Affermazionisti: professione idiozia

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Ormai c’è un filone narrativo che va alla grande: non c’è giornale, rivista, trasmissione televisiva che non dedichi un servizio, un’inchiesta, una testimonianza al negazionismo. Uno dei più “documentati” è comparso sull’Huffigtonpost e si avvale di contributi prestigiosi con l’intento di effettuare un’analisi del fenomeno con tanto di fonti e pareri di esperti.

A cominciare dalla  professoressa di Storia della Medicina all’Università degli Studi di Firenze, Donatella Lippi, che può esibire autorevoli referenze, compreso il sostegno militante alla  lista Nardella, che  racconta  come nei secoli siano state molte le malattie epidemiche ad essere state negate, dalla febbre puerperale alla Spagnola, dal colera la cui diffusione venne attribuita a un “virus borbonico”, alla peste del 1630.

Ad essere pedanti, si potrebbe pretendere da una accademica di storia della medicina che non negasse il dato di fatto che, nel caso della Spagnola come della peste nera, la virulenza dell’epidemia aveva trovato terreno fertile e un humus favorevole nella miseria, nella fame e in una crisi economica che aveva reso ancora più inefficace qualsiasi forma di profilassi, condizioni che hanno molto a che fare con la nostra contemporaneità.

Ma questo passa ormai l’informazione: così un’altra autorità chiamata in campo è uno psicologo di quelli un tanto al chilo al servizio delle Risorse Umane delle imprese- professore associato presso il College of Business Administration della Kent State University   in Ohio –che esplode un concetto illuminante:  “quando si trovano in periodi di particolare stress e ansia e c’è una minaccia, le persone sviluppano strategie per proteggere se stesse, il loro senso di sicurezza. E uno di questi è semplicemente negare l’esistenza della fonte minacciosa”. 

La pensa così anche un altro bel tomo in un articolo a sua firma non su Science, ma nientepopodimeno che su Forbes, tale Prudy Gourguechon, “psichiatra e consulente dei leader nel mondo degli affari e della finanza sulla psicologia che sta alla base delle decisioni critiche”, che illustra come  “I meccanismi di difesa come la negazione sono irrazionali, ma protettivi…. Per superare in astuzia la negazione è fondamentale rispettarne il potere, apprezzarne il valore adattivo, fare appello all’emozione e non all’intelletto e offrire l’alternativa di sfidare l’ansia a breve termine e il disagio emotivo, per averne un guadagno a lungo termine”.

Ci giurerei che ha già pronto un instant book, un manuale da dare alle stampe in forma di simpatica strenna su Amazon, con la ricetta per “vivere bene e in armonia con se stessi col Covid”, da aggiungere alla sua pubblicistica su come “mettere a frutto” la frustrazione dopo un divorzio o un licenziamento e a quella di supporto alle aziende, già sfornata a marzo, per “spingere il proprio brand durante la pandemia”.

Bontà sua a differenza di Galimberti o di tal Lorenzo Tosa che ne chiedeva il Tso, invece di liquidare semplicemente come matti da richiudere in istituzioni totali  i “negazionisti” e visto che con loro non serve fornire prove, opporre ragionamenti, suggerisce di fare appello alla comprensione, “entrando in empatia”,  con la carezzevole indulgenza riservata ai deficienti.

Ecco, essendo già stata arruolata nella categoria e invitata a “crepare di Covid così impari”, per aver osato criticare, come ormai sempre più cittadini, la gestione dell’emergenza, retrocessa a crisi sanitaria per negare – in quel caso, si – che è uno degli effetti prevedibili di una crisi sociale che ha incrementato come nel’600 la povertà, la circolazione di malattie, condizioni igieniche deplorevoli per la demolizione del sistema sanitario, mi aspetterei quel tanto di empatia da impedire alle autorità politiche (centrali e regionali) e scientifiche e ai loro comunicatori (dallo Studio Ambrosetti ai giornalisti in passerella nei talk show) di negare le proprie colpe, attribuendo le seconde, terze e quarte ondate (chissà quante ce ne aspettano adesso che i decisori dimostrano di non sapere più come cavarsela se non con la narrazione apocalittica) ai comportamenti irresponsabili della popolazione, dedita a apericene, rave party, grigliate, ammucchiate di scambisti e al miserabile sfruttamento del bonus vacanza.

