Ma mi faccia il piacere

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Il Verano Illustrato. “Ancien Régime. Parlamento svuotato. Democrazia indebolita. Capi partito onnipotenti. Con il referendum costituzionale, chi combatteva ala Casta ne costruisce un’altra. Ancora più intoccabile. Mentre nel Paese cresce il fronte del No” (l’Espresso, 30.8). Il primo settimanale che non riesci neppure a sfogliare perchè hai entrambe le mani impegnate.L’Apocalisse prossima ventura.

“L’Europa c’è, insieme batteremo il Covid” (Piero Fassino, deputato Pd, 24.8). Allora è vero che siamo spacciati.Copione.

“Sono vittima di un complotto politico!” (Steve Bannon, dopo l’arresto per frode e riciclaggio, 22.8). Questa mi sa che l’ha imparata in Italia.Battista, le pantofole!

“É un governo che si regge sulla paura. Se davvero rinviano le elezioni, prepariamoci alla guerra civile” (Pierluigi Battista a la Verità, che lo definisce “l’intellettuale liberale”, 24.8). Uahahahahahah.

Battista, i calzini! “Per il Campidoglio una persona capace realmente di guidare la città: Guido Bertolaso” (Battista, ibidem). Quello, zitto zitto, ti fa una terapia intensiva dentro il Colosseo. O al Salaria Sport Village.United Sardins.

“Il taglio dei parlamentari rende i forti più forti e i deboli più deboli” (6000 Sardine, l’Espresso, 30.8). Tipo i Benetton.

Slurp. “Chi è Mattia Santori? Una vita vagabonda, la sua… non solo lunghi viaggi in bici con gli amici, ma anche vere e proprie ‘emigrazioni’ in altri paesi. Sette mesi in Francia per studio, altrettanti in Grecia per amore… Tornato nella sua Bologna, continua a viaggiare, questa volta con la mente. Perché, in fondo, Mattia Santori è questo. Un sognatore, un vulcano di idee ed emozioni, di visioni, di prospettive… Un eterno ragazzo che crede di poter cambiare il mondo partendo da un cambiamento interiore… Da mesi vive il peso di una responsabilità enorme. Nonostante i suoi occhi siano stanchi, capisci al volo che è innamorato profondamente di quello che fa” (Facebook, profilo ufficiale delle Sardine, 21.8). Poi però ha anche dei pregi.

La Sacra Bibbiano. “Dopo Bibbiano minori più soli” (il Dubbio, 27.8). Non li ruba più nessuno.Tormenti interiori.

“I 300 euro mensili alla piattaforma Rousseau li ho pagati fino a inizio anno, poi ho smesso. Mi sono interrogato sul senso di questi versamenti” (Giorgio Trizzino, deputato M5S, Corriere della sera, 24.8). E, dopo lunghe e travagliate riflessioni, ha deciso che è meglio tenerseli.

Parla per te. “Parlo a nome di 8 milioni di studenti e famiglie, di 1 milione di professori, dei presidi e di tutto il personale” (Matteo Salvini, segretario Lega, 27.8). Soprattutto dei ripetenti.Da non perdere.

“Penso sia arrivato il momento di ritrovarci in una piazza (anche virtuale), mettendo assieme le voci di tutti coloro che dicono NO a una riforma fatta male e pericolosa” (Emma Bonino, deputata eletta col Pd, 28.8).

“Maratona oratoria di Bonino per il NO” (Repubblica, 29.8). Pronti con le transenne.

Nunzia vobis. “Sono riuscita a fare più battaglie con Giletti che in Parlamento. Non rimpiango la politica” (Nunzia De Girolamo, ex deputata FI, ex ministra Ncd, conduttrice di un talk su Rai1, La Stampa, 26.8). Lo vedi, cara, che la cosa è reciproca?

Italia vivacchia. “Alle Regionali andremo molto bene. La cartina di tornasole sarà il seggio di Sassari” (Matteo Renzi, leader Italia Viva, La Stampa, 30.8). Vasto programma.

L’autoesclusione. “Non si può affidare il governo del Paese a persone che non hanno mai gestito nulla” (Carlo Calenda, leader di Azione, Libero, 30.8). Quindi si ritira?

Due di coppe. “Roma, nel Pd spunta la carta Cirrinnà” (Repubblica-cronaca di Roma, 30.8). Mecojoni!

Risparmi. “Misure alternative al carcere: si potrebbe risparmiare mezzo miliardo” (Il Dubbio, 22.8). Ma, se abolisci le carceri, molto di più.

Celeste nostalgia/1. “Urge il Celeste Formigoni per difendere la democrazia. L’ex governatore aveva già previsto l’attacco alla Lombardia per piegare il Nord, cuore della resistenza antioligarchica” (Vittorio Feltri, Libero, 28.8). Purtroppo, fra una previsione e l’altra, gli erano sfuggite le manette.

