Salerno, professore dà uno schiaffo a uno studente: non voleva indossare la mascherina

La scena è stata ripresa di nascosto dai compagni del ragazzo, che poi hanno diffuso il filmato in chat e sui social. La preside condanna il docente: «Comportamento assurdo e ingiustificabile»

(open.online) – «Sbagli tu, ma sbaglio pure io». Con queste parole un professore dell’istituto di istruzione superiore “Pomponio Leto” di Teggiano, in provincia di Salerno, ha rimproverato uno studente perché non indossava la mascherina in classe, ormai obbligatoria per l’emergenza Coronavirus. Il prof ha quindi dato un ceffone al ragazzo e poi lo ha strattonato più volte tenendolo per il cappuccio. L’episodio è stato filmato dai compagni di classe, che hanno condiviso il video su WhatsApp e sui social network. Mentre i carabinieri della compagnia di Sala Consilina hanno aperto un’indagine, coordinata dalla procura di Lagonegro.

Intanto la preside dell’istituto, Maria D’Alessio, ha preso le distanze dal comportamento del docente: «Sono senza parole, quando ho visto il video non volevo credere ai miei occhi. Dico subito che la nostra scuola si costituirà parte civile in un eventuale processo. Non so cosa abbia potuto scatenare un comportamento così assurdo, che non è giustificabile e che la scuola condanna senza se e senza ma. Condanna totale nei confronti del docente e vicinanza e solidarietà nei confronti di chi è stato vittima di questo gravissimo comportamento».

https://mediagol-meride-tv.akamaized.net/proxy/iframe.php/9855/gol

Video: Andrea Aquilante / Facebook

14 replies

  1. Una volta si diceva “mazza e pianelle fanno i figli belli”.
    Cosa avrebbe dovuto fare? Chiamare i pompieri?
    O la Stocazzo della preside montessoriana che non ha il coraggio di difendere una persona adulta che ha agito nel giusto.
    Suvvia, questo è un popolo di persi per strada!

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  2. Bastava che il professore chiamasse e facesse intervenire il dirigente scolastico. Complimenti comunque al Preside pronto a difendere il professore senza se e senza ma. Complimenti infine per l’educazione ed il senso di responsabilità dello studente verso la salute sua e degli altri.

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  3. Sui social è tutta una levata di scudi a favore del prof.
    Ma i difensori dello stato di diritto a seconda delle convenienza stanno biasimando il ricorso alla violenza.
    Manco se il prof fosse un teppista criminale.

    Vorrei sentire la voce dell’alunno che si rifiutava di indossare la maschera, Potrebbe diventare la star dei disagiati che si ritroveranno a Roma sabato.

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  4. Poveri professori, tra alunni teppisti, presidi che non chiedono altro che non avere grane e genitori che non chiedono altro che scaricare la responsabilità di aver cresciuto figli teppisti. Il tutto per due soldi.
    Se si girava dall’altra parte come i suoi colleghi guadagnava la salute.

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  5. era tutto organizzato dai teppistelli, infatti c’era già il compagno pronto a filmare, e il prof. (prof.???), c’è cascato con tutti e due i piedi (o mani?)

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    • Egregio Adriano, il prof. è uno troppo bravo che tiene ai suoi allievi. Se ne fosse FREGATO avrebbe dovuto spedire il ragazzo dal preside, DENUNCIARLO alla Procura dei minori e rovinarlo per SEMPRE. D’altra parte con i teppisti non esiste la via della comprensione bensì solo il pugno di acciaio ( nemmeno di ferro) che è l’unico che capiscono e temono. Oppure ci siamo già scordati di quel Willy?
      Un saluto

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  6. Processo? Ai miei tempi, se a scuola prendevi un ceffone dall’insegnante, mica andavi a casa a raccontarlo, altrimenti ne prendevi altri due. Comunque, se proprio si deve fare, oltre al professore si processi e sanzioni anche il provocatore irrispettoso delle regole e chi riprende video col telefonino in orario di lezione, spero proprio che sia vietato anche quello.
    Alle giovani leve precedenti la mia è andata anche peggio, però non posso fare a meno di notare che le generazioni cresciute con le bacchettate sulle mani hanno construito una Nazione, mentre quelle tirate su nella bambagia con le buone maniere sembrano una manica di lobotomizzati, che passano il tempo con lo smartphone in mano e manco lo sanno usare.