Mi consola che tra i negazionisti della prima ora potrebbe starci bene, alla pari con Agamben, da qualche tempo regredito secondo i critici a riduzionista, il presidente dell’ISTAT Gian Carlo Blangiardo che ha dichiarato che il numero dei decessi per il Covid 19 risulta inferiore a quello dei decessi per malattie respiratorie, che nel 2017 sono stati 53.372. O uno dei più autorevoli virologi, Didier Raoult che ha espresso forti dubbi  sulla “importanza” dell’epidemia e sull’efficacia delle misure di isolamento, che in un’intervista ha definito una superstizione medievale. Per non citare i dati contraddittori dell’Oms, le statistiche farlocche o manipolate dello stesso Istituto Superiore di Sanità, che sembrano fatti apposta per creare quella sfiducia nelle fonti che animerebbe complottisti e eretici e gli studi che insinuano il dubbio che il virus circolasse da mesi  prima del Grande Allarme.

Ora, è vero che viviamo un tempo  in cui il senso critico nei confronti del potere è stato cancellato come una colpa, marginalizzato,  screditato e ridicolizzato come arcaica manifestazione di comportamenti irrazionali e irrealistici da mettere al bando e da far assorbire da una spirale di autocensura e conformismo.

Ma almeno avessero avuto il buongusto di chiamarci eretici, termine più appropriato per indicare chi contesta le divinità che hanno preso il posto di quelle “tradizionali”, il Mercato, la Scienza, la Tecnica, il Progresso, che richiedono un culto cieco e obbediente, parecchi sacrifici umani, liturgie e cerimonie, culto delle caste sacerdotali che possiedono una superiorità di carattere sociale oltre che  morale, tanto che il governo Renzi ha pensato a una ulteriore penalizzazione del negazionismo per appagare la sete di “vendetta” di chi lotta contro chi sconfessa le “foibe”.  

Ora si sa che negazionismo è  un termine  nato ed applicato a chi ha messo in discussione la testimonianza di migliaia di documenti, scritti e figurali, di una persecuzione disumana, che ha colpito 6 milioni di persone, una etnia, dissidenti, rom, matti, malati.

Primo Levi, ne “I sommersi e i salvati”  ne spiegava la natura prendendo a emblema le  dichiarazioni fatte nel 1978 da Louis Darquier de Pellepoix, già commissario addetto alle questioni ebraiche presso il governo di Vichy intorno al 1942, e responsabile in proprio della deportazione di 70.000 ebrei, che volevano accreditare la “falsità” delle le foto dei cumuli di cadaveri (“sono montaggi”, diceva)  le statistiche dei milioni di morti (“fabbricate dagli ebrei” in cerca di indennizzi), le camere a gas  (“servivano solo per uccidere i pidocchi”).

Ma dovrebbe valere oltre che per Faurisson, per indicare il succedersi di governi e storici della Turchia che trattano il genocidio armeno come una invenzione, oltre che per definire la conversione in campagne umanitarie di eccidi coloniali e quella di colpi di stato attuati con tiranni sanguinari in rafforzamento istituzionale.  

A vedere chi abusa del termine ben oltre il dileggio riservato a Pappalardo o Montesano, si capisce che l’intento è lo stesso che ha animato i decreti sicurezza dell’avvicendamento Minniti-Salvini, criminalizzare o deridere, punire o marginalizzare con il disprezzo i trasgressori, intesi come maleducati che offendono l’ordine pubblico, barboni e  lavavetri, straccione che minacciano la reputazione di città turistiche, stranieri che cucinano cibi dall’odore sgradito ai consumatori di SughiPronti, fino ad arrivare a contestatori del sacco delle territorio, delle Grandi Opere, e ora della qualità e potenza estrema delle misure eccezionali di contrasto, probabilmente  sproporzionate ma sicuramente fonti di soprusi, di disuguaglianze e discriminazioni.  

Sanzioni, multe, gogna morale sono le forme che ha assunto  la condanna contro chi, sollevando obiezioni sulla confusione che continua a regnare in materia di terapie e cure, mentre si aspetta l’arrivo miracoloso del vaccino, sugli investimenti dissipati  sparsi come una polverina d’oro sotto forma di banchi a rotelle, monopattini promossi dall’Ue, tamponifici a cura dell’esercito, sulla totale mancanza di un progetto per il rafforzamento della medicina di base, ricordata in occasione delle comiche linee guida, si sarebbe macchiato a un tempo di irresponsabile antagonismo disfattista nei confronti dell’autorità e di eresia nei confronti della scienza e quindi del progresso come oscurantisti.

