Basta che funzioni

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Caro Travaglio, leggendo il suo editoriale di domenica mi è parso di essere fronte a Jekyll e Mr. Hyde. Lei è sempre stato dalla parte del governo giallorosa, e sul Covid a favore di misure dubbie come mascherine e altro, a chiusure, precauzioni, tamponi fasulli, di tutto un po’, ma in quell’editoriale pare essersi stufato delle balle e delle cavolate che fa il governo, che stanno precipitando il Paese nel caos, nella paura e nella povertà. Si è stufato anche lei della manfrina, ha letto i dati reali o ha cambiato idea?

Enrico Costantini

Caro Costantini, temo che lei – come i miei “colleghi” social-onanisti che si divertono col giochino del “Chi sta con chi” – sia prigioniero di quella gabbia mentale che etichetta tutto e tutti “o di qua o di là”, come i tifosi e i fondamentalisti. Io mi sveglio ogni mattina senza sapere a chi darò ragione o torto: dipende da cosa faranno questo e quello. Ho dato spesso ragione a questo governo, soprattutto sulla gestione della pandemia, perché penso che l’abbia condotta bene: basta vedere com’erano e come sono messi gli altri Paesi rispetto al nostro (la paura c’è dappertutto, e non per i governi, ma per il virus). Quando ha sbagliato, per esempio sulle nomine di Descalzi e Profumo nelle partecipate, l’ho scritto. Lei è liberissimo di contestare mascherine, tamponi e altre preziose precauzioni, ma non di rifiutarli: sono obbligatori per legge e servono a proteggere non tanto la sua vita (il diritto al suicidio è sacro), ma quella degli altri.Sulle misure da adottare oggi, ne ho scritto alla luce dei dati che mostrano le profonde differenze tra la seconda ondata e la prima. Il Covid-19 è sempre lo stesso, con buona pace di chi sosteneva che fosse mutato, addirittura morto. Ma da marzo molte cose sono cambiate nella sua diffusione e nelle caratteristiche dei positivi. Non sono io che ho cambiato idea: è la pandemia che si evolve ogni giorno e bisogna rispondere colpo su colpo con uno strumento rapido e agile come il Dpcm. A marzo non c’era alternativa al lockdown nazionale, perché combattevamo la guerra a un nemico del tutto sconosciuto praticamente disarmati (senza mascherine, tamponi, test, protezioni sanitarie, né terapie intensive adeguate) e perché bisognava scongiurare la trasmissione del virus dal Nord al Sud. Oggi quella misura draconiana e indiscriminata non ha più senso, sempreché i dati dei ricoveri in terapia intensiva non si avvicinino di nuovo al livello di guardia. L’altro giorno, prima di sapere cos’avrebbe deciso il governo, ho sconsigliato lockdown o coprifuoco indiscriminati. E sono lieto che il premier, resistendo alle pressioni più isteriche, abbia optato per misure più graduali e ponderate.

Misure che tengono conto dei nuovi dati sull’epidemia: sette mesi fa la gran parte dei contagi riguardava anziani sintomatici anche gravi negli ospedali e nelle Rsa, età media 61 anni. Ora questa è scesa a 42, infatti abbiamo molti meno morti, malati e sintomatici: i tre quarti dei positivi sono asintomatici, cioè non sono un pericolo per sé, ma per gli altri, soprattutto per i familiari anziani. Tant’è che il 75% dei contagi avvengono a casa, in famiglia. Il che avrebbe reso del tutto insensato, anzi controproducente, un coprifuoco nazionale dalle 21 che lasciasse circolare i giovani per tutto il giorno, dalla mattina a scuola al pomeriggio per strada, nei bar o negli altri luoghi di ritrovo, per poi chiuderli in casa alle 21 a infettare genitori e nonni. Molto meglio convogliarli nelle scuole e nei locali pubblici controllati e controllabili, sottoposti a protocolli di sicurezza e di distanziamento, anche la sera. Per questo, al di là delle misure del nuovo Dpcm, trovo molto utili due mosse di Conte: l’invito ai sindaci a esercitare i loro poteri per chiudere alla movida le strade e le piazze più a rischio (poteri già previsti per comuni, regioni e governo dalla legge 833/1978 sul Servizio Sanitario Nazionale); e il contestatissimo (ma perché?) coinvolgimento di influencer molto ascoltati dai ragazzi, come Fedez e Ferragni, per sensibilizzarli al rispetto di poche e chiare regole. Oggi la persuasione e la responsabilità verso comportamenti individuali virtuosi conta molto più dell’ennesima raffica di divieti.

Questo, in generale. Poi ci sono province e città, in Lombardia, Campania, Lazio, Piemonte e Liguria, che hanno perso il controllo del virus perché i positivi sono troppi per consentire un tempestivo tracciamento dei contatti. All’Ats di Milano, grazie al fallimento della Regione e della sua “sanità modello”, ci sono appena 7 addetti al contact tracing. Cioè: oggi stanno ancora esaminando i questionari per mappare i contatti dei positivi dell’8 ottobre, mentre quelli degli ultimi 12 giorni di aumento esponenziale circolano per la città ignari e indisturbati, tutti ancora da scoprire e da raggiungere. Perciò il coprifuoco dalle 23 chiesto da Lombardia e Campania è ridicolo. Il virus circola “h 24”, non solo da una cert’ora: mandare a spasso migliaia di asintomatici a contagiare gli altri per tutto il giorno fino alle 23 significa non aver capito nulla. O si chiude tutto con lockdown limitati nello spazio (province e città fuori controllo) e nel tempo (2-3 settimane) per resettare i contagi e ripartire da zero quando si è davvero pronti, o tanto vale lasciar tutto aperto e alzare bandiera bianca. Così, magari, arriva un bel commissario che spiega a certi sgovernatori come si governa.

