Il tempo dei giocolieri di palazzo è scaduto

(Roberta Labonia) – Matteo Renzi, in piena pandemia, con le frontiere europee che cominciano a richiudersi per la minaccia del diffondersi di una nuova variante del Covid-19 insiste anzi, si vanta, di aver generato instabilità nel Governo: “Dal punto di vista tattico ho fatto un capolavoro, perché li ho messi tutti con le spalle al muro”.

E ancora:” la politica ormai è solo tattica “Per lui governare, insomma, equivale ad una partita di “SUDOKU”. Il messaggio minatorio lo sta diffondendo da giorni anche attraverso i suoi “replicanti” a cui, come un ventriloquo, sta mettendo in bocca frasi studiate all’indirizzo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: Ettore Rosato, coordinatore di Iv: “per noi questo Governo è finito. Ministra Elena Bonetti Iv: “Io e Teresa Bellanova restiamo pronte al passo indietro. Ministra Teresa Bellanova Iv “Il tempo sta finendo, pronti a lasciare ministeri e deleghe”.

La sua ignobile “tattica”, seppure non punibile ai sensi del nostro codice penale, contravviene platealmente ai principi dettati dall’articolo 54 della nostra Carta Costituzionale la dove recita che: “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore (…)”.

Ma quale disciplina, ma quale onore! Matteo Renzi sta ricalcando, con tecniche appena più raffinate, il percorso intrapreso dall’altro pataccaro di centro destra, quel Matteo Salvini che dal papeete, in pieno ferragosto 2019, fra mojito e contorno di veline desnude, apri’ la crisi di governo del Conte I. Come andò a finire lo sappiamo. Il cazzaro verde si becco’ da Giuseppe Conte un liscio e busso al senato che è passato alla storia e ora si dibatte a vuoto come una foca spiaggiata dai banchi dell’opposizione. Ora Giuseppe Conte, a capo del suo secondo Esecutivo, sembra voler replicare lo stesso percorso: dopo aver in tutti i modi mandato segnali di distensione a Matteo Renzi ne ha piene le balle e a dettare i tempi adesso è lui: oggi ha convocato M5S e il Pd e, per martedì, Italia Viva e Leu. Ci sarà un confronto sul Recovery Plan e una verifica di Governo vera e propria. Ora è il “bomba” di Rignano ad essere con le spalle al muro: potrà scegliere fra l’ intestarsi la caduta di questo Governo (con annesso ritorno al voto degli italiani in piena pandemia), oppure restare dentro iniziando un percorso di fattiva collaborazione.

Qui non stiamo nella Firenze dei Medici e le “congiure dei Pazzi” rimango relegate ai libri di storia.

E il tempo dei giocolieri di palazzo è finito è scaduto.

7 replies

  1. Se Lorenzo non fosse morto troppo presto, i Medici avrebbero potuto unificare l’Italia. Quindi le distanze tra quella dinastia illuminata e il quaquaraqua di Rignano sono siderali, incommensurabili, improponibili se non per fare ai Medici un torto che non meritano. Però “La congiura dei Pazzi” sarebbe un titolo formidabile

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  2. Salvini fece cadere il Conte I alla vigilia dell’abrogazione della concessione ad Autostrade. Questo sembra percorrere lo stesso itinerario. La coincidenza fa sorgere i peggiori sospetti, considerando i troppi titoli giornalistici che legano soldi e personaggi vicini ai due politici.

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