E la risposta non può, a distanza di più di otto mesi, consistere nella conta dei morti secondo il pallottoliere astratto e orrifico che mette insieme  tutti i decessi, nell’esibizione delle immaginette votive degli eroi e degli augusti degenti, cronisti sul campo compresi a fronte delle foto segnaletiche dei vecchietti a spasso e dei flaneur al bar.

La risposta non può essere un  distanziamento sociale che ha assunto una valenza etica ormai ritenuto innaturale e dannoso, che ha reso conflittuali la sfera della socialità da quella della salute, “tutelata” da una tirannide scientista che ha la pretesa di tradurre l’uomo, il suo sentire, i suoi bisogni d’amore, le sue speranze e i suoi lutti in grafici e tabelle, ridotti a numero, cifre come quelle tatuate un tempo su un braccio.

18 replies

  1. Nuova Peeesteee!!! Neeeeeehniiiih neeeeehniiih!!! 🚑 🚑 🚑
    Presto! Presto! La commisija per le fake!! Chiudete il canaleeee!!!!!! 🚑🚑 🚑 🚑

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    • No assolutamente, la amo sempre più.
      Solo per questa frase le darei un premio “A vedere chi abusa del termine ben oltre il dileggio riservato a Pappalardo o Montesano, si capisce che l’intento è lo stesso che ha animato i decreti sicurezza dell’avvicendamento Minniti-Salvini, criminalizzare o deridere, punire o marginalizzare con il disprezzo i trasgressori, intesi come maleducati che offendono l’ordine pubblico, barboni e lavavetri, straccione che minacciano la reputazione di città turistiche, stranieri che cucinano cibi dall’odore sgradito ai consumatori di SughiPronti, fino ad arrivare a contestatori del sacco delle territorio, delle Grandi Opere, e ora della qualità e potenza estrema delle misure eccezionali di contrasto, probabilmente sproporzionate ma sicuramente fonti di soprusi, di disuguaglianze e discriminazioni.”

      I soggetti alla Montesano e Pappalardo li critica da sempre (i quali hanno le stesse competenze e argomentazioni e lo stesso disturbo psicotico dei noti frequentatori del blog ignorati da tutti, tranne dall’immenso Johnny che non a caso si chiama Dio).
      Ti voglio raccontare alcuni dei suoi chiodi fissi che stanno alla Lombroso come la fedina penale di Berlusconi sta a Travaglio:
      1. nella prima ondata il luogo di trasmissione del covid era principalmente l’ospedale, allora, la sua domande è: ma se in Europa l’italia è il paese con più infezioni postoperatorie, irregolarità mai sanata, sarà perché siamo degli sporcaccioni? E allora è chiaro che il Covid si trasmetta in quello che non è affatto un ambiente sterile. Cioè, ce lo dicono da anni e ce ne accorgiamo ora?
      2. Vi siete accorti col covid dei tagli alla sanità? Ah si, e quando per curarsi bisognava emigrare non ve ne siete accorti?
      3. E i regali alle cliniche private, e Formigoni che avete messo in carcere, siete poi andati ad aggiustare le sue malefatte?

      E poi tanti altri temi che le sono cari, che hanno sempre a che fare col fatto che la crisi la pagano sempre gli ultii.
      Non è mica una negazionista, come questi buffoni che la commentano: ma tu sul serio pensi che Master class abbia capito quello che ha scritto ANna? Master class voleva solo attaccare per la centordicesima volta il suo link.
      Anna non è d’accordo con la gestione: lo condivido non totalmente. Certo poi quando vedo che devono fare 3 nomine in 3 giorni e non ne azzeccano una, secondo te quanto mi imbestialisco? E quando vedo che Speranza (uno “della mia area”) non ha mai controllato quel generale idiota, secondo te come sto? Cioè, quello è idiota, quello è stato nominato dal precedente governo. Va bene tutto. Ma tu il suo piano Covid quando pensavi di controllarlo, quando pensavi di verificarne il progresso? Cioè, in altre regioni lo fai fare da altri, nella regione commissariata lo fai tu di persona e lo prendi a calci in c..o finché lo ritieni necessario.

      Scusa ma jho scritto male e super di corsa.

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      • La poveretta, oggi a corto di inviti al suicidio, con un atteggiamento schizzo-frenico (per citare “GLI”…), che fa dire alla Lombroso quello che solo la sua testolina si è messa in mente dica e voglia dire, se proseguirà con questa sua comica interpretazione degli scritti della suddetta, si giocherà pure il sodalizio con ciliegina sarda, consolidato a suon di emoticon e insulti, proprio verso quei “noti frequentatori del blog ignorati da tutti” che assomigliano così tanto a quella che la buffoncella dice di amare sempre di più.

