Zingaretti al bivio della casta

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – E poi dicono che a Nicola Zingaretti manca la leadership! Certo, se sei alleato nel Governo con una forza politica che sta per ricevere un plebiscito al referendum taglia-poltrone e invece di metterci il cappello sopra stai ancora a convocare la direzione del partito (la prossima è il 7 settembre) più che di leadership il problema è di fiuto.

Guardate quel furbone di Salvini. In netto calo di popolarità, tutto vorrebbe tranne che fare un favore ai 5 Stelle. Ha buona parte dei suoi deputati e senatori che hanno votato la riduzione dei parlamentari solo perché ne erano costretti e con tutta la gente che ha accolto sul Carroccio avrebbe bisogno di raddoppiarli i seggi anziché diminuirli. Eppure al referendum dice che voterà Sì (anche se magari farà un disegnino sulla scheda) e senza fare alcuno sforzo per spiegare ai suoi su che si vota, rivendicherà un pezzetto della vittoria, malgrado sia così evidente che non ha mosso un dito.

Nel Pd è dunque ora che si sveglino, e prendano atto che rendere le Camere più snelle – come hanno proposto senza fare molto di più per decenni – non vuol dire fare un regalo al Movimento ma al Paese. I 5 Stelle è chiaro che hanno il merito storico di aver portato a termine questa battaglia, in solitudine e contro il partito unico della poltrona, ma questa grande riforma è uno spartiacque tra chi pensa al popolo e chi tifa per la casta. E se proprio non ci riesce a stare con i cittadini, il segretario dem copi il collega della Lega e finga. Se non troverà la leadership almeno non perderà la faccia.

5 replies

  1. Al bivio di cosa?
    Cioè se pubblicamente dichiara di votare si di colpo la mafia pd come per magia non esiste ?
    Peraltro a livello capillare i piddini sanno di dover votare no.

    Pedullà altro cazzaro progressista

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  2. OCCORRE UN NUOVO SISTEMA ELETTORALE AL PIÚ PRESTO. Viviana Vivarelli.

    Prima possibile il Rosatellum va cambiato perché è odioso e disfunzionale. Non è tollerabile nemmeno l’idea di poter tornare al voto col Rosatellum, perversamente voluto da Renzi-Berlusconi e Salvini. Le coalizioni sono odiose e antidemocratiche perché costringono a stare insieme partiti che si odiano e che pensano solo a farsi le scarpe. E l’assurdo è stato che tanti sciroccati hanno attaccato il M5S che era costretto a stare in una coalizione dandogli di traditore, mentre i veri traditori sono stati Renzi, Berlusconi e Salvini che hanno fatto questa legge truffa tradendo ogni principio democratico, per impedire al M5S di andare al Governo, cosa che avrebbe fatto benissimo col suo 33% e i suoi 11 milioni di voti se solo fosse rimasto il premio di maggioranza.
    Ma il Rosatellum è stato una vera truffa.
    I nominati sono contrari alla democrazia. Gli impresentabili sono contrari alla giustizia. E che vi siano degli impresentabili ripescati nega sia la giustizia che la democrazia. Infine, non è accettabile che le coalizioni siano decise dopo il voto, anche se lo fa tutta l’Europa nella crisi generale della democrazia parlamentare. Si devono almeno dare delle indicazioni ai cittadini perché essi hanno diritto di sapere in quale coalizione andrà a finire il loro voto e ci possono essere delle coalizioni talmente indigeste da cambiare la scelta di chi votare.
    Le alchimie dei partiti hanno prodotto un sistema farraginoso: con il Rosatellum ci sono voluti 16 giorni per stabilire chi fossero gli eletti e la complicanza delle coalizioni instabili unita alle vendette personali e alle mitomanie degli sconfitti ha reso tutto iniquo e insopportabile.
    Un sistema elettorale non può essere architettato da un partito o da tre capi partito col solo scopo di far fuori l’avversario, deve trovare la condivisione di tutti e avere una valutazione di costituzionalità della Consulta immediata e non dopo 5 o 6 anni, dal momento che il Presidente della Repubblica è venuto meno alla sua funzione di garante della Costituzione e firma qualsiasi cosa, rendendo inutile la sua carica. L’eccessiva furbizia di tre partiti ha prodotto un sistema talmente perverso che ha punito i suoi autori e non ha prodotto né la rappresentanza né la governabilità, lasciando il Paese nel caos. D’altra parte non possiamo permettere che un partito come il Pd che è stato sconfitto col 18% alle elezioni porti avanti il proprio Governo fallimentare con gli stessi Ministri e lo stesso programma o cerchi di prevaricare il socio di maggioranza, calunniandolo per di più su ogni media. Dunque il Rosatellum ha mancato qualsiasi obiettivo, irritando enormemente l’elettorato che è stufo di una casta fine a se stessa che fa leggi furbissime solo per gabbare la democrazia. Quando i litiganti sono tre e non vengono a capo di nulla, ci vorrebbe un arbitro fuori campo che decidesse il meglio per i cittadini ma questo non è possibile e Mattarella non è all’altezza di un escamotage risolutivo. Ma non possiamo accettare che un Paese coi problemi che ha l’Italia si stia a baloccare per mesi tra veti incrociati su quello che è il terzo sistema elettorale incostituzionale e fallimentare degli ultimi 13 anni. Se si deve tornare al voto, lo si faccia almeno con qualche correzione rapida e tempestiva al Rosatellum che peggio di così non poteva essere e che, proprio perché è stato votato a larga maggioranza (ma con gli incostituzionali 8 voti di fiducia) è di per sé un atto di condanna durissimo dei partiti.

