Non se ne può più: ogni volta che si critica Maria Elena Boschi si viene accusati di sessismo

(Luca Telese – tpi.it) – Si può dire “faccia da Boschi”? La domanda non è fuori luogo, se è vero che da stamattina – dopo che Marco Travaglio ha definito così la deputata di Italia Viva – la polemica (tenuta alta da tutti gli esponenti del partito di Matteo Renzi) furoreggia sui social suscitando reazioni di segno uguale e contrario.

E a questa reazione polemica, ovviamente, i renziani aggiungono una accusa netta e dura per il direttore de Il Fatto Quotidiano: “Sessismo”.

Per dare la risposta alla domanda di Travaglio, che non è affatto scontata, bisognerebbe invece chiedersi se si può dare della “faccia di…” anche a Giuseppe Conte, a Matteo Salvini, a Luigi Di Maio, e ovviamente a Matteo Renzi. La risposta è facile: sì, evidentemente si può, anche perché è già pieno di persone che lo fanno, dentro e fuori dal circuito giornalistico, senza che nessuno si indigni.

Anzi, come è noto a chi conosce le sfumature sottili della lingua italiana, “Faccia di…” può diventare persino un ruvido elogio, soprattutto quando viene condito con un aggettivo di segno positivo che ne corregge il tiro: “Sei una bella faccia di….”, che nel gergo più spicciolo, diventa quasi una sorta di vezzeggiativo. Significa, più o meno, “Sei un tipo scaltro e spregiudicato e lo sai”.

Ma non è nemmeno questo il caso. La frase incriminata del direttore de Il Fatto è: “Il primo modo di dire del 2021 è ‘avere la faccia come la Boschi’, sempreché la faccia ampiamente rielaborata che domina le 87 interviste rilasciate negli ultimi due mesi – scrive Travaglio – appartenga davvero alla deputata renziana che nel 2016 annunciò solennemente il suo ritiro dalla politica in caso di sconfitta del referendum”.

Ecco, questo non è sessismo, è satira. Ed è satira che si esercita su una contraddizione di linea, non su un difetto: il corpo come metafora, non come condanna. Può essere satira di cattivo gusto (a seconda dei gusti), forse, ma non è certo “sessismo”.

Non lo è perché, con questo termine, si indica quella fattispecie di ingiuria che colpisce la donna nella sua unicità, nel suo specifico femminile, nella sua appartenenza di genere. Sono “sessismo”, dunque, quelle offese che colpiscono una donna in quanto “donna”. Non quelle – come in questo caso – che feriscono una donna in quanto “politico”, partendo da ciò che nel suo corpo è perfettamente condiviso è identico al corpo di un uomo, anche dal punto di vista strettamente fisico (e parliamo sia della faccia sia del culo).

Poi c’è il vero tema: lo spergiuro politico. Se si fosse rimproverato a Clemente Mastella una promessa tradita (ad esempio ai tempi della sfiducia a Prodi), nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare. E nemmeno avrebbe parlato di “sessismo”, ovviamente al maschile.

Infine l’ultimo punto interessante: quello della “faccia”, su cui si potrebbe scrivere un saggio. I giornalisti politici scrutano per mestiere le facce dei politici – Giampaolo Pansa lo faceva addirittura con il suo mitico binocolo Zeiss – e io personalmente lo faccio da trent’anni.

Le facce dei politici cambiano in base al loro umore e alle loro scelte, persino per via delle loro strategie, e sono dunque una fotografia importante del loro stato d’animo. Questo è vero sia quando questa mutazione accade per scelte intenzionali sia quando accade per eventi provocati o naturali.

Si sono costruite intere pagine di letteratura – nella morigeratissima Prima Repubblica – sulle rughe profonde di Enrico Berlinguer, sulla rarissima frezza asimmetrica di Aldo Moro, sulla pelata di Amintore Fanfani, sugli occhi strabici dell’ex segretario del Psdi Longo (che con molta leggerezza Giorgio Forattini disegnò come un primate nei panni dell’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia), sull’etereità di Goria (che sempre Forattini, a proposito di facce, disegnava senza volto), sulla ciccia ridondante di Spadolini, sulla gobba mefistofelica di Giulio Andreotti (che secondo l’immortale Vincino ospitava, come un doppiofondo, un secondo cervello).

Ci si può dunque interrogare sulle evidenti mutazioni del volto della Boschi? Alla luce di tutto questo, io credo di sì. Soprattutto in ossequio di una grande massima di Oscar Wilde: “Dopo i vent’anni ogni uomo è responsabile della faccia che si ritrova”. Anche ogni donna, ovviamente. Perché dire il contrario, questo sì, sarebbe sessismo.