Celeste nostalgia/2. “Tagliare i parlamentari non serve” (Roberto Formigoni, Libero, 30.8). Giusto: meglio arrestarli.

Il titolo della settimana/1. “Effetto Draghi sui leader. Gli elettori del Pd divisi sul referendum” (Repubblica, 29.8). Il titolo si riferisce al sondaggio di Ilvo Diamanti che dà Conte primo fra i leader con consensi del 60%, poi Zaia e Draghi solo terzo; e l’82% degli italiani per il Sì al referendum. Ma benedetti ragazzi: perchè ostinarvi a fare i sondaggi, con quello che costano, se poi ogni volta dovete nascondere i risultati?

Il titolo della settimana/2. “Un premio a Sangennaro” (a proposito del Premio Divergenze” al direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, Libero, 27.8). Ma gli hanno dato un premio o l’han fatto santo?

Il titolo della settimana/3. “Scendono i nuovi contagi: 878. Focolaio in una ditta di polli” (Corriere della sera, 26.8). Il Billionaire.

12 replies

  1. Niente di nuovo.
    Il lunedì è un elenco di schifezze della settimana, qualche volta fanno anche sorridere, la maggior parte descrive la miseria del giornalismo-editoriale-politico-economico nostrano.

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    • Tipo Battista che pensa a Bertoleso non solo come persona capace ma perfino capace di guidare una città, addirittura Roma.
      All’inizio fa ridere, poi ci ripensi e non c’è proprio niente da ridere.

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  2. L’IMPORTANZA DEL SÌ PER LE FUTURE RIFORME. Viviana Vivarelli.

    A parte l’assenteismo che in Italia è mostruoso, e il poltronismo per cui alcuni sono attaccati con la colla alla poltrona o alle poltrone se hanno più cariche, ci sono altre cose da condannare nell’attuale Parlamento, in primo luogo le liste blindate per cui i candidati non sono scelti dagli elettori ma dai capi partito che impongono chi vogliono, fregandosene sia dei bisogni e delle richieste della gente che della rappresentanza del territorio (vedi il Pd che impone Casini a Bologna o Renzi che impone la sua amata Boschi a Bolzano o Berlusconi che impone le sue Escort).
    Tutti temono questo referendum perché appena passa il SÍ parte una nuova legge elettorale e molti democraticamente sperano che cambi molto le cose marce dell’attuale Parlamento come la moltitudine dei partiti (attualmente sono una trentina) con una soglia del 5% che semplificherebbe molto il quadro politico ma ovviamente è odiata da quelli come Renzi o Leu o Azione o i gruppi fascisti o i partitini della sx estrema che sparirebbero proprio.
    Si dovrebbe poi bloccare per sempre il fenomeno ormai di massa di quelli che sono eletti in un partito e poi lo abbandonano subito dopo per vendersi ad altri o passare nel gruppo misto.
    Necessariamente si dovrebbero riscrivere le circoscrizioni e speriamo di riformare sia i Comuni, accorpando quelli sotto i 1500 abitanti, che le Regioni accorpando quelle più piccole, il che dovrebbe portare anche ad affrontare il problema delle Regioni a statuto speciale, visto che tra le più piccole ci sono Alto Adige e Val d’Aosta (ma questo temo che non si farà mai) e si dovrebbe venire finalmente a capo del conflitto di interesse.
    Una riforma sana del Parlamento non dovrebbe consistere solo nello snellimento numerico dello stesso ma nel renderlo veramente più democratico, più sano e più rispondente ai bisogni di rappresentanza del territorio, cosa oggi inesistente visto lo strapotere dei capipartito e lo scarso potere degli elettori che sono truffati nelle loro scelte già al momento delle coalizioni e non possono poi fare più nulla contro scelte insane dei parlamentari, abbandoni, mazzette, rapporti mafiosi, tradimento dei programmi e cattiva condotta morale.  Viviana Vivarelli.  

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    • “…il poltronismo per cui alcuni sono attaccati con la colla alla poltrona o alle poltrone se hanno più cariche…!
      ti riferisci al fu tetrapoltronaro ggigggginooo…?

