In pandemia, piagnistei ed ego dilatati

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “La nostra pandemia invece non finisce, ma perdura, fino a data da destinarsi, con un fastidioso piagnisteo”. Veronica Gentili, “Gli immutabili”. La nave di Teseo. Visto che siamo in guerra, come da quasi un anno ci rammentano gravemente i nostri cosiddetti leader (e i cosiddetti leader di tutto il mondo), magari li avremmo desiderati risoluti come Winston Churchill, che dopo i bombardamenti visitava le case colpite, e per tenere alto il morale del popolo saliva in cima a un tetto a recitare “Locksley Hall” di Alfred Tennyson, un poema ottocentesco che già intravedeva le stimmate della vittoria nel dominio dei cieli. Di gesti emozionanti, personalmente ricordo solo Papa Francesco sul sagrato deserto di piazza San Pietro, con il Vangelo di Marco: “Venuta la sera”. E (forse non solo personalmente) non dimentico il coraggio dimostrato dal premier del mio Paese, Giuseppe Conte, quando lo scorso 9 marzo proclamò il lockdown salvando molte vite e, immagino, con la morte nel cuore. Lo ringrazio. Per il resto (e la cosa ci riguarda tutti), anche questa volta, come osserva l’autrice, “abbiamo perso la nostra occasione per cambiare e siamo rimasti gli stessi di prima”. Anzi, siamo perfino peggiorati, ritornando al nostro tran tran con un sovrappiù di puerili capricci, piagnucolando e battendo i piedi per terra.

Frignano un po’ tutti, dall’allenatore ricoperto d’oro e buttato fuori dalla Champions, che non gradisce le domande da studio, all’ex leader decaduto, per terra, che pretende le scuse altrimenti si porta via il pallone. Senza contare le calde lacrime versate dalle Alpi al Lilibeo per le disumane privazioni natalizie, con la gnagnera sui cenoni distanziati, che turbano assai la destra sovranista (roba da fare rivoltare nella tomba il Capoccione che per forgiare gli italiani dichiarava le guerre). E come dimenticare la pandemia dell’ego dilatato? Virologi, presidenti di Regione, tuttologi un tanto al chilo, il cui contributo alla conoscenza (con rare eccezioni) Veronica – che è anche conduttrice di un popolare talk show serale – liquida con un epitaffio: “Se divulgata con sufficiente convinzione, un’opinione può tranquillamente avere la meglio su un fatto”. Amen.

È al termine del suo diario pubblico e privato che troviamo la citazione di T. S. Eliot: “Il mondo finisce in questo modo, non con il rumore di un’esplosione, ma con un fastidioso piagnisteo”. Che mi ricorda ciò che in altri tempi (ma con le medesime lagne), Alberto Moravia diceva a un discepolo un po’ troppo assillante: caro, tu ti arrampichi, ti arrampichi ma non lo vedi che è tutta pianura?

8 replies

    • @paolapci
      Sono d’accordo. Seguivo il suo blog sul FQ ed ammiravo il suo acume quanto lo stile di scrittura.
      Sparita dai radar del Fatto me la sono ritrovata conduttrice nel campo avverso.
      💔 😪 La ragazza è tosta e sono certo che troverà il modo di farsi cacciare da Mediaset e tornare
      ai vecchi amori. F.to: Un amante tradito!

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  1. Nitido ritratto dell’Italietta piagnucolosa, puerile narcisista che i leader – si fa per dire – degli ultimi trent’anni hanno eretto a loro immagine e somiglianza. Per questo Conte è tanto odiato dai suoi colleghi – si fa per dire – di maggioranza ed opposizione e per questo è stimato da tanti Italiani che si rendono conto che con una persona seria a Palazzo Chigi le cose possono cambiare, se la Casta furibonda non si mette d’accordo per far sparire questo personaggio per loro nemico mortale