39 replies

  1. Travaglio per aver dato della “faccia da Boschi” alla Boschi è stato querelato…..sembra..
    poichè “la faccia da Boschi” ha dato mandato ai suoi avvocati…avvocati? quanti le servono? pure lei è avvocato, non è capace di farsela da sola?
    Che dovrebbe fare Conte a tutti quelli che l’hanno, questi si, offeso violentemente….sfidarli a duello?

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  2. Vorrei raccogliere tutta una lista di offese lanciate dai renziani, bomba per primo, contro Marco Travaglio.
    Quando lui si diverte a citare ” Il Falso Quotidiano” è un complimento o un’offesa? Giusto per sapere, visto che vi si è esercitata pure la faccia truccata dell’aretina.
    Però non ho molto tempo e già sarei impegnato a ridicolizzare il SOMARO CRIMINALE E NEGAZIONISTA in comunione col suo idolo confusionario che ogni tanto viene cazzeggiare sul blog.

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    • C’è poco di cui meravigliarsi
      Difendersi con il vittimismo è sempre stata una prerogativa della sinistra. Se non sei in linea con la loro politica non ti rispondono sul punto, d’altronde se fossero in grado di farlo non sarebbero comunisti, ma ti accusano di fascismo.
      La pensi in modo diverso sull’immigrazione, perfettamente in linea con il resto della loro tanto bella e civile Europa, sei un razzista.
      Critichi le scelte politiche di una loro rappresentante sei uno sporco misogino.
      Se sei donna e di sinistra, meglio ancora se araba mussulmana come rula jebreal, sei intoccabile, puoi dire e fare tutte le cazzate senza senso che vuoi che tutti devono prostrarsi ai tuoi piedi e se qualcuno alza il dito per porre una domanda è un sessista.
      Poi però le donne di destra invece di essere criticate sui punti della loro politica vengono ripetutamente insultate in quanto donne, offese per essere inferiori perché donne e di destra, calcando la mano su ingiurie riferite al loro corpo, poiché d’altronde i comunisti non avrebbero altro da scrivere.
      Questo è il livello del giornalismo in italia, questo è il livello dei post degli esponenti della sinistra italiana, questo è il livello degli elettori italiani.
      La politica italiana di sinistra non è fatta di idee, che poi sono le stesse anacronistiche trite e ritrite dagli anni ’80. L’elettore rosso sceglie per moda e per convenienza la squadra del cuore che in quanto tale difende in modo acritico e ignorante, motivo per cui gode quando una donna di destra viene umiliata e si scandalizza quando una donna di sinistra viene criticata.
      Questo del fatto quotidiano è un caso nuovo, fino a ieri PD e 5stalle erano uniti in questa politica di due pesi e due misure contro la destra, adesso invece gli si sta ritorcendo contro.
      Il PD ha sulla busta paga il 90% degli editoriali italiani, i 5stalle solo il fatto quotidiano, la lotta è impari e gli effetti già si vedono…

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  3. Appena un mese fa Salvini, parlando della Raggi, disse testualmente: “Questa è scema proprio, poverina”. Ebbene, tutti coloro che in quel caso hanno fatto finta di niente (e sono tanti) facendoselo implicitamente andar bene, o che comunque non ci hanno visto alcuna denigrazione gratuita a sfondo sessista, da quel momento hanno perso ogni diritto di indignarsi per episodi di sessismo, specialmente se inesistenti come in questo caso, in cui il sessismo è invocato totalmente a sproposito dai sempre numerosi e premurosi difensori d’ufficio di MEB.

    Profetica, al tempo, fu Maria Latella che, interpellata dal Fatto sull’episodio, parlava di due pesi e due misure facendo l’esempio proprio della Boschi:
    https://infosannio.com/2020/12/03/insulti-sessisti-a-raggi-zero-solidarieta/

    Cosa ci sarebbe, oltretutto, di così ingiurioso nel dare alla Boschi della “faccia da Boschi”? Se è diventato sinonimo di faccia di bronzo, la responsabilità non è certo di Travaglio, ma unicamente dell’interessata: mica gliel’ha ordinato il medico di promettere il ritiro dalla politica in caso di sconfitta al referendum del 2016, è lei che, per scimmiottare il suo capo, si è voluta giocare la faccia, e l’ha fatto di sua spontanea volontà; ora che l’ha persa, ha ben poco da frignare: se le cose fossero andate diversamente, sarebbe passata all’incasso.
    Semmai, la stessa frase sarebbe da ritenersi alquanto ingiuriosa qualora venisse rivolta ad altri.