18 replies

    • Come al solito il Nostro Marco sempre preciso,serio e rigoroso;su una sola cosa ,pero’,non sarei d’accordo:il diritto al suicidio e’ sacro.No,io.penso che la Vita e’sacra,non il diritto al suicidio cosi’come all’omicidio .

      Piace a 1 persona

  1. Ecco, mi piacerebbe che questo enorme fallimento, soprattuto della Lombardia e del suo “eccellente” modello sanitario, venga sbandierato ai quattro venti, perché ad oggi mi trovo ancora a parlare con leghisti idioti che credono sia colpa di Conte e del governo inetto.

    Piace a 1 persona

  2. Ma che fa Travaglio Fido Coniglio, cambia titolo ai suoi editoriali a seconda di dove li pubblica per sviare chi li vorrebbe trovare? Espedienti da vecchio guitto, come far scendere gli editoriali del giorno prima perloppiù solo critiche dove alla fine uno si stanca puree di cercarli! E quello di oggi da i due titoli è espediente davvero da comico copnsumato! Dopo aver offeso chi gli ha scritto schierandolo ovviamente come aedo governativo, rispondedno che per carità lui la mattina non sa manco con chi si schiererà (la scelta è tra 5 stelle e PDS ma in genere è PD e certi vecchi arnesi alla Bersani, Zingaretti, D’Alema ai quali pur avendo un peso predominante in questo governo censura cortesemente tutte le neqquizie mentre ai 5 stelle non le ha fatte mancare sia si chiamassero Di Maio o Di Battista soprattuttto se e quando non si manifeestavano particolarmente entusiasti per questa alleanza salvifica)…Dunque dopo aver fatto credere di non essere schierato per dimostrare di esserlo tesse un elogio imbarazzante a tutte le scelte di Giuseppolillo…Ah già, dimenticavo, l’altro compare di merende insieme al PD di cui proprio non sa fare a meno e bense ne comprendono le ragioni è Giuseppolillo suo…A quando le nozze visto che probabilmente con la moglòie datee le sue freequenti scappatelle il divorzio deve essere vicino?

    "Mi piace"

  3. Che commento squallido, sgrammaticato, contraddittorio, greve di insulti e pettegolezzi…
    Sei riuscita ad imbroccarle proprio tutte.
    Complimenti.
    Secondo me, Travaglio, nel rispondere all’elemento negazionista che gli ha scritto, è stato fin troppo calmo e gentile.
    Sarei stata più caustica. Certe persone meritano almeno il sarcasmo in cambio della sicumera.
    Per il negazionismo, invece, non c’è bisogno.
    L’ intelligenza si è già dileguata da tempo, è tutto inutile.

    Piace a 4 people

      • Infatti ero in apnea, tra punteggiatura alla viva il parroco, vocaboli dadaisti e soprattutto concetti strabici.
        Ma con Bersani vecchio arnese (😡) , Giuseppolillo e il gossip da salone di parrucchiere avevo troppo materiale per trattenermi…
        Non ho capito neanche da che parte sta, ma ci sta malissimo.

        Ps Con “sesquipedale” e ad “amantino” mi hai fatto morire😂🤣🤣… E non potrò più usarli senza pensare a te!

        Piace a 1 persona

  4. Di solito sono d’accordo con Travaglio al 97,5%, ma stavolta molto meno.
    Si fa ingannare dai numeri perché come la maggior parte delle persone non ha dimestichezza con le dinamiche esponenziali. La gente è abituata a vedere i cambiamenti lineari: se ieri era 100 e oggi è 200, molto probabilmente domani sarà 300 e dopodomani 400. No, purtroppo non è così: se ieri era 100 e oggi è 200, molto probabilmente domani sarà 400 e dopodomani 800!
    Se abbiamo un raddoppio ogni 3 giorni e se ci sono 500 persone in terapia intensiva su 5000 posti, fra 3 giorni avremo 1000 letti occupati, fra 6 giorni ne avremo 2000, fra 9 giorni 4000 e fra dodici giorni avremo 3000 malati che non potranno avere il loro posto in terapia intensiva.
    Quello che si deve fare è chiudere i bar alle 17:00 per impedire gli aperitivi e i buffet. Finito di lavorare si va a casa! E se proprio si vuole andare al ristorante, si prenota e si va alle 20:00.

    So che Travaglio non mi legge, ma il succo è che la tempestività è fondamentale e fra due settimane, quando vedremo i risultati di queste misure leggere, potrebbero richiedersi misure estremamente drastiche. Meglio allora qualcosa di più pesante ora, no?

    Piace a 3 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.