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  7. Jonny Dio
    anch’io a scuola in prima elementare ho preso i ceffoni dalla maestra che si lamentava di non poter usare la bacchetta. Più volte ho sanguinato dalle orecchie per le tirate d’orecchie e poi le prendevo anche a casa.
    Sono contento, molto contento, che queste cose non sono più la norma e che creino scandalo. Sono dell’idea che le persone debbano avere un autocontrollo ed essere guidate dal cervello e non dagli impulsi. Quindi ben venga la giusta ed equilibrata punizione del professore, punizione che deve essere la giusta conseguenza di un atto sbagliato, ma non deve essere una “punizione esemplare” dettata da altri impulsi.
    Ben venga anche una giusta ed equilibrata punizione per lo studente che ha messo in pericolo moltissime persone. Il punire il professore non vuol dire che lo studente avesse ragione: ognuno ha fatto un errore e ognuno deve pagarne le conseguenze. Si chiama principio di responsabilità, quella che non piace agli italiani.

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  8. Dello studente teppistello e irresponsabile non facciamone una vittima ne tanto meno un eroe, la scuola non ha bisogno di questi esempi e neppure di quelli dei compagni che hanno amplificato sui social un comportamento del professore che seppure da biasimare non è stato così grave quanto quello irresponsabile e pericoloso per la salute dell’intera classe dell’alunno.

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  9. Dici cose giuste e condivisibili, ma la mia opinione è che, per troppo garantismo, si sia finiti col passare da un estremo all’altro: il sangue era certamente eccessivo, così come (a mio avviso) lo è l’iperprotezione odierna.
    Io rimango dell’opinione che uno scappellotto, in certi casi (ma solo se e quando serve, altrimenti la finalità pedagogica si perde e rimane la violenza fine a sè stessa, che è sempre da condannare), sia più educativo di cento lezioni: fa male il giusto (più dentro che fuori), non causa lesioni, è di grande aiuto per tenere a mente le cose importanti, e non ultimo insegna a portar rispetto a chi lo merita aggiungendo anche un po’ di disciplina, due cose che non guastano mai.

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  10. vorrei puntualizzare qualcosina.
    Il teppistello è minorenne in consegna ad un pubblico ufficiale (l’insegnante) e non doveva neanche essere toccato, ma eventualmente denunciato per poi essere multato e sospeso..
    Il prof in questione se ha alzato le mani, non l’ha fatto per difendersi ma perchè è un violento ed è abituato ad alzare le mani evidentemente.
    I compagni lo sapevano ea erano d’accordo per provocarlo apposta per poter filmare la sua reazione.
    Usare il cell per filmare è vietato, per cui i’autore può essere denunciato alla polizia postale.
    Alla fine il prof avrà i suoi guai, che sono seri, sia da parte dell’amministrazione scolastica che dalla famiglia.
    Il teppistello verrà sospesoe la famiglia dovrà pagare anche la multa, l’autore del filmato verrà denunciato dall’insegnante. (almeno credo finirà così)

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  11. L’insegnante ha sbagliato secondo me, usare la violenza per educare non educa, al limite ammaestra.
    Un tempo era un metodo molto diffuso, ovunque, anche a scuola, ma la violenza genera violenza non è una banalità, un bambino maltrattato tenderà a maltrattare, e è bene che ora non si possa più fare.
    Fra l’altro è reato picchiare i propri figli, reato, e chi può prendersi la responsabilità di picchiare i figli degli altri? E in base a quale processo?
    Insegnante poco professionale quindi, che subirà giustamente conseguenze, altrimenti sarebbe un brutto esempio per i ragazzi e per i colleghi.
    Senza esagerare però, non è che lo ha ammazzato.
    Questo professore evidentemente non riesce a svolgere legalmente il suo lavoro e deve essere allontanato, visto che ha i ragazzi in custodia.
    E’ come quando un poliziotto gonfia di botte qualcuno. Fosse anche un criminale non può farlo, è contro la legge e nessuno gliene da il diritto. Nemmeno se fosse il peggior criminale, perchè starebbe solo sfogandosi, non facendo il suo lavoro (vedi poliziotti USA, ma anche i nostri).

    Per quanto riguarda il ragazzo ha sbagliato a sua volta, ma ha diritto a essere punito legalmente (così come il professore ha diritto per esempio a non essere picchiato dai parenti del ragazzo o da chi lo arresta … o dai media).
    Sarà semplicemente un ragazzo figlio di genitori che si sono lasciati convincere che il covid non esiste e che la mascherina è un sopruso … ce ne sono milioni purtroppo.

    Poi a scuola ci sono tanti ragazzi che provocano, deridono, bullizzano, diffamano, minacciano … ma la soluzione non è picchiarli, ma educarli. Almeno tentare.
    Nel momento che si usa con loro la violenza, si è già perso.

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