Processo alle invenzioni

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – C’è solo un processo più inutile di quello di Catania a Salvini per il blocco della nave Gregoretti (scelta sciagurata e demagogica, ma difficilmente inquadrabile come sequestro di persona): quello a Virginia Raggi, che domani va a sentenza alla Corte d’appello di Roma. Chi se lo fosse dimenticato si armi di santa pazienza e mi segua in questa incredibile vicenda che farebbe la gioia di Kafka.

A giugno del 2016, appena osa diventare sindaca di Roma, la Raggi viene investita da un uragano politico, mediatico e giudiziario mai visto contro una persona che non ha fatto nulla di male. L’uragano diventa tsunami quando la sindaca si azzarda a sottrarre la mangiatoia delle Olimpiadi ai soliti noti. Appena nata la giunta, viene indagata la sua assessora all’Ambiente Paola Muraro per presunti reati ambientali commessi in 14 anni di consulenze per l’Ama, saltate fuori nell’attimo esatto in cui accetta l’incarico dalla Raggi e archiviate appena si dimette. Poi viene arrestato il capo del Personale Raffaele Marra, ufficiale della Finanza pluridecorato da Fiamme Gialle e Quirinale, per fatti di quattro anni prima, nell’èra Alemanno. Infine viene indagata la Raggi, che una processione di avversari e/o manigoldi ha provveduto a tempestare con decine di denunce. Tre indagini per abuso d’ufficio per le nomine del funzionario comunale Salvatore Romeo a capo-segreteria, della giudice Carla Raineri a capo-gabinetto e del dirigente dei Vigili Renato Marra (fratello di Raffaele) a capo-ufficio Turismo. Un’indagine per rivelazione di segreto per presunti dossier contro il rivale Marcello De Vito. E un’indagine per falso ideologico per una dichiarazione all’Anticorruzione comunale sul conflitto d’interessi di Raffaele Marra nella promozione del fratello.

Alla fine la montagna partorisce il topolino: tutte le accuse archiviate, tranne quella di falso per aver detto all’Anac che Marra, nella nomina del fratello, ebbe un ruolo “di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali”. Tantopiù che il Regolamento comunale affida quelle nomine alla discrezionalità del sindaco. Infatti fu la Raggi, su input dell’assessore al Commercio Adriano Meloni, a decidere. L’accusa è un doppio paradosso: nel Paese dei conflitti d’interessi, l’unico politico imputato è la Raggi; una volta archiviata l’accusa di complicità nel conflitto d’interessi di Marra (contestato a lui solo), non si vede perché la sindaca avrebbe dovuto mentire per coprire un delitto che non aveva commesso.

Insomma, un caso più unico che raro di reato senza prove né movente né dolo.Il processo alle intenzioni finisce direttamente in tribunale, perché la sindaca sceglie il rito immediato. E lì si scopre ciò che si era sempre saputo: la nomina di Renato Marra non fu una promozione ad personam, ma era parte di un “interpello” per la rotazione di ben 190 dirigenti comunali; lì, per evitare sospetti di conflitti d’interessi, la Raggi respinse la candidatura di Renato a capo dei Vigili e optò per un ruolo di fascia inferiore; Raffaele fece pressioni per il fratello su Meloni e non sulla Raggi, anzi alle sue spalle; quando lei scoprì che la nomina comportava un forte aumento di stipendio, si lamentò in chat con lui per non averla avvertita; nessun elemento dimostra che la sindaca fosse informata delle sue pressioni. Infatti il Tribunale la assolve perché “il fatto non costituisce reato”. Motivo: “Nel complesso la risposta del Sindaco Raggi alla richiesta” dell’Anticorruzione “appare veritiera”: nessun falso. Fu solo imprecisa quando, con linguaggio avvocatesco, parlò di “istruttoria” in senso giudiziario e non amministrativo. Il buonsenso vorrebbe che la cosa finisse lì. Invece la Procura, crollate tutte le indagini sulla giunta, ricorre in appello con un atto di 31 pagine in cui non prova neppure a confutare nel merito le 316 pagine della sentenza, né porta elementi fattuali in grado di ribaltarle. Per giunta, i pm ripetono il movente-patacca già sostenuto invano in Tribunale: e cioè che la sindaca mentì per non essere indagata per il conflitto d’interessi di Marra, visto che all’epoca (2016) per il Codice etico dei 5Stelle bastava un avviso di garanzia per imporre le dimissioni di un loro sindaco. Peccato che sia falso: Pizzarotti, Nogarin e la stessa Raggi furono indagati nel 2016 e restarono al loro posto.

