Caro direttore, sulle carceri restiamo umani: è una tragedia

(di Gad Lerner – Il Fatto Quotidiano) – Sarò ingenuo, ma credo che chi per amore di giustizia e di pubblica sicurezza persegue l’obiettivo della certezza della pena, e perciò mal sopporta l’indulgenza mascherata col garantismo di cui godono i potenti, proprio lui dovrebbe avere più degli altri a cuore la sorte dei detenuti.

Per questo mi è dispiaciuto che il direttore Marco Travaglio abbia indirizzato domenica scorsa il suo ben noto sarcasmo non solo nei confronti di Luigi Manconi, Roberto Saviano e Sandro Veronesi – che hanno la scorza dura – ma anche delle persone recluse in carcere al tempo del Covid. L’articolo spiritosamente intitolato “Tana liberi tutti” sosteneva che dal punto di vista sanitario “le carceri restano il luogo più sicuro, protetto e controllato del Paese”. E, richiamandosi al “buonsenso” (parola viziata dall’abuso che ne fa Salvini), aggiungeva che “contro un virus che si combatte con l’isolamento, chi è già isolato è avvantaggiato rispetto a chi non lo è”. Non è materia su cui scherzerei.

Immagino cosa significhi condividere una cella sovraffollata con dei positivi, per quanto asintomatici. Tanto più quando la pandemia determina lo stop ai colloqui con i familiari e alle attività di formazione e lavoro; lasciando fuori operatori sociali e volontari. Non voglio attribuire a Marco un sentimento di rivalsa – il tipico “ben gli sta, a quei criminali” – che nel suo scritto non compariva. Sappiamo entrambi quanto è diffuso nell’opinione pubblica, e chi lo cavalca: anche per questo la situazione delle carceri italiane è una tragedia nella tragedia. Basti pensare ai 13 detenuti morti nelle rivolte del marzo scorso per cause diverse legate alla loro disperazione. Se nel frattempo si è provveduto al rilascio anticipato o alla carcerazione domiciliare per circa settemila reclusi, vuol dire che le autorità l’hanno ben presente: le prigioni erano troppo piene, anche di persone non pericolose.

Proviamo, allora, a uscire dal logoro schema per cui tu ti compiaci a figurare “carogna” di fronte a noi “anime belle” del garantismo di sinistra? Lo ripeto: proprio chi ha a cuore la certezza della pena dovrebbe essere il primo a tener presenti le finalità di reinserimento sociale della pena stessa, apprezzare le buone pratiche che riducono la probabilità di recidiva dei reati, studiare misure alternative alla detenzione, e infine denunciare il sovraffollamento delle carceri per quello che è: una realtà incivile e criminogena.

Se non chiedo troppo, l’emergenza Covid potrebbe offrirci la possibilità di allargare lo sguardo e, forse, di capirci. È vero, infatti, come tu scrivi, che il virus ha causato un numero relativamente basso di morti dentro le carceri. A differenza di quanto avvenuto in altre “istituzioni totali” come le Rsa. Ciò dipende solo dall’età media assai più bassa dei detenuti rispetto agli anziani ricoverati. Ma allora andiamo a vedere quantità e qualità di cui è composta l’umanità delle carceri.

Leggo le cifre pubblicate sul sito del ministero della Giustizia: il numero dei detenuti è raddoppiato negli ultimi vent’anni. Erano 31 mila nel 1991, più di 60 mila alla fine del 2019. Nel 2010 avevano raggiunto la cifra record di oltre 68 mila. Si basi bene: tale poderoso incremento del tasso d’incarcerazione non è in alcun modo correlato a un incremento della criminalità e della delinquenza. Nel corso dello stesso ventennio il numero degli omicidi volontari è crollato dell’80%. Le carceri italiane si sono riempite in seguito a ben precise scelte legislative di politica criminale che hanno selezionato chi e come deve essere punito. Per capirci: terroristi e mafiosi (non parliamo dei corrotti) sono una piccola minoranza della popolazione detenuta. Lo stesso sito del ministero ci informa che dal 1991 a oggi è più che raddoppiato il numero degli stranieri incarcerati, in genere “pesci piccoli” dello spaccio di droga. Siamo passati dal 15% fino a oltre il 37%, per stabilizzarci sul 33%.Certo, qui il discorso dovrebbe allargarsi all’efficacia delle normative vigenti in materia di “guerra alla droga”. Certo, il boom delle incarcerazioni è un fenomeno mondiale, non solo italiano, se è vero che oggi nel mondo ci sono più di dieci milioni di detenuti, un quarto dei quali nei soli Usa. Fermiamoci qui. Ma per favore evitiamo di titillare l’impulso di chi prova soddisfazione nel sapere che il colpevole soffre.Ti ricordi, Marco, il giorno in cui due ministri, uno dei quali in divisa da poliziotto, accorsero a Ciampino festanti per accogliere un latitante catturato? Almeno noi, restiamo umani.

