La voce dei padroni

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La voce dei padroni squilla forte e chiara a edicole unificate. “No”, dice il Sole 24 Ore (Confindustria). “No”, tuonano Repubblica, Stampa, Espresso, Secolo XIX, Huffington Post e giornali locali Finegil (Agnelli-Elkann-Fca). “No”, strilla il Giornale di B.. “No”, ripetono Messaggero, Mattino e Gazzettino (Caltagirone). “No”, pigola Domani, giornale senza padroni nel senso che ne ha uno solo (De Benedetti). “No”, spara Libero (Angelucci). “No”, ringhia il Riformista (Romeo). “No”, fa eco Avvenire (vescovi). I problemi nascono quando lorsignori devono spiegare perché mai si oppongano alla riduzione dei parlamentari, promessa e voluta da tutti per 40 anni, in linea col resto d’Europa: si arrampicano sugli specchi, violentano la logica, dicono e contraddicono, sommano le mele con le patate, agitano fantasmi e spaventapasseri, sparano supercazzole che oggi Zagrebelsky smonta a una a una nella magnifica intervista a Silvia Truzzi (pagine 2 e 3). Più parlano e meno convincono. Perché si capisce benissimo che dietro i loro No non c’è né la difesa della Costituzione, della democrazia, del Parlamento, della rappresentanza, dei territori, del popolo, tutti valori che la riforma non sfiora neppure.

C’è dell’altro che nessuno osa mai confessare per non gettare la maschera. Almeno fino alla discesa in campo di Billy Costacurta che, siccome era un ottimo stopper del Milan, Repubblica ha promosso a padre ricostituente. E lì, come il bambino davanti al re nudo, ha detto senza tante ipocrisie ciò che lorsignori nascondono: “Voto No perché non voglio più vedere i 5Stelle”. Evviva la faccia: finalmente, fra tanti Tartuffe, un tipo sincero. Qualcuno dovrebbe spiegargli che la riforma costituzionale è stata votata da tutti i partiti (13 volte nelle precedenti legislature, quando il M5S non c’era, e quattro in questa) e nessuno l’attribuirebbe ai 5Stelle se tutti i partiti che l’han votata fossero coerenti e la sostenessero. Peraltro il M5S non è la prima forza parlamentare in virtù di un golpe militare o di una marcia su Roma, ma di libere elezioni previste da quella Costituzione che i signori del No dicono di difendere (quando fa comodo a loro). Dunque chi vuole liberarsene può votargli contro alle elezioni regionali, comunali e politiche. Ma chi pensa di sbaragliarlo bocciando una riforma che condivide è come quel coglione che, per far dispetto alla moglie, si tagliò i coglioni. E, se nel novero ci fosse solo Costacurta, poco male.

Ma c’è pure tutto il fior fiore del potere, con giornalisti al seguito. Ieri al partito di Costacurta s’è iscritto il riportino più amato dal Sistema: Stefano Folli, il quale su Repubblica ci ammonisce che “Il referendum è un voto sui 5Stelle”. Apperò.La prosa, al solito alquanto sepolcrale, è la consueta accozzaglia di nonsense: il M5S è “lacerato”, “schiacciato”, fallito, praticamente morto (infatti governa da due anni e mezzo col suo premier); e ha pure “rinnegato buona parte dei suoi principi” (infatti sta portando a casa anche il taglio dei parlamentari: e poi non è Folli a ripetere ogni giorno che al governo i 5Stelle fanno quel che vogliono e il Pd subisce?). Ma il meglio deve ancora venire: il referendum è “una zattera di salvataggio da afferrare come ultima salvezza prima che sia troppo tardi”, anzi “un plebiscito sul ‘grillismo’”. Questo notista politico che bivacca nei palazzi da 40 anni non s’è neppure accorto che i 5Stelle del referendum avrebbero fatto volentieri a meno: l’hanno voluto contro di loro 71 senatori, quasi tutti di FI e Lega che, subito dopo aver votato il taglio in Parlamento (l’ultima volta col 98%), hanno raccolto le firme per indire il referendum e rinviare l’entrata in vigore della riforma: speravano che intanto accadesse qualcosa, tipo una crisi di governo che ci mandasse al voto prima del referendum con 945 posti in palio anziché 600. Tutto volevano fuorché regalare la “zattera di salvataggio” e il “plebiscito” ai 5Stelle.

