Osservazione spicciola

(Andrea Zhok) – Naturalmente Crisanti ha pienamente ragione ad essere assai cauto sui vaccini Speedy Gonzales, rilanciati a colpi di annunci a beneficio delle borse.Questo è uno di quei casi in cui gli interessi degli acquirenti (gli Stati, di tutto il mondo) e gli interessi dei venditori (le industrie farmaceutiche, multinazionali) coincidono in maniera integrale.

Già questo fatto, da solo, inviterebbe a una certa prudenza. (Questo ovviamente non ha nulla a che vedere col complottismo, perché qui siamo in presenza sia delle motivazioni per ottenere un certo effetto che della capacità fattuale di ottenerlo).

A ciò si aggiunge una sperimentazione fatta a tappe forzate, in cui per ragioni manifeste e scientificamente inconfutabili, non abbiamo a disposizione il tempo per valutare effetti di medio termine. (E questo, ovviamente, non a nulla a che vedere con l’antiscientismo No-Vax: esiste una casistica storica ufficiale sui rischi di vaccini somministrati prima di un’adeguata finestra di controllo.)

Dunque le uscite alla Mentana, che invoca il vaccino obbligatorio – e tutto il resto sarebbe pregiudizio antiscientifico – dimostrano soltanto la assai limitata competenza scientifica (e politica) di chi le pronuncia.

Spero che su una questione così delicata riusciremo almeno a evitare la discussione per fronti ideologici, di cui davvero non si sente il bisogno.

22 replies

    • Perché attaccarsi alla forma che qualcuno dei tuoi contubernali, qui, ha definito “insulsaggini varie”, che diventano tali solo quando a perseguirle sono gli affermazionisti: forse perché, pian pianino, si sta arrivando al redde rationem del “negazionismo”, al quale, sempre più insospettiti e insospettabili personaggi stanno aderendo loro malgrado? Ci dica, egregio ingegnere…

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    • Hai ragione, Angelo, almeno due lunghi incisi li poteva evitare, con una sana punteggiatura. Anch’io, spesso, tendo ad usare le parentesi per spezzare periodi troppo lunghi… e me ne dolgo.
      Il contenuto dell’articolo è, invece, secondo me, del tutto condivisibile e conferma la mia profonda stima verso l’autore.

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      • Questo è il primo suo articolo, lo seguirò quindi.
        Certo hai ragione sul fatto che sia condivisibile. Aggiungo che non c’è bisogno di ulteriori motivi per essere prudenti. La prudenza va sempre applicata. È la saggezza da sola a invitare alla prudenza, a suggerire di non prendere rischi non necessari.
        Mentana ha messo il carro davanti ai buoi con un’affermazione estremamente divisiva e molto difficile da giustificare. Se si dovesse arrivare a un obbligo vaccinale, sebbene io ritengo che contro il SARS-COV-2 non succederà mai, sarebbe un grosso fallimento dello Stato causato in buona parte dal comportamento irresponsabile di una frangia dell’opposizione.

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      • No, Angelo, non è il suo primo articolo pubblicato su Infosannio, è almeno il terzo! Il primo che ho letto era meraviglioso, non ho altre parole. Non so se si possa fare una ricerca in base all’autore o al titolo che è “Quali sacrifici”?
        Altrimenti puoi tornare indietro agli articoli più vecchi, almeno 3 o 4 volte. Ti stupirà.

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  1. Non solo Mentana…. “Bisognerà fare una campagna per convincere, quando sarà il momento, le persone a vaccinarsi – ha detto il fondatore de Il Fatto Quotidiano – Lo stato deve renderlo obbligatorio e dovrebbe essere molto severo nell’applicazione di questo vaccino perché a questo punto, chi non si vaccina, non fa soltanto una scelta negativa per sé, ma fa una scelta negativa per la comunità e questo è inaccettabile“.

    Democraticamente vostro
    Antonio Padellaro

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  2. Ai vari complottisti che oggi tirano fuori la testa dal tombino delle fogne in cui vegeta o.