        Con una innocenza che rasenta la compassione, sempre la buffoncella dice della Lombroso “…Non è mica una negazionista, come questi buffoni che la commentano…”: e certo che non lo è, come non lo sono nemmeno quelli che qui la commentano, se non nella testa vuota e supponente di certi “affermazionisti: professione idiozia (il titolo mi pare sufficientemente esplicativo)”.

        Infatti, quello che la Lombroso sostiene da sempre è la stupida arroganza del cucuzzaro affermazionista che liquida con un epiteto (negazionista) che non vuol dire nulla, chi osa opporsi alle puttanate pandemiche che, la sempre la buffoncella e quelli come lei, si son bevute tutto di un fiato. Chi contesta la vulagata pandemica non nega affatto l’esistenza dell’infezione da Coronavirus, ma, oltre all’aspetto della gestione, soprattutto le modalità apocalittiche e infingarde con cui è stata e si continua a descrivere, corredate da dati pompati e surrettizi, da allarmismi morbosamente parossistici e inutili, da notizie contraddittorie e altre amenità simili.

        Prima di cadere in una irrecuperabile depressione, dovuta alla consapevolezza che qui siamo ignorati da tutti, tranne che “dall’immenso Jonny (che basta e avanza, visto il grado intellettuale degli altri, perché sarebbe l’unico per il quale si potrebbe provare un certo disagio a non essere cagati, la proscrizione attuata dal resto della compagnia dell’insulto, rappresentando una notevole botta di culo …) che non a caso si chiama Dio”, vorremmo documentare con degli stralci tratti dagli articoli dell’Anna-la rouge-Lombroso, che da questo particolare punto di vista, condividiamo totalmente, quello che andiamo affermando da sempre, noncuranti di essere tacciati come “negazionisti”:

        «A consolazione di quelli che oggi, COME È SUCCESSO A ME, VENGONO ZITTITI IN QUANTO NEGAZIONISTI, offro come consolazione la frase che un perseguitato mette in bocca a un altro perseguitato per eresia: “Scopo della scienza non è tanto quello di aprire le porte all’infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all’infinita ignoranza”. (da “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht )».

        «EPPURE, AUTOMATICAMENTE, SONO E SONO STATA ARRUOLATA NELLE SCHIERE DI NEGAZIONISTI E COMPLOTTISTI: è proprio questo il grande successo registrato dallo “stato di emergenza” del quale nessuno pare osi mettere in dubbio la necessità: INTEGRARE A FORZA CRITICA E OBIEZIONI NEL CONCERTO DI BORBORIGMI, VERSACCI, SBERLEFFI , DEL BERCIARE DELLA DESTRA CHE OCCUPA GIORNALI E RETE INCARNAZIONI DEL PERICOLO N.1, ANNOVERANDO OGNI DUBBIO E PERPLESSITÀ NEGLI INFAMANTI COPIONI DEI ROVINOLOGI IRRESPONSABILI E MALEDUCATI. ».

        «Ovviamente l’occasione era buona per arruolare in questa stessa compagnia di giro, che in Italia ha avuto ogni genere di rappresentante da Vanna Marchi al mago Do Nascimento, da Di Bella, che almeno medico era al veterinario Bonifacio che oggi avrebbe nuovo sbocchi professionali grazie a Zaia, QUELLI CHE CORRENTEMENTE VENGONO ORMAI CHIAMATI IMPROPRIAMENTE NEGAZIONISTI. ».
        «A conferma che alla legittimazione di questi strumenti sul piano normativo se ne accompagna una di carattere “morale” e guai a metterla in discussione se non si vuole passare per incoscienti trasgressivi FINO ALL’ACCUSA PIÙ INFAMANTE: NEGAZIONISTI. ».

        «Si è formata così una forte e convinta “opposizione” ai virulenti moti di piazza, ai tumulti e alle indisciplinate sommosse sia pure con mascherina, subito arruolate a forza nelle compagini del Pappalardo, IMMEDIATAMENTE CATALOGATI COME NEGAZIONISTI, CHE SOLO PER L’ABUSO SCONSIDERATO DEL TERMINE MERITEREBBERO IL LICENZIAMENTO DELLA SCUOLA DELL’OBBLIGO. ».