Ma ormai i fatti sono un optional e la logica un fastidioso impaccio sulla strada della Grande Restaurazione sognata da tutti i poteri, palesi e occulti. Che infatti sperano in una disfatta del centrosinistra alle Regionali e del Sì al referendum per abbattere l’ultimo diaframma che separa le loro zanne dal bottino del Recovery Fund (e magari del Mes): il governo Conte a trazione 5Stelle in alleanza col Pd tornato a sinistra dopo le sbornie napolitan-renziane. Si spera che gli elettori “grillini” l’abbiano capito e in Liguria, Puglia, Marche e Toscana votino di conseguenza. Del resto come spiegare l’incredibile campagna contro il Reddito di cittadinanza fondata sulla fake news che ne beneficiassero i presunti assassini di Willy? La verità è che lo ricevevano tre genitori; sono stati scoperti perché i controlli funzionano; e ora chi non ne aveva diritto restituirà fino all’ultimo cent. Ma questo vale per tutte le misure di welfare, in un paese ad altissimo tasso di criminalità, evasione e lavoro nero. Che si fa: si aboliscono le pensioni, la cassa integrazione, il sussidio di disoccupazione, gli sconti e i bonus ai poveri perché qualcuno potrebbe truffare o ammazzare? Anche qui, come sul No al referendum, ci si arrampica sugli specchi pur di non dire la verità: il Reddito di cittadinanza non piace perché funziona e l’han voluto i 5Stelle. Che restano l’unico ostacolo da rimuovere dalla scena politica, malgrado gli scandali che stanno emergendo sulla Lega e sono già emersi su FI. Anzi, proprio per quelli.

35 replies

  1. Sono bastate un paio di interviste (Spinelli e Zagrebelski) per asfaltare le centinaia di filippiche (a tratti ridicole, vedi Billy Costacurta) senza capo né coda dei sostenitori del NO. E’ incredibile come la cosiddetta informazione italiana sia sempre e solo fiancheggiatrice dei poteri forti, cosa che non potrebbe mai accadere in qualsiasi Paese del mono, fatta eccezione per le dittature

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    • @caciolari 68
      E perchè mai incredibile?
      E’ del tutto normale che televisioni, radio e giornali rispondano ai loro padroni.
      Se in Italia non s’é mai voluta fare una legge sui conflitti d’interesse nell’editoria
      ci sarà bene una ragione, non credi?

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  2. Non sono un fan dei 5stelle, non mi fa impazzire il loro modo di fare politica; eppure li preferisco diecimila volte a questi voltagabbana e, soprattutto, a questa destra che è la negazione della politica.
    Mai mi sarei sognato, trent’anni fa, di pensare: aridatece Andreotti, Berlinguer, Pannella, La Malfa, Iotti…

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  3. Travaglio, nel suo editoriale, e ieri ( l’ho visto sul Nove in Accordi e Disaccordi) è stato ineccepibile nello spiegare le ragioni del SI e le contraddizioni del vasto fronte del No. E che tutte le “ragioni” del NO siano in realtà una battaglia politica contro gli odiati 5stelle è evidentissimo. Ma, a mio avviso, può avere pure senso che una riforma ( pur limitata al solo taglio dei parlamentari) e poi votata da tutti in ultima battuta, diventi arma di propaganda e furberie in mano ai politici. Meloni e Salvini che si defilano, pur a suo tempo avendo sostenuto le ragioni del SI con molti loro colleghi di Partito che dicono che voteranno NO, i renziani che sono praticamente per il NO, il PD che ufficialmente, ora, per il SI, è pieno di distinguo, etc. etc. I Partiti, tutti, sognano di umiliare i pentastellati, in quanto avversari o nemici veri e propri, sia se sono ufficialmente contrapposti, sia se sono occasionalmente alleati. Il problema in questo Paese è l’Informazione. Lo scandalo è soprattutto lì. Perché capirei la strategia comunicativa di un giornale di Partito, che fa da supporto al Partito stesso. Ma come accettare che tutta l’Informazione, ma proprio tutta, sia così schierata contro una riforma che è stata evocata da anni. Da loro, dalle loro firme. Ed ora tutto il mondo mediatico ed informativo si mette l’elmetto per antagonizzare un Movimento politico solo perché lo odia, in quanto ha rotto gli schemi finti( centrodestra contro centrosinistra) in cui sguazzava da anni? Pure se propone qualcosa, supportato in Parlamento poi da tutti o quasi, che condividono? Ma che Paese è uno dove la comunicazione, non solo Mainstream, si piega solo alla logica faziosa e d’interesse del Sistema in cui si crogiola, con occasionali ed ipocriti slanci di critica ai Governanti del momento? La piaga di questa informazione, lo dico da anni, è la più grande anomalia, una malattia grave del Paese.