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  4. Non ricordo bene, ma mi pare fosse il mitico T. Milian a dire “tu non ccc’hai la faccia come se culo… Ccc’hai proprio er culo in faccia!”. Sbaglio?

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  5. Allucinante davvero che paese assurdo. La cosa più vomitevole è che la povera Raggi viene insultata lei si pesantemente praticamente da tutti e nessuno a iniziare proprio dalla signorina Boschi ha mai detto mezza parola in sua difesa. Dovrebbe tacere e vergognarsi non solo come politico, il cui totale fallimento e la cui totale incapacità è sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto come donna. Si vergogni e quereli se stessa se proprio vuole fare qualcosa di buono

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    • La raggi viene criticata in quanto incapace
      Basta fare un giro per la città per rendersi conto della sua totale inadeguatezza
      Vivo a Roma e dopo 5 anni di raggi la città è irriconoscibile, sembra Caracas non la capitale di un paese europeo
      Le critiche se le merita tutte perché è stata una disonesta, non ha mantenuto una sola promessa elettorale
      Semplicemente bisogna smetterla di nascondersi dietro al sessismo. Se non viene criticata la donna ma le sue scelte politiche oggettivamente inadeguate e fallimentari allora chi parla di sessismo è un ritardato
      Questo però deve valere per tutti, senza fare due pesi due misure

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  6. Qui sopra, per chi passasse per caso da queste parti, si può avere sott’occhio il meglio dell’intelleghentsia infosannita: uno è troppo occupato a ridicolizzare un perfetto sconosciuto, tal GATTO, per avere il tempo di “raccogliere tutta una lista di offese lanciate dai renziani” (me’ cojoni!); un altro, conosciuto come “er ditone”, dice: “quanti le servono?” volendo dire “quanti gliene servono?”; un terzo gioca a chi ce l’ha più grosso e, infine, almeno fino a questo momento, c’è l’ultimo che si diverte, dall’alto della sua conoscenza del Principio di indeterminazione di Heisenberg, a rendere nebuloso il confine tra la “faccia” e di “culo”. Buona giornata.

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    • E un altro ridicolizza male tutti gli altri dall’alto della religione che ha fondato, l’ioismo di quarto ordine, epigono del Marchese del Grillo, ora noto come Marchese del Gatto “io so’ io e voi siete solo infosannio”. Ma poi sta sempre qui, perché altrimenti si annoia. Una prece.

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      • Circa l'”ioismo” (di prim’ordine ovviamente, mica di quarto come il mio…) qui avete un campione imbattibile, tal “w4ter aziendale”, alias Jerome! Ma poi, parlerebbero di “ioismo” quelli che sono gli idolatri dell’Elevato (Pagliaccio)? O quelli che, tenendo a bada il proprio ego, molto modestamente si permettono di intimare all’Orbe: “…STRESSATI DA UN’ALTRA PARTE, ché noi vorremmo dialogare a livello alto (cit.)…”! Ma vi vedete come siete ridotti, sborroncelli del caxxo?

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      • Gatto, gatto, non sta bene rispondere a me parlando male di altri… Non si fa… Hai la tua cassettina per fare la pipì, perché non la usi?

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      • Ma tu pensi che possa considerarti differente dagli “altri” se non per il fatto che sei uno dei capibanda? Legittimo quindi usare la truppa che deve essere sacrificata: le gerarchie anche se sono quelle delle teste di caxxo, vanno sempre rispettate!

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    • “a rendere nebuloso il confine tra la “faccia” e di “culo”.” Il Gatto direbbe “Sic”. Ma lui è lui, al di là del bene, del male, della grammatica e degli errori di battitura. Prepariamoci a una lezione di grammatica gattesca.