La Corte ha concesso ai pm di riascoltare due testimoni, che hanno confermato come la sindaca fosse ignara delle pressioni di Marra. Dunque, ancora una volta, l’assoluto deserto probatorio e anche il buonsenso suggeriscono un’assoluzione-bis. Ma tutto è possibile. E, in caso di condanna, il Codice etico dei 5Stelle vieterebbe alla Raggi di ricandidarsi sotto le loro bandiere. A meno che si decidessero a rimetter mano alle regole interne.

L’obbligo di dimissioni è sacrosanto anche per un semplice avviso di garanzia (o anche senza) quando sia acclarata una condotta immorale e infamante che metta in serio dubbio l’onestà dell’eletto. Ma, se c’è di mezzo una posta nei bilanci comunali o un incidente di piazza (processi Appendino), o una frase controversa (processo Raggi), giustizia e politica devono viaggiare su binari separati. Confonderli significa condizionare i magistrati e condannarsi a combattere gli avversari con le mani legate dietro la schiena.

27 replies

  1. Carissimo Marco, questo è il paese dei Pulcinella, come tu scrivi, non si capisce (ma si può immaginare) lo scopo non del processo ma dell’eventuale sentenza, laddove per tanti altri processi giunti a condanne nei vari partiti e/o istituzioni, per motivi ben più gravi, nessuno chiede la testa dei condannati anzi vengono candidati, rieletti, promossi ecc.
    Comunque per quanto può valere esprimo la mia opinione: credo che il M5S ( Grillo,Di Maio, Di Battista, ecc.) debba rivedere alcuni punti dello Statuto e/o del Codice Etico. La faccio breve i due mandati dovrebbero essere rivisti o in alternativa chi li ha fatti possa mettere a disposizione la propria onestà, l’esperienza acquisita, il bene per il paese, ecc. in altre Istituzioni (Ministeriali, Regionali, Comunali, ecc.) In questo paese si ha bisogno di una classe Dirigente come appunto la Raggi e Appendino, non si può correre il rischio di tornare indietro (cosa probabile) quando dalla prima repubblica siamo passati alla seconda, dalla padella alla brace. Perchè non chiedere come la pensano tutti gli iscritti dei 5S. Senza ipocrisia seguendo il famoso slogan (non a Te) andate a vaff………

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  2. Senza una “societa’ civile ” viva, cambiare questo triste andazzo e’ cosa impervia. Comunque C. Appendino e V. Raggi “fari” da non spegnere. Col buio, iniziano i soliti giochi per i soliti “parassiti”.

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  3. Dispiace dirlo ma la magistratura,basti pensare al caso Palamara,non è indenne da condizionamenti politici di cui si conosce la provenienza.Le toghe rosse di berlusconiana memoria erano un invenzione strumetale per delegittimare chi indagava sui crimini da lui commessi realmente,tuttavia involontariamente scopriva il vaso di Pandora,nel senso che pur non trattandosi di toghe rosse ma di toghe di vari colori, i principio non cambiava(e non cambia): influenzare se non dirigere le indagini nell’interesse non della giustizia ma dei partiti.

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    • cesaregoffredogranese
      forse ti sei dimenticato che B & Previti hanno comprato sentenze.
      Se ci sono riusciti vuol dire che qualche giudice è in vendita, anche loro “tengono famiglia”.

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      • infatti, perciò ho scritto di toghe di vari colori anche se credo che fortunatamente ve ne siano anche di integerrime.