    I dati dei due vaccini di Pfizer e Moderna sono “affidabili” e la velocità con la quale sono stati sviluppati “non ha compromesso la loro sicurezza e la loro integrità scientifica”. Lo ha affermato Anthony Fauci, il massimo esperto di malattie infettive negli Stati Uniti e membro della task force anti-Covid della Casa Bianca.
    “I risultati ottenuti – ha spiegato Fauci – sono la conseguenza dello straordinario progresso scientifico fatto su questo tipo di vaccini che ci ha permesso in pochi mesi di fare cose per le quali finora ci volevano anni”. Fauci ha anche allontanato le preoccupazioni legate a una eventuale politicizzazione dei vaccini: “I dati sono stati valutati da un gruppo indipendente di esperti senza alcun legame né con l’amministrazione, né con me, né con le società farmaceutiche”.
    Però l’estensore dell’articolo e i virologi della CEPU Mira Lanza che si lanciano in arditi complotti la sanno certamente più lunga di questo scienziato.
    Perché a breve presenteranno le prove di sostegno ai loro dubbi. Le controdeduzioni inoppugnabile.
    La data per la conferenza stampa, PLEASE?

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    • Il problema è che non ci sono dati a medio e lungo termine e non ci possono essere perché richiedono altri mesi di studi. Si sapeva dall’inizio, chi vorrà fare il vaccino lo farà, ma dovrà anche essere informato di questo semplice fatto, cioè che per valutare la sicurezza di un vaccino ci vuole tempo e questo tempo non è passato, perché c’è un’urgenza e si è fatto in fretta. Se si prendono per verità incontestabili tutto quel che dicono i cosiddetti massimi esperti, forse ancora non ci si è resi conto di quanto questi fossero impreparati di fronte alla pandemia e delle pessime figure che hanno rimediato, a partire da Burioni, per finire al fronte semi-negazionista Bassetti, Silvestri, Zangrillo, Bacco o gli immuni di gregge Tegnell, Vallance ecc. Fauci non è certo a questi livelli, ma non credo si possa affermare oggi che i vaccini siano del tutto sicuri e, a mio avviso, è troppo legato alle case farmaceutiche per considerare indiscutibili le sue affermazioni. Detto questo che fare? Bisognerà lasciare la libertà ad ognuno di decidere se vaccinarsi e dare priorità ad anziani e personale medico-ospedaliero. Credo che in Italia si andrà in questa direzione.

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  3. 18 Aprile 2020
    Il giornale.it

    Nel già complesso scenario sanitario ed epidemiologico causato dal nuovo coronavirus, ad alzare la voce adesso ci sono anche i no-vax. Nonostante la situazione di emergenza e nonostante da più fronti si dica ormai da settimane che il vaccino potrebbe essere l’unica soluzione per tornare ad avere una normalità nel Paese, e non solo, i movimenti contrari alle vaccinazioni si fanno sentire ed esprimono la loro contrarietà alle vaccinazioni obbligatorie per il Sars-CoV-2. A farsi portavoce della follia dei no-vax è Stefano Montanari, già noto per le sue posizioni in materia, che è stato raggiujnto telefonicamente dall’agenzia Adnkronos.

    “Non può esistere un vaccino per un virus che non dà immunità come il Sars-CoV-2, e che ha anche l’aggravante di mutare velocemente. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri non sa di cosa parla. Questa malattia non è vaccinabile”, ha sentenziato l’uomo che si definisce “lo scienziato più grande del mondo. Anzi quella è mia moglie.” Ecco che, quindi, Stefano Montanari ha passato la linea al suo coniuge. Antonella Gatti ha una visione esattamente in linea con quella del marito e ne espone le ragioni: “Qualcuno ha già detto che c’è un ceppo di Wuhan, un ceppo italiano, che è a sua volta diverso da quello tedesco. In più leggo che è già mutato, qualcuno in letteratura ha detto che muta ogni 6 mesi. Quindi fare un vaccino per tutti è tecnicamente impossibile. Prima di dire ‘facciamolo a tutti’ bisogna verificare. Ho lavorato una vita sui biomateriali e so che prima di mettere qualcosa nel corpo umano bisogna studiarlo bene.”