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      • Senti un po’ str0nzettin0 infosannita: dove vorresti arrivare? Il GATTO non è al di là di nulla, capito c0gli0ne? Se non comprendi ciò che scrivi né ciò che ti si dice, nessuno ci può fare niente. Ho solo sostenuto che è la dottrina dell’Essere ad essere al di là del bene e del male, non il sottoscritto, e che per questo motivo non può essere manichea, nemmeno nel significato che a te fa piacere il termine abbia: du iu anterstend? Circa le sviste, i “sic” si mettono quando, costretti a citare, si vuole segnalare l’errore, non per correggerlo (tanto più se si tratta di un evidente errore di battitura e non di grammatica…), ma per evidenziare che non è una svista del redattore del testo nel quale appare la citazione suddetta, che non può evidentemente cambiare a piacimento. Tu, che hai fatto della svista il motivo del tuo intervento, e che quindi ti potevi benissimo risparmiare, ti legittima certo a mettere un “sic”, come fa il GATTO, ma non ti cava fuori dalla figura di merd4 dovuta a un commento inutile e ridicolo, del resto, come quasi tutti quelli che il gruppetto de “La Company dell’Insulto” elargisce al basso mondo che sta al di fuori delle sue grazie. Ritorniamo perciò al mittente, la locuzione del Marchese del Grillo, la quale, a proposito di “Grillo”, penso debba attagliarsi più a voi, che a me.

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      • Non troverai un mio commento che contenga insulti, persino nei tuoi confronti. Ma ti capisco, è dai tempi di Gatto Silvestro che va così. Veneziani (voce stridula) “mi è semblato di vedele un Gatto!”. Gatto (zeppola): “queeeel maledetto Veneziani!!!”. Finisce qui. Non rispondo ai tuoi insulti e neanche alla esegesi 2021 dei tuoi “Sic”. Stammi bene.

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      • Certo: “…la religione che ha fondato, l’ioismo di quarto ordine…” è un complimento, vero c0gli0ne? Ti puoi togliere pure i guanti bianchi quando verghi offese, e sporcarti pure le mani qualche volta: risulteresti un po’ meno ipocrita…

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      • La differenza la fa il numero di 0 al posto di o che devi mettere tu per insultarmi. Ma capisco che diventi suscettibile quando non hai argomenti. Peace and Love.

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      • Il trucchetto… ma non dovevi rispondere più? Aaaahhh, questo “ioismo” sempre degli altri… Il trucchetto, dicevo, l’ho imparato dal tuo amichetto Jerome che su queste cose è imbattibile: c’è il “logaritmo” birichino della Gazzelloni (a proposito andiamo a vedere tutti gli insulti, anche tuoi, che la poveretta si becca ogni mattina da voi?) che ogni tanto si diverte a scovare parole truci e le cancella; io invece voglio che le offese a certe personcine restino ben evidenti: ecco qual è la differenza che tanto ti preoccupa…

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      • Prima ti ho risposto per educazione. Ora rispondo alle balle. Non ho mai insultato la Gazzelloni, ma a te la differenza fra critica e insulto sfugge. In questo blog c’è spazio per tutti, per chi la pensa come Travaglio, chi lo adora, chi lo odia. E poi c’è chi sta lì a fare le fusa e a miagolare, salvo poi offendersi facilmente e strepitare. C’è spazio anche per te, stai tranquillo. Ho fiducia che imparerai a farla nella cassettina, fino ad allora sei comunque benvenuto.

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      • Io invece ti rispondo per maleducazione: ma, tu che non offendi mai, “tu non ccc’hai la faccia come se (sic) culo… Ccc’hai proprio er culo in faccia!”, a chi era rivolto, a te stesso o a qualcun altro?

        Riportiamo a campione, una breve antologia delle “non offese” del Nostro:

        – Alla Gazzelloni:

        “Nell’orgia delle sue panzane sgrammaticate…”;

        “Mi è ormai evidente che i commenti della Gazzelloni siano un po’ come quelle scritte sgrammaticate sui muri, bestemmie talvolta. Le leggi, ti infastidisci e ti auguri che ogni tanto l’autore venga beccato e costretto a ripulire con la lingua gli scempi grammaticali, estetici ecc. Purtroppo, non succede mai, ma pazienza. Save The Bruna.”.

        – A Feltri:

        intimando ai non sorcini (Adele in questo caso) che “Sapendo come la pensa il Fatto, se non lo ritiene giornalismo, salti a piè pari e stia serena. Anche io leggo Porro, Senaldi e Feltri (padre e figlio) e non ne condivido un rigo. Ma lo so già prima di leggerli che sarà così e vabbè…”, questa volta salta a piè dispari e…

        “E per il nostro, così questi peti che lui spaccia per giornalismo saranno stoppati per qualche minuto…”.

        – Al sottoscritto:

        “ma poi mi lanceresti un anatema perché avresti bisogno di citare il Vangelo a cazzo per riprenderti…”;

        “Come alla Gazzelloni, anche tu fatti spiegare da qualcuno che ti vuol bene cosa significhi “manicheo”. Magari con un disegno.”;

        “Gatto, stavo pensando: ma quando finisce l’aria compressa con cui gonfi il tuo Super Io, c’è qualcuno che ti dà le medicine? Sono un po’ preoccupato…”.