Ma con pene certe.

di Marco Travaglio

15 replies

  1. “Ma quanto è buono Lei.”
    Farfugliava confuso Fantozzi con la salivazione azzerata e la lingua a salsicciotto
    che faticava a stargli in bocca.
    Anche noi, ammirati e commossi, ripetiamo lo stesso elogio rivolgendolo a Gad Lerner,
    che non sarà un Megadirettore Galattico (quello è Marco Travaglio) ma di sicuro è
    uno degli Ultimi Buoni Samaritani rimasti sulla faccia della terra.

    Quando Marco si sarà liberato di un simile insopportabile ipocrita sarà sempre troppo tardi!

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    • pieroiula
      tanto vale che io me ne stia in panciolle.
      Possibile che mi anticipi anche le battute?
      a Fantozzi e il Megadirettore avevo pensato prima iooooo…

      Gad si comporta come il cuculo, l’uccello “parassita” per antonomasia
      prima se ne va a fare l’anima candida (de li mort…) da un’altra parte e meglio è.
      Ma cercherà di farsi cacciare per strillare a vittima, come ha sempre fatto in tutta la sua carriera.

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      • @adriano58
        Eh…eh…eh… (risolino sardonico) sarà meglio che ti dia una mossa, Adriano… altro che panciolle!.
        Se per caso fossi arrivato anche tu a collegare il Sigfrido nostrano (Ranucci) con quello nibelungico
        come ho fatto nel commento in un’altro articolo di oggi, allora può voler dire che esiste una qualche
        forma di “sintonia mentale” tra di noi che rasenta la telepatia.

        P.S.: Non ci credo io per primo alla str…ta che ho appena scritto, ma, forse te ne sei accorto, ultimamente
        mi piace cazzeggiare più del solito.
        Chiedo venia a te e a tutti gli amici del forum. Ciao.

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      • pieroiula
        mah separati alla nascita?
        come quel film I gemelli con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito????
        🤣🤣🤣🙂🙂🙂🙃🙃🙃

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      • @adriano58
        Separati alla nascita?
        Sai che non ci avevo pensato?
        Potrebbe anche essere.
        Naturalmente io sono Arnold e tu sei Danny! 🤣

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      • Ma guarda ‘sti due come si divertono: sarei poi io che fa battute da elementari… La banalità del “bene”…

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    • Gad alza e Marco schiaccia, sarà una furbata ma funziona alla grande, per cui non credo che se ne voglia liberare tanto presto, probabile anzi che l’abbia assunto apposta per fargli da controcanto e/o da spalla.

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      • @Jonny Dio

        Hai ragione Jonny, non ci avevo pensato, la pochezza delle argomentazioni di Lerner, Manconi e di Saviano (che nell’ultimo suo articolo la butta in calcio d’angolo) fa emergere la concretezza inoppugnabile delle argomentazioni di Travaglio.

        Questa diatriba ha il grande merito di aver “stanato er sorcio” che oramai, da troppo tempo, si nascondeva dietro parole ipocrite e demagogiche.

        Anche se condivido in gran parte quanto ha già scritto un altro Jonny, Honesto, sui sedicenti intellettuali di sinistra che amano fare i generosi con il culo dei poveri che a parole dichiarano di voler difendere, dissento su un punto.
        Non si tratta solo di indossare un vestitino che li renda più belli, equi, generosi, buoni degli altri.
        Quel “vestitino” è strumentale ai voleri del padrone.
        Non si comportano così per essere amati ma per essere stipendiati.
        Scarcerare qualche criminale di quelli piccoli, consente la scarcerazione anche di quelli grossi.
        E’ questo il garantismo peloso di cui si fanno promotori.

        Questo lo penso di Lerner e Manconi. Faccio un po’ più fatica a dubitare della buona fede di Saviano: è stato così attaccato dalla destra fascioleghista che si è rifugiato (comprensibilmente) nelle braccia di una certa sinistra, dove i Manconi e i Lerner la fanno da padroni. Spero si renda conto di aver scritto cazzate.

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      • @ Andreaex (ex Exandrea)

        Si comportano così perchè vivono in una società dove il recitare quella parte gli consente di vivere meglio che se non lo facessero, in definitiva fanno ciò che più gli conviene. Finchè ciò non implica commettere dei reati, è atteggiamento moralmente discutibile ma non mi sentirei di condannarli per questo.

        Manconi è l’unico dei tre che si può capire: dati i ben noti trascorsi in Lotta Continua, è fin troppo ovvio che sia ideologicamente contrario al carcere.

        Lerner, come abbiamo visto, checchè se ne dica e pensi rimane un ottimo affare per Travaglio, essendo un grande alzatore in supporto ad un grande schiacciatore, col simpatico e forse voluto effetto collaterale (anche se non ci vedo niente di peloso) di rendere il Fatto più pluralista di altre testate, anche di quelle poche realmente indipendenti, dimostrando di non aver paura di ospitare opinioni contrastanti.