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  3. IL POST REFERENDUM DOPO IL SI’
    Il Pd si è impegnato di fare la legge per la riduzione dei parlamentari ‘solo a patto’ che subito dopo si facesse una nuova legge elettorale, intanto perché sarà obbligatorio e indispensabile riscrivere le circoscrizioni elettorali, poi perché il Rosatellum è odiato e ha dato pessima prova di sé oltre ad essere incostituzionale.Per cui nessun può dire dopo il voto non cambierà nullaAnzi il timore di molti (vedi Prodi o Renzi o i vari volgabbana) è proprio che molte cose saranno cambiate.E speriamo che le prime siano:- un proporzionale con premio di maggioranza che coniughi la democrazia e cioè la rappresentanza con la governabilità senza bisogno di coalizioni contro natura- una soglia del 5% che semplifichi il quadro elettorale come in tutti i Paesi europei- una legge sul conflitto di interessi- espulsione di chi abbandona il partito in cui è stato eletto- la fine delle liste blindate dai capi partito – la corrispondenza tra ogni candidato con un preciso territorio- il recall cioè la possibilità per gli elettori di cacciare gli indegni- l’obbligo di un tot di presenze, tenendo conto delle missioni, con espulsione degli assenteisti- la fine delle doppie o triple cariche- lo stipendio commisurato alla media europea e un taglio alle indennità e note spese- una revisione degli statuti di Camera e Senato che non dovrebbero cambiare per comodo loro le leggi dello Stato (vedi la Casellati coi vitalizi)- una riscrittura delle circoscrizioni elettorali che accorpi i Comuni sotto i 1500 abitanti e le Regioni più piccole.
    Dopo di che la democrazia sarà rafforzata, altro che indebolita!

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    • – la fine delle “porte girevoli” tra politica e magistratura, basta consulenze e altre schifezze affidate ai magistrati da parte della politica;

      – massimo due mandati parlamentari in costituzione e abolizione del mandato di senatore a vita…, poi si torna a lavorare, se si ha un lavoro, ovvero il reddito di cittadinanza per chi é disoccupato…! vedi poi, come i politici faranno di tutto per migliorare la democrazia e la giustizia nel paese in cui, a fine mandato, dovranno tornare a lavorare… come tutti gli altri cittadini proprietari della nazione…!!!

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  4. Vota SI’ la costituzionalista CARLASSARE

    La riduzione parlamentare darà l’inizio a una serie di riforme per aumentare democrazia e rappresentanza.
    “«Una rappresentanza distorta, come quella che ci veniva fornita da leggi elettorali che la Corte Costituzionale ha bocciato, altera l’esito della consultazione elettorale e altera di conseguenza la democrazia. La volontà degli elettori non risulta in nessun modo rispettata e soprattutto risulta irrilevante. Inoltre essenziale è il problema della responsabilità politica».
    ” L’eletto è legittimato ad esercitare un potere che gli viene dal popolo solo se poi risponde a chi lo ha votato. Oggi questo pare del tutto dimenticato».
    “Se guardiamo alle leggi elettorali degli ultimi decenni vediamo che in realtà con le liste bloccate la scelta di chi sarà eletto è unicamente operata dalle indicazioni dei partiti. Ed è verso questi, dai quali dipende la loro carriera politica futura, che gli eletti si sentono responsabili. E sono quindi pronti ad assecondare ogni indicazione che venga a loro fornita, prescindendo completamente dal rapporto con gli elettori».
    «In questa situazione non conta tanto il numero dei parlamentari quanto il loro rapporto con gli elettori. Se non siamo rappresentati, se verso di noi non sentono alcuna responsabilità, di che democrazia stiamo parlando?»
    “Ritengo che se passasse il No, nulla verrebbe più cambiato. In particolare non verrebbe più cambiata la legge elettorale. Con il Sì ci resta almeno la speranza».

    Lorenza Carlassare è una giurista, costituzionalista e accademica italiana, prima donna in Italia a ricoprire la cattedra di diritto costituzionale, professoressa emerita di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Padova.
    “…Ha fatto parte della commissione per le riforme costituzionali istituita nella XVII legislatura
    (Nap OH! litano) per elaborare proposte di modifica della seconda parte della Costituzione.
    Si è dimessa l’11 luglio 2013 in polemica con la sospensione dei lavori parlamentari ottenuta dal Popolo della Libertà a seguito della fissazione dell’udienza per il ricorso in Cassazione contro la sentenza del processo Mediaset, un episodio da lei definito come una “disfatta morale” e “un’intimidazione […] verso la Cassazione”.
    Commissione presieduta da Quagliarella, Carlassare è stata l’UNICA a schiena dritta, TRA I TANTI convocati dal pdr per studiare le modifiche alla Costituzione, a dare il forte segnale di un degrado istituzionale intollerabile… Ai lavori della commissione e relative conclusioni non è stato dato alcun seguito.
    Nel 2014 viene proposta dal Movimento 5 Stelle alla presidenza della Repubblica.

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  5. “hi è Mattia Santori? Una vita vagabonda, la sua… non solo lunghi viaggi in bici con gli amici, ma anche vere e proprie ‘emigrazioni’ in altri paesi. Sette mesi in Francia per studio, altrettanti in Grecia per amore… ” insomma un fancazzista…

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