        «È STATA ANCHE RETROCESSA A STERILE E IRRESPONSABILE ARGOMENTAZIONE DA COMPLOTTISTI E NEGAZIONISTI LA TEORIA CHE POSSA ESSERCI UN RAPPORTO EVIDENTE TRA PRESSIONE ANTROPICA, SMOG, INQUINAMENTO INDUSTRIALE E LA SUPERIORE INCIDENZA DI CONTAGI IN LOMBARDIA, registrata anche successivamente alla “riapertura” e, pare, non imputabile all’arrivo di immigrati. ».

        Fai pace con la tua scatola cranica vuota, buffoncella del cazzo!

        PS: da quello che si poteva desumere dalla risposta che “l’immenso Johnny che non a caso si chiama Dio” aveva dato al tuo ridicolo e patetico intervento, in cui lo definivi una “brava persona”, sarebbe stato meglio per te non ti avesse cagata di striscio: buffona!

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      • Mah… perdonami Paola, ma, se non sono improvvisamente diventata dislessica, ho letto riduzionismo se non negazionismo in ogni singola frase… forse perché trovo sterili le proteste rivolte a chi, al cielo?
        O al governo, che è la cosa più facile da incolpare?
        Tra l’altro, mi giunge nuova anche quella statistica sulle infezioni postoperatorie… sarà un aneddoto, ma mio padre, 82 anni all’epoca, operato per tumore al colon invasivo (note del chirurgo: “stavamo per richiudere, abbiamo lavorato in mezzo alle feci”), postoperatorie con zero lineette di febbre (36fisso); il padre di una mia amica inglese, 67 anni, operato in Inghilterra, stesso tipo di intervento, ma senza complicazioni, zero antibiotici preventivi(costano), setticemia e morte. E non è il solo.
        Io sono stata ricoverata per 15 volte, anche a lungo, nel corso di vari anni, in ospedali diversi, solitamente in Sardegna, operata 8 volte; ti assicuro che mi sembravano addirittura ossessivi nella pulizia, specie nel reparto pneumologia: non ricordo una sola infezione mia o di altri in reparto.
        Il Covid è un altra cosa, non è un batterio, è un virus che si trasmette per via aerea, puoi anche ripulire, ma l’aerosol (a prescindere dai droplets) permane e si diffonde, a maggior ragione per la presenza di condizionatori d’aria. Ecco perché sono tanto pericolosi i ristoranti: la gente è senza mascherina, per ovvi motivi, e solitamente ci sono i condizionatori. Basta una persona infetta e ti contagia commensali e vicini di tavolo, specialmente se in linea col flusso dell’aria.
        Ovvio che gli ospedali, ma soprattutto le RSA, per la presenza di persone anziane, e specialmente all’inizio, quando poco si conosceva di questo virus, siano stati delle bombe innescate. Ma noto che, meno uno è preparato scientificamente, più ha la pretesa che le scienze mediche e biologiche siano scienze esatte.
        Niente è scienza esatta, quando c’è di mezzo l’uomo. Io sono molto pragmatica in questo e giudico il valore di una persona, quindi anche di un politico, solo in base a colpe e dolo…gli errori di valutazione sono umani in ogni campo, se sono fatti in buonafede. Mi sembra che questa tipa giudichi troppo, anzi, che cerchi ogni volta, nel suo modo contorto, qualcuno da accusare anche quando siamo di fronte a qualcosa così più grande di noi. La visualizzo sempre col pugno chiuso verso il cielo a studiare il modo più complicato di esprimere la sua rabbia, senza mai un briciolo d’ironia che la smorzi, SENTO che non solo non è pratica, ma è pure confusa spiritualmente.
        Mamma mia… Paole’, non mi piace proprio, non potrebbe mai piacermi, arrenditi🤣😘

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    • Anail,
      circa la statistica, la mitica Anna è una che ama i dati, quindi cita sempre le fonti (in questo momento non ricordo quale), nei primi mesi della pandemia questo argomento era citato da tutti i virologi, immunologi, ecc. Era questo il modo secondo cui (forse erroneamente, ma tant’è) si spiegavano perché la pandemia si fosse diffusa più in Italia che in altri paesi, cioè essendo entrata negli ospedali per via delle carenze di cui sopra aveva trovato la via per diffondersi facilmente e capillarmente. Fecero un servizio anche a Report, se recupero la puntata te la segnalo. Ovvio che le nostre esperienze personali possono essere diverse, pure le mie lo sono, però i dati dicono altro. Io per esempio non conosco nessun negazionista, nessun pazzo affetto da tale disturbo, e se lo incontro je meno, purtroppo però temo che esistano.
      Riguardo a dolo e colpa sono parzialmente d’accordo. Credo però che siamo si abituati al dolo che la colpa ci sembra un peccato veniale. Beh, una volta, due puoi sbagliare poi basta. Perché si deve sempre scegliere tra quello bravo e quello onesto?
      Infine, lei non è pratica, probabilmente. E perché mai dovrebbe esserlo? A ognuno il suo.