        Con Saviano il discorso è un po’ più complesso. Quello che mi lascia più perplesso è l’evoluzione del personaggio, che almeno in parte è coincisa con l’evoluzione di quella che resta, di gran lunga, la sua opera più famosa.
        La sua condanna a morte da parte del clan dei Casalesi risale all’uscita del romanzo Gomorra (2006) nel quale quello che, fino ad allora, era un giornalista, raccontava con dovizia di particolari uno spaccato della realtà camorristica campana, quindi si può capire benissimo il perchè: molte delle cose narrate in forma romanzesca erano vere, e questo ai clan non ha certo fatto piacere. Poi la scorta, gli anni della paura, dell’esilio a New York. Fin qua, ci siamo.
        Nel frattempo, Gomorra diventa prima un film, poi una serie tv di quasi 50 episodi, adesso anche lo spin-off L’immortale. I personaggi cambiano, i riferimenti sono sempre meno reali e più romanzeschi, tutto si trasforma in una grande fiction di camorra nella quale il messaggio iniziale di denuncia e, soprattutto, di condanna, finisce con l’essere completamente stravolto.
        E’ diventata una storia come un’altra su quanto sia fico fare il camorrista, e, purtroppo, succede che molti ragazzini che vivono in realtà disagiate ne subiscono il fascino e finiscono con l’identificarcisi, fin da giovanissimi.

        Non voglio certo dire che la condanna iniziale sia caduta in prescrizione (in ambiente d’onore è un concetto che proprio non esiste), che non meriti la scorta o peggio, ci mancherebbe altro. Però, i fatti che ho esposto, uniti alle sempre più stravaganti (per non dire altro) prese di posizione di Saviano negli ultimi anni, mi inducono a pensare che una sorta di equilibrio delle parti sia stato raggiunto, e che in qualche maniera questo produca benefici per entrambe.

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  2. Mai piaciuto lerner così come feltri e abbate,leggo il fatto da che è nato.spero che anche lerner sia fatto fuori,perché va bene una voce fuori dal coro,ma servono i fatti e il buon gad non li ha.

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  3. Questo «ci è o ci fa?»
    Cosa ci tocca leggere… Gad per favore, sei in ritardo di quasi 140 anni, il “libro cuore” è ormai superato.

    “Immagino cosa significhi condividere una cella sovraffollata con dei positivi, per quanto asintomatici.” Quando mai questo succede: i carcerati possono immaginarlo esattamente quanto lo immagini tu.

    Restiamo umani? Che «organo genitale maschile» dici? In che mondo vivi? Le cose che dici le pensi veramente oppure le dici perché dirle ti fa sentire magnanimo, buono, positivo, superiore?

    Eppure sono convinto che tu sia intelligente e io odio gli sprechi. Soprattutto lo spreco di intelligenza.

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  4. La povertà delle argomentazione di Lerner è davvero sconfortante, un chiacchiericcio fintobuonista che prescinde dai numeri reali e quando li cita non sa interpretarli. La replica di Travaglio sembra il giudizio del prof al compitino dell’alunno ripetente.

    Una cosa è certa, questi sedicenti intellettuali non hanno più nulla di utile da dire alla collettività.
    Scrivono per compiacere da troppo tempo, oramai hanno perso anche il senso della loro professione (ammesso che lo abbiano mai avuto.).

    Travaglio si conferma un grande…. anche se qualche volta mi fa incazzare.

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  5. Si .. in effetti sembra che l’articolo sia stato scritto sotto uno stato allucinogeno; il giornalista sicuramente nella sua vita non ha mai incontrato un delinquente vero, qualcuno che, per esempio, per scippargli la borsa gli ha stroncato il braccio e una gamba o altre prelibate delicatezze da gustarsi il giorno delle festività .. Lei, signor giornalista, propone un’alternativa al sovra affollamento delle carceri un tantino tintillamente ingenua, forse farne di più, più piccole con un numero minore di detenuti, avviare percorsi di riabilitazione seri e non all’acqua di rose o zoppicanti come spesso accade; avere dell’ acido in faccia le sembra bello, un gesto carino da ripetersi tutte le volte che qualche neurone si mette a ballare più forte? O invitare donne farle innamorare per poi farle fuori se si affezionano troppo? Le sembra un comportamento civile come quelli che ammazzano o spacciano ogni bene pur di racimolare denaro per farsi? La pena dovrebbe essere scontata fino all’ultima goccia altrimenti che pena è? lei pensa che un detenuto non riabilitato ascolti la voce della sua coscienza e giunga finalmente a comprendere che fare del male è peccato? Certo mi hanno liberato, sono stato buono continuerò a fare il buono come 2 + 1 è uguale a 3? Liberi pure tutti i detenuti che vuole, ma se li porti nella sua villa al mare in villeggiatura o nella sua barca .. credo che cambierebbe subitamente idea.

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  6. Forse ho esagerato nell’elencare reati, ma si può restare umani davanti ad una belva? Perché parlare di cose insulse, che scopo ha? Perché fiumi di inchiostro e giri di parole? E’ una gara? Mi chiedo: forse per millantare una maggiore destabilizzazione e andare contro un ordine costituito che da secoli ha anche recluso anarchici e liberi pensatori politici alla Bakunin? che senso ha fare di tutti i detenuti del novelli Gramsci? Sono colpevoli punto. Ma il gioco non è chiaro.

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