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  4. Ormai sono al punto che voterò si più per dare una sberla a questi giornalisti completamente scollati dalla realtà, sperando che Il risultato li spinga a una riflessione. Perché scrivere per sé stessi o per il mecenate significa fare arte, e il giornalismo non dovrebbe essere tra le arti.

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  5. Ecco perché molte ragioni del No non stanno in piedi.
    Zagrebelsky. (Le parentesi sono mie)

    Alla fine si deciderà per ragioni che hanno poco a che fare con quelle costituzionali ma per fare un favore a uno o un dispetto a un altro; rafforzare un partito; consolidare la maggioranza o indebolirla; mettere in difficoltà una dirigenza di partito per indurla a cambiare rotta e, magari, a cambiare governo o formula di governo.
    I cittadini devono sentirsi liberi di votare indipendentemente dalle indicazioni e dalle prospettive politiche dei partiti.
    I referendum, abrogativi, confermativi o costituzionali sono fatti per questo. Non sono elezioni…. sembra invece che siamo chiamati a votare la fiducia ai promotori o agli oppositori di questo referendum (che è confermativo di una legge che c’è già).
    Il voto sembra interessare non la modifica costituzionale, ma le prospettive politiche, che oltretutto guardano ad un futuro molto incerto (per cui è vergognoso anche il fatto che con i guai seri in cui ci troviamo si debba perdere tempo, energie e soldi, 350 milioni, su questo). Bisognava dire subito e in modo molto chiaro che l’esito del referendum non avrà alcuna conseguenza sulla vita del governo (ma gente come Costacurta ha capito che si va a votare per buttare giù il governo o attaccare i 5 stelle).
    (La riduzione dei parlamentari da 945 a 600, approvata alla Camera con 553 voti a favore, 14 no e due astenuti, ha avuto una maggioranza bulgara. Ma, subito dopo, 71 di quelli stessi che l’avevano votata hanno cambiato idea e chiesto un referendum confermativo e tutti i media hanno sostenuto il NO. I partiti hanno fatto un voltafaccia verGognoso. Ma come fanno cittadini ad avere fiducia in persone che cambiano opinione tanto facilmente?)
    Circolano molte falsità, come dire che il ‘taglio’ dei parlamentari sarebbe malfatto perché ‘lineare’. Riducendo i numeri, si alza la soglia per accedere al seggio parlamentare. Ciò crea difficoltà per i piccoli partiti e porta con sé un effetto maggioritario. (Abbiamo una trentina di piccoli partiti e, con la vittoria del SÌ e un successivo sistema parlamentare con soglia al 5%, sparirebbero).
    Circolano molte falsità, comedire che il ‘taglio’ dei parlamentari sarebbe malfatto perché ‘lineare’. Riducendo i numeri, si alza la soglia per accedere al seggio parlamentare. Ciò crea difficoltà per i piccoli partiti e porta con sé un effetto maggioritario. (Abbiamo una trentina di piccoli partiti e, con la vittoria del SÌ e un successivo sistema parlamentare con soglia al 5%, sparirebbero).
    Semplificare vuol dire concentrare in gruppi più vasti con i quali esistano affinità. (Ci sono Paesi dove i partiti sono solo due e un terzo più piccolo ruota nelle vicinanze. Anche qui non è che aumentando i numeri si avrebbe maggiore democrazia. Si avrebbe solo maggiore casino).