    Ma alle parole deliranti di Antonella Gatti fa eco pure Dario Miedico: “Un vaccino se non sarà studiato a fondo per l’aspetto della sicurezza, rischia di creare danni peggiori dell’epidemia.” Miedico, radiato dall’Ordine dei Medici di Milano nel 2017, è da anni uno dei punti di riferimento del movimento no-vax, nonostante lui tenga a sottolineare di non essere contrario alle vaccinazioni ma solo alla loro obbligatorietà. Miedico, che è un medico legale, invece, sostiene che l’epidemia si sia diffusa con questa portata a causa di una gestione erronea e non nega che se ci fosse un vaccino valido sarebbe il primo a vaccinarsi, dietro garanzie. Tuttavia, al telefono con l’Adnkronos, fa poi marcia indietro: “Il vaccino è follia, ma non solo obbligatorio, anche facoltativo. Perché non sappiamo assolutamente niente e può essere pericolosissimo. Io non sono contro ma proprio perché non sono contro so che i vaccini possono essere pericolosissimi.”

    Montanari e Gatti sono, invece, totalmente refrattari all’idea, soprattutto Montanari, che ha già ricevuto una denuncia dal Patto per la Scienza per le sue affermazioni sul coronavirus. L’uomo si infervora quando si prospetta l’obbligatorietà del vaccino e tira addirittura in causa la Costituzione Italiana: “L’articolo 32 della Costituzione lo dice espressamente. E la libertà personale è inviolabile. Ci sono inoltre fior di trattati internazionali che l’Italia ha firmato che lo ribadiscono. Compreso la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.” I due hanno dichiarato di lavorare in laboratorio a una soluzione contro gli effetti mortali del coronavirus, che stando ai loro studi sarebbe soprattutto l’embolia polmonare: “Io l’ho studiata e ho anche inventato degli aggeggi per impedirla.” Antonella Gatti ha aggiunto che, stando a quanto emerso finora, il Covid-19 avrebbe incidenza soprattutto sugli anziani e non in persone che stanno bene, pertanto “Iniettare un virus in una persona non è sempre una cosa buona. Non è questione di essere contro i vaccini, è un discorso tecnico – sostiene – Per fare test sui biomateriali ci impiegavo più di un anno. Qui sono passati due mesi. Se poi mi viene il cancro cosa faccio?”

    Insomma, i no vax non si fermano nemmeno di fronte alla pandemia.

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  4. 20/11/2020
    A che punto siamo con il vaccino per il coronavirus e quali sono le terapie attualmente in uso

    In questo articolo IN CONTINUO AGGIORNAMENTO proviamo a capire a quali scoperte si è giunti.
    Gli articoli rappresentano una selezione ben ponderata, ma non certamente esaustiva sul tema.

    #NOVITÁ
    Vaccini:
    • BNT162b2, vaccino Pfizer e BioNTech: pubblicati i risultati dello studio di fase 3 e annuncio della conclusione
    • mRNA-1273 di Moderna: efficacia al 94,5% in fase 3
    • Sputnik V, il vaccino russo: efficacia al 92% in fase 3
    • Vaccini in fase III (→ su http://www.ars.toscana.it): CoronaVac, Gam-COVID-Vac Lyo, Nanoparticle Vaccine With Matrix-M1™ Adjuvant, Vero cell
    • Revisione sistematica e metanalisi sui candidati vaccini contro SARS-Cov-2 (4 nov)

    Terapie:
    • Interferone (SNG001) inalato contro il coronavirus in UK (12 nov)
    • Idrossiclorichina: uso profilattico pre-esposizione scarsi benefici (5 nov)
    • Anticorpi: Bamlanivimab (11 nov); riduzione della carica virale (28 ott)
    • Plasma iperimmune: il nostro approfondimento tra evidenze scientifiche incerte e appelli alla donazione (10 nov)
    • Remdesivir: studio randomizzato benefici su guarigione e mortalità (5 nov); FDA approva il trattamento e OMS dubbi sulla efficacia (22 ott)
    • Tocilizumab: review sistematica evidenzia potenziale efficacia ma scarsi benefici in studi clinici randomizzati (4 nov, 21 e 20 ott)
    • Baricitinib: terapia promettente nei pazienti con polmonite moderata (30 ott)
    • Desametasone in pazienti ospedalizzati (27 ott)
    • Solidarity trial: remdesivir, idrossiclorochina, lopinavir-ritonavir e interferone scarsi effetti sulla mortalità a 28 giorni (15 ott)