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  2. LA CREATIVITÀ SALVERÀ IL MONDO. Viviana Vivarelli.
    Porro che dice: “Io voglio andare a sciare quanto mi pare”. Sgarbi che insegna: “Fatti i ca..i tuoi e dominerai il mondo!”, Berlusconi: “Cerca solo il tuo piacere!” sono i falsi profeti della modernità, gli assassini potenziali che usano l’egoismo alla massima potenza come mezzo di dominazione. Ci addestrano al consumismo e al godimento egoistico, in un edonismo senza freni, ma solo perché perdiamo noi stessi. È solo un modo per prendere il potere. Fa’ quel che ti pare e sarai libero! Non ti mettere la mascherina, non rispettare le distanze, non ti vaccinare! Penserai di essere più libero. In realtà guasterai l’aggregato sociale, sarai un pericolo per tutti e sarai dominato più facilmente da chi ti usa per scopi che hanno a che fare solo con se stesso.
    Quello che tanti non capiscono è che chi incita a seguire solo il proprio egoismo lo tiene per le palle.
    Viviamo in una diseducazione imperante. Anche oggi, in tempo di pandemia, vince non chi salva vite ma chi incita al menefreghismo e all’anarchia. La chiamano libertà mentre è solo egoismo sfrenato, un egoismo vile e sprezzante che degli altri se ne frega. Abbiamo partiti che vincono solo così, in quanto eccitano la parte più basse dell’individuo.
    Ci addestrano al consumo e al piacere come fossero i beni massimi, i massimi diritti.
    Godo dunque esisto. Faccio quel che cazzo mi pare e lo pretendo quanto voglio dunque sono potente. Degli altri me ne frego, perché esisto solo io e in questo mi dilato.
    Vincono partiti che eccitano la gente con un solo programma: godi più che puoi e fregatene della legge, del diritto, dei danni che puoi procurare agli altri! Solo il piacere conta. È il programma dissolutorio di Salvini, della Meloni, di Renzi, martellato dai media come fosse verità, incistato da una pubblicità che ormai è tutt’uno con la propaganda politica.
    Tutto è merce. La vita come abuso. Il rispetto altrui che non esiste.
    Opporsi a questo andazzo di bassa lega, sentirsi responsabili anche del bene degli altri, crea di colpo una sfera culturale diversa, una nuova visione del mondo, un sistema di valori alternativi, un’etica sociale contro il pessimo edonismo individuale.
    I beni e i godimenti pervadono la nostra intera esistenza. Ma farne gli unici scopi umani è una minaccia. Se la merce e il piacere diventano gli unici scopi dell’uomo, lo divoreranno.
    La falsa libertà di fare quel che ci pare è un feticcio per manovrare la gente. La finta libertà fa di noi dei marcatori sociali che usano i prodotti o pretendono il diritto ai piaceri come segni di individualità ma, nel momento stesso in cui li usano per differenziarci, diventano gregge. Questo è il trucco del potere. Se tutti compriamo la ciabatte Lidl, siamo tutti e non siamo più nessuno.
    Le vecchie coordinate morali stanno rapidamente scomparendo. La gente, frastornata dalla manipolazione della realtà, diventata riflesso delle immagini mediali e perde se stessa.
    Solo gli outsider che si oppongono all’immoralità della cultura dominante, hanno una identità. Non sono succubi ma creatori. Là dove la manipolazione consumistica di beni o comportamenti illeciti rende tutti ugualmente gregge, la minoranza etica si libera attraverso la creatività, cerca la rivoluzione al sistema proponendo un ritorno ai valori universali della convivenza, ne inventa di nuovi, crea nuovi sistemi civili di convivenza. Sono quelli che vogliono sovvertire l’intero gioco del potere, liberando la creatività di ognuno contro il conformismo della massa.
    Là dove l’uomo è spinto a prototipi comportamentali simili, il primo passo della liberazione è la creatività di chi riprende se stesso, risveglia la propria coscienza, contrappone all’omologazione delle masse la propria identità autonoma. Non segue il gregge ma si erge in se stesso, in una nuova costruzione dove le scelte di vita non sono sottomissione al potere ma invenzione del nuovo e liberazione della creatività umana.

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