        FINE.

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  7. “Il bue che dice cornuto all’asino!”
    “O corvo dixe a o merlo: cumme t’è neigru!”
    “The pot calling the kettle black!”
    “A une fesse qui dit merde à l’autre!”
    “un povero gatto che, dopo essersi reso ridicolo, si lamenta di venire ridicolizzato!”

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    • Il marinaio, che non sa come usare le opzioni “Rispondi”, ma ha ben chiare le teorie della Relatività ristretta e generale, conferma ancora una volta la sua coerenza. In più non ha capito che qui non c’è nessuno che si lamenta, ma solo qualcuno che rende la pariglia a un gruppetto di Elevati… dei miei c0gli0ni…

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  8. E’ una malattia dilagante. Non solo la Boschi ma tante altre big ,quando si trovano in difficoltà in seguito ad un attacco critico del tutto lecito nei loro confronti, la buttano in caciara mettendo in mezzo il sessismo che centra come i cavoli a merenda.

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  9. Ma il gioco qual’è, fatemi capire: ritrovarsi su questo blog, darsi ragione a vicenda e dirsi “quanto siamo fighi” prima di andare a nanna?
    Se è così fonderò un sindacato. Sindacato a difesa di tutti coloro che non si danno ragione a vicenda e che non si dicono “quanto siamo fighi” prima di andare a nanna.

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    • A parte il “qual’è”, caro Federico C, hai perfettamente centrato l’essenza di questo blog di Elevati: ma in giro, che tu sappia, il livello è dappertutto ai minimi come qui su Infosannio, oppure qualcosina di meglio – che poi non ci vorrebbe molto – si trova?

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      • @SOMARO CRIMINALE E NEGAZIONISTA
        Vedo che oggi hai raccolto i copiosi frutti della tua semina.😂😂😂😂😂😂😂
        Pernacchie, prese per il Qlo, punzecchiature e ceffoni.
        In questo gioco del soldato su Infosannio tu saresti quello che sta sempre girato di spalle a prenderle.😂😂😂😂😂
        E non è una metafora.
        E’ la vita, BESTl0.

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      • “Sarebbe interessante proporre una storia della menzogna, [a] cominciare da Machiavelli, prendere in esame Derrida che ha provato a farla disancorandola da quella dell’errore, citare Hannah Arendt secondo cui essa è ormai elevata a sistema, tirare in ballo il filosofo russo Aleksander Koyrè il quale trova una assoluta coincidenza tra quello che avviene nel totalitarismo conclamato e nella sedicente libera modernità e magari finire con Vàclav Havel ex dissidente per il quale ci troviamo in uno stadio di post totalitarismo nel quale non si impone alla gente di crede[re] e combattere in qualcosa con la costrizione, ma si riesce a coinvolgerla nella menzogna cosi che essa stessa sia vittima e allo stesso tempo megafono degli inganni. Lo strumento per ottenere questo scopo sono ovviamente i media e il loro bombardamento comunicativo, ma questa dinamica vive della paura di apparire fuori del pensiero comune, dell’area di consenso, di mettere in crisi costrutti o fedeltà senza più significato e così a forza di non contraddire la menzogna anche quando questa è sospettabile, palese o addirittura apertamente rivelata, questa diventa alla fine necessaria per svolgere la propria vita e per nascondere a stessi la propria alienazione. Ed è per questo che l’inganno diventa sempre più grande. […] Abbiamo anche creduto che fosse giusto sacrificare la tutela della salute pubblica all’economia e oggi che è giusto sacrificare l’economia alla tutela della salute, abbiamo creduto di esportare democrazia avendola completamente persa […] Crediamo a tutto questo solo perché strappare il velo di Maia e dire che ci stanno prendendo in giro significherebbe assumersi le responsabilità di una battaglia dopo quarant’anni di continua resa, perché smascherare le bugie spesso grossolane che ci vengono offerte significa mettere in crisi una dimensione collettiva ormai incardinata nella menzogna tanto più fortemente quanto più si fa finta di esigere la verità; perché siamo così abituati all’alienazione che riconquistare se stessi ci appare paradossalmente pericoloso. E allora sì, crediamo anche alla favola del complottismo che ci rende ciechi volontari e dunque cittadini virtuosi e responsabili, per i quali ormai la libertà è un peso.”.

