Il nuovo travestimento di Salvini e la destra moderata

(Tommaso Merlo) – Il personaggio del duro sovranista non buca più e a destra si spremono le meningi su come uscire dal vicolo cieco in cui li ha trascinati Salvini. Vorrebbero girare pagina e ricostruire una destra moderata più appetibile per il grande pubblico. Tra le ipotesi più accreditate ci sarebbe un nuovo travestimento di Salvini. Dopo aver rimesso nell’armadio la camicia verde erba da indipendentista padano, Salvini dovrebbe cioè riporre nel guardaroba anche il camuffamento da patriota italico. Ma questo non per restare in mutande e mostrare finalmente al popolo italiano chi sia veramente, ma per indossare un severo abito blu cobalto e una sontuosa cravatta a pois. L’outfit dell’uomo sì di destra, ma moderato. Con le natiche saldamente appoggiate in Europa, rassegnato alla moneta unica e perfino all’arrivo di qualche stramaledetto barchino. Un’operazione di camuffamento molto ardita. Alberto da Giussano dovrebbe deporre spada e scudo per impugnare biro e faldoni possibilmente da leggiucchiare. Davvero non facile visto il curriculum del leader padano. Gli anni spesi a sbraitare sul prato di Pontida, i pellegrinaggi al Cremlino, le cannonate verso Bruxelles e quelle verso le coste del Nord d’Africa. Oltre al look si tratterebbe di stravolgere il copione, i toni, la mimica e perfino la barba potrebbe saltare. Quanto al cambio abissale di idee non sarebbe invece un problema. Tutto in linea con la migliore tradizione politica italiana. Sia a destra come a sinistra. Da noi quando cambia il vento e i politicanti scoprono di essersi ficcati in qualche vicolo cieco, non fanno le valige e non salgono sul primo treno per tornarsene al proprio paesello, macché. Si camuffano in modo da rimanere sulla breccia. Davvero un classico. La destra per scrollarsi di dosso le ombre neofasciste s’imbarcò in una tribolata metamorfosi durata decenni. Con presunte svolte storiche maturate dopo cervellotiche riflessioni politologiche e dolorosi congressi fiume. Lo stesso a sinistra dopo il crollo del muro, un travaglio infinito. Assise, scontri, scissioni. Ma quello che in realtà cambiava era giusto il nome del partito e il simbolo e gli slogan e cioè la confezione, mentre i politicanti rimanevano saldamente sulle loro poltrone. Come se politici che han creduto per tutta la vita ad idee che alla lunga si rivelano sbagliate, possano cambiarle come fossero un paio di scarpe. Riciclandosi, all’infinito. Restando in sella nonostante non abbiano più né idee valide né senso politico e finendo così a far da tappo allo sviluppo del paese. Il caso Salvini sarebbe però davvero spericolato. Saremmo al terzo cambio cambio di costume di scena. Da Lega Nord a solo Lega per arrivare a Lega Europeista dei Moderati o qualcosa del genere. Davvero un tantino eccessivo anche per gli standard nostrani. Ma il problema a destra rimane. Il personaggio del duro sovranista non buca più e la pandemia ha frantumato le velleità sovraniste in tutto il mondo. Si è capito che il sovranismo non è altro che destra che invece di progredire torna nelle caverne. Una destra capace di speculare propagandisticamente sui problemi e sulle paure dell’oggi ma che propone ricette retrograde e fallimentari fatte d’improbabili sovrani e di muri mentali oltre che in cemento armato. Se davvero la destra italiana si vuole disintossicare dal sovranismo ha solo una strada. Lasciare da parte i travestimenti e fare in modo che Salvini e la Meloni tornino alle percentuali consone ai partitini estremisti fondando un nuovo partito “conservatore” liberale ed europeista come esiste in tutte le democrazie più avanzate. Un partito che in Italia è stato impedito dalla mancata uscita di scena del berlusconismo e dalla sbornia salviniana.

6 replies

  1. Questo lo rende ancora più uguale (se ce ne fosse stato bisogno) all’altro Matteo, il quale dopo aver recitato la parte del leader di sinistra e aver portato avanti le politiche più pro-lobby, pro-corruzione, pro-neoliberismo, pro-ricchi, pro-casta, che la destra avrebbe mai potuto immaginare, dopo la grande sconfitta al referendum cosa ha fatto? Ha scopiazzato male i cinquestelle con la sua piattaforma online, è andato a rompere le balle a Elon Mask, per far vedere che lui ci teneva alle tecnologie e all’ambiente, anche dopo aver deriso e sconsigliato di votare per il referendum sulle trivelle. Nell’ultima fase il suo personal trainer, al secolo Verdini, lo ha introdotto nel mondo dei “moderati” che una volta aveva un senso diverso, ma oggi fa pensare subito a chi ha problemi con la legge, tra evasione fiscale e condanne. Salvini ovviamente è ancora leader di un partito forte, e anche se lui fa di tutto per demolirlo, sarebbe disonesto soprassedere la realtà. Tuttavia il suo enorme opportunismo svela chiaramente la sua totale assenza di idee e pur non discostandosi mai dalla destra è incredibile il suo personale numero di giravolte. E sempre stato un leader debole, ma apparire l’opposto è sempre stata la forza dei leader deboli, ora che ha superato Renzi facendo del personal trainer suo suocero e viceversa, ha definitivamente concluso l’opera.
    Chi è alla continua ricerca di consenso non può fare altro che cambiare pelle sino all’estinzione, ma in questo paese tal comportamento passa per abilità politica, chi d’altra parte resta forte delle proprie idee è subito etichettato malamente e in questo paese le etichette sono un’eccellenza.
    Mi preme però specificare che chi vota Salvini, ha tutto il diritto di farlo e etichettare la gente che lo vota in maniera univoca è sbagliato e stupido (non mi riferisco all’articolo), come lo è farlo da parte di Salvini riguardo chiunque non gli vada a genio. Se noi siamo migliori dobbiamo dimostrarlo e pur non condividendo la scelta, la si deve rispettare.
    Così come mi piacerebbe fosse fatto reciprocamente tra elettori, il rispetto sarebbe il primo cordone sanitario verso una sana e civile competizione poiltica. Ciò non avviene perché a molti di noi in fondo piace schierarsi più che per le proprie idee, contro qualcuno.
    La politica che punta alle idee è la parte sana, quella che punta allo schieramento è il paradiso del passato che si ripete.

    "Mi piace"

  2. Una “sana e civile competizione” si può avere solo tra avversari leali.
    Uno come Salvini che cambia pelle e opinioni solo per opporsi in modo strumentale al governo ed ottenere voti solo per il potere, dovrebbe essere squalificato in partenza da qualsiasi gara.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.