    Vaccini: a quali tipologie si lavora
    La Coalition for Epidemic Preparedness and Innovations (CEPI), organizzazione internazionale che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo e lo stoccaggio di vaccini contro microorganismi in grado di causare nuove e spaventose epidemie, sta coordinando i numerosi progetti per la preparazione di vaccini contro il virus SARS-CoV-2.
    A causa della recente scoperta del virus e della difficoltà di prevedere il tipo di risposta immunitaria prodotta, le strategie adottate risultano molto diversificate fra loro e, di conseguenza, il tipo di vaccino in grado di proteggere dall’infezione.

    In particolare, i ricercatori stanno lavorando su:
    Vaccino a RNA: si tratta di una sequenza di RNA sintetizzata in laboratorio che, una volta iniettata nell’organismo umano, induce le cellule a produrre una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria (producendo anticorpi che, conseguentemente, saranno attivi contro il virus).
    Vaccino a DNA: il meccanismo è simile al vaccino a RNA. In questo caso viene introdotto un frammento di DNA sintetizzato in laboratorio in grado d’indurre le cellule a sintetizzare una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria
    Vaccino proteico: utilizzando la sequenza RNA del virus (in laboratorio), si sintetizzano proteine o frammenti di proteine del capside virale. Conseguentemente, iniettandole nell’organismo combinate con sostanze che esaltano la risposta immunitaria, si induce la risposta anticorpale da parte dell’individuo.

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  5. Vaccino Covid, Irbm: “Entro primi di gennaio consegna prime dosi”
    “Mantenendo un approccio prudente, intravediamo la meta. Prima di Natale noi avremo terminato la fase 3 sul vaccino Oxford-Irbm-AstraZeneca e quindi penso che, al netto del tempo che le agenzie regolatorie prenderanno per esaminare il prodotto, entro i primi di gennaio si possa cominciare a consegnare le prime dosi” all’Italia. Lo ha detto Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm a Pomezia, intervenendo all’incontro ‘Unione europea alla sfida del Covid-19’, organizzato dal Parlamento Europeo.

    “Per l’Italia per quanto ci riguarda – ha aggiunto – la prima consegna prevede oltre 2 milioni di dosi, 70 mln entro giugno 2021. Il vaccino costerà 2,80 euro a dose nel corso della pandemia”, ha precisato. “Mi aspetto che entro la metà dell’anno prossimo saranno validati 6-8 vaccini. Il mercato è sterminato e c’è gloria per tutti – ha evidenziato Di Lorenzo – anzi è una ricchezza avere più vaccini”, magari adatti a fasce diverse.

    I test di sperimentazione sul vaccino Oxford Astrazeneca Irbm erano stati sospesi dopo un caso di malattia tra i partecipanti.
    È stato successivamente comunicato che si trattava di un volontario che aveva ricevuto placebo e non vaccino.
    Perché i volontari erano stati divisi in due gruppi secondo la tecnica statistica del doppio cieco. Tutti si erano sottoposti a puntura, ma solo a metà era stato inoculato il vaccino, mentre ai restanti un placebo.

    Un esperimento in cieco o in doppio cieco è in termini figurativi un modo per definire un esperimento scientifico dove viene impedito ad alcune delle persone coinvolte di conoscere informazioni che potrebbero portare a effetti di aspettativa consci o inconsci, così da invalidarne i risultati.

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    • Grazie Jerome B. per le informazioni e le fonti che riporti.
      Apprezzo particolarmente la tecnologia dell’RNA in quanto non richiede i reattori per produrre la proteina, ma utilizza le cellule del vaccinato. Mi sembra un’ottima idea.

      Mi ha fatto sorridere quel sedicente esperto di cui parli, quando dice “Io l’ho studiata e ho anche inventato degli aggeggi per impedirla.” Uno che definisce le sue invenzioni “aggeggi” a prima vista fa la figura del cialtrone. 🙂 Si gioca così molti punti di credibilità. Come si suo dire: non c’è mai una seconda occasione per fare la prima impressione.

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      • Ma guardate come si agita quello che ha la testa sempre fuori dai tombini, ma piena dei loro contenuti… ma vafanculo, pajasso!

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