e ha avuto il tempo di fare molti più danni. Ma, giusto per fare un esercizio di memoria alla Travaglio, non ricorda un po’ anche il Grillo di qualche anno fa? Lo spunto di riflessione me lo offre oggi Mattia Feltri su La Stampa. Il suo pezzo inizia così:
    “‘Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi è uno di quelli. È in atto un colpo di Stato. Sto andando a Roma in camper. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo’. Sembra Trump, ma è Beppe Grillo. Me lo ricordo quel giorno, era nell’aprile del 2013. Stefano Rodotà non era stato eletto alla presidenza della Repubblica per il dettaglio che non aveva abbastanza voti, ma bastò perché si organizzasse l’insurrezione… eccetera eccetera”.
    Nessuno vuole mettere sullo stesso piano Grillo e Berlusconi, sarebbe ridicolo. È solo che la memoria, Travaglio docet, aiuta a tenere gli occhi e il cervello sempre aperti.

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    • Il caro Mattia Feltri si è ispirato ad Alessandro Sallusti, che ha fatto lo stesso parallelo due giorni fa e Travaglio ha già risposto. Poraccio manco un’idea originale.
      Poi per carità paragonare una manifestazione di piazza pacifica e senza armi all’assalto di un parlamento da parte di squinternati armati è un esercizio di stile che sulla pagina della bestia può funzionare. Qua non funziona!

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    • Federico, ricordi forme di violenza fisica, assalti alle istituzioni, cornuti o no sugli scranni del Senato? Io no. C’è una differenza abissale che M. Feltri ignora perché ha la stessa lucidità di suo padre senza la scusa della senilità.

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      • Violenza fisica no. Non volevo sovrapporre le due cose in modo così plateale. È anche una questione di comunicazione, di linguaggio. Vuole che le elenchi – sempre per rimanere nel Travaglio’s style – tutte le dichiarazioni di Grillo su Trump?

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      • Grillo dice molte cose giuste e anche qualche cazzata (di alcune si è reso conto). Ma io credo che il M5S abbia incanalato e gestito bene quelle che potevano essere manifestazioni violente in tempi difficili. In Grecia,Alba Dorata aveva toni ben diversi. In Italia, non abbiamo avuto che “vaffa” days e qualche insulto, nessuno si è fatto male. Che M.Feltri voglia rimestare nel torbido facendo paralleli assurdi non mi sorprende. Ahimè, sono pure suo concittadino…

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      • E Grillo non è POTUS, a differenza di Trump, l’impatto delle parole di McDonald è un po’ diverso…

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  12. Con le dovute differenze sia Trump che Berlusconi sono due istrioni della peggiore specie.
    Durante il loro governo, per Berlusconi pur con qualche interruzione durato vent’anni,
    hanno fatto grossi danni nei paesi da loro amministrati.
    Berlusconi oltre a far calare il PIL italiano anno dopo anno, a far aumentare il debito pubblico esponenzialmente, con le sue trentadue imputazioni giudiziarie , vado a memoria, ha distrutto il tessuto morale di questo Paese.
    Un delinquente che viene votato da milioni di italiani significa che ne ha fuorviato loro il discernimento.
    Dei pochi giornalisti che osavano criticare Berlusconi quando egli era il padrone dell’Italia uno di questi era Travaglio.
    Lo faceva con veemenza e cognizione di causa. Ne ho apprezzato il coraggio.
    In quegli anni Berlusconi ha avuto come alleati servili quelli della lega, non bisogna dimenticarlo, che così ci hanno già mostrato appieno tutte le loro capacità di governo.
    Sulle loro imprese lascio a chi ne ha voglia il piacere di documentarsi con le cronache di quegli anni. In ruoli marginali vi erano presenti sia Salvini che la meloni.
    Io ho sperato per anni che Berlusconi e quello che rappresentava sarebbero scomparsi definitivamente dalla vita politica di questo Paese, ma ancora ne sento la presenza, vuol dire che il berlusconismo è molto radicato, più di quanto pensassi, e anzi c’è il rischio che possa ulteriormente aggravarsi di scadimenti sovranisti.

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    • @Rosario,
      guarda che pure a sinistra c’erano suo “servili alleati…” (vedasi discorso di violante sulle tv del delinquente naturale…)!!!
      nessuna delle leggi vergogna, promulgate dalla destra dominata dal criminale arcoriano che teneva in casa uno stalliere mafioso, é mai stata abolita dai governi che si definivano di sinistra…!!!

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      • Sul conflitto d’interessi l’ha fatta sempre franca per cui bisognerebbe scandagliare meglio questo aspetto.
        L’opposizione non vi ha mai affondato il coltello in profondità.
        In ogni caso Berlusconi e i suoi alleati rimangono per me un pessimo esempio di malgoverno.

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  13. A me sta storia di Trump ricorda esattamente la parabola de “Il caimano” di Nanni Moretti. Alla fine la profezia del film non si è avverata con B. solo perché la f..a gli aveva dato in testa.

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