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  4. Il problema per la procura romana si chiama Raggi.
    Come hanno proceduto nelle indagini del caso Consip resta invece un mistero. Anzi, un problema.
    Hanno sequestrato gli smartphone dei giornalisti e persone a loro vicine, hanno cercato di punire il PM che aveva avviato il procedimento giudiziario. L’ufficiale dei Carabinieri che si era occupato delle intercettazioni ma, INSPIEGABILMENTE, agli occhi di persone dotate di un normale senso civico, hanno lasciato libere, Protette, le persone accusate di frodi, corruzioni e protezioni indebite da parte dei vertici militari, e che avevano bruciato un’indagine in atto.
    Il solito Porco delle nebbie.
    E il solito personaggio a beneficiarne che oggi taglieggia il governo, quello che gli offre protezione ed assicura la sua esistenza in vita.

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    • @lucapas
      Quale faro?
      Perchè un faro illumini qualcosa bisogna avercelo e poi accenderlo.
      Nell’ansia di “fare” non appena entrati nella stanza dei bottoni, i 5S
      non si sono curati che tutti i loro sforzi avvenissero nel buio più fitto
      della (dis)informazione e hanno lasciato nelle mani dei loro avversari
      fari, spot, lampadine, moccoli e candele.
      Le conseguenze di questa ingenua insipienza il Mov le sta scontando
      molto duramente, ma, malgrado ciò, ancora nulla si muove.
      Cupio dissolvi?

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      • @piroiula,
        “…Le conseguenze di questa ingenua insipienza il Mov le sta scontando…”!!!
        ma quale insipienza: basentini al posto di Di Matteo… non pare sia stata insipienza…!!!
        le riconferme di inquisiti, condannati, corruttori e corrotti ai vertici di importanti aziende di stato non pare siano state fatte per insipienza…!!!
        la nomina a capo delle redazioni rai (tipo il conterraneo del tetrapoltronaro francetta dimare) di gente stupida affinché lo stupido tetrapoltronaro possa emergere su di loro non paiono essere frutto di insipienza, il risultato (voluto?) é stata la porta in faccia al presidente dell’antimafia Nicola Morra del MoV dalla trasmissione “titolo quinto”…???
        l’elenco delle malefate dai tetrapoltronari e dei suoi accoliti destrorsi (usurpatori, traditori e pure un pò buffoni?) pare essere di entità antoligica… altro che “insipenza…”!!!

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      • Ti capisco ma, nonostante anch’io sono con te nell’accusare il M5S di aver fatto molto poco per informare correttamente gli italiani, non c’è dubbio che molti fatti parlano da soli e bisogna essere ciechi e orbi per non vedere. Ecco perché parlo di persone oneste, perché solo i disonesti e collusi fanno finta di non capire come stanno davvero le cose.

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  5. articolo di travaglio esemplare come sempre ,su una cosa non sono d’accordo,sulle pressioni di marra per promuovere il fratello,lui ha indicato all’assessore meloni la possibilità di nominare il fratello che comunque aveva i requisiti,certo non è una cosa bella ,ma da qui a parlare di pressioni ce ne passa.marra in appello verrà assolto,figuriamoci la raggi,processo ridicolo

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  6. Si dovrebbe far decidere agli iscritti (votazione) sul cacciare o meno qualcuno dal M5S. Si deve dare modo all’accusato di spiegare le sue ragioni su un’indagine o condanna a suo carico e poi mettere ai voti la sua eventuale espulsione. Stessa cosa nei confronti dei parlamentari che votano diversamente dalla scelta del gruppo.
    Sui nominati, come la Muraro (scandalosa l’indagine a suo carico), invece dovrebbe decidere SENZA PRESSIONI chi ha fatto la nomina. Non si possono perdere persone competenti, e azzoppare le giunte, per delle accuse ridicole che quasi sicuramente non portano a nessuna condanna.

    Deve finire l’era del M5S qualunquista puritano che faceva di tutta l’erba un fascio, senza discernere tra caso e caso. Questo vale anche nei confronti degli avversari politici.
    In parte è già finita quell’era, ma non è stato fatto un mea culpa su un modo di fare/pensare sbagliato che per anni è stato adottato dal M5S. Non è stato spiegato ai sostenitori che quel modo di pensare non era conciliabile con la necessità di amministrare. Mi ricordo alcune dichiarazioni assurde, tipo “chi è indagato si dovrebbe dimettere”, che nei primi anni di vita del M5S sembravano uno i 10 comandamenti.