      P.s. Alla fine ti convincerò. Se passa la pandemia e torna a parlare di lavoro vedrai come ti convince.

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      • 🤣😂🤣È una lotta…
        Cara, lungi da me l’idea di poter opporre ai dati le esperienze personali, l’ho premesso, infatti, ma mi sembra strano essermi persa tutte quelle argomentazioni in proposito, visto che stavo in piedi anche tutta la notte a sentire (già non ho orari di mio, poi sono appassionata dell’argomento, avendo una formazione scientifica e avendo studiato medicina, quindi anche biologia e microbio-logia, ci tengo a specificarlo perché in genere si pensa e si dice micro-biologia, mentre è lo studio dei microbi)
        Più probabile che abbia pensato: “che cazzata” e l’abbia accantonato mentalmente. Confondere le infezioni batteriche con quelle virali è tipico… E all’epoca si brancolava e non si sapevano molte cose, ancora. E infatti si è visto poi che non eravamo diversi dagli altri, ma anzi molto migliori. Vedi la Francia, la Spagna, la Gran Bretagna e persino la Germania, che mi risulta abbia all’epoca imboscata i morti di Covid tra quelli morti di polmonite (ma va’?), magari non intenzionalmente. E della Svezia, ne vogliamo parlare?
        Per quanto riguarda onestà e bravura, gente così brava da non commettere mai errori non ne conosco, in fondo, se è di Speranza che parliamo, ha scelto qualcuno che sulla carta era perfetto. Che cosa gli vogliamo rimproverare? Di non aver saputo che il tipo sparava caxxate accuratamente registrate su video? Figurati se aveva il tempo di controllare il “gossip” fornito da ciascuno. Certo, ora, metteranno qualcuno a visualizzare ogni minima dichiarazione, a chiedere il parere di mogli e parenti vari, tipo lo splendido editoriale di Padellaro, per capirci.
        Dai, siamo più tolleranti, ché di intolleranti in giro ce ne sono tanti e dobbiamo riservare la NOSTRA intolleranza alla LORO.
        Per tornare alla Lombroso, perché io la legga ulteriormente, dovrebbe, MINIMO, rivoluzionare la sua modalità di comunicazione.
        Mi ricorda la frase di E. Flaiano: in Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco.
        Io amo la linea retta, magari con qualche piccola deviazione, ma poche, soffro le curve.

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    • No scusa, già volevo risponderti prima e poi mi sono dimenticata questo passaggio.
      Non ha mai confuso infezione batterica e virale, usava l’infezione batterica (nello specifico post operatoria se ricordo bene), come cartina di tornasole dello stato in cui era ridotta già la sanità: protocolli non rinnovati, risorse sempre più risicate, ecc.
      Peccato non ricordare di più della puntata di report, vista la tua formazione ti potrebbe interessare particolarmente: era incentrata sui costi (moooolto prima del covid), sull’incidenza che queste infezioni (che continuano ad aumentare) hanno sul budget della sanità, su quanti soldi si buttino ma non per le cause, proprio per curare quello che l’ospedale causa (mi serve tempo, ci penso un po’, mi verrà in mente perché di solito ho buona memoria).
      E no, non mi riferivo a Speranza, parlavo in generale, del compromesso a cui ci hanno abituato i politici.
      Comunque detto tra me e te ritengo che si, un giro su internet qualcuno per lui se lo sarebbe dovuto fare, che la fiducia nell’amico di partito non mi basta, e i tuoi amici te li scegli molto male, uno che parla così lo prendi solo a calci, ieri hanno fatto vedere il contesto in cui ha detto quelle frasi, un contesto istituzionale, roba da fucilarlo Ma detto ciò, da mo che l’ho perdonato Robertino. E pure Giuseppi ho perdonato, anche lui avrebbe dovuto essere sicuro di quella nomina.
      Ora se vedo che cambiano un solo ministro, ti giuro alle prossime elezioni che per me saranno a Roma voto lega.