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    • Caro Federico C, mi pare che in ogni luogo come questo ci sia chi la pensa in un modo e chi no. Non vedo il problema. Se vai su liberoquotidiano scoprirai che c’è anche qualcuno che difende Travaglio, ricevendo contumelie e persino insulti, talvolta. Amen. Comunque puoi esultare: nel tuo sindacato a favore di quelli che non si danno ragione a vicenda puoi già elencare uno che si è iscritto dandoti ragione. Fare le fusa è un’arte.

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    • Federico c,
      Scusa eh, ma l’altro giorno ti affaticava che il “brutto dei commenti era il fatto che poi ti tocca rispondere” (vado a memoria, perché a differenza di altri non ho il file .xls con i commenti di ognuno da usare all’uopo)
      E mo’ vuoi fondare il sindacato?
      Forse è sufficiente dire la tua e aspettarsi un confronto.
      Certo se vieni qui sperando di confrontarti parlando bene dell’aMEBa corri il rischio di essere insultato. Ma per quello ci sono altri posti, se proprio ti scappa di difenderla. Qualcuno, forse Wanda Marra, parlò tempo fa dell’inspiegabile popolarità del bomba e company su Twitter. Popolarità che non risponde al paese reale. Su twitter anche Calenda oltre al bomba è super popolare e Travaglio super odiato (e Gaia Tortora guida la falange armata). Basta scegliere quello che ti si confà.

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      • Cara paolapci
        io mi confaccio col mio cervello, che non so neanche se si può dire.
        Nel mio piccolo appunto non ho parlato né della Meb, né di Calenda, né di Gaia Tortora.
        Abbracci

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      • Quindi riassumendo, vorresti esprimere un’opinione diversa, ma senza confronto. In pratica tu dici una cosa e vorresti che nessuno rispondesse, approfondisse, mettesse in discussione. Beh, a casa mia si chiamano specchi gli strumenti che servono per fare ciò.
        PErché anche l’altro giorno con qualcun altro che a più riprese ti ha chiesto spiegazioni sul RDC ti sei sottratto. Avevate opinioni diverse ma non c’era animosità in chi interloquiva con te. Per carità, sei educato (a differenza mia) e ti abbraccio pure io. Però non capisco i tuoi desiderata. E no, tu non hai parlato né di aMEBa, né di Calenda, né di tutti gli altri, l’ho fatto io per fare degli esempi. Non penso che ti interessi sapere dove si riuniscono i leghisti, (purtroppo ovunque, anche qui) ho fatto io dei nomi più o meno in linea con l’oggetto dell’articolo.

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      • “Basta scegliere quello che ti si confà.”: ecco qual è la procedura dirimente dei sorcini: l’affinità! Poi è ovvio che qualcuno (Mascaro), parli di “trappole della dialettica” senza nemmeno arrossire…

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      • paolapci
        ma si che mi piace il confronto. Meno partecipare a gare di rutti, che tra l’altro non ho mai saputo fare, neanche con la coca-cola. Sul RdC ho scritto un mio pensiero, semplice e chiaro. Qualcuno ha risposto, e io ho cercato di spiegare meglio il mio punto di vista. Credo che non ci fosse granché da approfondire. Comunque la prossima volta, lo faccio solo per lei che mi sta simpatica e non so perché, starò più attento. Un saluto

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  10. Quindi tutto questo macello per un ministero alla Boschi? La signorina se non fa per forza il ministro non si sente realizzata?Si tiene sulla corda un intero paese per un’”imBOscata”,?Sentivo pure di ipotesi di lei al ministero dell’istruzione! E con che credenziali? La Azzolina pluri laureata invece sarebbe “inadatta”… E tutto per la visibilità ,per stare davanti i riflettori, per essere intervistata e fotografata ,come quando doveva andarsene dalla politica e si fece nominare sottosegretario di Gentiloni! Ma faccia la showgirl allora, oppure vada a schiacciare i ricci col q.lo! Mi viene davvero da espatriare in Antartide, se potessi.
    P.s.: Comunque è odiosa, con la frangetta o senza, perché ha perennemente il sorrisino di scherno stampato.

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  11. … E non se lo può permettere perché non ha i numeri per sentirsi superiore…
    Ma ora lo fa di continuo, perché ha coperto le gengive col labbro fillerato e non nitrisce più.
    E ora su, merito che mi si dia della sessista, perché “dentino maledetto” a Renzi si può dire, ma “Cavallina storna” alla aMEBa ( cit. Paola👏👏) no!

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