    I magistrati sono esseri umani come tutti gli altri, con i loro pregi e i loro difetti, e non di rado si leggono di indagini e condanne a loro carico. Affidare le sorti del M5S al loro accusare/giudicare è stata una stupidaggine colossale.

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    • Io sono d’accordo con Guido, se esiste una democrazia diretta, che i presunti colpevoli possano esporre perché le accuse contro di loro non hanno fondamento. E questo non vuol dire sposare quella ipocrita presunzione di innocenza fino a condanna definitiva che ha permesso a folle di manigoldi politicastri o lacchè dei medesimi di continuare a rubare per anni grazie alla presunzione di innocenza e/o prescrizione . Gli iscritti al M5S hanno sufficiente livello etico e culturale, e spesso giudiziario, per distinguere paglia e fieno

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  7. Suppongo che domani, se non lo hanno già fatto i giornali, tipo Riformista e compagnia cantando diranno che Travaglio si scopre garantista, dal momento che per loro il fatto che uno abbia commesso un reato o non lo abbia commesso, è una questione opinabile, del resto questo è il paese in cui Berlusconi si è paragonasto a Tortora e ho detto tutto. Intanto la Raggi non urla alle sentenze ad orologeria, alla magistratura che fa politica e si difende nei processi. Le persone oneste desiderano essere assolte, i ladri puntano alla prescrizione, motivo per cui si stava facendo cadere il governo.

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    • à Paolo_a,
      “…Le persone oneste desiderano essere assolte, i ladri puntano alla prescrizione…”!
      infatti, il tetrapoltronaro e i suoi accoliti destrorsi (usurpatori, traditori e pure un pò buffoni?) vanno in giro a dire che la Raggi deve fare un passo insietro, farsi da parte, perché loro vogliono un accordo per un sindaco concordato coi ladroni, i corrotti e i corruttori (questa volta solo) di manca… (e, se secondo me non disdegnerebbero un accordo, di tipo inciuciaro, che comprendesse pure queli di destra…) tanto per loro pare sia più importante “potronare” che riprisitinare la democrazia e la giustiza nel paese…!!!

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      • Ehm, dove hai letto che Di Maio ha detto alla Raggi di fare un passo indietro? Mi è sfuggita questa sua dichiarazione?

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  8. Per fortuna la Raggi è avvocato, e un sacco di accuse basate sul nulla l’hanno sicuramente spaventata molto meno di quanto avrebbero spaventato una persona che fa un altro mestiere.
    Pensavano di andare sul sicuro con la macchina del fango, ma il fango sparato da tv e giornali sotto il loro stretto controllo, gli sta tornando tutto indietro attraverso la rete.

    Il re può andare in giro nudo solo se nessuna voce o vocina si azzarda a dire “il re è nudo!”. Ma quella vocina ora esiste e sempre più diventa una vociona.

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    • Speriamo che sia così e che ll’imponente macchina mediatica montata dalla vecchia politica corrotta e dello status quo corporativo si inceppi per permettere a una migliore realtà di farsi strada. Viva Virginia Raggi e Viva Chiara Appendino, due gemme nel panorama istituzionale italiano

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  9. I 5S con il loro codice etico si castrano da soli.
    Agli italiani che votano e fanno eleggere politici pregiudicati e soggetti in odore di essere portatori di voti mafiosi, poco importa che i 5S si dimezzano gli stipendi e cacciano chi non rispetta il loro codice etico. Gli elettori italiani preferiscono idolatrare e votare politici navigati e di lungo corso che, si vabbè, tanto rubano tutti…e per i reati degli altri bisogna aspettare il terzo grado, mentre per il non reato dei 5S i media hanno già scritto la sentenza, perché mica aspettano il terzo grado, per loro vale il loro codice etico. E a proposito, avete sentito la Meloni cos’ha detto a proposito dei suoi eletti arrestati?

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