Le donne che odiano le donne contro i club per soli uomini

(Massimo Fini – massimofini.it) – Le femministe o postfemministe o veterofemministe, cioè tutto quel vasto mondo di donne che odiano le altre donne, non il maschio, perché concorrenti potenziali, sembrano aver perso ogni limite nel loro estremismo ideologico. Al grido sessantottino “è vietato vietare” stanno in realtà vietando tutto. Così Emily Bendell, imprenditrice dell’”intimo”, termine già di per sé orribile perché ipocrita, vuole portare in tribunale il mitico Garrick Club, una di quelle associazioni che escludono la presenza delle donne e fanno parte della tradizione degli inglesi (il Garrick esiste dal 1831, ma il più aristocratico di tutti il White’s affonda le sue radici alla fine del Seicento) che alle tradizioni sono particolarmente legati, non per nulla hanno una Regina amatissima che fa benissimo il suo mestiere e Wimbledon è rimasto l’unico torneo di tennis che si gioca ancora sull’erba.

Se io costituisco un club privato avrò pure il diritto di farci entrare o di non farci entrare chi mi pare e piace? Gli uomini, anche quando amano le donne, preferiscono la compagnia degli uomini. Quando usciamo più o meno di nascosto di casa le nostre mogli o compagne o fidanzate pensano che andiamo a tradirle con qualcuna, il che può anche essere per alcuni fanatici (stare con una donna è già complicato, figuriamoci con due), ma in genere cerchiamo di sfuggire al loro asfissiante controllo, andando giù al bar a giocare a scopone con gli amici, là dove i bar esistono ancora, oppure a bocce o a vedere una qualche partita di calcio, situazioni in cui tradizionalmente le donne non ci sono o se ci sono, com’è nel calcio pervertito di oggi, hanno una presenza marginale. L’ammissione della donna in un club per soli uomini vorrebbe dire l’irruzione dell’eterno gioco della seduzione cui a noi, già sollecitati da ogni parte, nella pubblicità, in tv, in strada, dalla figura femminile, piace almeno per un po’ sfuggire. Insomma: la fine della tranquillità. Inoltre poiché non fanno che lamentarsi delle nostre molestie sessuali, vere o molto più spesso presunte, minacciandoci ad ogni momento della galera o, quel che è peggio, della garrota mediatica, in un club di soli uomini sarebbero al sicuro per il lapalissiano motivo che non ci sono.

Le donne rischiano di rimanere vittime del puritanesimo di marca yankee che è stato introdotto in Europa dal #MeToo. Ma a chi mai può venir la voglia di corteggiarle se basta un’occhiata un po’ insistente o un popolano fischio di ammirazione (anche se di questi fischi con le due dita in bocca che fan parte pur essi della tradizione maschile –chi ha mai visto una donna fischiare in questo modo?- si sta ormai perdendo traccia, gli usava finché è stato allenatore Giovanni Trapattoni) per essere accusati di “molestia sessuale” con tutto ciò che ne consegue?

Le donne rischiano di essere vittime del loro stesso puritanesimo che è sessista nel momento stesso in cui predica il contrario. Agli inizi di settembre a una donna un po’ scollata è stato proibito di entrare, da parte di una funzionaria, al Museo d’Orsay in base al regolamento interno che recita: “Gli utenti devono conservare una tenuta decente e un comportamento conforme all’ordine pubblico e devono rispettare la tranquillità degli altri utenti”. E questo accade a Parigi, una capitale un tempo gioiosa, giocosa, trasgressiva, non solo all’epoca esistenzialista, di cui oggi si ricorda l’epopea per la morte di Juliette Gréco che ne fu l’icona musicale, ma ben prima, negli anni Trenta, quando il pittore Foujita entrava al Dôme o alla Coupole tenendo in spalla una gabbia con dentro una donna nuda. Non c’era nulla di perverso o pervertito, c’era solo una voglia di gioco che noi, intrappolati in lezioncine moralistiche, sembriamo aver perduto. Del resto qualche giorno prima dell’episodio del d’Orsay due bagnanti in topless erano state multate dalla Gendarmerie perché sulla spiaggia di Pèrpignan prendevano il sole a seno nudo. E in Italia, in modo altrettanto illegittimo e comunque moralistico, si multano i clienti delle prostitute ufficiali. Quelle non ufficiali fanno carriera in politica.

Massimo Fini

29 settembre 2020

5 replies

  1. Ma era Massimo Fini o Vittorio Feltri?

    Che squallore, gente… vorrebbe farci credere di essere di mentalità apeperché non si formalizza per una scollatura o un seno nudo.
    In realtà ha un concetto della donna assolutamente retrivo:
    Le femministe odiano le altre donne, le mogli opprimono, le colleghe o chi per loro vogliono incastrarlo, salva solo le vere prostitute, quelle che lo fanno per soldi o per costrizione e non per libera scelta. Che Figo.

    ESTINGUITI.

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  2. Tema complesso, non facilmente sintetizzabile in due righe giornalistiche a meno di voler dire dire altro.
    Che le donne si siano un po perse è vero ma è anche vero che fra gli uomini vi è molta immaturità e spesso lasciano le responsabilità sulle spalle altrui per andare a farsi una bevuta o per vedere una partita al bar. Fini in quest’articolo si presenta in tutta la sua ancestrale mentalità e forse gli dispiace non poter fischiare ad una donna piacente…come poteva fare quando Milano aveva verdi periferie e vi era una dimensione affettiva più plastica, aperta, tollerante e giocherellona.
    Se però esistono inglesissimi circoli maschili non dovrebbe stupire se vi sono femministe agguerrite in quanto gli estremi tendono a bilanciarsi con la morale della buona famigliola nel mezzo che non è più una virtù ma, e forse qui ha una plausibile ragione, una sorta di legame che alla lunga può divenire coercitivo, stagnante e stancante.. Ma dalle responsabilità non si dovrebbe scappare.. facile andare a giocare a bocce con la mogliera in casa che stira, lava, pulisce e cucina .. Infatti le mogli hanno ancora diversi ruoli che si appannano dalle pieghe della storia.. slave and sex slave , per cui si può benissimo anche dire viva le femministe in quanto non credo che domani i circoli di carte o di bocce vengano chiuse da una dittatura al femminile, forse è questa la sua paura? Si rigiri la frittata 20 e passa volte.

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