I meriti di Conte, “l’Innominato”

(Di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere”. Ludwig Wittgenstein.

A una domanda del “Corriere della Sera” sul perché mai mentre in quasi tutta Europa il Covid cresce molto in Italia no, il noto virologo Massimo Galli risponde: “La mia personale impressione è che il lockdown per come lo abbiamo vissuto e sofferto, più rigoroso che altrove, abbia limitato la circolazione del virus in alcune parti d’Italia”. Ma tu pensa, soltanto che non riesco proprio a ricordarmi chi diamine fu che la sera del 9 marzo 2020 apparve improvvisamente in tv per annunciare agli italiani: stop agli spostamenti in tutto il territorio nazionale, scuole chiuse, blocco di ogni manifestazione sportiva compreso il campionato di calcio, insomma quella roba lì. Era forse Salvini? Meloni? Renzi? No, non mi sembra, eppure a pensarci bene quel tale doveva ricoprire una carica importante per imporre misure così gravi. Chissà che diavolo gli passava per la testa quel 9 marzo? Chiudere il Paese a doppia mandata, così a cuor leggero. Un irresponsabile, sicuramente. Anche perché furono decisioni senza precedenti nella storia, e l’Italia fece da battistrada in Europa mentre i governi di Francia e di Spagna esitavano (e su Boris Johnson, in Inghilterra, veniva steso un lenzuolo pietoso). Ma questo sapete chi lo va dicendo, quel Massimo Galli noto scienziato gruppettaro di sinistra. Ah, ecco ora mi sovviene che quel tale di cui (fortunatamente per lui) nessuno ricorda il nome, e neppure il cognome, cominciò a emanare a raffica certi decreti liberticidi chiamati Dpcm, imponendo agli italiani una vera e propria dittatura sanitaria. Che vergogna. Strano che il nome, e il cognome, di costui nessuno riesca mai a pronunciarlo. Tranquilli però se, malauguratamente, le cose dovessero mettersi male anche nel nostro Paese (dopo l’estate del Billionaire, del vamos alla playa e del ’mo basta co ’ste mascherine liberticide), vedrete che, come d’incanto, gli smemorati ritroveranno memoria e favella e quel nome diventerà finalmente pronunciabile. Ed esecrabile. Scommettiamo?

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