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  3. PERCHÉ NON INTRODURRE IL BALLOTTAGGIO ANCHE ALLE POLITICHE? – Viviana Vivarelli.

    Spero che quanto prima, appena superato il referendum con una maggioranza di Sì, si passi rapidamente a una nuova legge elettorale e a una sanificazione del Parlamento di cui ormai c’è stringente bisogno, con eliminazione di pregiudicati, corrotti, voltagabbana, venduti, inciucisti, assenteisti e poltronari, e un deciso ritorno alla democrazia più diretta e allargata possibile, sottraendola all’arbitrio esclusivo e dispotico dei capi partito, in modo che finalmente ritornino governabilità e rappresentanza, due concetti che negli ultimi anni hanno subito violazioni tremende, al punto che in Italia non si può più parlare di democrazia ma di feudalismo partitico.
    Per fare un nuovo sistema elettorale non c’è bisogno di tempi lunghi visto che si tratta di una legge ordinaria e non costituzionale. Il Governo vorrebbe un proporzionale con soglia del 5% così da sfoltire la selva della trentina di partitini che complicano solo le cose. Ma i voti dei due partiti di Governo in Parlamento sono scarsi e le opposizioni rifiutano sia la soglia del 5% che il proporzionale e voglio un maggioritario forte.
    Certo occorrerà ripristinare il premio di maggioranza per garantire la governabilità a chi vince e impedire che si ripeta l’abominio elle ultime politiche in cui il Rosatellum ha impedito al M5S col 33% di governare da solo, mentre Bersani aveva vinto col 26%. E le coalizioni hanno dimostrato ampiamente quanto siano poco affidabili i patti tra partiti opposti che si odiano.
    In ogni caso io proporrei in caso di maggioranze poco certe di ricorrere anche al ballottaggio, come si fa nei Comuni. Si dice erroneamente che il ballottaggio è incostituzionale ma non è vero. Se diventasse troppo difficile passare a un nuovo sistema elettorale per l’opposizione sia della destra che dei partitini, basterebbe aggiungere il ballottaggio al Rosatellum e in un quarto d’ora saremmo pronti per nuove elezioni, risparmiando al Paese la tortura di mesi e mesi di discussioni senza fondamento.
    Gli sciocchi ripetono a pappagallo che è incostituzionale. FALSO! Lo era solo quello dell’Italicum che non prevedeva una soglia minima e aveva leggi elettorali diverse per Camera e Senato. Teoricamente nulla vieterebbe di aggiungerlo al Rosatellum e andare a nuove elezioni e avremmo a un tempo governabilità e rappresentanza. Lo dicono fior di costituzionalisti.
    Non abbiamo perso abbastanza tempo con governi non eletti e con sistemi elettorali incostituzionali?
    Ci sarebbe poi modo di migliorare il Rosatellum ma intanto risparmieremmo al Paese una tortura e uno stillicidio che si prospettano infiniti, mentre ci sono cose importantissime da sistemare nella massima urgenza prima che da ultimo Paese europeo scendiamo ai livello del terzo mondo.

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