Il Destino del Movimento 5 Stelle

(Stefano Rossi) – Dopo la meravigliosa vittoria referendaria che ha giustamente ridimensionato il numero dei parlamentari nazionali, credo sia molto utile continuare su quella strada. Ogni tanto bisognerebbe pure ricordare, anche agli alleati, che è ridicolo dire che la riforma di abbassare il numero dei parlamentari era stata da anni voluta da questo o quel partito. Le riforme si fanno, non si tengono in un cassetto per sbandierarle quando si vuole.

Ora, la prima cosa da fare è la modifica alle leggi, anche costituzionali, che prevedono un numero abnorme di consiglieri nei consigli regionali e comunali. Sarebbe poi utile andare a limitare le libertà che si sono presi questi organi andando a regolare tutta una serie di prebende e aggi che sono davvero vergognosi. Ci vuole coraggio a sollevare uno dei veri problemi economici: gli sprechi degli enti locali. Ma visto i risultati poco incoraggianti delle ultime elezioni, il Movimento ha un destino segnato, quello di fare il movimento altrimenti è destinato ad essere fagocitato ora a sinistra, dal Pd, ora a destra, dalla Lega.

Su questa linea si deve abolire la c.d. “legge Delrio”abolire definitivamente tutte, dico tutte le province e, finalmente, abolire l’obbrobrio delle Città Metropolitane che altro non sono che una buffonata creata mentre si cercava di abolire le province.Questi enti non hanno più competenze e servono alla politica dei partiti per assunzioni in cambio di voti.

Insomma, fare pulizia ed ordine in una materia in cui tanti hanno provato e tutti hanno sbagliato.

Un’ultima considerazione, andare ad abbassare lo stipendio dei parlamentari è un errore macroscopico. I parlamentari devono guadagnare bene poiché decidono su materie che, tal volta, valgono milioni di euro. Se dovessero guadagnare poco, dopo, sarebbero corruttibili per un misero tozzo di pane. Sono stato favorevole a votare SI all’ultimo Referendum ma la storia di abbassare lo stipendio la trovo smaccatamente populista e privo di motivazioni serie e difendibili.

La riforma agli enti locali merita di essere intrapresa visto che tutti i partiti ci hanno provato e tutti hanno fallito miseramente.

7 replies

  1. la più grossa panzana che leggo è: se paghi giusto i parlamentari questi diventano facilmente corruttibili. E’ l’esatto opposto. Pensare che tutti hanno un prezzo vuole solo propagandare che la corruzione in Italia è endemica.

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  2. Io sarei d’accordo che gli stipendi siano alti, ma con condizioni. Che i parlamentari lavorino sul serio, che non ci siano quelle squallide fughe con il trolley il giovedì, che la settimana di lavoro non si riduca a 3 giorni, che non ci siano plurilavoristi che continuano tranquillamente a fare l’avvocato, il professore, universitario o no, che i cittadini possano sceglierli tra il meglio della società, che non vengano dei lacchè o dei corrotti portatori di voti a cercare la contropartita ai servizi resi . Insomma, a condizione che si recuperi quella dignità del parlamento che ogni tanto viene ricordata tronfiamente da indecenti personaggi (donne e uomini) che han contribuito a svilirla

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  3. in realtà ha rivinto chi già governava
    Zaia ha un rapporto ottimo con i suoi elettori con cui parla continuamente con uno stile molto semplice e umano, moderato, da persona di famiglia, senza l’esibizionismo e i comizi continui di Salvini, e i suoi elettori lo hanno premiato chiudendo gli occhi sul Mose e altre sventure o il fatto che lo statuto della Lega preveda solo due elezioni a governatore e lui si è presentato per la terza volta. Resta il fatto che tra i Governatori è uno di quelli che ha fatto meglio col Covid senza ripetere la privatizzazione spietata degli ospedali come in Lombardia, facendo più tamponi di altri e dando continuamente i dati del contagio. Ha dato l’impressione di essere un governatore serio che lavorava molto e aveva a cuore i bisogni e le richieste dei suoi, non un girandolone buono a nulla come Salvini. Si è presentata con una lista sua e gli elettori lo hanno premiato dandogli il 47% mentre la Lega di Salvini ha preso il 15%. Il suo problema è che la visione di Zaia è prettamente padana, vuole l’autonomia del Veneto e non può interessare tutti gli italiani.
    Emiliano in Puglia era sicurissimo di perdere e tutti i sondaggi lo davano per perdente, era sostenuto da 14 liste e prima del voto ha fatto un sacco di assunzioni in sanità facendo sperare chi un lavoro non ce l’ha. Non è mai stato a favore del Pd ed è sempre stato contro Zingaretti. Era potentemente radicato agli interessi dei poteri del territorio, cosa che ovviamente la povera Laricchia, troppo giovane e sola, non poteva permettersi.
    De Luca è un marpione e ha conquistato i suoi elettori a forza di battute. Correva solo anche lui ma con 15 liste anche se pe rlui c’è stato un voto molto personale a causa delle sue battute che lo fanno sembrare un uomo forte, il Pd voleva addirittura non candidarlo, ma il suo successo di pubblico è pari a quello di un attore consumato che ha il suo pubblico affezionato.
    In nessuno dei tre casi, il M5S aveva la minima possibilità di emergere. Era solo, senza liste di supporto, gravato dalla colpa di essere stato al governo con la Lega, osteggiato anche dal suo alleato di Governo, senza posti di lavoro da dare o concessioni e favori da distribuire, senza soldi e con candidati ignoti agli stessi 5 stelle. Ci aggiungiamo i transfughi, la mancanza di un capo politico, i dissidi interni, tutto ha nuociuto.
    Giani è stato il male minore in una Toscana che il Pd pensava ancora pregna di renzismo per cui Zingaretti si è piegato ad accettare un candidato renzista, ma avrebbe potuto presentare anche un moscerino e i toscani lo avrebbero votato lo stesso pur di non avere una nullità idiota come la Ceccardi.
    Non è vero, come insiste a dire Mentana, che ha vinto Zingaretti.
    Zingaretti proprio non ha partecipato e ha fatto i suoi begli errori, come la scelta di un Sansa che ha votato No al referendum ed è sempre stato ostile ai 5 stelle. E perché poi questi avrebbero dovuto votarlo?
    Insomma le cose sono andate così e non avrebbero potuto andare diversamente.

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    • @vivianav,
      se il mov ha perso a livello locale per i motivi che indichi tu… perché (il mov) non chiede, ai suoi alleati in parlamento, che si ritorni al titolo quinto ante riforma costituzione fatta dal pd-l del clientelista dalema e dai suoi accoliti che, come hanno dimostrato i fatti, ha aumentato mostruosamente il deficit e il familismo-clientelare…?

      perché al disgustoso giggino tetrapoltronaro (sterminatore dei voti dei cittadini onesti) che si é intestato la vittoria dell’ultimo referendum costituzionale “a favore di telecamera…”, asserendo addirittura che quelli del no ce l’avevano con lui, non si é risposto: ma chi ca… credi di essere… il proprietario del mov…?
      facendo fare al reggente crimi la figura dell’utile idiota politico…?
      come é possibile che a un figuro così (che tanti danni incalcolabili ha causato al mov…) non gli sia stato consigliato di andare… da uno bravo… e/o non sia (ancora) stato cacciato dal mov…?

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      • Tonino b. Non concordo in nulla, io elettore 5s, reputo di maio un fenomeno, mai visto un 33enne(35 credo oggi) cosi capace, dal niente di gestire il movimento. Saluti

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