    I fautori del No dicono che non ci sarebbe più la ‘rappresentanza dei territori’. (A parte il fatto che spesso il candidato non ha niente a che fare col territorio deciso dal capo partito che con le liste bloccate impone chi vuole e dove vuole, alla faccia della rappresentanza!), vd la Boschi a Bolzano), i deputati e i senatori non sono i rappresentanti dei territori ma di tutta la Nazione e non si capisce nemmeno cosa si intenda per ‘rappresentanza dei territori’. Oggi spesso significa favorire faccendieri locali che dispongono di pacchetti di voti clientelari, i lobbisti che intrallazzano a Roma (per questo il M5S nei voti locali perde, perché non entra in questo gioco di interessi sporchi da comprare o vendere).
    Deputati e senatori “rappresentano la Nazione senza vincolo di mandato” e la politica dovrebbe essere cura di interessi generali. Mentre oggi, se si ha ‘sul territorio’ il proprio rappresentante nella politica centrale (parlamentare, ministro, sotto-ministro, ecc.) è facile farsi costruire la strada o l’autostrada che interessa in loco (pensi all’autostrada Voltri-Gattico-Sempione), o promuovere l’assunzione di schiere di dipendenti nelle amministrazioni locali (Ma questo tipo di ‘rappresentanza’ non ha niente a che fare con la buona politica e avremo 345 ‘corti’ di clienti in meno
    Per Lorenza Carlassare la legge elettorale ideale è proporzionale con soglia di sbarramento non superiore al 3% senza liste bloccate e pluri-candidature. (Pd e M5S parlano del 5% e ovviamente s gente come Renzi o Calenda non piacere perché sparirebbero).
    Si parla di ‘governabilità’ ma è una parola truffaldina. La legge elettorale ha poca importanza per la governabilità, ma ne ha molta per altri aspetti (a me non sembra visto che il M5S con 11 milioni di voti non ha potuto governare per mancanza di un premio di maggioranza o di ballottaggio. Il sistema elettorale conta, eccome!).
    Come tutte le leggi, anche questa deve ispirarsi a un qualche concetto di giustizia. Mescolare elementi contraddittori, un po’ di proporzionale e un po’ di maggioritario, liste e candidature singole, liste bloccate e preferenze, voto congiunto e disgiunto, ecc. non viene fatto certo nell’interesse degli elettori che alla fine non ne capiscono più nulla. Lo stesso Parlamento risulta un guazzabuglio di legittimazioni diverse. Insomma: il 1° requisito d’una buona legge elettorale è la chiarezza nella quale l’elettore possa ritrovarsi facilmente.
    Il numero dei nostri rappresentanti non è molto importante, lo sarebbe di più migliorarne ‘la qualità’. Un tempo si diceva che il Parlamento deve rappresentare il meglio del Paese. Se è il contrario, è chiaro che il Parlamento cade nel discredito.
    In quanto al fatto che ora Camera e Senato hanno gli stessi poteri (bicameralismo perfetto), sono favorevole al mantenimento di due Camere ma differenziate per composizione, procedure e funzioni (Ma si pensa anche a creare delle differenze).
    Naturalmente dissi no a quel pasticcio di Renzi, che è stato sventato con il referendum 4 anni fa.
    Poi, è chiaro che una netta vittoria del Sì, con il M5S che si è mobilitato da solo contro tutti, sarebbe per il Movimento un forte successo politico, bocciando tutti coloro che hanno insistito per il No. Così, paradossalmente il No di chi vuol dare una lezione al M5S rischia di provocare un effetto boomerang. I 5 stelle direbbero: siamo stati soli contro tanti, questa riduzione l’abbiamo voluta e abbiamo vinto.