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      • 🤥🤣Non ci riusciresti neanche sotto tortura…ma qualcuno del PD che caldeggia il rimpasto c’è (Giorgio Gori ieri da Serena Bortone)
        Sì, anch’io non mi riferivo ad A. L. quando parlavo di confusione tra tipi d’infezione, ma alle chiacchiere che facevano intorno all’argomento in TV e alla confusione che ancora si fa nel giudicare i vari esperti, tipo: “i virologi dicono tutte cose diverse”. Quanto mi ci intigno!
        Innanzitutto gli esperti che vediamo NON sono tutti virologi. Zangrillo è anestesista, Bassetti è infettivologo, come Crisanti, ma fa il medico (Crisanti credo che sia ricercatore), Galli dirige il reparto di infettivologia del Sacco, la Capua è virologa, Ricciardi è igienista, la Gallavotti biologa, altri sono pneumologi, epidemiologi, immunologi, persino epatologi… con visioni e visuali diverse.
        Sboroni a parte, autori anche di strafalcioni genetici da esame di biologia generale (Zangrillo: “Il virus forse non è mutato, ma si è adattato” Oddio…e come si adatta un virus, adesso, se non con mutazioni? aaaarghhh), gli altri descrivevano un panorama in genere uguale, ma anche, talvolta, da punti di osservazione diversi… Tu da lì vedi il monte, io vedo il mare, lui le case… il panorama è lo stesso o no? Niente. “Neanche i VIROLOGI sono d’accordo” è la continua manfrina, ripetuta e amplificata da tutti i media, come per tutte le altre notizie destabilizzanti, quindi, se nessuno è d’accordo, il mondo (leggi: il governo) è un posto confuso ed insicuro.
        E così che Galli passa per pessimista perché dice le cose chiare, mentre Vespa gli CONSIGLIA di prendere per mano gli italiani e non farli spaventare…(“Poveri piccoli idioti” è il retro pensiero🤮)
        Zangrillo istiga chi si vuole convincere che anche ammettendo malvolentieri che il virus c’era, ora non c’è più.
        Crisanti passa per “quello di Zaia” , quindi non si prende in considerazione la sua tecnologia, che raddrizzerebbe almeno il timone della barca…etc etc…
        Ma per tornare a noi, anche se credo di aver visto la puntata di Report di cui parli e anche se ho collezionato un elenco di diagnosi errate ed incontri ravvicinati del peggior tipo coi pronto soccorso, che non auguro a nessuno (solo 1 es. “En” per la meningite, scambiata per attacchi di panico?), credo ancora che quella italiana sia una delle migliori sanità al mondo. E così, in effetti, risulta da alcune classifiche (ad es. in quella che si basa sul rapporto spesa/qualità delle prestazioni); forse siamo secondi solo alla Francia.
        I problemi sono spesso politici, diciamo di politica REGIONALE, per focalizzare meglio la situazione. Altrimenti come si spiega la differenza tra Emilia Romagna, ad es, e Lombardia, che pure vanta eccellenze in campo medico, ma santiddio…?
        Ma che pippone ti ho fatto? E anche, non dico fuori fuori, ma oltre il tema…🤦‍♀️
        Si vede che mi ispiri!

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      • Me lo perdo, secondo te? Uno di un CERTO LIVELLO come lui? Registro tutte le puntate di Crozza (e di Accordi e Disaccordi) sul 9. Mi fa morire. E Locatelli? Uguale. Anche De Luca… e quello di Crozza fa SOLO ridere.

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  2. L’insuperabile sig.ra Anna si è prodigata, ancora una volta, in una ( troppo lunga) insalata mista composta da imprecisioni, distorsioni della realtà, numeri a casaccio, propaganda.
    Sembrerebbe che ll piatto serva a stabilire che la critica al governo è stata repressa.
    Basta seguire i mezzi di comunicazione di massa per accorgersi del contrario: è tutta una contestazione.
    È straordinario accorgersi di come i ” centri sociali” alternativi siano vicinissimi al giornalismo “mainstream”
    Questo è preoccupante

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  3. Ma guarda che gustosa discussione tra due delle utenti più in forma del blog che mi stavo per perdere, meno male che mi ci sono casualmente (ancorchè tardivamente) imbattuto.
    Lascio un paio di like a titolo puramente simbolico (ne meritereste molti di più) ed offro in sacrificio una trollata in tema risalente ad una decina di giorni fa, ultimamente divenuta virale, che forse non tutti conoscono e che, in prima lettura, mi ha spaccato dalle risate.
    La trollata è la seguente:

    IO HO DECISO, NON MI FERMO AI SEMAFORI!
    Io sono un NO-SEM.
    Cioè, se tu vuoi fermarti ai semafori, liberissimo, mica te lo proibisco. Ma io no.
    Il semaforo limita la mia libertà di movimento e la mia libertà di scelta individuale. Cose previste dalla Costituzione e dal trattato di Schengen, libertà di circolazione, avete presente?
    Io ammiro chi crede davvero che i semafori siano stati concepiti per la nostra “sicurezza”. Sul serio, senza ironia, capisco chi pensa che la vecchietta che attraversa la strada e non finisce sotto la mia macchina, poi PER QUESTO motivo campi altri cent’anni. E’ una cosa che ci hanno indotto a credere da sempre, indottrinandoci ben bene a partire dai nostri genitori (servi inconsapevoli, ahiloro).
    Che poi, quelli investiti sulle strisce, siamo sicuri che non avessero altre patologie? Il 70% aveva problemi cardiaci, o problemi respiratori da raffreddore….sono morti PER schiacciamento da auto o CON schiacciamento da auto, ma prima o poi sarebbero morti lo stesso? Non celo dicono…..
    Fatto sta che nessuno sottolinea mai quanto i semafori consumino elettricità (SOLDI NOSTRI), deturpino il paesaggio e discriminino i daltonici, perché queste sono verità scomode.
    E il mainstream non vi verrà mai neanche a dire che ci sono fior di studi SCIENTIFICI che dimostrano al 100% che se un’automobile o un motorino va a forte velocità contro il palo di un semaforo si schianta col rischio anche di MORTE. C’è tutta una letteratura al riguardo per cui i morti contro i pali dei semafori sono milioni. Però i media ne parlano bene e le autorità li impongono cercando di farci passare i semafori come una cosa per il “nostro bene”. (ah ah, sì vabbe’).
    Si sa da tempo immemore che anche se una persona a piedi sbatte su un palo di semaforo poi ha delle conseguenze anche permanenti.
    Ecco, tutto questo e tanto altro dovrebbe bastare ma non mi interessa fare proseliti, io racconto solo la verità, poi voi fate come volete, intanto io penso con la mia testa pur continuando a prendere multe e sanzioni perché ovviamente vado contro il sistema.
    No problem, io proseguo nella mia battaglia illuminata e dico:
    No, grazie, io non mi fermo ai semafori.

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    • Jonni, e allora lo vedi che sei immenso?
      Anche nelle similitudini, la vecchietta, il no sem, tutto molto bello fin troppo poetico, e a mio parere dai a questi idioti una statura che non hanno.
      A me questi soggetti più prosaicamente fanno pensare a una categoria di persone, che negli ultimi anni si è diffusa a macchia d’olio, me ne sento circondata, non ne capisco le ragioni, ecc, e che non dirò perché in molti sono affetti dallo stesso disturbo (e anziché curarsi, vanno in giro a rompere i c agli altri) e in un attimo potrei tirarmi addosso una valanga di ire e non ne ho voglia.
      In seconda battuta (con grande distacco), mi fanno pensare ancora più prosaicamente ai notax: io non pago le tasse perché sono alte, quindi ingiuste quindi le pagano gli altri per me. D’altra parte come disse l’allora presidente del consiglio? “Quando il balzello è troppo alto non è peccato non pagarlo.” Ah no, quello era Totò nei Tartassati. Silvio disse “non è reato”.

      P.s. Perdonaci Anna per questa ironia sotto il tuo nobile articolo. Io ti amo sempre e comunque.

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      • Ti ringrazio tanto ma, come ho scritto, non è farina del mio sacco, io l’ho solo segnalata, come hanno fatto in tanti (datata ad una decina di giorni fa, ma non sono riuscito a risalire fino all’autore originale).

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    • Sì, la conoscevo! È fantastica, quindi ho contribuito a diffonderla per quanto mi fosse concesso dalle risate🤣… è divertente, ma, purtroppo, anche tragica per la sua perfetta corrispondenza con la realtà di questi negatori seriali.
      Mi ricorda una vignetta che girava in primavera: rappresentava il Titanic mentre affonda e tutte le frasi tipiche che avrebbero pronunciato i no-tit, o meglio i no-aff(ond), nell’occasione…c’era tutto l’armamentario completo, forse mancavano solo i 5G. Da rotolarsi.
      Peccato che tutti questi no-qualcosa siano, in genere, privi di ironia e, a maggior ragione, di autoironia…potrebbero giovarsene, ma, del resto, sarebbe un segno di grande intelligenza e quindi perché aspettarselo?

      P. S. Ti ringrazio, caro Jonny, per le tue parole di apprezzamento, hanno un grande valore perché vengono da una persona che stimo.

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