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      • Neanch’io ho mai votato M5S, ma li ho osservati. Ho caldeggiato, a suo tempo, l’accordo con Bersani.. Pensate che ci saremmo risparmiati Renzi e, poi, Salvini.
        Ho visto le sedute alla Camera e al Senato, in cui si delineava esattamente lo stesso scenario a cui assistiamo ora: qualsiasi proposta, anche di buon senso, SE portata avanti dai 5s veniva BOCCIATA.. e solo per quello.
        Ho visto accusarli di tutto e del suo contrario.
        Ho visto la campagna contro la Raggi.. I frigoriferi, lampantemente provenienti dalle discariche e non dalle case, portati in giro per Roma, gli INCENDI dei bus, dei cassonetti.. metodi mafiosi.
        Ho visto e sentito la continua delegittimazione, la ridicolizzazione, il tacciare da ignoranti ed incompetenti i parlamentari col più alto tasso di istruzione, di entusiasmo, di onestà, di ingenuità, forse… ma sono solo io a non apprezzare quelli “competenti(!!), furbi e scafati”?
        Ho visto i 5s cercare di imparare, capire, crescere ed essere criticati ANCHE per questo.
        Li ho visti difendersi da campagne di stampa corali, da personaggi televisivi squallidi e vittimisti, che gli montavano il caso contro..(Hai visto mai, un altra picconata e vengono giù)
        Li ho visti fare errori.. ERRORI, come tutti, ma figuriamoci.. da loro è imperdonabile.
        Ho visto ottenere il loro consenso ad un accordo per poi vederlo brandire a senso unico. (Mai voto alla Raggi. Voi votate i nostri, il contrario non è dato😳)
        E ora questo assurdo voltafaccia, questa strumentalizzazione da voltastomaco per far fuori loro, il governo ed il presidente del consiglio più serio e capace che ci potesse capitare, indicato da loro, quindi gravato dal peccato originale!
        BASTA.
        Ho sempre votato a sinistra, ho apprezzato e apprezzo Bersani… e lui dice che “a forza di bastonare il cane, la gente sta col cane”.
        Con questo SÌ e alle prossime elezioni utili, ho deciso che STARÒ COL CANE.

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  6. Da Italiano residente all’estero ho già votato si due settimane fa, ma temo i colpi di coda di questi Zombie. Forza, concittadini, fatemi vedere un sogno che si realizza…

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  7. “violentano la logica”
    Fantastico Marco, parole che descrivono perfettamente il giornalismo nostrano di questi tempi. Purtroppo però non molti hanno una mente logica e si fanno infinocchiare da questi finti e beceri ragionatori.

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  8. Sono abbastanza vecchio per aver visto, sono abbastanza curioso per aver letto.
    non c’è niente di nuovo nell’atteggiamento delle persone, si adeguano al “padrone” di turno,
    chi non lo fa non lavora, non fa carriera, non fa parte della società,
    chi si ribella viene allontanato, perseguitato, isolato, ed incarcerato
    come Nicoletta Dosio 73 anni movimento No Tav inacrcerata
    come Dana Lauriola arrestata all’alba con chiusura di un intero quartiere movimento No Tav
    e gli esponenti anarchici, Maria Soledad “Sole” Rosas, Edoardo “Baleno” Massari arrestati e “suicidatesi”
    ricordo che le prime manifestazioni si sono avute nel 1995, 26 anni fa e la macchina dei “padroni” cammina inesorabile.

    Ho letto per un paio di giorni DOMANI il nuovo quotidiano del CDB e del Direttore ex Fatto Quotidiano Stefano Feltri, non ha avuto bisogno di adeguarsi, e già partito “adeguato”

    non lasciatevi incantare dai falsi profeti
    pensate e votate SEMPRE contrari alla maggioranza dei Media e sarete dalla parte giusta.

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  9. “… il PD tornato a sinistra dopo le sbornie napoletan/ renziana (cit.)”
    Uè, guagliò, ma che stai a dicere! Accà nisciun’è fesso.
    Il PD tornato a sinistra?
    Ti voglio bene Marco, ma ‘sta cazzata tienitela per te!
    Non pensare che una solenne bufala, solo perché l’ha scritta o detta
    il Grande Marco Travaglio diventi ipso facto verità rivelata.
    C’è un grosso, grossissimo vaffanculo in canna anche per te!

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    • Caro Piero, stamattina sono stato FOLGORATO da una riflessione che gradirei condividere con te: quando è stata fatta la riforma costituzionale che portava a 900 i deputati etc? Nel 1963. E cosa è successo nel 1963? L’apertura a sx della DC ai socialisti. Ecco che diventava importantissimo ” democratizzare” il Parlamento imbarcando più socialisti e comunisti di prima. Le radici del ” compromesso storico” sono lì insieme a quelle della corruzione dell’intero sistema . Prima gli scandali toccarono solo DC e PSDI, poi si sono aggiunti anche i nuovi arrivati e tutti, felicemente a braccetto, si sono messi a tavola.
      Infine, per il dessert, è arrivata la mafia, quella che spaccia, ricicla, spara, ammazza e importa Africani, nuovi schiavi.

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      • …si ma quello è stato l’ultimo evento….

        Il primo è stato tra 10 e il 14 ottobre 1957 mafiosi siciliani e americani si incontrano al Grand Hotel et del Palmes di Palermo sotto gli occhi di polizia e servizi segreti, dove si discuterà di come gestire i traffici e i nuovi assetti politici futuri.

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  10. @pieroiula
    Forse IMMAGINA il PD al netto dei renziani…ma se anche così fosse, il contagio è stato profondo, non so sperare in una disinfestazione totale.

    Ps. E. C. del mio commento precedente: un’altra, con l’apostrofo!!!

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  11. Non entro nella giostra del sì e del no, che gira e gira intorno ai partiti e fa scendere esattamente al punto di partenza.

    In Italia il numero dei parlamentari è il più alto d’Europa. Vero.
    Il numero dei parlamentari, in rapporto agli abitanti, non è affatto così alto.
    1 parlamentare ogni 100.000 abitanti. In Germania e Olanda 0,9; in Belgio 1,3; in Polonia 1,2: in Austria 2,1; in Danimarca 3,1; in Grecia 2,8; in Portogallo 2,2; in Svezia 3,4; in Slovenia 4,4; in Lussemburgo ben 10 e a Malta adirittura 14.3.

    Con la vittoria del sì, il parlamento Italiano avrà il minor numero di rappresentanti del popolo rispetto a tutti gli altri paesi europei (un misero 0,7 parlamentare per 100.000 abitanti). Se lo ritenete un affare…
    Io ci penserei su.

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    • Visto che dici di non voler entrare nella giostra, siediti alla scrivania, prendi carta e penna e vediamo se sei capace di fare almeno i conti dalla serva.

      Gli abitanti italiani sono 60 milioni.

      Gli attuali “rappresentanti del popolo” sono 945, ovvero 1,5 ogni centomila abitanti (in realtà sono molti di più: comuni, province e ragioni chi altri dovrebbero rappresentare se non il popolo?).

      I rappresentanti del popolo a livello nazionale, da martedì mattina, saranno 600, ovvero 1 ogni centomila abitanti: ad una persona normale non serve nemmeno la calcolatrice, quindi ti invito a controllare.

      Lo 0,7 viene vuori solo se bari, togliendo dal conto i Senatori, ma a questo punto dovresti prima spiegare perchè, a tuo modesto ed esclusivo avviso, non siano più da ritenersi rappresentanti del popolo, e da quando.

      L’altra ipotesi è che la crassa ignoranza funzionale che sbandieri ad ogni piè sospinto ti abbia portato a credere che la definizione di Parlamentare si riferisca solo ai membri della Camera dei Deputati.
      La lezione di matematica è finita, ora inizia quella di italiano. Definizione di “Parlamentare”: sostantivo maschile e femminile,
      Membro del Parlamento (Deputato o Senatore).

      Contento? Oggi è sabato, c’è l’offerta speciale, quattro lezioni al prezzo di una: di italiano, di matematica, di educazione civica e di vita.

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  12. Voto SI!
    La riduzione di 1/3 dei parlamentari è già nei fatti visto il tasso di assenteismo dalle aule dei nostri nobili deputati e senatori, se poi si reintroducono le preferenze (altro che attentato alla rappresentanza democratica con questa riforma, dov’erano lor signori quando ci hanno espropriato del diritto di scegliere i nostri rappresentanti con l’abolizione delle preferenze??) gli onorevoli saranno più “obbligati” a fare il loro lavoro per il quale sono ben retribuiti e a risponderne direttamente agli elettori e non al segretario di partito di turno.

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